31/03/12

1000 battute / Michele Bazzana / Indoor / Monotono / Vicenza

 
Michele Bazzana, INDOOR, 2012. Courtesy l’artista e Monotono Contemporary Art. Foto Adamaria Giammarino

 
Michele Bazzana, INDOOR, 2012. Courtesy l’artista e Monotono Contemporary Art. Foto Stefano Zangrando
 ***
"Smontare, ricomporre, rubare centimetri per costruire un paesaggio su misura fatto di cose d'altri.
Il circuito ricalca strade percorse senza dargli peso, le segue dove si stringono, dove finiscono. Porta la sua attenzione a ciò che le contiene, a quello che sta attorno, che ne determina l’andatura, le curve, la percorrenza.

Il materiale che lo compone dà il ritmo e lo trasforma in un panorama fisico e palpabile fatto non di linee d’orizzonte, ma di ante che sbattono, di un cavo elettrico che s’impiglia, del truciolare che si sfonda. Il mezzo diventa un pretesto per sviluppare una condizione di domesticità esasperata, e, nonostante il limite che viene a crearsi, accetta di arrancare e sbattere inevitabilmente contro il mobilio."
Michele Bazzana
***
Michele Bazzana, INDOOR, 2012
a cura di Daniela Zangrando

30/03/12

Short interview / Marcello Maloberti / 'I am the Happiness of the World'

 
Marcello Maloberti, 'I am the Happiness oft he World', Performance, 'Demonstrations. Making normative Orders', Frankfurter Kunstverein, 24.03.2012 -  Photo: Norbert Miguletz, © Frankfurter Kunstverein
***
Art Texts Pixs: Hai partecipato alla mostra 'Demonstrationen making normative orders' - organizzata dal Frankufurt Kunstverein - con un progetto dal titolo 'I am the Happiness of the World'. In cosa consiste?
Marcello Maloberti: Il progetto di Francoforte appartiene a quella serie di lavori che sono vicini alla dimensione della manifestazione, in questo caso una parata, una dimostrazione pacifica e danzante che dalla sede del Kunstverein conduce una deriva per la città, per terminare poi davanti al palazzo della borsa. I protagonisti erano un gruppo di ragazzi che portavano con se meloni gialli e sorreggevano una bandiera delle Germania con una lunga coda da leopardo, tipo un lungo drago cinese. Il gruppo aveva in testa un body builder che sosteneva uno stereo portatile che scandiva il ritmo della marcia al suono di disco music rumena.  Diverse volte il gruppo si fermava ad un incrocio o davanti a qualche negozio arabo e iniziava un ballo coordinato. All'ultima fermata davanti alla Borsa ci aspettava un fila di pantere di ceramica. Finita la musica, silenziosamente, alcuni ragazzi hanno sollevato le pantere e, al mio segnale, le hanno lasciate cadere.  
ATP: Disco music rumena?  
MM: Sia la musica sia molti altri elementi dentro il gruppo, hanno un aspetto ambiguo che mi interessa: essere comuni ed esotici allo stesso tempo, come se appartenessero ad una lingua sempre e necessariamente barbara. Oltretutto è una musica perfetta quando non si vuole capire dove finisce la marcia e dove inizia il ballo.
ATP: Perchè il titolo 'I am the Happiness of the World' (Io sono la felicità del mondo'?   E' una citazione?
MM: Il titolo è lo stesso di un opera di Rainer Werner Fassbinder che non è mai stata portata a termine.  E' una frase semplice che porta con se un pensiero enorme, stupendo e triste. Quello dell'individuo perso nel mare del suo prossimo e del suo desiderio di sentirsi amato. 
ATP: Come ha reagito il pubblico tedesco?
Il bello di questi lavori è che per quanto siano diverse le città e le comunità con cui si lavora, sembra che l'entusiasmo non manchi mai, è come se ogni colore, ogni forma, ogni volto, fosse al posto giusto nel momento giusto. Anche per il pubblico tedesco è stato così.

Video Intervista con Rä di Martino ☆

 ***
E' iniziata un mese fa una serie di pubblicazioni video nel sito del magazine Vice / Art Talk Italia.  L'appuntamento di questo mese è dedicato a Rä di Martino che, dai primi minuti del video, svela la sua passione del la guida!

Art Talk è un progetto di Reebok in collaborazione con VICE

29/03/12

Coming soon... Miltos Manetas


Le Opere Cartesiane di Mauro Vignando

 
 ***
Una fredda e silenziosa geometria mi accompagna nella visita alla mostra di Mauro Vignando allo spazio torinese Cripta747.  Fuori dallo spazio, un cortile minaccioso rivestito di tubi innocenti mi crea la giusta atmosfera. In realtà li vedo uscendo, ma non importa. 
Le sue Opere Cartesiane creano nello spazio un rarefatto silenzio, quasi metafisico. Semplicemente l'artista parte dall'osservazione dei piani che attraversano un solido o una superfice. 
Non so quanti di voi sanno cos'è un Piano di Monge.
"In geometria descrittiva il metodo di Monge (o metodo delle doppie proiezioni ortogonali) è un metodo di rappresentazione piana di un oggetto nello spazio euclideo. Il suo nome deriva dal matematico francese Gaspard Monge che lo ha introdotto descrivendolo nella sua opera "Géométrie descriptive" (1799)."
Non so se Vignando ha studiato geometria descrittiva ma, caso vuole, che fosse una delle mie materie preferite all'Istituto d'Arte. Silenziosa e quasi filosofica quella disciplina difficilissima creava nelle quattro ore settimanali una sorta di religiosa referenza per linee, piani, solidi e ombre. In quelle ore impugnalo righe e squadre e, come mi insegnavano, tracciavo atmofere e ragionamenti, più che ipotetiche forme solide.
L'installazione di Mauro nello spazio Cripta747 mi ha ricordato quella rarefatta situazione. La sua opera fatta di 'intersezioni di piani cartesiani a partire dal centro di una boccia dal tradizionale gioco della raffa' mi ha inglobato in un enorme e opprimente piano di Monge. Quasi dolorosa, l'incisione sulla parete mezza ammuffita non lascia indifferenti. Decisamemte.
Lontano vedo la boccia - Renato Leotta mi racconta che l'artista ha chiesto di spostarla   nello spazio tutti i giorni. 

Un altro lavoro accompagna la mia silenziosa visita, 'Untitled I, II, III, IV, V': 5 panelli in tamburatio impiallacciato teak. "Sono una serie di lavori che ricordano mia nonna materna, che vedevo sempre a letto." L'impiallaciatura, come un'artigianale aureola, incorniciava la ricordata nonna dell'artista: una decorazione che, nelle reminescenze di Vignando, diventa un motivo seriale non privo di una certa insistente bellezza. 

Arrivo alla fine di questo tragitto geometrico avvolta nel buio. Sononel sotterranoe dello spazio, attorniata da calcinatti e muri scrostati. Arriviamo in uno spazio buio dove, con difficoltà si nota una piccola stampa di ceramica spezzata in più parti. La stampa mostra delle foto sovrapposte di due omonimi di nome Mauro Vignando. 

27/03/12

I 'falsi romantici' di Robert Fekete


 Untitled, 2011
Untitled (the wish), 2011
 Untitled (the wish), 2011
***
 Mentre il 'Viandante sul mare di nebbia' guardava - con capelli scampigliati e soprabito svolazzante - un panorama fatto di mare agitato, cime con vegetazione e scialbe montagne ricoperte di nebbia, i suoi personaggi sembrano sonnecchiare o annoiarsi tra uno sbadiglio e l'altro. Il 'falso romantico' Robert Fekete (1987, Transilvania, Romania), ha inaugurato la sua personale la settimana scorsa alla galleria Conduits, esponendo un ciclo di quadri sviluppati dall'osservazione del capolavoro romantico,  'Il viandante sul mare di nebbia (1818) di Caspar David Friedrich.

Piccoli quadri ritmano lo spazio, intervallati da grandi tele che catturano meno la mia attenzione. Il piccolo formato è lo spazio perfetto per questo giovane pittore che, tuttaltro che sprovveduto, mi cita Velasques e altri pittori che corroborano la sua paziente e meditabonda pittura. Simpatico e spigliato nel suo italiano (imparato a Roma), mi racconto di quanto la pittura sia quello che piace a me: una superfice da guardare da molto vicino (scrivevo di sfiorarla con il naso.. quando si può...).

Raccontavo di marine nebbiose e ragazzi annoiati. 
Fekete parte da uno dei 'viandanti' più famosi della storia dell'arte per la sua ricerca pittorica,  atta a raccontare dei ben diversi viaggiatori esistenziali.
Mentre il romantico viandante di 200 anni fa guardava 'dentro' al paesaggio metaforico per intuire (invano) il futuro sconosciuto, quelli dipinti da Fekete, sembrano essere stati assorbiti da una terrificante e - sempre di metafora si tratta - carta da parati.
Il pittore contemporaneo  azzera le distanza, passa dall'aperto al chiuso, dallo stare eretti (rispettosi) allo stare seduti, sdraiati, stravaccati davanti a dei paesaggi dipinti (finti), senza nè nebbia nè scogli. 
Sempre di spalle e immersi in un semi buio, i suoi personaggi descrivono alla perfezione un certo tipo di natura umana, quella un pò pigra, melanconica e ripiegata su sè stessa. 
Dominati da una sorta di inerzia sia fisica che spirituale, i 'falsi romantici' sembrano conservare però una tenue curiosità per ciò che accade 'oltre', nella natura rappresentata e addomesticata dalla pittura. Come tanti Oblòmov contemporanei sonnecchiano pensando di aver capito quasi tutto e, non fosse così  - magari girandosi dall'altro lato -  non sarebbe nemmeno così importante. 
Robert Fekete e Gea Politi

26/03/12

Coming soon... Mauro Vignando / Cripta747 / Torino

Mauro Vignando - Opere Cartesiane - Cripta747 Torino

Paesaggi con figura alla Marsèlleria

 
 ***
 Affronta il tema classico ( ma anche affascinante, irrisolto ed enigmatico) della relazione tra uomo e natura Federica Perazzoli nella sua personale J41/F57 nello spazio Marsèlleria. L'artista - 50% della coppia Kings - sceglie il mezzo pittorico per inscenare rarefatte atmosfere tra il bucolico e il desolante. La sua natura e le sue donne, si fondono/confondono per non rivelare nulla. Forse si parla di attesa, di inconscio ingarbugliato, di incertezza e fragilità interiore. Tra un paesaggio con figura (sempre unica e sempre donna) e l'altro, dei piccoli volti accennati ad acquerello.

Guardare una tela da molto vicino è una delle cose che più mi attraggono nelle mostre di pittura. Quando me lo consentono,  rischio di toccare i pigmenti con la punta del naso. Spariscono i soggetti e guardo la pasta cromatica che si mischia e fa spessore.
Nei quadri di Federica, questo viaggio ravvicinato mi ha fatto scoprire come l'artista abbia sperimentano molte tecniche, abbia praticato gesti e forzature pittoriche... mi accorgo che ha capovolto le tele per far si che i gocciolamenti non cadono solo dall'alto al basso ma anche viceversa.. ci sono colori spruzzati, tirati e sovrapposti.
Erano anni che l'artista mi parlava che doveva fare questa mostra. Finalmente questo era il momento giusto.

24/03/12

Chi ci sarà al MiArt...


***
Questi i partecipanti al prossimo MiArt by Frank  Boehm

A Arte Studio Invernizzi, Milano; A Palazzo Gallery, Brescia; Aike – Dellarco, Shanghai - CRP; Andrae Kaufmann, Berlin – D; Arte 92, Milano; Artesilva, Seregno (MB); Artiscope (Zaira Mis), Bruxelles – B; Artopia, Milano; B&B Arte, Canneto sull'Oglio (MN); Galleria Bergamo, Bergamo; Galleria Bianconi, Milano; Flora BigaiArteContemporanea, Pietrasanta (LU); Galleria Blu, Milano; Thomas Brambilla, Bergamo; Brand New Gallery, Milano; Ca' di Fra', Milano; Camera 16 contemporary  art, Milano;Cardelli & Fontana, Sarzana (SP); Cardi, Milano / Pietrasanta (LU); Cardi Black Box, Milano; Galleria Centro Steccata, Parma; Claudio Poleschi Arte Contemporanea, Lucca;Collicaligreggi, Catania; Antonio Colombo, Milano; Conduits, Milano; Contini Galleria d'Arte, Venezia / Cortinad’Ampezzo (BL); Raffaella Cortese, Milano; Studio Dabbeni, Lugano – CH; Dep Art, Milano; Eidos Immagini Contemporanee, Asti; FABBRI.c.a Contemporary Art, Milano; FaMa Gallery, Verona; The Flat - Massimo Carasi, Milano; Fluxia, Milano; Frittelli Arte contemporanea, Firenze; Galleria Marie-Laure Fleisch, Roma; Galleria d’Arte Frediano Farsetti, Firenze; Gloria Maria Gallery, Milano; Studio Guenzani, Milano; Galerie Mathias Güntner, Hamburg – D; In Arco, Torino;Jarach Gallery, Venezia; Jerome Zodo Contemporary, Milano; kaufmann repetto, Milano; Diane Kruse Galerie, Hamburg – D; Matteo Lampertico, Milano; Arte Centro - Lattuada Studio, Milano / New York; Laveronica Arte Contemporanea, Modica (RG); Galerie Christian Lethert, Köln – D; L'Incontro, Chiari (BS);Lorenzelli arte, Milano; Federico Luger, Milano; Studio Maffei, Milano / New York; Giò Marconi, Milano; Studio Marconi '65, Milano; MARCOROSSIartecontemporanea, Milano / Monza / Pietrasanta (LU) / Verona;  Primo Marella Gallery, Milano / Beijing – CRP; Mazzoleni Galleria d'Arte, Torino; Mario Mazzoli, Berlin – D; Francesca Minini, Milano; Massimo Minini, Brescia; Movimento Arte Contemporanea, Milano; On Stellar Rays, New York – USA; Galleria Open Art,Prato; P420, Bologna; Pack, Milano; Francesco Pantaleone Arte Contemporanea, Palermo; Poggiali e Forconi, Firenze; Poleschi Arte, Milano / Forte dei Marmi (LU) / Lucca; Progettoarte-Elm, Milano; Prometeogallery, Milano; Proposte d'Arte, Legnano (MI); Studio d'Arte Raffaelli, Trento; Robilant + Voena, London – UK / Milano; Room Galleria, Milano; Mimmo Scognamiglio Artecontemporanea, Milano; Schwarz Contemporary, Berlin – D; Poppy Sebire, London – UK; Suzy Shammah, Milano; Société, Berlin – D; Spazia, Bologna; Spaziotemporaneo, Milano; Spirale Milano, Milano; Tega, Milano; Tonelli, Milano; Tornabuoni Arte, Firenze / Milano / Portofino (GE) / Forte dei Marmi (LU) / Paris – F; Toselli, Milano; Valmore Studio d'Arte, Vicenza; VAVA, Milano; Vistamare, Pescara; West, Den Haag – NL; Workshop, Venezia

In giro per Roma a metà marzo

 ***
Ariel Orozco Detras Cristal a cura di Chris Sharp
Febbraio - Marzo 2012
 ***
  
Jacqueline Doyen  
 
Jacqueline Doyen  
 Stian Ådlandsvik
Giuseppe Pietroniro
 Keren Benbenisty
Sarah Ortmeyer
***  
so near the garden but still miles away
Stian Ådlandsvik, Keren Benbenisty, Jacqueline Doyen, Sarah Ortmeyer, Giuseppe Pietroniro
a cura di Carmen Stolfi
1/9unosunove - Fin al 7 aprile
 ***
***
Tomaso De Luca — The Monument
Monitor - Fino al 21 aprile
 ***
Eddie Peake Martin Creed