17/05/11

ANIMAL > Loredana Di Lillo

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Sensualità, moralità, brutalità, solitudine e massificazione, produzione seriale e mappature immaginarie, natura, catastrofi, barriere fisiche e barriere mentali, ideologia, alienazione, cose serie e cose non serie, cose mai dette, un qualche luogo popolato d’amore, solitudine, ruoli, morire, invisibile, spirituale, illogico…*
La densità dei contenuti della mostra 'Animal' in Viafarini DOCVA, lascia un pò attoniti rispetto alla rarefatta atmosfera che aleggia nell spazio dove trovano posto nove opere di Loredana Di Lillo. Non tutte mantengono la stessa intensità. E come se l'artista avesse pensato più a calibrare l'insieme formale della mostra a scapito di contenuti singoli.
Nell'insieme, due i lavori che, più di altri, mi sono piaciuti: 'Broken my heart' - la vecchia coperta che l'artista recupera da un armadio di famiglia, per poi far ricamare con un grande e minaccioso pugno - 'Cocacola Vision' - una serie di goffe bottigliette di Coca Cola riempite con olio proveniente da Bari, terra di origine dell'artista.

* da comunicato stampa

Loredana Di Lillo

9 commenti:

  1. 2 anni fa sono andato a un baretto vicino a via moscova a far l'aperitivo e c'era una tipa con una maglietta bianca attillata con scritto sopra OGGI HO MAL DI TESTA a caratteri cubitali . secondo me era sua sorella o addirittura lei . ma in quelle bottiglie di cocacola poi cosa c'è dentro? urina?

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  2. 'Cocacola Vision' - una serie di goffe bottigliette di Coca Cola riempite con olio proveniente da Bari, terra di origine dell'artista.

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  3. ah sorry olio non avevo ancora letto

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  4. questo è un ottimo esempio di "artigianato dell'arte contemporanea". L'invito è quello di mettere in discussione questo clichè, o anche no.

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  5. .. noto che sono molti i giovani contemporanei che fanno riferimento alle lyrics di testi rock-pop.
    mother do you think they'll drop the bomb dei pink floyd ma anche
    are you going to drop the bomb or not dalla stupenda ballata forever young degli alphaville. mi chiedo però cosa c'entra? andrò a visitare la mostra per capire meglio....

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  6. 'Artigianato' mi sembra un buona definizione per descrivere il parvenutismo da galleria, cioè il necessario armamentario da sfoggiare per occupare uno spazio con oggetti artistici. L'artigiano infatti segue uno stile, una tradizione, non inventa mai, tramanda, prosegue una pratica attraverso le richieste della committenza e la tecnica contemporanea.
    In effetti, il bello di questa mostra è la naiveté dello sforzo di 'fare arte' senza averne minimamente lo stimolo, solo il fascino vacuissimo del ruolo, come il pilota per un bambino sul seggiolone, o il pompiere per quello con la canna in mano.

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  7. Infatti, io ho sempre scritto di avere rispetto per questo "artigianato", che potremo anche chiamare manierismo. Il problema è che non vengono create le condizioni per stimolare e approfondire possibili alternative. Viafarini e Care of dimostrano questa vitalità (tra personali, collettive sotto il nome dei raccolti di autunno) da due anni; caso strano proprio da quando nasce il blog whitehouse proprio con un critica alla gestione dei due spazi.

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  8. Luca Rossi, mi consenta, non confonda artigianato con manierismo. Sono proprio due condizioni opposte. Dell'artigianato abbiamo già detto, il manierismo invece è proprio la consapevolezza del proprio stile e la conseguente concentrazione al suo sviluppo. Sono proprio i due estremi, l'artigianato è come la moda per il sarto, qualcosa da seguire, da ammiccare; nel manierista invece la consapevolezza dello stile è tutto, è il senso di ogni sua azione.
    Se poi, ancora, riuscisse a distinguere lo svolgersi del mondo distinto dalla creazione del suo blog, ancora meglio, tutto le sarà più chiaro. Il mondo esiste, il computer si spegne, grazie a dio, non a lei.

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  9. Capisco la distinzione, ma francamente non mi sembra così rilevante, nel senso che in una mostra ci può essere una sfumatura fra le due opzioni. Se abbiamo un artigiano consapevole del suo stile e felice di seguire una moda, come la mettiamo?

    Non so se riesco a distinguere il mio blog dal mondo, penso di sì, anche perchè non è così difficile. Non capisco dove vuole andare a parare, Mastro Geppetto.

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