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04/07/11

Alcune buone ragioni per andare a Desio, Monza... // Kernel Festival 2011



Alex Posada, 'The Particle'


Audiovisual Mapping
Angelo Plessas 'ObjectRelatedTheory.com'
Samuel Yip
Quayola 'Topologies'
***
Durante i primi tre giorni (e tre notti) di luglio, gli spazi e le superfici neoclassiche di Villa Tittoni Traversi a Desio sono stati animati dalla prima edizione di Kernel Festival.
Basandosi su una formula combinata di inviti diretti e bandi rivolti a giovani, il festival ha messo insieme musica elettronica di buona qualità, spettacoli di "audiovisual mapping" capaci di rendere mozzafiato l'altrimenti noiosissima facciata dell'edificio del Piermarini, architetture effimere immerse nel parco e una piccola, ma intelligente, mostra di arte digitale (più o meno) interattiva capace di dialogare con un contesto non semplice.

Mescolare discipline così diverse e così vicine è sempre un po' complicato e rischioso ed alla fine le sezioni dedicate all'arte e all'architettura (quelle che in teoria si vorrebbero con l'iniziale maiuscola) risultano spesso meno spettacolari di altri generi considerati più popolari. Tutto questo ci potrebbe far riflettere a lungo sul significato reale di certe classificazioni...
Sottolineo che per lo meno le opere di Angelo Plessas, Quayola, Alex Posada e Samuel Yip offrono esperienze visive perfettamente all'altezza del contesto.

Kernel Festival è organizzato da Area Odeon, Associazione no profit di Monza che si occupa di "promuove l’arte e la cultura contemporanea come veicolo di conoscenza e crescita comune, attivando e realizzando progetti che indagano gli aspetti partecipativi dei momenti artistici".

Stiamo sempre qui (proprio qui, in questo blog) a lamentarci autoflagellarci e litigare perché l'arte contemporanea è un circolo chiuso, dominato da perfide entità dotate solo di spirito mercantile, frequentazioni discutibili e dubbi costumi sessuali, attorniate da uno stuolo di "loosers" e "wannabe"...
beh, per fortuna qualcuno fuori dal giro "giusto" che riesce a mettere in piedi qualcosa di diverso, pur tra mille difficoltà e con molti aspetti ancora da perfezionare, ogni tanto c'è!

Personalmente (e credo anche l'autrice di questo blog) sono orgoglioso di aver dato una mano!

Andrea Balestrero

15/01/11

Where are the monuments?










Angelo Plessas e Andreas Angelidakis
***
I monumenti sono tutti nella testa di Angelo Plessas! Sono tutti lì, vaganti e immaginari. Alla Gloria Maria Gallery, durante l'opening (ben per lui, affollatissimo), computer in ogni angolo per non smentire il suo essere più virtuale che reale. Troppa luce toglieva al bagliore dell'unica proiezione che c'era il fascino di essere dentro al suo mondo immaginario. Ma poca cosa, visto che bastava muovere i vari mouse per interagire con le sue creazioni: disturbare un fiorellino multi-color sfiorandone la corolla (melookingatme.com) o far giocare degli omini su delle altalene (SymmetryOfChaos.com). Alle pareti una decina di piccole fotografie scaricate da google/maps che mostravano angoli, piazze e strade di Milano con installati i suo giocosi monumenti (per lo più dediche a persone-personaggi). Imponente una stella nera, demo di un monumento, a ricordarci che tanto immaginarie le sue sculture non sono.
Angelo è simpatico, parla un italiano da avatar che spera solo di essere esercitato per essere pienamente comprensibile. Intuivo che fosse, come il suo lavoro, coinvolgete ed espansivo. Brevemente accennavo al fatto che di lui mi piace la capacità di aver sintetizzato i tempi contemporanei dove affetti, meraviglia, noia e interazione, sono tutti dentro alle sue diavolerie digitali. Con la galleria, l'artista ha tentato di far installare in tutta la città dei grandi manifesti che diffondevano i vari monumenti: un assurdo robot davanti al cimitero Monumentale, una grande faccione in una rotonda, due occhi psicadelici in giardini della Triennale ecc. Ma burocrazia, tempi morti, addirittura l'Epifania, ha bloccato l'impresa.
Dal 1 al 13 febbraio, invece, Gloria Maria Gallery è riuscita a far installare una mega proiezioni di Angelo, alldaydoingnothing.com, un paio di gambe che, se sfiorate, si accavallano facendo dondolare dei sexy tacchi rossi!
Visitate anche ANGELO says:
Chi c'era?

In ordine sparso: Alvise Bittente, Ilias Lefas, Priscilla, Anna Viktorovna Faktorovich, Caroline Corbetta, Giovanni Kronenberg, Ivanmaria Vele, Martino, Andrea Balestrero, Ivano Atzori, Vasiliki Pierrakea, Gloria Maria Cappelletti ecc.

12/01/11

What's up? Tomorrow...

Raffi Kalenderian, Brand New Gallery
Joel Kyack, Brand New Gallery
Anthony James, Brand New Gallery
Ryan Trecartin, Brand New Gallery

Angelo Plessas, Gloria Maria Gallery
Alice Cattaneo, Galleria Susy Shammah
Francesco Gennari, Zero...
Gianni Caravaggio, kaufman-repetto
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Vi sono mancata? Chissà...
Mi congratulo con i miei 'inseguitori' che non hanno mancato di tenermi compagnia in questo mese festaiolo e di svaghi extra-artistici. Ho ricevuto alcuni email pro e contro l'anonimato. Non ho deciso nulla, se quella di lasciare le cose come stanno. Tutti liberi dunque di commentare più o meno con senno e pertinenza i vari post.
L'anno artistico milanese comincia per per me domani 13/01 con un tris italiano (faccio per dire!): Gianni Caravaggio da Kaufmann repetto, Francesco Gennari da Zero... e Alice Cattaneo da Suzy Shammah. Delle mostre so poco o nulla a parte i 'suggestivi' titoli.
Caravaggio ci attira con un poetico 'Tessitore d'albe' (nella project room della galleria Matt Sheridan Smith).
Gennari, che si presenta con 'Tre autoritratti e un paesaggio', ci incuriosisce con un'immagine (da comunicato stampa) in cui, da uno sfondo nero liquido, compare una luna-arancia. Dei riflessi mostrano un angolo di stanza... vedremo in sede.
Senza titolo, invece, la personale di Alice Cattaneo che si presenta (nel sito della galleria) con un frammento di grata ripiegato su se stesso.

Tutt'altro genere la mostra collettiva che inaugura sempre la stessa sera da Brand New Gallery, The shortest distance between 2 points is often intolerable (da citazione di Charles Bukowski). Ventata di talenti da Los Angeles: 14 artisti, 24 opere ecc. "L'arte a Los Angeles è più o meno un atto percettivo, l'acquisizione di una capacità, un sistema fisiologico, una condizione di varietà e difficoltà per definire gli spazi aperti. Il meglio che possa augurarmi che ci sia qui, è un punto di riferimento in un luogo costantemente indefinito, per lo più costituito da spazi stranamente individuali, che occasionalmente e proficuamente, si sovrappongono". Così scrive il curatore Andrew Berardini sull'arte a Los Angeles. Ma che vuol dire 'L'arte a LA è più o meno un atto percettivo'? Detta così suona veramente male...
Sempre in galleria anche la personale di Raffi Kalenderian (1981, Los Angeles), artista già ampiamente santificato da Peter Kilchmann. Ho vista una sua personale e devo dire che lo preferisco nei disegni.
Venerdì 14 invece, altro giro, altra corsa, verso Gloria Maria Gallery che ospita l'assurdo progetto di Angelo Plessas, "Every website is a monument". L'arista ha gironzolato su google maps selezionando alcuni angoli di Milano e vi ha installato i suoi bizzarri monumenti. In mostra proiezioni, postcards, segnaletica e un 'pezzo' di monumento. Nel suo web (che invito tutti a visitare www.angeloplessas.com) ha un concentrato di siti da perderci veramente pomeriggi interi. Il mio preferito è unwhiteme.com ma ce ne sono per tutti i gusti. Stimo il suo lavoro sul web perchè condensa (la mia) paranoia, immaginazione, alienazione, ironia, sesso ecc. Sembra giochi infantili che, magicamente, hanno preso vita.