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31/05/12

Pics from... Palazzo Reale / Addio Anni 70 / Arte a Milano 1969 - 1980

Alighiero Boetti Gli anni settanta 1973 penna biro blu su carta, 70 x 100 cm Collezione Consolandi, Milano
Franco Vaccari Viaggio per un trattamento completo all’albergo diurno Cobianchi 1971 
riporto fotografico su tela, 11 pezzi, dimensioni varie courtesy Fondazione Marconi, Milano
 
 


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Mimmo Rotella, Attacco, 1979 - Collezione Fondazione Mimmo Rotella, Milano

 Vincenzo Agnetti Progetto per un Amleto politico 1973 
Materiali vari Collezione Franco Ignazio Castelli - Foto Delfino Sisto Legnani
 ***
Addio anni 70
a cura di Francesco Bonami e Paola Nicolin
Palazzo Reale, Milano
fino al 2 settembre
Catalogo Mousse Publishing
Paola Nicolin, Domenico Piraina, Stefano Boeri e Francesco Bonami durante la conferenza stampa a Palazzo Reale

06/04/12

THIS IS MY FAMILY / Francesco Bonami all'ex Ansaldo di Milano

Francesco Bonami è arrivato in città e tra un pò sentiremo parlare di THIS IS MY FAMILY e del Polo museale 'La Città delle Culture', spazi dell’ex area Ansaldo di Milano.
Possono partecipare al progetto artisti riconosciuti, giovani, emergenti, di ogni nazionalità, che si esprimano tramite video, fotografie o registrazioni audio. 
"Intento della mostra è presentare una panoramica sulle famiglie dei giorni nostri.  
Agli artisti è richiesto di pensare ad un lavoro che abbia non solo valore artistico e culturale ma anche valore socio-antropologico e possa offrire un ritratto sorprendente dei rapporti umani e del collante di ogni società: la famiglia.  Gli artisti  sono invitati a porsi delle domande sul proprio concetto di famiglia e ad esprimere la propria visione raccontandola in un video o in una fotografia oppure con una registrazione di suoni e voci familiari. " Da CS
La deadine per la consegna dei progetti artistici è il 30 Aprile 2012.

Per avere informazioni su come partecipare alla selezione scrivere a giada@hfilms.net  

Forza dunque.. facciamogli vedere chi siamo! :)

23/05/11

Tour nella Little Italy alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

VENETO * Nathaniel Mellors 'Ourhouse - The Nest
PIEMONTE * Victor Man 'Place, Lodgings, Company = (il cavallo torinese)
SARDEGNA * Ulla von Brandenburg 'Mamuthones/Issohadores
TRENTINO ALTO ADIGE * Tobias Putrih 'Einzelhof'
BASILICATA * Taiyo Onorato & Nico Krebs ' Constuctions I-X
VALLE D'AOSTA Sunah Choi 'Untitled'
CALABRIA * Roman Ondàk 'Balancing at the Toe of the Boot'
MARCHE * Markus Schinwald 'Untitled (mimik) #1 - Santa Casa di Loreto (Ancona)
SICILIA * Kateřina Šedá 'Now Way'
LAZIO * Johanna Billing 'Italy' - frames dal video 'I'm gonna live anyway until I die'
PUGLIA * Isabelle Cornaro 'Of Cinematic'
LOMBARDIA * Ibon Araberri 'Extinction made a place vital'
FRIULI VENEZIA GIULIA Hugo Markl 'EKWTNIB
CAMPANIA * Gabriel Kuri 'Pizzo'
***
Anche la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo festeggia i 150 dell'Unità, e lo fa con i punti di vista di 20 artisti internazionali, per lo più giovani e conosciuti. Francesco Bonami, nella mostra Espressione geografica, ha invitato gli artisti a girovagare per le 20 regioni italiane, sorteggiandoli a caso come una vera e propria lotteria. Ibon Araberri, in Lombardia, si concentra sulla Valcamonica estrapolando le incisioni ruperstri e analizzandone il significato e l'importanza; Sunah Choi, in Val d'Aosta, osserva le facciate delle case della regione per rifarle in acciaio e con le corde per arrampicarsi; Isabelle Cornaro, in Puglia, replica due parti della Basilica di Santa Croce a Lecce... Per raccontarvi tutti le opere, non basterebbe un post, e vi perderei alla decima riga.
Ho avuto l'opportunità di leggere alcuni tragitti compiuti dagli artisti. Ad esempio, Gabriel Kuri, in Campania, ha passeggiato nei quartieri spagnoli, ha cenato a Port'Alba, ha visitato l'orto botanico, è stato a Posillipo... un salto alla Galleria Lia Rumma, al Vulcano Solfatara, ha cenato con Padraig Timoney... ma anche con Cezary Bodzianowski e Gintaras Didžiapetris alla Fondazione Morra Greco. Che lo ha colpito di questa regione? Le felci all'Orto Botanico e la 'smorfia': la tradizionale pratica di legare ogni singolo evento della vita a un numero da poter poi giocare.
Nel visitare questa sorta di Mini Italia, tante le sorprese: come l'opera di Markus Schinwald 'Untitled (mimik) #1: il calco di un gradino della Santa Casa di Loreto (Ancona). In effetti, per quanti abbiano avuto l'occasione di vedere questa grande lastra di marmo nella chiesa, modellata per secoli dai pellegrini, non c'e da stupirsi che l'abbia presa come simbolo del legame storico esistente tra religione cattolica e il paesaggio italiano. Opera toccante.
Mi è piaciuto molto il breve video di Gintaras Didžiapetris (Toscana) 'A Byzantine Place': un viaggio per frammenti tra Firenze e Livorno. Scene quotidiane, quasi insignificanti - una fontana con degli angeli dalla cui bocca spilla dell'acqua, una restauratrice che lavora di notte, un uomo che scarica un camion, delle macchine che corrono in centro - per raccontare in modo 'crepuscolare' brevi storie quotidiani ammantate da una sorta di realismo magico. Così come ho apprezzato il video di
Nathaniel Mellors 'Ourhouse - The Nest, girato nel parco del Museo Nazionale di Villa Pisani a Strà (Venezia). Toni onirici e surreali per raccontare le vicende di un divertente giardiniere, Bobby Jobby, alle prese con la sensuale e accattivante Baby doll.
Non tutte le opere, a mio avviso, sintetizzavano o, sublimavano, il territorio. Un opera su tutte, quella di Andro Wekua che, mandato in Emilia Romagna, ha prodotto un'opera che avrebbe potuto, formalmente, associare a ben altre esperienze.
Nel complesso la mostra mi è piaciuta: ricca, interessante e a volte anche profonda nel testimoniare che l'Italia - del valzer, del caffè. L'Italia derubata e colpita al cuore, l'Italia che non muore. L' l'Italia presa a tradimento, l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento. L'Italia che lavora, che si innamora e che resiste ecc. (Francesco De Gregori, W l'Italia) - è un territorio fantastico, paradossale, meraviglioso e rovinoso, carnevalesco e santo, operoso e grossolano. Penso all'esilarante e veritriero video di Ruti Sela & Maayan Amir 'Commune Sense', che documenta il viaggio in Umbria delle due artiste, alla ricerca dei sindaci di varie cittadine.

E' stato buffo all'opening sentire Patrizia Sandretto che, vista la quantità di artisti presenti, li individuava con il nome delle regioni. "Ti presento il Lazio e la Liguria...". Io ero seduta tra la Lombardia e la Sicilia. Davanti avevo la Valle d'Aosta.
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Susanh Choi, Alberto Visconti, Gregor Podnar, Tobias Putrih e Francesca Pennone, Kateřina Šedá e Franco Soffiantino
Edoardo Bonaspetti, Andrea Viliani e Paola Clerico, Alessandro Castiglioni, Hilda Ricardone e Carlotta Pezzolo, Paolo Palmieri

06/12/10

"Zuffi per Bonami"











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Cara E.
la personale di Italo Zuffi inaugurata ieri sera da Pinksummer mi è parsa una mostra dal contenuto molto "politico".
Politica, asciutta e di lettura complessa... dunque, ci provo.
Intanto la mostra si compone di più elementi, tutti piuttosto "immateriali" , abbiamo:
- un titolo "Zuffi, Italo";
- un comunicato stampa sotto forma di conversazione "dotta" a tre voci tra Italo Zuffi, Luca Trevisani, Pinksummer;
- una performance breve, efficace e disarmante in cui un gruppo di 18 persone entrano in galleria, si dividono in due gruppi e indossano dei fazzoletti che stanno appesi su due pareti contrapposte della galleria, si dispongono in due blocchi 3x3, contrapposti in corrispondenza di un segnale posto al centro dello spazio (unico elemento materico del tutto, essendo ricavato dal taglio di una lastra di alluminio di spessore notevole), dopodiché iniziano a marciare, in stile militaresco ma all'indietro, fermandosi dopo pochi passi per declamare le parole riportate sui fazzoletti: "ZUFFI PER BONAMI" e "ZUFFI PER BONAMI INGLESE" (qui occorre una breve spiegazione senza la quale l'azione risulta veramente criptica, ancorché divertente nella sua assurdità: il tutto deriva dal ritrovamento da parte di Zuffi di due vecchi CD, contenenti la documentazione dei suoi lavori a suo tempo preparati dalla galleria Continua, con cui lavorava, per Francesco Bonami; i fazzoletti sono la riproduzione ingrandita e stampata su seta delle copertine dei CD stessi);
- una traccia audio della registrazione dei rumori ambientali dell'inaugurazione della mostra di Eva Marisaldi (altra artista che ha di recente cambiato galleria) da Nicoletta Rusconi a Milano;
- quattro quadrati in materiale traslucido azzurrino che sono praticamente i calchi dei retri di quattro piastrelle, realizzati attraverso un processo di scansione digitale e stampaggio tridimensionale (ci offrono in pratica una visione rovesciata di ciò che sta dietro la superficie che delimita uno spazio e, potenzialmente, una visione dello spazio da dietro la superficie del muro);
- quattro placche di alluminio legate tra loro da un anello ("una linea nell'arte italiana") con parole incise che dichiarano alcuni legami tra artisti contemporanei italiani e antichi popoli mesopotamici.

Tutti questi elementi ruotano (in una maniera che definirei simbolica) intorno al sistema ed ai meccanismi di potere all'interno dell'arte, al modo in cui l'artista vi reagisce e vi si confronta, c'è il tema del successo e dell'insuccesso, dell'italianità e dell'internazionalità, del rapporto tra l'arte, l'artista e il suo pubblico...
Tra i commenti che ho ascoltato serpeggiava un po' di stupore per il "coraggio" delle galleriste nel presentare una mostra del genere... io le conosco bene e non mi stupisco più di nulla. Italo è un ottimo artista, la mostra funziona ed ha carattere.

Il tutto mentre a Genova impazzano le polemiche sul destino del Museo di Arte Contemporanea, dopo le dimissioni della direttrice e la petizione promossa dalle Pinksummer stesse con Anna Daneri perché la procedura di successione avvenga tramite un concorso. A proposito per chi non l'ha ancora fatto... di corsa a firmare la petizione!!! http://www.petizionionline.it/petizione/appello-museo-di-villa-croce/2554

baci, Andrea

Christian Tripodina e Christian Frosi, Italo Zuffi e Anna Daneri, Cesare Viel e Simona Barbera

17/10/10

Il Vangelo secondo Cattelan


Sarà il nuovo monumento per uno scatto 'souvenir da Milano'?















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Piazza Affari, ore 11, 16 ottobre.
Non siamo in 4 gatti, siamo un centinaio di persone che aspettano Bonami Francesco. Arriva alle 11,10, sorridente e rilassato. Microfono in mano: "Non sono qui per fare pubblicità a Maurizio, non ne ha bisogno. Semmai utilizzo io l'occasione per parlare del mio libro!". Questo l'esordio di Bonami che ci racconta quello che a grandi linee sapevamo già: che l'opera di Cattelan è ambigua, sottilmente crudele (dita mozzate, donne crocifisse, bambini impiccati ecc). Nulla di nuovo, se non il fatto che, anche Bonami, difende questo grande monumento 'già storico'. Ha dimensioni, materiali e concetto, ben solidi per far sì che questo monumento rispecchi quello che siamo: brava gente, furbetti e cinici.
Bonami, più che di dito medio alzato (anglosassone), parla di mano (saluto nazista) che ha subito una brutale violenza, interpretabile a seconda di dove la guardi... ecc ecc.
Insomma nulla di nuovo dal curatore della mostra, che si dilunga un pò - quel che basta - sulla mostra a Palazzo Reale. Alla fine, qualche domanda libera che, più che su Cattelan, verte sull'ultimo libro di Bonami 'Dal Partenone al panettone'. L'ufficio stampa Mondadori, ha pensato di prendere la palla al balzo e allestire un angolino con tanto di libri impilati e prezzi ben in vista.
"A quale opera storica assocerebbe il ditone?" Bonami: "Ci devo pensare, ora non mi viene in mente nulla!".
Mi avvio verso la mostra a Palazzo Reale. Una lunghissima 'Fila Dalì'. Una freccetta solitaria indica la 'Fila Cattelan': vuota.
In entrata cerco un opuscolo, non c’è nulla, nessuna fotocopia, neppure una pubblicazione a pagamento: si da per scontato che il pubblico 'generico', pagante 5 euro, sia abbastanza informato o acculturato per vedere una mostra d'arte contemporanea. Due grandi tabelloni portano la firma Finazzer Flory - che fa un panegirico sull'arte che mette in discussione il proprio tempo e si chiede se sono finite le ideologie nell'epoca della globalizzazione ecc. - e Francesco Bonami che inizia con un improbabile 'Vangelo secondo Maurizio', spiega come i tre lavori siano da considerare come una sorta rappresentazione sacra della Famiglia: Padre schiacciato dalle responsabilità – Nona Ora; Madre che si sacrifica per/al posto del figlio – Donna Crocifissa; Figlio incosciente dei dolori del mondo, sopra un cornicione suona la riscossa dell'umanità – Drummer Boy.
Con un toni tra il mistico e l'ironico, termina con: L.O.V.E, un'idea di amore pubblico e monumentale. Un eterno presente dona a noi Signore.
Insomma, Cattean è riuscito a trasformare tutto in una grande, grandissima farsa.
Entro in mostra. A parte le tre grandi installazioni, incorniciate dalle suggestive e magnificenti sale di Palazzo Reale, il lavoro che ho apprezzato di più - forse perchè mai visto prima - sono la
serie di 'opere su carta' I tre Quattelan (ed. Three Star Books) acquerellate del cinese Fu Site, che offrono un percorso visivo della produzione di Cattelan.