Visualizzazione post con etichetta Galleria Francesco Pantaleone. Mostra tutti i post
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10/07/12

Neve a Milano a luglio... / Stefania Galegati Shine

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Stefania Galegati Shine è arrivata a Milano, da Palermo, con la mostra 'Milano Marittima', presenta nell'estemporanea galleria BAD New Business (spazio a cura di Francesco Pantaleone, gallerista dell'omonimo spazio a Palermo).
Milano Marittina è una località del mare Adriatico dove molto probabilmente Stefania ha trascorso più di una vacanza. E' in questo luogo che ha scattato le tante foto esposte in una lunga sequenza di diapositive. OIn mostra anche una serie di dipinti Pirates e, inaspettata e surreale, un grande ammasso di neve.

"E con Pirates si apre un altro racconto.
Quello favoloso delle storie lontane dei Pirati, dei tesori nascosti. Storie che ci facevano restare a bocca aperta da bambini, lasciandoci dubbiosi se mai nella vita avremmo incontrato un pirata in carne ed ossa. 
Ma Pirates è anche il racconto di una storia manipolata.
Stefania Galegati Shines lavora concettualmente sull’inganno. Utilizza come medium una tela rigata colorata ponendola in netto contrasto con il sovrapporsi delle immagini crude dei guerriglieri: i pirati contemporanei, armati ma disarmanti.
Perché in realtà, la loro, è una storia diversa da quella apparente.
Stefania G ribalta il punto di osservazione.  Sa che la società è ostaggio dei Media. Quello che vediamo è reale?
Lei va dritta alla radice, ci chiede e si chiede: chi è la vittima? Chi è il predone?
I pirati contemporanei sono fantasmi di se stessi, sono spesso giovanissimi. Uomini senza volto, poiché il loro Stato, dopo anni di sfiancanti guerre civili, è privo di un’identità politica riconosciuta. Sono pedine che non hanno alcun potere se non l’uso della forza, che è uno strumento efficace e sbagliato per farsi sentire. 
Stefania Galegati Shines non giustifica. Denuncia."
(...)
"Stefania Galegati Shines mi preannuncia che Milano Marittima include un divertissement, un guizzo. L’installazione è una montagna di ghiaccio: fresca, neutra, pura. Che lava i dubbi, le incertezze, che purifica gli occhi.
Stefania G vuole portare il mare in città restando fedele al titolo e ricreando uno spazio effimero che alleggerisca il clima. Per suggerire con ironia tagliente quella che potrebbe essere la summa dell’esposizione milanese: ripensare ai mancati processi di ammodernamento delle società, che a volte, possono anche essere un bene. Che i rituali collettivi, sempre più insensati, erodono la tradizione; che il dinamismo sfrenato e senza programmi genera il caos; che la fede “nell’immagine” è un inganno quando non è accompagnata da un sano spirito critico.
Milano Marittima ci suggerisce che di tanto in tanto è meglio fermarsi e ascoltare. È meglio fermarsi per vedere ciò che accade. È meglio chiedersi il perché delle cose."

Estratti dal testo scritto in occasione della mostra da Agata Polizzi



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Stefania Galegati Shine came to Milan from Palermo, with the exhibition 'Milano Marittima', presented at the gallery BAD New Business (a space curated by Francesco Pantaleone, who runs the homonymous gallery space in Palermo).
Milano Marittima is a town of the Adriatic Sea, where Stefania has probably spent her holidays, more than once in her lifetime. It is in this place where she took this many photos, displaying them as a slideshow. On the show there is also a series of paintings and Pirates and, unexpectedly as well as surreal, a big pile of snow.

"And with the Pirates there is another story.
The wonderful stories of the distant pirate, the hidden treasure; stories we were astonished as children, leaving us doubtful, whether we would ever meet a pirate in the flesh or not.
But Pirates is also a narration of a manipulated story.
Stefania Galegati Shines works conceptually on deception. She uses a colored, striped canvas by confronting it to the overlapping of raw images of the guerrillas; the contemporary pirates, armed but disarming.
Because in reality, their story is different from what appears to be.
Stefania G reverses the point of observation. She knows that the society is a hostage of the media. Is what we see real?
She goes straight to the root, she asks, and asks again; who is the victim? Who is the robber?
The contemporary pirates are the ghosts of themselves, they are often very young. Faceless men, because their country, after years of exhausting civil wars, has not a recognized political identity. They are pawns that have no power except the use of violence, which is an effective and incorrect way to have a voice.
Stefania Galegati Shines does not justify it. She disputes it. "
(...)

"Stefania Galegati Shines announced to me that Milano Marittima includes a divertissement, a flicker. The installation is a mountain of ice, cold, neutral, pure. That washes the doubts and uncertainties and cleanses the eyes.
Stephanie G wants to bring the sea to the city, while staying true to the title in recreating an ephemeral space that lightens up the mood. To suggest an ironic edge on what could be the sum for the Milanese exhibition; rethink the forgotten-by the modernization of society- processes, which at times can also be an asset. That the collective rituals, increasingly senseless, erode the tradition, that the unbridled dynamism without scheduling generates chaos, that the faith in the "image" is false when it is not accompanied by a healthy critical spirit.
Milano Marittima suggests that from time to time it is better to stop and listen. You better stop and see what happens. It is better to ask why. "

Excerpts from the text of the exhibition, by Agata Polizzi

14/02/12

How much? Alcune considerazioni di Massimo Minini...

Massimo Minini, - Foto: Renato Corsini 
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Vi ricordate il The Best 2011?  Ho chiesto a una serie di galleristi di segnalarmi la mostra che ritenevano tra le migliori dell'anno passato. Nel post della Galleria Pantaleone, si è creato un fitto botta e risposta tra molti commentatori. L'ultimo è stato scritto dal gallerista Massimo Minini

"Bè, incredibile...io segnalo come "best" Brancusi/Serra da Beyeler e non ci sono commenti. Pantaleone segnala una sua artista e si scatena un putiferio di 50 risposte...la prossima volta segnalo Alberto Garutti, tra l'altro menzionato nell acceso dibattito-Galegati....
Ma, a parte le battute, forse la domanda non è perche? Come mai? Quando? Forse la vera domanda è :Quanto?
Si perchè la fama, la fortuna, quella carriera negata e qui invocata, attraverso questa parola passa : quanto? In inglese : how much?
Tutti parlano, criticano, accusano, spiegano ma chi tira fuori i soldi per aiutare Galegati, Gabellone e tutti quanti. Fondi indispensabili per vivere e lavorare e sentirsi sicuri di se e del proprio ruolo?
Qualche anno fa ho conosciuto Paladino e DeMaria, 1976, due emigranti senza arte nè parte. Piccoli lavori, ancora crudi. Li ho visti crescere, ho visto crescere il lavoro man mano che arrivava il successo. Incredibile anche il lavoro migliorava a vista d'occhio.
Per questo, visitata la mostra di Stefania - Luglio, Palermo, 2011  - ho acquistato due dipinti. Galegati non espone da me, non ho obblighi, non la conosco. Ciao, come va ? Niente di più. Ma questa serie di nuovi dipinti mi è piaciuta proprio, un salto. E allora basta una pacca sulle spalle? No dobbiamo metterci la faccia, non criticare e basta, niente consigli, niente polemiche.
Meglio, per la causa, chiedere: Quanto? Più concreto, uno si sente meglio. Fatti, non parole. Se vi piace il suo lavoro, se volete sostenere lei o altri, se volete far volare l'arte italiana, invece di litigare chiedete: how much? Tutto qui."

09/09/11

Short Interview n° 9 > Francesco Pantaleone

 Veduta della mostra in primo piano l'opera di Lutz / Guggisberg - Gewehrabgabe, 
dietro l'opera di Loredana Longo
 Benny Chirco, Senza Titolo - Aprile 2011

 L'opera di Stefania Galegati Shines "Sacchi di sabbia/Sands bags"
  Wunsch/Ordnung - Desiderio/Ordine veduta della mostra
 Sulla destra l'opera di Urs Aeschbach
A sinistra Markus Müller, al centro Benny Chirco, a destra Costa Vece 
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Mostra Wunsch/Ordnung - Desiderio/Ordine presso la chiesa Santa Maria dei Crociferi a Palermo, a cura di Cécile Hummel, Francesco Pantaleone e Andrea Roca.

Sono stati invitati una serie di artisti svizzeri e siciliani: Adalberto Abbate, Urs Aeschbach, Benny Chirco, Andrea Di Marco, Stefania Galegati Shines, Hoio, Cécile Hummel, San Keller, Loredana Longo, Lutz/Guggisberg, Markus Müller, Francesco Simeti, Loredana Sperini, Hildegard Spelhofer, Costa Vece. 
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ATP: Si può lavorare in Sicilia occupandosi d'Arte Contemporanea ?
Francesco Pantaleone: Assolutamente sì! Non bisogna temere le difficoltà determinate dal vivere in una terra ricca di contraddizioni, con un pubblico ancora avvezzo all’arte antica. Molto spesso è proprio il forte peso della tradizione a sollecitare gli artisti a lavorare in Sicilia. Gli svantaggi, in Sicilia, sono rappresentati da un senso poco diffuso del collezionismo e dall’incapacità ad avvicinarsi all' Arte Contemporanea. Senza contare l’assenza di interesse da parte delle istituzioni pubbliche.
Per quanto riguarda il mio lavoro di gallerista, sono molto fortunato ad avere la galleria a Palermo, nel cuore del quartiere storico della Vucciria.
ATP:Come si struttura il tuo lavoro a Palermo?
FP: La galleria opera su due fronti: mediante la promozione ed il sostegno dei migliori artisti siciliani contemporanei ed attraverso l' avvio, a partire dal 2007, di un ciclo di residenze per gli artisti, con la collaborazione di Laura Barreca. Invitiamo artisti di calibro internazionale, a creare una mostra personale, utilizzando quanto prodotto durante il periodo della residenza.
Tra gli artisti vorrei ricordare le ultime residenze. Quella di quest’anno di John  Kleckner  (sua prima personale in Italia); Marc Bauer, nel 2010 e Andrew Mania nel 2009. Da quest’ anno con la personale di Stefania Galegati Shines abbiamo iniziato una collaborazione con la Gam di Palermo. Sono in programma la mostra personale di Adalberto Abbate e di Francesco Simeti (2012).
ATP: Mi racconti com’è nata la mostra “Desiderio/ Ordine”, attualmente in corso presso l’Ex Noviziato dei Crociferi (Palermo)?
FP: Il progetto è nato dall’incontro tra me e Cécile Hummel con lo scopo di evidenziare gli elementi che accomunano e differenziano le realtà artistiche contemporanee esistenti in Svizzera ed in Sicilia.La mostra ha avuto due momenti: una prima tappa da Maggio a Giugno a Basilea, e poi dal 30 Luglio all’11 Settembre, a Palermo, con gli stessi artisti, esponendo opere differenti.
ATP: Il senso del titolo ‘Desiderio ed Ordine’?
Abbiamo rintracciato in questi due concetti alcuni elementi caratterizzanti le diverse situazioni artistiche. La Svizzera ispira perfezione e ordine, mentre la Sicilia è quella terra meravigliosa e ‘desiderata’ dove fioriscono i limoni.  Ovvio che le realtà a cui ci riferiamo non sono quelle artistiche (che come è noto sono lontane anni luce), ma la realtà delle due terre, così come riteniamo venga percepita dalla gente!
ATP: Da cosa nasce il tuo amore personale per l'Arte Contemporanea?
FP: Il mio amore per l'arte è nato dalla formazione ricevuta dalla mia famiglia.
Mio padre è un collezionista di arte siciliana dell' 800, mentre mia madre (tedesca e di formazione steineriana), mi ha trasmesso l ' amore per l'arte ed una naturale attitudine, che appartiene ai nordici, verso la modernità.

Intervista in collaborazione con Giuseppe Giovanni Blando
 
Francesco Pantaleone 

14/07/11

'Grazie, prego, scusi', John Kleckner a Palermo

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L’artista americano John Kleckner, frequenta da anni la scena artistica di Berlino (e un po’ si vede). Giunge dal nord a Palermo: una città forse lontana dai centri nevralgici della vita artistica contemporanea, ma stimolante per la sua storia, le sue vicende umane e per l' originalità e intensità dei luoghi.

'Grazie, prego, scusi' - storica canzone di Mogol del 1965, interpretata magistralmente da Celentano – è il titolo che l’artista sceglie per la sua mostra alla Galleria Francesco Pantaleone (visitabile fino al 17 settembre). Lo spazio raccoglie delle opere realizzate con la tecnica del collage, elaborate durante una residenza d'artista.
Kleckner letteralmente si immerge nell’umore della città, lasciandosi conquistare dai suoi ritmi lenti, vivendo e misurando lo spazio dei quartieri storici, come quello del mercato della Vucciria. Qui l’artista cerca tra le carte smesse, i vecchi libri, raccogliendo santini, foto di riviste che si occupano della realtà di Palermo, ritagliando le sagome dei calciatori rosa/nero, le cartoline che raffigurano i teschi delle catacombe dei cappuccini, illustrazioni che raffigurano i monumenti storici, come lo scorcio dei Quattro Canti.
Con metodo ha accostato ed incollato insieme frammenti del tempo, tessendoli con sagome geometriche, tra pesci, uccelli e insetti disegnati a china, tra pagine di libri d'arte riguardanti il 900 o vecchi spartiti musicali.
Lontano dalle suggestioni del Surrealismo - che ha usato la tecnica del collage per svelare impulsi inconsci - o dalle ansie distruttive del Dadaismo, John KleKner riflette sul senso che intercorre tra l' ordine ed il caos; sulle relazioni tra le culture del passato e la contemporaneità, tra l' accumulo disordinato delle vicende storiche e l' immediatezza cosciente e complessa del presente.
Giuseppe Giovanni Blando
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07/11/10

La decima ora - Pre Artissima

Massimo Minini - La decima ora del gallerista

Mercoledì 3 novembre. Mi aggiro tra gli stand nella fase di ultimi ritocchi. Dalle kaufmann repetto si stanno rompendo i bicchieri colorati di foggia marocchina dell'installazione a terra Erratum di Latifa Echakhch. Nello stand di Minini, trovo le due sorelle tra pluriboll ed etichette da sistemare.
Anche da Pantaleone siamo alle rifiniture. Saluto Francesco e mi accorgo che, mi sento veramente bassissima. Non tanto per l'imponenza del gallerista ma perchè tutto lo stand è allestito con quadri, foto e collage ad un altezza decisamente non alla mia portata. Glielo faccio notare e mi risponde che ha dato il 'là' allo stand l'installazione di Christian Frosi che in effetti si impone per ingombro e ampiezza.
Prove generali per le 'ginnaste con nastro' di Eva Marisaldi nello stand s.a.l.e.s. Norbeto Ruggeri mi accoglie sorridente e soddisfatto dello stand. In effetti è molto elegante. Poche opere e ben orchestrate. Arienti, Favelli, Marisaldi, Carocci. Manca all'appello solo Grazia Toderi: manca da appendere un suo stadio illuminato.
Passo oltre e mi fermo nello stand di Massimo Minini, dove domina invece il rosso del tappeto (pianta delllo studio) di Alberto Garruti e la scultura circolare a parete di Anish Kapoor. Minini, scalzo, mi chiede di aspettare un attimo che mi deve mostrare una cosa. Entra nello sgabuzzini e, pochi secondo dopo esce con bolla e cassetta degli attrezzi in mano. Perplessa mi chiedo cosa mi deve mostrare. Penso che l'immagine qui sopra parli da sè. Veloce mi presto a immortalare quella che lo stesso Minini ha definito 'La decima ora del gallersita'! Che sia un presagio di come andrà questa 17° edizione di Artissima?

Francesca e Alessandra Minini

Latifa Echakhch nello stand kaufmann repetto
Eva Marisaldi nello stand s.a.l.e.s
Norberto Ruggeri
Foto di Stefania Galegati nello stand di Pantaleone
Francesco Pantaleone

11/07/10

Palermo è bellissima ma non mi capacito...









Non mi capacito che a Palermo, salita nella macchina di un'amica e trovato un parcheggio non so dove esattamente, abbiamo dovuto pagare 1 euro. Chiedo all'amica: Ma perchè abbiamo pagato? Quel tizio non mi sembra uno del comune. Mi risponde: se vogliamo ritornare alla macchina senza trovarla con le ruote sgonfie o bucate, dobbiamo dare 1 euro.
Non mi capacito che, per raggiungere la galleria di Pantaleone, ho camminato in mezzo alla sporcizia. Io, una ragione non me la faccio. Con me c'era anche un ragazzo napoletano che mi dice: Ma di che ti stupici, dovresti venire a Napoli! E' una questione di cultura..
Ecco, ho pensato... ora mi faccio la figura di quella che arriva dal Veneto ex-contadino e leghista dove girano tanti skej... Ho pensato un attimo e, continuando a non capacitarmi, ho risposto:
Ma che cultura e cultura??? Questa dalle mie parti si chiama solo inciviltà!
Perchè devo pagare un tizio così.. e perchè devo camminare in mezzo a odori nauseanti e sporcizia?
Palermo è un città bellissima. Ripeto, Palermo è una città bellissima che non si merita dei cittadini così incivili e disonesti. E non mi si venga a dire che è tutta colpa dei politici. Sicuramente è colpa loro la cattiva gestione dei rifiuti, ma dal basso, penso forse un pò ingenuamente, si potrà ben fare qualcosa.. no?
Mi stupisce dunque che, dopo aver camminato in maniera rocambolesca tra sacchetti di plastica e cacche di cane, arrivo nella romantica e decadente scalinata che mi porta alla
galleria di Francesco Pantaleone in Piazza Garraffello. C'era l'inaugurazione della mostra 'La fantasia morde nella piega in bilico' di Sissi. L'artista mi racconta di quanto bellissima è Palermo; di come lei si è lasciata permeare dalla città che le è entrata dentro... La mostra consisteva in "un arazzo di paglia e borchie, intrecciato a trama fitta. E' la corazza che nasce sospesa tra un muro e il pavimento. Questa è La fantasia morde la piega in bilico. I materiali sono gli stessi che riempiono i morti mummificati appesi nelle catacombe dei Cappuccini, seicentesco riparo per i reietti della città, anime senza legami e senza sepoltura." Nell'altra stanza una serie di foto dove l'artista si è immortalata con degli orecchini formati da conchiglie, ali di uccelli secchi, foglie ecc. Oggetti, scarti, paccottiglia che Sissi ha 'selezionato con l'interesse di uno scienziato in un continente sconosciuto'. Così racconta l'accattivante testo della curatrice Laura Barreca. Continua: " Sono resti consunti dal tempo, reliquie del presente trovate dovunque, dai lidi vulcanici di Stromboli, ai marciapiedi della Vuccirìa, dalle bancarelle di chincaglierie, ai piedi di un qualche albero. Poi l’oggetto, come un frammento sacro, viene inserito in minuscole gabbie, avvolto in docili strutture che ne assecondano la forma, seguono l’intreccio della materia, classificando le forme secondo le regole del colore, della porosità, rispondendo solo a criteri puramente formali ed enciclopedici."

Non so... l'effetto mi è sembrato alquanto strano. Forse perchè il giorno che ho trascorso per le strade di Palermo non mi ha dato la possibilità di sublimare abbastanza lo 'sporco' e vedere solo il 'bellissimo'. Non so, sono un po' confusa.