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14/07/11

'Grazie, prego, scusi', John Kleckner a Palermo

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L’artista americano John Kleckner, frequenta da anni la scena artistica di Berlino (e un po’ si vede). Giunge dal nord a Palermo: una città forse lontana dai centri nevralgici della vita artistica contemporanea, ma stimolante per la sua storia, le sue vicende umane e per l' originalità e intensità dei luoghi.

'Grazie, prego, scusi' - storica canzone di Mogol del 1965, interpretata magistralmente da Celentano – è il titolo che l’artista sceglie per la sua mostra alla Galleria Francesco Pantaleone (visitabile fino al 17 settembre). Lo spazio raccoglie delle opere realizzate con la tecnica del collage, elaborate durante una residenza d'artista.
Kleckner letteralmente si immerge nell’umore della città, lasciandosi conquistare dai suoi ritmi lenti, vivendo e misurando lo spazio dei quartieri storici, come quello del mercato della Vucciria. Qui l’artista cerca tra le carte smesse, i vecchi libri, raccogliendo santini, foto di riviste che si occupano della realtà di Palermo, ritagliando le sagome dei calciatori rosa/nero, le cartoline che raffigurano i teschi delle catacombe dei cappuccini, illustrazioni che raffigurano i monumenti storici, come lo scorcio dei Quattro Canti.
Con metodo ha accostato ed incollato insieme frammenti del tempo, tessendoli con sagome geometriche, tra pesci, uccelli e insetti disegnati a china, tra pagine di libri d'arte riguardanti il 900 o vecchi spartiti musicali.
Lontano dalle suggestioni del Surrealismo - che ha usato la tecnica del collage per svelare impulsi inconsci - o dalle ansie distruttive del Dadaismo, John KleKner riflette sul senso che intercorre tra l' ordine ed il caos; sulle relazioni tra le culture del passato e la contemporaneità, tra l' accumulo disordinato delle vicende storiche e l' immediatezza cosciente e complessa del presente.
Giuseppe Giovanni Blando
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27/01/11

Da Berlino > Patrick Tuttofuoco / John Kleckner


Installation View, 2011, Courtesy Peres Projects, Berlino
David Copperfield, 2011, Patrick Tuttofuoco, Courtesy Peres Projects, Berlino
Untitled, 2010, John Kleckner, Courtesy Peres Projects, Berlino
…and me, 2011, Patrick Tuttofuoco, Courtesy Peres Projects, Berlino
David Bowies, 2011

Secondo report by Luciana Rappo da Berlino per la mostra di Patrick Tuttofuoco e John Kleckner da Peres Projects.
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Patrick Tuttofuoco ha inaugurato da Peres Projects insieme all'artista americano John Kleckner il 14 gennaio scorso. All'opening tanti artisti, tanti italiani, tutti con la bottiglia di birra in mano. Insomma, atmosfera 'alternativa' come piace tanto a Berlino e, d'altra parte, si era proprio nella zona calda delle gallerie: quell'incrocio di strade tra Oranienburger e Friedrichstrasse dove si svolgono anche tanti degli eventi della Biennale.
Patrick ha portato quattro sculture di media grandezza, direi grandezza d'uomo. Tre delle quali davano l'idea di strani totem, presenze ieratiche, leggeri fantasmi di maschere, azzurra, verdina, a pallini, con un unico occhio-bocca-canale di comunicazione e pronte per recitare nel prossimo
film della pixar (questo per parte mia è un complimento, adoro Pixar). I fantasmini sembrano lievitare su piedistalli - in parte di plexiglas colorato e in parte in mdf - che giocano con forme piene e vuote, rotondità e spigoli, curve e linee rette. Le due parti dialogano bene tra loro, un incontro pieno di promesse.
Patrick carica meno le sue sculture di oggetti, di rimandi, di materiali eclettici, si concentra più sull'essenziale diradando l'immagine della maschera, facendola invece fluttuare, pronta a prendere il volo verso chissà dove, eppure tenuta legata alla struttura da una forza invisibile e misteriosa. Ma c'è anche gioco, leggerezza, sguardo autoironico verso ciò che è stato prima e che comunque progredisce trasformandosi in modo intelligente.
L'artista mi ha raccontato che queste opere sono la ricerca di una sintesi tra un certo rigore formale delle opere di qualche anno fa e quelle delle ultime mostre. Ne è testimonianza anche la quarta scultura, quella senza fantasmino: un gioco di forme semiregolari con una parte superiore di perspex trasparente semicurvo. E' una specie di periscopio pronto a captare onde medie, lunghe e cortissime, venti, impulsi, segnali da altri mondi e chissà che altro...

Patrick Tuttofuoco e Paolo Chiasera
Ubaldo Ubaldi e Patrick Tuttofuoco