Visualizzazione post con etichetta Nico Vascellari. Mostra tutti i post
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15/05/12

Verso est > > > CODALUNGA > > > Three days of Struggle

Carlo Casas
 Dracula Lewis
Enrico Malatesta
Matt Bordin

Ninos Du Brasil
Palm Wine
 ***
Non hanno bisogno di tanti preamboli. Hanno energia da vendere (mai pensato di farne un business? :), ogni anno che passa il progamma si fa sempre più interessante... unica nota dolente (ma forse anche un punto di forza) l'essere decentrato rispetto alle città più battute d'Italia. Siamo a Vittorio Veneto, ridente cittadina dove le dosi alcoliche alzano la media nazionale ecc. ecc. loro sono il clan Codalunga e siano a pochi giorni dal festival  THREE DAYS OF STRUGGLE
Anche se lo 'slogan' suona aggressivo, mi piace pensare che - come si sul dire - 'non facciano male ad una mosca'. Mancano tre giorni all'appuntamento 'casareccio, casalingo... in ogni caso fuori scala', dove tra concerti, bevute, ballate, salti ecc. ci sarà sicuramente da divertirsi!
Ecco il programmino 'con i fiocchi':

Venerdi 18 scendono in campo con:
Si comincia alle 18:30 nella nostra sede di Via Martiri 20 a Vittorio Veneto con due concerti:
Enrico Malatesta e Henry & Hazel Slaughter, il progetto solista di John Olson dei Wolf Eyes per la prima volta in Italia.
Si prosegue poi al Codalunga Do, in Via Martiri Delle Foibe, con Opium Child, Lorenzo Senni, Wolf Eyes e Inquisition.
Dagli infuocati dance floor di Faenza sara' il grande Marco Samorè il primo dei tre djs che animeranno le notti del Codalunga Do.

Sabato 19 inaugura la mostra di Carlos Casas a partire dalle 17:30 presso la Chiesa di S. Lorenzo dei Battuti proprio vicino a Codalunga dove, alle 18:30 avremo il progetto solista di Nate Young dei Wolf Eyes, Regression.
Al Codalunga Do a partire dalle 21:30 il grande ritorno di Dracula Lewis, l'esordio della nuova formazione di Ninos Du Brasil e Wolf Eyes.
Attendiamo con ansia il dj set di Palm Wine che ci accompagnera' fino alle prime ore dell'alba.

Domenica 20 la battaglia sara' tutta sul campo del Codalunga Do con Failing Lights, Hiroshima Rocks Around, Squadra Omega e l'ultimo episodio della saga di Wolf Eyes.
La chiusura del festival e' affidato al dj set di Matt Bordin di Mojomatics e Squadra Omega quindi, ben sapete, si balla.

Per dettagli e info: Codalunga

23/09/11

Nico Vascellari e il buco della luce

 
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"Bus De La Lum. 'Buco Della Luce' in dialetto locale. Una voragine di origine carsica nel cuore della foresta del Cansiglio, poco distante da Vittorio Veneto, dove vivo. Il nome pare derivi dai fuochi fatui emessi dalle carogne degli animali in decomposizione, lì dentro caduti o gettati. Si racconta anche che questi bagliori fossero quelli degli spiedi sui quali le streghe cuocevano i bambini che avevano catturato durante il giorno. Durante la Guerra, il ‘buco’ è divenuto foiba. Lo visito spesso da moltissimi anni." Nico Vascellari

Sempre mi aspetto da Nico un investimento di energia inaudita. Nato facendo corse affannate tra i boschi e concerti in situazioni 'alternative', il ragazzo si è fatto notare per un particolare talento performativo. Ha il potere di coinvolgere, è simpatico e sufficientemente smart. Tutte le volte che lo incontro mi osanna la provincia e l'onestà della gente semplice. Mi da  sempre la sensazione che se potesse, alzerebbe il dito medio tutte le volte che deve salutare qualcuno alla volta di Milano! 
A Roma, alla galleria Monitor, Nico racconta di un luogo a lui particolarmente 'vicino', il Bus de La Lum. E' qui che l'artista ha pensato ed seguito le tre sculture in mostra. 
Da quanto ho capito (visto che nel comunicato stampa non è rivelato nessun dettaglio tecnico dello mostra), ha fatto colare delle grandi quantità di argilla nelle cavità della terra. Da questi calchi ha ricavato poi delle sculture in bronzo. Nello spazio queste tre grandi masse metalliche conservano i segni della caduta, la fatica del recupero e le intenzioni dell'artista che ha dato forma allo spazio vuoto del Bus le la lum. 
Tanto mi hanno convinto queste tre sculture, quanto mi lasciano abbastanza indifferenti le grandi cornici bianche e pulite, che raccolgono riviste strappate, ricomposte e colorate di nero. Da sempre, i lavori su carta di Nico non mi hanno mai particolarmente impressionato. Come non ho mai capito la sua particolare propensione verso le riviste patinate e la sua ossessione per Kate Moss. 
Ripeto, da il meglio di sè quando, centrato, riflette sulle sue origini, il suo territorio; quando si confronta con la natura, quando mette in gioco il suo corpo in relazione alla spazio, al suono, al pubblico. Mi piace quando si incazza o quando, sbadato, viene male in fotografia.
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 Anna De Manincor e Giovanni Kronenberg, Paola Capata, Nico vascellari
Angelo Mosca e Arianna Rosica, il direttore di PIZZA Sabrina Ciofi e Federica Tattoli 

29/06/11

unFLOP: 'not (just) a new art and fashion magazine'

Ph: Christian Anwader

Honza Zamojski
Ivàn Zulueta
Photo: Daniele Rossi***
Non inquina, non fa informazione, non fa distinzioni tra 'sistema arte' 'sistema moda', non vuole ripetersi, non vuole nè scioccare nè passare inosservata. La sfilza dei 'non' accompagna la scoperta del primo numero di unFLOP ...'not (just) a new art and fashion magazine'. Incontro Daniele Perra - editor con Giovanni Apone della rivista semestrale - che, senza tanti giri di parole, alla domanda "Perchè un altro magazine moda/arte/cultura?", ribatte: "Ti risponderei con la domanda che ci siamo posti. C'è una rivista che vorremmo conservare nella nostra libreria? No. L'abbiamo fatta. E l'abbiamo fatta 100% eco-friendly".
Le parole che utilizza di più per presentarla sono: approfondimento, scoperta e materiali inediti. Guardo la lista dei contenuti e, in effetti, di ricerca ne hanno fatta molta. Martha Rosler è presente con dei testi inediti: con la trascrizione delle registrazioni compiute dall'artista ad una serie di immigrati (progetto esposta alla GAM di Torino). Ci sono dei talenti semisconosciuti ma fondamentali come Ivàn Zulueta: figura leggendaria del cinema sperimentale spagnolo degli anni '70. Una loro contributor, Lorenza Pignatti, ha intervistato uno dei protagonisti della scena artistica polacca, Honza Zamojski. Altra scoperta 'di nicchia', il fotografo e artista americano Jared French. Stavo tralasciando l'artista che apre le scene di unFLOP, Nico Vascellari che per la pubblicazione ha aperto il suo studio per rivelare oggettini, cimeli, LP, figurine, bottini di viaggio ... e non ultime, le sue opinioni in materia di vinyl, sex and passion.

Hanno 'scavato', studiato e viaggiato per dar vita ad un contenitore 'senza scadenza' o meglio, a lunga conservazione visto che l'intenzione è proprio di rendere il magazine una sorta di 'libro d'artista' (prima edizione: tiratura 2500 copie). In questo numero - impacchettato dentro una scatola di cartone serigrafata con un'esplosione di Vascellari - c'è anche un vinile sempre realizzato dall'artista con la performance sonora di tal Tiberio che simula lo scoppio delle bombe con la propria voce (tra le altre tracce).
Arte ma anche e sopratutto moda. unFLOP riscopre una grande stilista come Mariuccia Mandelli alias Krizia: fashion designer che negli anni '80 ha creato abiti scultorei e forieri di tante bizzarre idee, oggi spacciate per 'novità' (penso ai continui ritorni dell'animalier...). Servizi di moda imprevedibili, connotati da un alta dose di consapevolezza sul tuttovisto-tuttodigerito; Sesso e politica; unisex > 'non sono nè donna nè uomo, sono e basta'; palestre polacche come set; chador, ventaglio e sombrero, tutti stagione p/e reinterpretati da Elèna Nemkova ecc. ecc.
Chiedo a Daniele cosa distingue unFLOP da tutte le altre riviste che si occupano di moda e arte?
"Ogni numero invitiamo un artista a realizzare il package e un vinile, fatto in esclusiva per noi. Il termine rivista per unFLOP paper sembra un po' limitante, trattandosi di un progetto editoriale complesso e ambizioso. Non è un magazine d'informazione ma di approfondimento. Osserviamo l'arte con gli occhi della moda e viceversa osserviamo la moda con gli occhi dell'arte. E' una bella sfida. La risposta positiva al primo numero ci sta dando ragione."
E per quanto riguarda il prezzo? Ben 35 euro.
"Il prezzo non si può considerare 'popolare'. Perchè spendere 35 euro per unFLOP paper? Se pensi che insieme alla rivista, avrai un'edizione limitata di un package e di un vinile realizzati in esclusiva da un artista, il prezzo è più che popolare. Chi compra unFLOP paper, compra anche un progetto d'arte."

Dimenticavo l'ultimo 'non', molto importante. Le 'penne' di questo primo numero non sono anonimi scribacchini alle prime armi, nè tanto meno gente improvvisata che sproloquia sul + o -. Rogers Salas (El Pais), Ana Finel Honigman (critica d'arte e di moda, Berlino), Emmanuelle Lequeux (Le Monde), Lorenza Pignatti (D, La Repubblica) ecc. ecc.
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Foto di Kuba Dabrowski al party di presentazione

05/02/11

Esaminate i vostri cucchiaini* > Hangar Bicocca

Invernomuto
Remo Salvadori
Margherita Morgantin

Nico Vascellari
Carlo Garaicoa
Bruna Esposito
Yona Friedman
Adele Prosdocimi
Stefano Arienti
Kimsooja
Alice Cattaneo
Rä di Martino
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Secondo appuntamento all'Hangar Bicocca per Terre Vulnerabili /2, progetto di Chiara Bertola e curato da Andrea Lissoni. Finalmente si vede 'in concreto' quello che la prima tappa aveva solo presentato sulla carta. Il punto di forza dell'intero progetto ' a bassa visibilità, è quello di suggerire un diverso modo di fruire l'arte contemporanea. Questa 'bestia nera' ci deve toccare, coinvolgere... muoverci qualcosa o per lo meno suggerirci un diverso punto di vista della realtà. Il titolo di questa seconda fase del progetto, Interrogare ciò che ha smesso per sempre di stupirci, prende il titolo da un libro di George Perec, (L’infra-ordinario, Torino 1994, pp. 13-14).
"Ciò che dobbiamo interrogare sono i mattoni, il cemento, il vetro, le nostre maniere a tavola, i nostri utensili, i nostri strumenti, i nostri orari, i nostri ritmi. Interrogare ciò che sembra avere smesso di stupirci. Viviamo, certo, respiriamo, certo: camminiamo, apriamo porte, scendiamo scale, ci sediamo intorno a un tavolo per mangiare, ci corichiamo in un letto per dormire. […]. Fate l’inventario delle vostre tasche, della vostra borsa. Interrogatevi sulla provenienza, l’uso e il divenire di ogni oggetto che ne estraete. Esaminate i vostri cucchiaini.* Cosa c’è sotto la carta da parati?."
Sfida ardua 'smuoverci'...
Ma vale il tentativo e ancora di più una visita alla mostra che finalmente attua quelle 'relazioni' e 'interazioni' tra gli artisti. Le opere che c'erano della prima tappa, si trasformano, si muovono o si smontano, come l'installazione di Alice Cattaneo. L'erbetta di Ackroyd & Haervey continua ad ingiallire o crescere, l'Italia in frantumi di Arienti si sposta, le immagini di Rä di Martino si espandono fino in Tunisia; le crine di cavallo di Christiane Löhr, si innalzano fino a perdita d'occhio per forma un'invisibile colonna infinita; i vasi di Elisabetta di Maggio continuano a sciogliersi... A queste opere se ne aggiungono di nuove. Bruna Esposito ha creato un altarino (con tanto di candele e sacchi di riso per sedersi) a tutto ciò che sta nel sottosuolo, dunque una dedica alla paura morte; Remo Salvadori ha installato in una zona di passaggio una grande stella con dei blocchi di marmo che fungono anche da sedute. Kimsooja presenta una sequenza di 13 fotografie Architecture of Vulnerability, che mostrano "il cancro che lacera le viscere della spiaggia" vicino al centro nucleare du Yeong Gwang (Corea del Sud).
Una delle opere più suggestive è Wax, Relax, una grande grotta di cera che si dissolverà con il tempo. A fianco, e per tutta la lunghezza dell'Hangar i tappetini in feltro di Adele Prosdocimi, che riportano alcune frase emerse dai suoi incontri con gli altri artisti e i curatori. Alcune frasi : vorrei buttare giù le torri di Kiefer, ciascun uomo leggerà il messaggio destinato a lui, rimanere fuori dalla spettacolarità... Mi ha, invece, un pò deluso il labirinto di Yona Friedman. Speravo in qualcosa di più coinvolgente. All'interno di questa struttura in cartone, l'intenso video di Margherita Morgantin, Der Taupunkt (termine scientifico che in tedesco significa 'punto di rugiada'. In meteorologia, indica a che temperatura deve essere l'aria per condensare in rugiada). Il video è stato girato in Namibia e, con lentissimi cambi di inquadratura, ci mostra paesaggi sconfinati e minimali e operai che eseguono rilevazioni delle radiazioni solari. C'è un altra 'opera' della Morgantin, una sacchetto appoggiato al muro con una scritta: 'Vite complete'. Objet trouvé che l'artista ha trovato in casa dopo dei lavori di ristrutturazione.
Anche Nico Vascellari partecipa alla mostra con un video, Untitled (86 94 11). Le immagini caotiche ci mostrano lo scoppio di fuochi d'artificio dentro ad un edificio distrutto durante la guerra. Interessante in quest'opera scoprire che la parte sonora è eseguita da Tiberio, un vecchietto conterraneo di Vascellari, scoperto dall'artista in televisione durante la Corrida di Corrado. Tiberio simula lo scoppio dei fuochi d'artificio con il suono della sua voce. L'opera fonde la tipica estetica graffiante dell'artista con temi come la memoria, la violenza della guerra, la scoperta di come le paure ora, come in periodo di guerra (c'è da sapere che Tiberio la Seconda Guerra Mondiale se la ricorda bene), possono essere le stesse. Nell'ultima stanza la grande installazione (devo dire anche un pò macchinosa) di Carlo Garaicoa, La camera Oscura. Mi è piaciuta l'idea di 'cancellare' intere pagine di quotidiani internazionali con un denso nero, lasciando visibili solo dei dettagli. Per un giorno l'artista ha avuto il potere di 'censurare' ciò che voleva. Non mi è piaciuto però come ha risolto formalmente l'opera, con decine di cavalletti di legno.
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Andrea Lissoni, Chiara Bertola e Gianluca Winkler, Remo Salvadori
Nico Vascellari, Elisabetta di Maggio e Margherita Morgantin

01/06/10

Sir Nico e i Ninos Do Brasil








Ebbene sì, a me Vascellari e i Ninos Do Brasil, sono piaciuti proprio tanto! Energia esplosiva coinvolgente e istintiva.. tamburi, urla, bordello, coriandoli dorati, stelle filanti... Un mix di sonorità assolutamente indisciplinato, imprevedibile ma vigoroso, potente! Il loro concerto è stato ospitato nello spazio Le Dictateur. In rete del gruppo non si trova tantissimo. Per chi non li avesse mai visti, c'è un 'brutto' video su you tube. Non ci resta che andarli a trovare a Vittorio Veneto nello spazio di Vascellari Codalunga . O aspettare l'uscita dell' LP omonimo. La settimana prossima Vascellari sarà a Bolzano con una personale al Museion