Visualizzazione post con etichetta Gasconade. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Gasconade. Mostra tutti i post

11/07/12

Il giardino a penna di ℳarco ℬasta ♣ Gasconade

Giardino (Spider Orchids), 2010-11
Giardino (Spider Orchids), 2012, dettaglio
 Senza Titolo (Riflessi), 2010
***
Intimista con punte di romanticismo si presenta la mostra estiva nello spazio Gasconade: 'Blue Thursday' di Marco Basta (1985). Come sempre mi diverto a leggere un comunicato stampa che - temperature africane a parte - contiene 'viaggi' socio-sentimentali di notevole spessore. 
La mostra presenta tre lavori a parete che rivelano, non senza una certa godibile leziosità, un giardino segreto e due volte soffocato. La prima prigionia è la cameretta di Marco Basta, la seconda, invece - più greve -, è data dal pesante e caldo feltro su cui l' abile mano dell'artista disegna palme, orchidee, papiri, panacee, fiori di loto e ninfee.
Questa distesa vegetale, tracciata con un sottile pennarello blu, flutta nel vuoto di questa seconda potenziale parete che ricopriva un angolo della stanza dell'artista e lo spazio tra due mobili. E' questo secondo spazio che da vita infatti, ad un'altra opera: una colonna svuotata anch'essa contenente la romantica e favolistica flora. 
Nell'altra stanza, uno spesso foglio di carta ricercata, con quelle che sembrano delle impronte aliene di una grande mano. Non appese, quasi non esposte, sei stampe a getto d'inchiostro su carta giapponese che mostrano degli specchi. Subito il soggetto mi sfugge. Mi sembrano frammenti di un corpo annegato. Immagino una testolina che fluttua in gelide acque. Che lui o lei sia forse caduto tra muschi e rocce scivolose? 
Osservo meglio; ho preso un granchio.... Non sono teste zazzerute, bensì organi sessuali femminili e maschili inquadrati da diverse prospettive dagli ovali specchianti. 

Mostra delicata e promettente.
***
Intimate and with a flair of romance arrives the summer exhibition at Gasconade; 'Blue Thursday' by Marco Basta (1985). As always, I enjoy reading the press release – besides the fact that the temperature outside recalled an African city- when containing social and emotional recounting of a great impact. The exhibition consists of three works on the wall revealing -pleasantly but not without a certain pretentiousness- a secret garden. The first imprisonment is the bedroom of Marco, the second one - heavier - is made with a heavy and warm piece of felt, on which the skilled artist has drawn palms, orchids, papyri, panaceas, lotus flower and water lilies.  This extended vegetation, drawn with a thin blue marker, fluctuating in the space of this second potential wall, which covered a corner of the room and the space between two pieces of furniture. 
It is this second space in fact that pumps life to another work; an empty column, which also contains the romantic and legendary flora. In the other room, a carefully-selected, thick sheet of paper, just like the ones that seem to have been imprinted by a large, alien footprint. Not mounted on the wall and barely visible, the six inkjet prints on Japanese paper depicting mirrors. Instantly, the subject escapes me. They look like fragments of a drowned corpse. I am imagining a little head floating in icy waters. Or…that he or she, dropped off some slippery rocks and moss? 
Observing better; I grab a crab... It is not clear, but seem like male and female sexual organs from different perspectives, framed by the oval mirror.  

A subtle and promising show.

16/05/12

Leonardo da Vinci + Walt Disney = Francesco Joao Scavarda

***
Francesco Joao Scavarda / The Opposite of the Opposite Opposite of the Opposite  
Gasconade / Milano
Mosso da una visione olistica generata dalla sue terre d'origine - l'artista cresce tra lo stato brasiliano del Parà, ai piedi della Foresta Amazzonica, e la costa lombarda del Lago Maggiore - il venticinquenne Francesco Joao Scavarda ci vuol far intendere che lui, certe riflessioni se le è fatte eccome! Fatti un numero generoso di voli a lunga percorrenza e visti quei 4 - 5 cartoni animati prodotti dall'Impero Walt Disney, Francesco vuol farci credere che lui di migrazioni tra l'alto e il basso, fossero i piani del suo palazzo o la cultura (o la moda), ne conosce bene le oliate strategie... Camicie hawaiane a parte, scherzetti 'smart' a parte, alto o basso a parte.... Gasconade con i suoi artisti a seguito si conferma la galleria (o lo spazio no-profit che dir si voglia) più ecletticamente divertente nel circolo espositivo milanese. Non so chi sia l'artefice di cotanto ingegno e goduria intellettuale (o pseudo-intellettuale), che si diverte a soffocare con labirintici spunti anche la più bella mostra che si sia mai vista. Non che a Gasconade si sia vista una mostra tanto bella, ma di 'pressrelease' divertenti e bizzarri sì! Le proposte dello spazio, fino ad ora, si sono rivelate ottime,se pensate in stretta relazione all'altro spazio 'accavallato' VaVa. Questa doppia anima nello stesso numero civico, si dimostra imprevedibile, coscienziosa e - il che non fa mai male, anzi - divertente.
Detto questo..
Vaneggiando tra fumetti e prospettive o 'sfumati' leonardeschi*, il giovane artista si arrischia nella terra di nessuno (ok, di tutti) della Pittura... L'esito è appena sopra il 6, ma l'artista è giovane e promettente, dunque stiamo a vedere che succede. 
"Scavarda lascia che i punti di vista si moltiplichino: i piani scivolano l’uno sull’altro, le prospettive si distorcono, l’imitazione della realtà è perseguita con la consapevolezza che niente è più reale del luogo comune. In Au hasard Balthazar, Robert Bresson racconta la travagliata storia d’amore tra Jacques e Marie dal punto di vista di un asino: attraverso gli occhi di Balthazar, occhi che non conoscono la cultura, le azioni umane sono astratte in dinamiche biunivoche e regolate dagli impulsi più terreni. Come nella pellicola di Bresson, nell’arte di Joao Scavarda l’esperienza personale è sempre generalizzata nell’esperienza collettiva, la cui rappresentazione inevitabilmente comporta il ricorso a un cliché figurativo. Di fronte al magma delle immagini globalizzate, Scavarda respinge
l’interpretazione intellettualistica, e anzi quel magma preferisce sfidarlo a dadi. No more dispersion. Ripartiamo da zero. Scale, rotate, skew, distort, warp (oppure: Surf it / scroll it / pose it / click it / cross it / crack it / twitch / update it.)" (da CS)

A voi l'ardua - e ardita - sentenza! 

*“Adunque tu, pittore – scriveva da Vinci – quando fai le montagne, fa’ che di colle in colle sempre le bassezze sieno più chiare che le altezze, e quanto vòi fare più lontana l’una dall’altra, fa’ le bassezze  più chiare; e quanto più si leverà in alto, più mostrerà la verità della forma e del colore.” (Manoscritto A, 1492 circa)

17/03/12

Pose Position > 10 artists + Gasconade > Lausanne

 Da destra a sinistra: Missoni, Sweater, Men F/W 1981, Andrea Romano, KENNY ROGERS, 2012, Alessandro Agudio, Lulù, 2012
 Beatrice Marchi, Rufus; le persone che amo, quando mi imitano, tendono a somigliarsi, 2011, Maurizio Cannavacciuolo, Untitled, 1999 e Missoni, Sweater, Men F/W 1981
Stefano Arienti, Untitled, 1995 ca. 4 slides, 4 viewers, Courtesy: the artist and Galleria Massimo Minini, Brescia 
 Maurizio Cannavacciuolo, Untitled, 1999, Courtesy: the artist and Galleria 1000eventi,  MilanTahiti 1989, 2011
Dario Guccio, Spin-off #1, 2012 Courtesy: the artist
Davide Stucchi, Untitled, 2012, Courtesy: the artist
 Alessandro Agudio, Lulù, 2012
Massimo Grimaldi, Tahiti 1989, 2011, Courtesy: the artist and Zero..., Milan
Beatrice Marchi, Rufus; le persone che amo, quando mi imitano, tendono a somigliarsi, 2011
Missoni, Sweater, Men F/W 1981, Courtesy: Archivio Missoni
***
SCENARIO 1...............................................................................................................................
JASPER...I’m glad they missed you, amigo. Losing you an Baby Diego on the same day would be too much grief to bear. You did hear about Baby Diego.
THEO.......You kidding me?
JASPER...They say he was completely wasted.
THEO.......Baby Diego was always wasted.
JASPER...He was a wanker.
THEO.......Yeah, but he was the youngest wanker on the planet.
JASPER...Quite true. Quite true.

SCENARIO 2...............................................................................................................................
We make things. We make one thing after another, endlessly.
We adopt aesthetic tendencies that can be easily labeled, in as much as those are ready-made strategies of communication. A fellow of us used to describe a thing he made as follows: “This work is the sum of formal choices whose goal is to be interpreted as hard to be interpreted, so you are led not to look at the object but rather at yourself in the act of looking.”
We know that art critics will need words to clutch at; therefore we put down a couple of sentences in oder to please them: The art works featured in this exhibition are all frustrated by their bi-dimensional character and by art’s inescapable doom of ending up in mere (bi-dimensional) pictures. They aim at eluding their sleek surfaces, sneaking into the exhibition space and meeting the visitor. Since they are conceived as trickeries whose ambition is to delight, seduce, or even mislead their audience, they are unstably balanced between virtuosity and clumsiness, theatricality and naked truth, behavior and belief.

SCENARIO 3...............................................................................................................................
The anti-corruption investigations carried out by the judges came to be collectively called “Mani pulite”. No political party was spared, but in some parties corruption had become more endemic than elsewhere.
During the “Mani pulite” period Bettino Craxi (the leader of then-ruling coalition) tried to use a daring defense tactic: He maintained that all parties took money illegally to finance their activities. His defense was therefore not to declare himself innocent, but everybody guilty.

POSE POSITION
Alessandro Agudio, Stefano Arienti, Maurizio Cannavacciulo, Massimo Grimaldi, Dario Guccio, Beatrice Marchi, Missoni, Andrea Romano, Lorenzo Senni, Davide Stucchi
Organized by Gasconade 
***

05/11/11

Nè l'uno nè l'altro / Andrea Romano / Gasconade


Più sarà esagerato Claque tanto più sarà vero. Prima farsi leccare la faccia dalla neve, e senza rendersene conto rifare la stessa strada per poi alla fine ricordarsi solo degli angoli  dove fermarsi a fare pipì. 
Oppure parleremo Shill, e guarderemo in che modo gli altri reagiranno alle vostre impressioni. Non saremo chi diremo di essere, e tutti fingeremo che sia la prima volta. 
 ***
E tu cosa ti senti? Più parte di un claque (gruppo di individui ingaggiati per manifestare consenso o dissenso) o uno shill (un individuo che dietro remunerazione si finge consumatore soddisfatto di un determinato prodotto o servizio per invogliare altri individui all’acquisto)? 

Suona abbastanza cinica la premessa alla mostra 'Claque & Shill' del giovane artista Andrea Romano nel nuovo spazio no-profit Gasconade (condivide lo spazio espositivo con VAVA). Dalle prime righe del comunicato stampa: Gossip, cinismo e opportunismo – questo tiene in piedi le nostre mostre. Facebook, 'Elementi per una teoria della Jeune-Fille', iCal. Osserviamoci: siamo a malapena dei mezzi Shakespeare e dei quarti di Chopin, direbbe Witold Gombrowicz. “Eterni aspiranti, eterni incapaci, eterni insufficienti; servi, imitatori, ammiratori e adoratori dell’Arte che, infatti, [ci] lascia in anticamera”. Eppure scioriniamo teorie, articoliamo visioni, sguazziamo in un certo “gusto”. Siamo presi bene, sempre e sempre per la prima volta. Chi è il capo-claque questa sera? Clap clap clap. Bla bla bla.
Continua il testo in un salto ad astacoli tra l'arrabbiato, lo sconsolato, l'irritato, lo smarrito... Qualche contraddizione, qualche verità. La sensazione continuando a leggere è quella di una sorta di 'dichiarazione d'intenti': l'artista (e seguito) stila una lista di temi e concetti. Troppi, forse, da comprimere in una fotocopia: l'amarezza dell'asservire alle mode; la tristezza di andare contro natura; l'essere patetici nel provare empatia per un tigrotto-esperimento; il pubblico 'padrone' o 'pecora'; l'opinion leader e la menzogna; la definizione fenomenologica dell'opera; i falsi miti dietro e davanti alle immagini; il potere delle immagini; il bluff delle immagini; l'amore per le immagini; la scultura Il Bello, il Buono, il Vero; il conformismo; calzare le scarpe Nike Air o le contraddizioni della società contempranea ; il camp; vestire un ruolo per sport; ecc ecc.  
Per finire con:
Abbiamo ricevuto una lettera; è difficile dire se il mittente è uno shill o un capo-claque. Il testo, una manciata di righe, si conclude affermando che non siamo chi diciamo di essere. Quando calerà la luna giocheremo tutti in cerchio al gioco dei lupi; chi sarà il veggente? Chi la prostituta? Chi il primo a morire? Per ora, l’unico sollievo che ci rimane è ricevere l’ennesima pacca sulla spalla.
  ;-)

In mostra: una serie di piccoli disegni incorniciati con pesanti cornici di marmo. Il soggetto è Kenny, una tigre bianca nata da un incesto programmato in un allevamento a Bentonville (Arkansas, 1999), e deceduta nel 2008. I disegni sono perfetti. Senza dubbio Romano ha una mano fortunata. La tensione tra leggerezza/pesantezza - fragilità/eternità - carta/marmo non l'ho trovata così interessante.
Mi ha affascinato che l'artista abbia architettato intorno a questa piccola e delicata mostra una complicata (e divertente) scacchiera densa di interrogativi, poesia e riflessioni sulla decadenza dell'uomo e dell'arte, tutta.
Andrea Romano