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02/03/12

16000 immagini + 3600 artisti > il DOCVA al 900

Mario Gorni, Stefano Boeri, Marina Pugliese e Patrizia Brusarosco
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Una valanga di materiale sull'arte italiana degli ultimi decenni sarà disponibile da ora all'ombra del Duomo di Milano. Careof e Viafarini / DOCVA  - che hanno la loro sede alla Fabbrica del Vapore -  avranno da ora un'appendice al Museo del 900
Ieri c'è stata la presentazione alla stampa con presenti Stefano Boeri, Marina Pugliese, Patrizia Brusarosco e Mario Gorni
La Pugliese ha sottolineato una cosa importante: il pubblico del Museo del 900 - che è probabilmente diverso da quello che frequeta il mondo dell'arte contemporanea - scoprirà grazie agli archivi del Docva molta parte dell'arte italiana recente. 
Gorni e la Brusarosco hanno raccontato l'importanza di conservare e archiviare il materiale di documentazione degli artisti, ma soprattutto renderlo vivo grazie alla facile consultazione e all'organizzazione di mostre e progetti espositivi.
Negli spazi del museo dedicati a questo 'insediamento' contemporaneo, ci sarà la possibilità di accedere ad alcune postazioni informatiche e ad un Videojubox per consultrae video e materiale visivo. 
La valanga di cui accennavo si riferisce all'offerta in formato elettronico del Docva: 
* 25000 volumi sull'arte del Novecento
* 6000 video tra opere di artisti e materiale di documentazione
* 16000 immagini di opere di 3600 artisti (presenti dell'Archivio Portforlio)
* banca dati che raccoglie informazioni su enti, organizzazioni, scuole ecc
La scopo della collaborazione tra il museo del 900 e il Docva è quello di garantire l'accesso semplice e gratuito all'arte contemporanea nel cuore di Milano, a fianco ai supercapolavori del Museo del 900 (Invito tutti a vedersi la piccola stanza di Morandi, fenomenale). 

Prende parola anche Milovan Farronato che, con la sua esilarante ironica, si presenta assiema a Chiara Agnello come 'i curatori della mutua' :D
Il curatore accenna in anteprima che a settembre, proprio negli spazi dedicati al Docva, la Sala Archivi, ospiterà una mostra curata da lui e dall'artista Roberto Cuoghi. Dopo aver aperto tanta parte dei portfoli presenti in Viafarini, curatore e artista hanno scelto una serie di artisti non necessariamente rappresentativi ma 'espressivi' dell'archivio. Non sarà una mostra di documentazione, ma ci saranno anche opere d'arte, cose o 'roba' - come la definisce Cuoghi - dentro alle teche ma non solo. La mostra rappresenterà la 'smisuratezza' delle ultime generazioni di artisti italiani e, detto dall'accoppiata Milovan/Cuoghi... ne vedremo sicuramente 'delle belle'.
 Milovan Farronato, Angela Vettese e Marina Pugliese, Mario Goni
Mario Goni e Stefano Boeri, Chiara Agnello

17/05/11

Le azioni fallimentari di Davide Savorani al Careof



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Tempi lunghi, osservazioni, pause per la mostra ospitata al Careof DOCVA: Green Room* di Davide Savorani. Le curatrici Chiara Agnello e Roberta Tenconi, hanno fatto un'ottima scelta. All'opening, la grande stanza in cui era allestita la mostra era per lo più al buio, a parte l'unico punto di luce in un angolo. Appena arrivata, non accadeva nulla, vedevo solo tanti oggetti sparsi nello spazio senza una logica precisa. Pochi minuto dopo è entrato in scena un ragazzo che, lentamente, si è messo a spostare un carrello con sopra un intrico di aste di ferri. Ho scavalcato un lungo contenitore rivestito di materiale argentato con dentro della terra, e mi sono messa a girovagare nello spazio. Nel frattempo, il performer tentava di stare in bilico in altissimi zoccoli di ferro; poi ha cominciato a stare in bilico sulle braccia, appoggiandosi al muro. Mentre riprendevo lo spazio e gli oggetti, il ragazzo continuava a spostare cose, a spogliarsi e rivestirsi, a mettersi delle strane cuffie in testa.
L'esperienza di girovagare in questo surreale set, fatto di oggetto per lo più costruiti dallo stesso artista, era abbastanza strana. Mi sono avvicinata alla fonte luminosa e mi sono accorta che dietro ad una parete c'era, indisturbato, un altro ragazzo (il filosofo Diego Donna) che leggeva o pensava a voce alta brani di filosofia. Dal comunicato stampa leggo che spaziava da elucubrazioni sul concetto di ostacolo fino a quello di epoca.
Dopo una lunga esperienza in compagnie di teatro sperimentale, Davide Savorani ha traslato le pratiche teatrali in un contesto diverso, riuscendo a mettere un scena il backstage di un ipotetico teatro dell'assurdo. Ho avuto l'impressione di essere dentro ad un disegno in prospettiva, dove una mano veloce schizzava rapide forme per cancellarle e ricollocarle in un altro punto.
Sono stata a vedere la mostra anche il giorno successivo: lo stesso ragazzo, inespressivo, continuava a spostare pezzi di legno, il carello, alcuni disegni ecc. Il filosofo continuava nelle sue elocubrazioni... il set continuava a turbinare alla ricerca di un equilibrio fallimentare e fragile.

* termine proveniente dal teatro inglese per indicare la stanza antistante lo stage