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13/06/12

Pics from Contemporary Locus / Bergamo

 Francesco Carone, Scoglio, 2012 (particolare) Foto © Maria Zanchi

Huma Bhabha, Lecturer, 2010 - Collezione Privata, courtesy Paolo Curti / Annamaria Gambuzzi & CO, Milano 
Foto © Maria Zanchi
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contemporary locus / Bergamo
luoghi riscoperti dall’arte contemporanea
a cura di Paola Tognon
con la collaborazione di Paola Vischetti
Fino al 22 luglio, nella prima tappa espositiva, Huma Bhabha e Francesco Carone si confrontano con gli spazi suggestivi del Luogo Pio Colleoni, dimora medioevale di Bartolomeo Colleoni e ancora oggi archivio dell’Istituto e luogo di conservazione di opere d’arte, oggetti e documenti. La compresenza di Bhabha e Carone in contemporary locus 1 è testimonianza contemporanea di culture e pratiche artistiche differenti, unite da un singolare dialogo con il passato e calate in spazi segreti che si aprono alla inaspettata solarità di un antico orto urbano.
Luogo Pio della Pietà, Istituto Bartolomeo Colleoni
Via Bartolomeo Colleoni 11, Città Alta, Bergamo

PROSSIMI APPUNTAMENTI:
contemporary locus 2 - Anna Franceschini e Steve Piccolo
Cannoniera di San Giacomo, Bergamo
29 luglio - 9 settembre 2012

contemporary locus 3 - Ex Hotel Commercio, Bergamo
22 settembre - 11 novembre 2012

Info e dettagli vedi il sito di contemporary locus

06/07/10

Niente da vedere tutto da vivere... Carrara

Francesca Banchelli, Himalaya



Michelangelo Consani

Helena Hladilová

Michelangelo Consani

Jacopo Miliani

Francesca Banchelli

Maurizio Nannucci

Mirko Smerdel

Daniele Bacci

Irina Kholodnaya

Yuki Ichihashi

Giovanni Ozzola

Massimo Nannucci

Eugenia Vanni


Francesco Carone

Moira Ricci




Robert Pettena

Anche la mostra a cura di Lorenzo Bruni, 'Niente da vedere tutto da vivere', ha beneficiato come la Biennale di Carrara della suggestiva cornice che la conteneva: Istituto del Marmo Pietro Tacca di Carrara. Molti, anzi moltissimi gli artisti invitati... d'altronde la mostra 'riflette sulle qualità delle ricerche artistiche presenti in Toscana' (suona un po' presuntuoso).
Avendo visitato la mostra ancora in allestimento non ho potuto apprezzare appieno molto lavori. Certi video non c'erano, alcune cose non erano montate e non era ancora pronta la mappa della dislocazione dei lavori. Detto questo, ho notato come alcuni lavori, rispetto ad altri, hanno interagito con lo spazio (impresa non facile). Non ho capito molto bene la relazioni tra le varie suddivisioni della mostra: Tornare per partire/ Presenze/Luoghi. Non era evidente a colpo d'occhio. Il lavoro che mi ha dato il benvenuto nella mostra è stato quello di Giuseppe Chiari, “Il Gioco dei Dieci Nomi”. Sotto alla carta incorniciata dove l'artista ha scritto i suoi 10 nomi importanti per la vita, c'era un quaderno che invitava a scrivere i propri 10. Non ho avuto il coraggio di...

Ho apprezzato gli interventi di:
Francesco Carone che in 'Prologo' ha installato una collezione di edizioni italiane di Moby Dick in ordine di grandezza su una scala.
Michelangelo Consani con il video 'Beat on the Brat', storia di due bambini che si contendono un elemento di ferro tipico dei moli. Peccato per la spiegazione che giustifica il sonoro: 'Questa dimensione di attesa rivoluzionaria/democratica è sottolineata dalla musica dei Ramones che stride con la scena e il paesaggio bucolico.'
Jacopo Miliani e il suo intervento sono “ Cage Tautology”. Ha inciso molto il luogo dove l'audio veniva trasmesso: pareti dipinte di rosso con al centro della stanza decine di busti in gesso.
I due artisti cechi Hladilová/Siedlecki.
In particolare la stampa fotografica di Helena Hladilová, “Ex Piazza d’armi Carrara”. Nell'immagine di un rilievo/monumento pieno di scritte, l'artista ha ricostruito i volti dei vari soggetti modificandone le sembianze con Topolino, Paperino ecc.
Il video di Eugenia Vanni "Repetition is Competition”: ha creato l'effetto di una discoteca con luci pulsanti in un'aula della scuola. Il sonoro era il rumore degli scalpelli che battono sul marmo.
Mi è dispiaciuto perdere la performance di Robert Pettena 'Solid Reggae Foundation'. Mi hanno raccontato che è stata una cosa molto 'forte'. Prossima volta!

Nel complesso la mostra era interessante e meritevole il fatto che Lorenzo Bruni aveva un budget di zero euro (così mi hanno detto!)

Grazie per alcune foto a Robert Pettena