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19/09/11

(Anonima) Nuotatori senza piscina

 
Luca De Leva
Mattia Tradati
Giovanni Oberti
 Giovanni Oberti
Giallo Concialdi
Priscilla Tea
Carlo Ferrari 
***
Sono comparsi ufficialmente a Milano con la mostra Exploding Fluid Inevitable alla piscina Caimi in via Botta 18 lo scorso aprile. L'Anonima Nuotatori ricompare nello SpazioBorgogno con la collettiva De dreit nien - serpi corallo. Ripuliti e riordinati, sempre pieni di energia, hanno allestito una mostra senza nè capo nè coda (ma questo è decisamente il 'loro bello'), con l'intenzione di 'essere di pancia'. 
Ci chiedono: "Non senti nulla? Ascolta."
Riflettono: "Ci sono solo pratiche di sopravvivenza e di resistenza, dinamiche che di volta in volta costruiscono le basi per crearne altre ancora."
A me piacciono, mi sono simpatici. Intravedo (in alcuni) dell'indubbio talento. Aspettiamo... 

Chi sono? Giona Bernardi, Giallo Concialdi, Lisa Dalfino, Luca De Leva, Carlo Ferraris, Gaia Fugazza, Jessica Gaudino, Giovanni Oberti, Andrea Romano, Lorenzo Tamai, Priscilla Tea, Mattia Tradati 

ATP: Chi sono gli Anonimi Nuotatori?
Anonima Nuotatori: L’Anonima Nuotatori è un’idea di Giallo Concialdi e Guido Santandrea. Nata dall'esigenza di Giallo di avere uno studio gratuito cercando di squattare dei posti in giro per Milano (come aveva gia fatto a Palermo nell'estate del 2010 dentro il porto), e quella di Guido di organizzare delle mostre indipendenti affittando garage o negozi dismessi. Dopo le piscine abbiamo capito che il progetto doveva essere sempre senza spazio, un progetto senza fissa dimora.

ATP: Hanno una 'filosofia di vita'? Quale?
AN: Sì certo, nessun vittimismo e nessun poster nelle camerette. "Ci si mette molto tempo per diventare giovani" (Pablo Picasso). Conigliere e motociclette.

ATP: Progetti futuri?
AN: Sì, a Torino. Siamo stati invitati al progetto Lido di Artissima. Abbiamo anche altre cose 'in cantiere'...  ora Guido se ne va a Londra...
 
 Guido Santandrea, Priscilla Tea e Andrea Romano
Installazione luminosa all'esterno del Museo Pecci, Milano

11/03/11

10 alunni + 1 maestro + 1 banca

***
Un paio di loro li avevo già visti nell'assurda, ma non insensata mostra HOOOKUURCH °2/3°. Ora, ripuliti e impacchettati dentro alla Banca Unicredit, il loro lavoro perde un po' dell'allure giovinastra che tanto cercano e legittimamente rivendicano. Sono giovani, sono carini e, da ora, anche pubblicamente griffati come 'garuttini' 100%. Il gran maestro rivela dentro ad una banca (leggi senza ironia... ben venga chiunque e dovunque, promuova dei giovani talenti), i suoi ultimi 'assi'. Già si è detto di 'via Fiuggi', già si conosco i gabelloneperronebertifavarettoecc., che il maestro cita nella bella e sincera conversazione con Francesca Pagliuca, pubblicata nel catalogo 'Agenzia 200' in occasione di questa mostra . Ma arriviamo al punto.
Arrivo all'opening in orario e una ressa di gente si stipa dentro al boxerino (rivisto, rinnovato, semplificato) dallo Studio Santachiara. Stranamente il pubblico non è il 'solito' pubblico, c'è un misto di giacche e cravatte, anziani e dignitosi signori e un bel gruppo di giovanissimi artisti. Passato l'entusiasmo davanti a patatine, olive, salatini e prosecco, tutti a guardare, leggere e capire le opere di Pietro Agostoni, Dino Balliana, Lisa Dalfino, Marco Caeran, Derek Maria Francesco Di Fabio, Dario Guccio, Beatrice Marchi, Anna Mostosi, Francesco Joao Scavarda e Davide Stucchi. L'opera più coraggiosa 'Deposit' di Dino Balliana: una scritta adesiva bianca appiccicata al muro che aspetta che la polvere del tempo, portata dai visitatori, si depositi tra una lettera e l'altra. Curiosa la scultura di Derek Maria Francesco Di Fabio, 'Svernare': un agglomerato di marmo, resina e legno recuperato a Carrara. In quest'opera c'è dentro un week end nella città toscana per motivi di relax, c'è dentro GUM Studio, una performance non finita, un certo video Rapina No Stress, un festival ecc. ecc. Delirio e no-sense-make-a-sense. Secondo me lui è da tenere d'occhio. Poetico misto buffo il piccolo 'mare' di Marco Caeran dove una piccola scultura di carta scivola sull'acqua. Strano modo di narrare l' 'amore' di Betrice Marchi (da me già adocchiata per gli stessi motivi di Derek) nell'opera 'Le persone che amo, quando mi imitano, tendono a somigliarsi': un sacco a pelo di finta pelliccia e due piccole foto di un ragazzo.