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11/07/11

Nelle stanze 101 e 102...

Dacia Manto
Maurizio Mercuri
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Se un hotel 'è'... hotel sia, con ospiti e progetti. All’interno del progetto Hotel Giappone di Flavio Favelli, l' Ex Brun di Bologna ospita - rispettivamente nelle stanze 101 e 102 - Dacia Manto e Maurizio Mercuri.
Dacia Manto, On Growth and Form, azione/installazione, carta e suono, 2011
La sala grande dell'Ex-Brun è occupata da una costruzione invadente ma precaria, in crescita lenta e ritmica. Il lavoro si compie tutto nel disegno, che lentamente và costruendo un rifugio, una tana, uno spazio intimo al quale lo spettatore può avvicinarsi solo con cautela, 'spiando', cercando porzioni libere allo sguardo, scegliendo il proprio campo visivo (in collaborazione con Sergio Policicchio).
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Maurizio Mercuri, Untitled (Pomodori), performance, 2011
Le rogazioni (da Wikipedia, l'enciclopedia libera) sono, nel cattolicesimo, preghiere, atti di penitenza e processioni propiziatorie sulla buona riuscita delle seminagioni.
Secondo la definizione di papa Benedetto XIV (1740-58) le rogazioni erano preghiere adatte a difendere la vita degli uomini dall'ira di un Dio che c'impaurisce in ogni luogo. Il loro scopo era quello di "allontanare i flagelli della giustizia di Dio e di attirare le benedizioni della sua misericordia sui frutti della terra. Nella sua performance propiziatoria Mercuri si ispira appunto alle rogazioni. Nella saletta dell’EX BRUN un video. Il videoproiettore è sul ventre del performer sdraiato a terra. Anche il pubblico è invitato a sostituirsi al performer. Nell’atrio della galleria due tralicci di canne.

Ex Brun - Farnespazio
Galleria del Toro, 1 - Bologna

27/10/10

Il buio nella mente



Katja Noppes
Lorenza Boisi
Elena Von Hessen
Enza Galantini
Paolo Gonzato
Luca Monterastelli
Dacia Manto
Angelo Mosca
Giovanni De Francesco

Se il comunicato stampa non c'è, mi lamento, se il comunicato stampa c'è, mi lamento lo stesso. Lungo e dettagliato il CS della mostra alla galleria Uno + Uno, Una luce rischiara l'oscuro scrutare. La morte non sa leggere.
Frammenti di un mio discorso confuso. Ragiono sui testi del CS.
Il Buio nella mente (titolo del bellissimo film di Chabrol - ne consiglio la visione). Il soggetto /artista è 'estraneo a se stesso', non si appartiene più ed è estraniato da sé. L'artista tenta di catturare l'isolamento di una condizione mai apparentemente sua. Andiamo avanti: l'artista, perso, affranto, desolato e desolante, metabolizza l'imponderabile, sublimando il suo stato (di non 'essere', forse), attraverso il fare artistico. Che, si badi, è avvolto nella totale oscurità psicoanalitica tanto da diventare un fare gestuale, istintivo, spesso dilettantesco, spesso casuale, spesso incontrollato, spesso folle. "Gli artisti in mostra" spiega il curatore Marco Tagliafierro, "esprimono la loro alterità intraprendendo vari filoni di ricerca e assecondando varie istante espressive, per esempio investigando le possibilità espressive della materia o intraprendendo percorsi speculativi molto spesso esclusi dal dibattito contemporaneo".
Se il comunicato stampa non c'è, mi lamento, se il comunicato stampa, c'è, mi lamento lo stesso.
A prescindere dall'oscurità delle spiegazioni dei singoli lavori, nel complesso la mostra, direi elegante e ben installata, presenta dei lavori ben relazionati gli uni con gli altri. L'aspetto più interessante è un ritorno alla manualità e all'utilizzo dei materiali. Detto più semplicemente, un ritorno al così detto 'sporcarsi le mani'. Ho apprezzato i piccoli quadri di Angelo Mosca, Un'insana combinazione di istinto e ragione, e di Lorenza Boisi, Love&Hate are drowning. Quest'ultima, di cui apprezzo la pittura molto gestuale, liquida, istintiva, rappresenta due mani, due lati, due modi di essere, due modi dell'essere...Inaspettata l'opera di Paolo Gonzato che, per la prima volta (che io sappia) si cimenta con la terracotta. Peccato per il titolo: Karaoke paradise (?). Curiosa la scultura di Enza Galantini che modella un busto informe con del sapone di Marsiglia. Abbastanza oscura (ma forse è intenzionale) l'opera di Giovanni De Francesco. Scaffale di meraviglie e curiosità l'opera di Katja Noppes che raccoglie, a suo modo, "un archivio di tracce biologiche, degli atlanti dell'epidermide." Un pò dispersiva l'opera di Dacia Manto la cui opera Morpho deidamia - sorta di 'paesaggio matematico' - raggruppa cera, paraffina, spoglie di cicala, fibre sintetiche, materiali organizi, carta, disegni ecc. Troppo modaiola l'opera di Luca Monterastelli: di quest'artista dovrei conoscere meglio il lavoro. Mi fermo ad un banale pregiudizio.

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Valentina Ciuffi, il gallerista di 1+1, Paolo Gonzato
Dacia Manto, Marco Tagliafierro, Carlo Prada e Giovanni De Francesco, Lorenza Boisi

04/10/10

Inscatolati

Progetto di Alis/Filliol a Cars Omegna
Ludovica Carbotta
Manuele Cerruti
Dacia Manto
Antonio Barletta
Ivan Malerba
Laura Pugno
Nicola Gobbetto
Luca Bertolo
Lorenza Boisi e Alis/Filliol

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Labirintico e giocoso il progetto di Alis Filliol per Cars (Cusio Artist Run Space) a Omegna. La coppia di artisti ha pensato di 'inserirsi nel ciclo produttivo' dello stabilimento di giocattoli Nuova Faro, azienda che ospita l'intero progetto. Hanno coinvolto gli operai della fabbrica per allestire un paesaggio di scatoloni contenente le opere degli artisti invitati: Antonio Barletta, Luca Bertolo, Ludovica Carbotta, Manuele Cerruti, Sara Enrico, Nicola Gobbetto, Ivan Malerba, Dacia Manto, Laura Pugno e Simone Tosca. Era divertente perdersi tra gli scatoloni, sbagliare direzione, ostruire i passaggi, saltare tra una scatola e l'altra alla ricerca delle opere che, poverine, erano un po' soffocate tra l'ingombrante progetto. Ma queste, alla fine, erano le intenzioni di Alis Filliol.
La giornata, nonostante la pioggia, è stata organizzata nei minimi dettagli, con tanto di ombrelli per gli ospiti milanesi. Lorenza Boisi, come sempre, è stata all'altezza del ruolo di 'padrona di casa' che, con piglio svizzero, cadenzava appuntamenti, raccolte, arrivi e partenze. Polenta e salame per tutti gli infreddoliti e affamati visitatori che, non contenti, hanno anche avuto la possibilità di vincere spugnette e pupazzi al 'bingo' organizzato per l'occasione.
Interessante ma noiosissimo il convegno (avrò mangiato troppa polenta!!!) sulle 'Residenza di Fatto'. Peccato che alcuni interventi sono finiti nel raccontare dettagli inutili per il discorso nel suo complesso. Preparato Marco Tagliafierro (avrei un appunto sul tono soporifero della lettura testuale della sua lunga e dettagliata presentazione).
Anche questa volta, Cars ci ha regalato un nutriente week end 'fuori porta' frutto di un gruppo di persone di buona volontà che ce la mettono tutta per far nascere un nuovo spazio a 360° per gli artisti. Che dire... sostenitori illuminati, fatevi avanti!