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25/04/12

Report from Beijing part. #02 by Andrea Nacciarriti

 Andrea Nacciarriti - Made in China [original version] 
"Chi non lavora non fa l'amore" 01 (video still) 2012
 
 
Andrea Nacciarriti - Made in China [original version] "the poetic mode" 01 (video still) 2012
 Andrea Nacciarriti - Forbidden #0001 [4th June] (video still)
  
A.Rolandi & M.Shimizu Something on the way (video still)
 Andrea Nacciarriti - Me sunbathing in Beijing March 17th 201
 Andrea Nacciarriti - performance - Untitled [媽媽﹐你放心﹐我祇想作一個歷史的見證人。
 Artist He Yunchang (aka A Chang) is sleeping outside in Beijing's Caochangdi art village till the grass grows. 
(credits by Xingrui)
 Chinese water calligraphy
 Gu Dexin - The Important Thing is Not the Meat - UCCA
 Mont Sainte-Victoire - Li Ran - Magician Space
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Report from Beijing part. #02 by Andrea Nacciarriti

Estratto da “poi magari lo aggiustiamo”

… Andrea Nacciarriti: non è servito a niente girare qui intorno, ho sentito un vuoto... culturale… una paura un sentimento di straniamento... fino a che non succede questo ora so che sei solo nell'esotico, non nell'altro... ho paura di perdere anche solo un pezzettino di quello che è cambiato
Alessandro Rolandi: eh devi proteggerlo...
AN: perdermi in un taxi senza musica, l’alcolizzato al negozzietto sotto casa “bye bye”, con la voce roca che mi offre le sigarette, il vento e il sacchetto della spesa, mettersi a guardare in faccia il “sole bianco”, credo non sia possibile comprendere quello che ho fatto da JaZia, “me sunbathing in Beijing March 17th 2012", lì dentro a quel vecchio tempio e fabbrica, e il cuore di Pechino fuori e allo stesso tempo dentro... i rumori di Pechino, la luce di Pechino e l'odore... quell'odore di carbone che a volte ti chiude il fiato...

… AR: si potrebbe provare a leccare mille francobolli ed inviare mille lettere a mille persone diverse.
AR: a parte la cia e i servizi segreti cinesi non lo saprà nessuno da me....
AR: sei stato contagiato dalla malattia della città... non ti lascia più se è destino che ti rivuole presto apparirai con un bimbo tra le braccia… "tu sei il passato ormai"... ma è tutt'altro che una cosa brutta... è come uno schiaffo.
AN: non aver paura della diarrea ogni due giorni… cercare un appartamento da scambiare su Forget Art
AR: io che sono sempre stato un waldganger... mi accrogo che ce ne sono tanti poi, ma che non se ne erano mai accorti... ma io ho il radar come con te e Giancarlo Norese... anche se mi avete trovato voi... la montagna (voi) è venuta qua… hahaha
AN: e tu sei MAOmetto…
AR: hanno detto ad Ai Wei Wei di togliere le telecamere che puntano il suo studio... le aveva messe lui...
AN: il king kong dell’arte come dice Not Vital… è propri n'sfurzon! Bello il video fatto all’entrata di casa AWW
AR: mi piace N’SFURZON!
AR: Wang Du - International Kebab da TANG... una portaerei modellino, grande come una macchina ma spezzata in tanti settori per farne un museo... quando hai la portaerei amplifichi lo spazio di azione... lebensraum…
AN: che mal di Pechino!... devo fare una lista delle cose da non dimenticare per sopravvivere…
AR: sì bene.... aggiuncici anche lo yogurth bio senza zucchero per Amedeo... grazie...
Per leggere la prima parte clicca qui

05/03/12

Mooon ☾ certain number of books

 Elio Grazioli / Jiří Kovanda


Goran Petercol
Vincenzo Latronico / Aldo Mozzini
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certain number of books
Il primo libro del progetto editoriale A certain number of books è “Mooon”: immagini e parole dedicate alla luna, in particolare alle cose terrestri che sono diventate o diventeranno lunari.

MOOON
Erano le 4,56 (ora italiana) di un mattino d'estate: il 21 luglio 1969 (negli Usa è ancora il 20), Neil Armstrong metteva piede sulla Luna. Un piede all’inizio e un po’ di cose dopo.
Oggetti personali lasciati dagli astronauti, come ad esempio la palla da golf di Alan Shepard abbandonata durante la missione Apollo 14 o la statuetta denominata Fallen Astronaut (creata dallo scultore belga Paul Van Hoeydonck) lasciata sul suolo lunare dell'equipaggio dell'Apollo 15 per ricordare gli astronauti di tutte le nazioni morti durante la corsa allo spazio (il Fallen Astronaut al momento attuale è l'unico manufatto artistico su un suolo diverso da quello della Terra).
Sono 22 gli oggetti lasciati sulla Luna dagli astronauti.
Zaini carichi di tecnologie usati per sopravvivere nell'atmosfera lunare, le soprascarpe e i guanti, insieme ai caschi con la cupola d'oro per ripararsi dalle radiazioni solari.
Inoltre una telecamera, due macchine fotografiche, una cassetta degli strumenti, un'antenna tv, il sismografo, il raccoglitore di campioni lunari, il telemetro a raggi laser, oltre ad alcuni utensili.
La bandiera americana, alcune medaglie con l'effige degli astronauti morti, la placca commemorativa della conquista della Luna e il dischetto con i messaggi augurali del Papa e dei capi di stato di tutto il mondo. David Scott depose sul suolo una piccola Bibbia.
Non manca "la spazzatura" lasciata dagli astronauti per alleggerire il peso della navicella; scatolette vuote di cibo e sacchetti di rifiuti.
E poi il Moon Museum. Questo piccolissimo oggetto venne lasciato dalla missione Apollo XII. I migliori artisti americani hanno voluto disegnarci qualcosa sopra: Andy Warhol ha scelto un pene.
Charlie Duke, nel 1972, con la Missione Apollo XVI, decise invece di lasciare una foto, una polaroid che lo ritraeva con la sua famiglia.
“Questa è la famiglia dell’astronauta Duke, dal pianeta Terra. Giunto sulla Luna, Aprile 1972“.
O forse è tutta una cospirazione e hanno ragione quelli del Moon Hoax, e il programma Apollo è stata una bufala. Ma noi le nostre cose da portare lassù le prepariamo comunque.
Gli autori: Aldo Mozzini, Alessandra Spranzi, Alessandro Rolandi, Alice Cattaneo, Andrea Nacciarriti, Bohdan Stehlik & Una Szeemann, Elio Grazioli, Goran Petercol, Irina Gheorge & Alina Popa, Jenny Perlin, Jiří Kovanda, Joseph Del Pesco, Linda Fregni Nagler, Luca Francesconi, Marco Neri, Michele Robecchi, Oppy De Bernardo, Petra Feriancova, Simona Denicolai & Ivo Provoost, Umberto Cavenago, Vincenzo Cabiati, Vincenzo Latronico.
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Progetto di Giancarlo Norese e Luca Scarabelli 

08/04/10

Iperboli, allitterazioni ed entità di Lupo Borgonovo

Vi copierei e incollerei (cosa che faccio bene e spesso) il comunicato stampa di questa mostra essenziale, enigmatica ed arcana: Lupo Borgonovo, 'Calco della Caverna', nella galleria Fluxia. Si parla di una fontana progettata dall'architetto Carlo Scarpa a Venezia. Si cita Medardo Rosso, si elucubra sulla pratica scultorea, sulla ‘caverna’ (e come non pensare al mito di P.), su dubbi metafisici tra l’interno ed l’esterno... sempre della caverna. “...si potrebbe dare forma ad un'assenza, creando il positivo di una parte concava che si ramifica gradualmente in forme potenzialmente infinite.” Penso che i comunicati stampa guastino e ridicolizzino le mostre. Essendo alla sua prima personale, Lupo se l'è cavata abbastanza bene. Forse lo spazio espositivo era troppo angusto per le tre opere esposte. Il calco della fontana rimane un oggetto un po’ inerme, grossolano e senza il tanto mistero che prometteva. La scultura o meglio la testa di bronzo modellata dall'artista con la propria testa, perde un pò di fascino tra le volute della colonna che la sostiene (troppo decorative.. fa perdere di concentrazione). Dell’ultimo lavoro, vi lascio alla descrizione da CS “In Fase lunare, l'oggetto, persa la propria funzionalità, esiste in una dimensione controllata dall'invenzione. La ciotola, normale evoluzione di due mani che contengono l'acqua, diventa una luna crescente. Anche lo sguardo è un materiale che può essere modellato.” Che lo sguardo sia un materiale, ne possiamo anche parlare, che si debba ricordare quanto esso possa essere modellato, bhe, che dire?

Un consiglio: non leggere mai un comunicato stampa prima di vedere una mostra!





Chi c'era?

Francesco Simeti e Francesca Minini, Giancarlo Norese e la Testa, Charly Lioce

Marcella Piscitelli e Mattia Mattucci, Valentina Suma (?) e Martina Angelotti

Lupo Borgonovo, Corrado Beldì e amica, altri...