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Valentina Brenna / Yari
Miele
MARS, Milano
21/03 - 31/03
Si abita come un
environment. Si percepisce come un flusso energetico. Si respira come un luogo.
Lo spazio marsiano rivela la sua libera dimensione immergendoci in una sorta di
realtà virtuale. Yari Miele adopera la fluorescenza come emblema mediatico di
uno stato di inerzia, da lui felicemente definito quiescenza. I suoi oggetti
fosforescenti sono in grado di comunicare solo in particolari condizioni
specifiche, attraverso l'irraggiamento della lampada di Wood e in assenza di
luce. Due fili percorrono lo spazio invadendolo e corroborandolo di una
misteriosa fonte energetica luminescente che si arrampica in linee spezzate
fatte di spigoli e incroci, di piani e angoli progettando un'intricata
architettura impossibile. È come se all'improvviso fossimo colti dalla
consapevolezza di una terza dimensione palpabile. Lo spazio espositivo
prescinde dalle proprie pareti manifestandosi nella sua estensione di densità.
Ulteriore dimensione è data dalla proiezione video di Valentina Brenna, che ci
mostra una giostra sbilenca che gira su se stessa. Nel vortice di questo
carillon e si esibiscono delle interiora iridescenti e specchianti,
protagoniste di una pièce comico-decadente. Il difficile intento, pienamente
riuscito, è quello di svelare una parte della “macchina cinematografica”
ponendo lo spettatore in una condizione a metà tra dentro e fuori dalla
composizione. Così come per Gondry, l'arte del sogno si rende libera dimensione
e nuova costituzione del reale.
Alice Ginaldi


