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29/06/11

unFLOP: 'not (just) a new art and fashion magazine'

Ph: Christian Anwader

Honza Zamojski
Ivàn Zulueta
Photo: Daniele Rossi***
Non inquina, non fa informazione, non fa distinzioni tra 'sistema arte' 'sistema moda', non vuole ripetersi, non vuole nè scioccare nè passare inosservata. La sfilza dei 'non' accompagna la scoperta del primo numero di unFLOP ...'not (just) a new art and fashion magazine'. Incontro Daniele Perra - editor con Giovanni Apone della rivista semestrale - che, senza tanti giri di parole, alla domanda "Perchè un altro magazine moda/arte/cultura?", ribatte: "Ti risponderei con la domanda che ci siamo posti. C'è una rivista che vorremmo conservare nella nostra libreria? No. L'abbiamo fatta. E l'abbiamo fatta 100% eco-friendly".
Le parole che utilizza di più per presentarla sono: approfondimento, scoperta e materiali inediti. Guardo la lista dei contenuti e, in effetti, di ricerca ne hanno fatta molta. Martha Rosler è presente con dei testi inediti: con la trascrizione delle registrazioni compiute dall'artista ad una serie di immigrati (progetto esposta alla GAM di Torino). Ci sono dei talenti semisconosciuti ma fondamentali come Ivàn Zulueta: figura leggendaria del cinema sperimentale spagnolo degli anni '70. Una loro contributor, Lorenza Pignatti, ha intervistato uno dei protagonisti della scena artistica polacca, Honza Zamojski. Altra scoperta 'di nicchia', il fotografo e artista americano Jared French. Stavo tralasciando l'artista che apre le scene di unFLOP, Nico Vascellari che per la pubblicazione ha aperto il suo studio per rivelare oggettini, cimeli, LP, figurine, bottini di viaggio ... e non ultime, le sue opinioni in materia di vinyl, sex and passion.

Hanno 'scavato', studiato e viaggiato per dar vita ad un contenitore 'senza scadenza' o meglio, a lunga conservazione visto che l'intenzione è proprio di rendere il magazine una sorta di 'libro d'artista' (prima edizione: tiratura 2500 copie). In questo numero - impacchettato dentro una scatola di cartone serigrafata con un'esplosione di Vascellari - c'è anche un vinile sempre realizzato dall'artista con la performance sonora di tal Tiberio che simula lo scoppio delle bombe con la propria voce (tra le altre tracce).
Arte ma anche e sopratutto moda. unFLOP riscopre una grande stilista come Mariuccia Mandelli alias Krizia: fashion designer che negli anni '80 ha creato abiti scultorei e forieri di tante bizzarre idee, oggi spacciate per 'novità' (penso ai continui ritorni dell'animalier...). Servizi di moda imprevedibili, connotati da un alta dose di consapevolezza sul tuttovisto-tuttodigerito; Sesso e politica; unisex > 'non sono nè donna nè uomo, sono e basta'; palestre polacche come set; chador, ventaglio e sombrero, tutti stagione p/e reinterpretati da Elèna Nemkova ecc. ecc.
Chiedo a Daniele cosa distingue unFLOP da tutte le altre riviste che si occupano di moda e arte?
"Ogni numero invitiamo un artista a realizzare il package e un vinile, fatto in esclusiva per noi. Il termine rivista per unFLOP paper sembra un po' limitante, trattandosi di un progetto editoriale complesso e ambizioso. Non è un magazine d'informazione ma di approfondimento. Osserviamo l'arte con gli occhi della moda e viceversa osserviamo la moda con gli occhi dell'arte. E' una bella sfida. La risposta positiva al primo numero ci sta dando ragione."
E per quanto riguarda il prezzo? Ben 35 euro.
"Il prezzo non si può considerare 'popolare'. Perchè spendere 35 euro per unFLOP paper? Se pensi che insieme alla rivista, avrai un'edizione limitata di un package e di un vinile realizzati in esclusiva da un artista, il prezzo è più che popolare. Chi compra unFLOP paper, compra anche un progetto d'arte."

Dimenticavo l'ultimo 'non', molto importante. Le 'penne' di questo primo numero non sono anonimi scribacchini alle prime armi, nè tanto meno gente improvvisata che sproloquia sul + o -. Rogers Salas (El Pais), Ana Finel Honigman (critica d'arte e di moda, Berlino), Emmanuelle Lequeux (Le Monde), Lorenza Pignatti (D, La Repubblica) ecc. ecc.
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Foto di Kuba Dabrowski al party di presentazione

28/03/11

Su le mani....Toilet Paper # 2 PARTY

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"Tutti insieme, su le mani!!". E noi a ballare, piroettare, ridere e sorridere alle decine di macchine fotografiche che, come luci strobo, ritmavano questa surreale serata di presentazione di Toilet Paper #2: ultimo parto di Mr. Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Tanti e tantissimi a tirar su le mani, tra una mangiata di pasta e fagioli e pollo con patate. C'era una gran fetta di crem caramel milanese: giornalisti, redattori, fotografi, video-makers, amici, conoscenti e qualche 'imbucato'.
Il luogo non poteva che essere più adatto - la balera Sala Venezia in Via Alvise Cadamosto 2/a - per un dinner, made by Fondazione Trussardi, che voleva essere non solo imprevedibile, ma anche 'emancipato' da annate di cene plassè e abito lungo. L'atmosfera, dunque, superati i primi 10 minuti di impaccio generale, prende quota a suon di musica. Ballerini provetti in mezzo a gente come me che, 'ok, posso farne di ogni', sculetta, beve e urla in mezzo al frastuono. Grande la fetta glamours degli invitati, meno consistente quella degli addetti ai lavori 'arte' che, bisogna proprio dirla tutta, non potevano crederci di andare ad una cena dove, più o meno tacco e lustrini vari, ci si potesse scatenare senza freni. Dunque, dunque: festa divertente, vino pessimo, fiumi di amaretto Disaranno, musica revival mista a tango, polka, chachacha, walzer, ruma e samba.
Dopo tanti giri di pista e di tavoli, dopo la premiazione dei miglior ballerini, dopo tre portate e molte foto (fatte e subite), mi chiedo: ma la rivista dov'è? Per ora sta appiccicata alle pareti, tra specchi, luci colorate e manifesti vari (Toilet Paper verrà consegnata solo all'uscita!).
Artista e fotografo, non deludono e non sorprendono con questo secondo numero. Inutile come il primo, pensano in tanti, geniale e interessantissimo, pensano i tanti altri. Digestione o indigestione visiva, sintesi dei tempi che corrono, corrosiva critica al 'sistema arte', ammiccamento al 'sistema moda'...blablabla. Bella bellissima carrellata di superbe immagini, senza dubbio: Pierpaolo Ferrari tiene alta la maestria e l'indole italiana con raro talento, prova ne sia le sue prestigiose collaborazioni con alcune tra le importanti testate nazionali e internazionali. Il suo talento, mischiato a quello della mente furba/astuta/acuta/scaltra/abile, - sinonimi di Mr. Cattelan - non potevano che partorire una rivista inutilmente necessaria come Toilet Paper. Per paradosso - ma pensando a tutta la carriera dell'artista, tutto sommato è normale e quasi scontato - in questo secondo numero "Cattelan sfida ancora una volta le regole del sistema della cultura contemporanea di cui lui stesso fa parte e ne sovverte gli schemi". Tra le pagine, di 'sovversione' ne vedo ben poca. "Il bersaglio, in questo secondo numero, è il mondo delle riviste patinate e una certa critica d'arte seriosa e autoreferenziale".
"Idee, perversioni, sogni e incubi": questo l'artista caccia dentro in Toilet Paper. Quasi mi convince, poco cambia. Re Mida contemporaneo, continueremo ad amarlo/odiarlo, simpaticone com'è. La povera Italia come farebbe senza il suo giullare più noto? Quello che, strizzando un occhietto di qua, ghignando 'sotto i baffi' di là, resta il più noto e rappresentativo artista che abbiamo. E ci piace così...
Quando l'arte penetra la moda, quest'ultima gode tantissimo!
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Alcune immagini del primo numero di Toilet Paper qui *

20/10/10

Kings zine #1

Kings, Fuck Art Collectors
zine #0 - Kings, Punching Bag
A. Toni
Kings are sons of a bitch
Kings, Crash 2 - Crash 1

F. Perazzoli - C. Opie
Kings, Jump
G. Gamper - D. Gonzales
Kings, Self Portrait
Kings, Green
I. Atzori
Blastula
Catherine Opie in Kings zine #1
Federica Perazzoli, Guia Cortassa & friends - Daniele Innamorato con Mariangela Bizzarri e Lorenzo Tricoli.
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Serata di presentazione della Kings zine #1 ad Assab One. Mente del magazine i Kings: progetto artistico, nato nel 2000, di Federica Perazzoli e Daniele Innamorato. Ad accompagnare la presentazione della 'zine' (ma più che fanzine, la chiamerei progetto editoriale creativo) una mostra con opere sia dei Kings che di un gruppo di artisti, fotografi e designer. Ospite d'eccezione Catherine Opie, presente in mostra con due foto, bellissime, di bambini e nel magazine con una serie di foto inedite in bianco e nero.
Chicche nella mostra ce ne sono tante: Ivano Atzori (di bianco vestito) in mezzo ad un 'mare' di bicchieri bianchi di plastica che simula il gesto di urinare in una vaschetta. Martino Gamper presente con una sedia 'mezza e mezza'. Le romantiche foto di Riccardo Bagnoli: peccato che non erano illuminate e stampate 'a dovere'. Il video collage di Alessandra Toni che taglia e incolla perle di cinema d'autore. Una serie di acquerelli a china di Federica Perazzoli che oscillano tra Tracey Emin e Marlene Dumas. Mi spiace di essermi persa la performance sonora dei Blastula. Per chi l'ha vista, lasci qualche segnale di fumo.
La sala Kings presenta una serie di installazioni, sculture, fotografie della coppia di 'sons of a bitch'. Caotici ma laccati, teoricamente 'brutti, sporchi e cattivi' -ma sempre perfetti, cristallini e fin troppo puliti - i due artisti si sono impegnati al massimo per creare, con le loro sole forze, un progetto ambizioso che è solo all'inizio. Sia alla mostra che al magazine ha contribuito la giovane curatrice Guia Cortassa.

15/06/10

"Cacatori di merda" a chi???? Franca commenta...

"Perché il mondo si muove e ha il coraggio di costruire opere contemporanee in città famose, facendole così diventare mete importanti per il turismo e noi siamo ancora qui a scandalizzarci e sostenere che le opere architettoniche contemporanee sono obbrobri, se non addirittura "cessi", come Vittorio Sgarbi ha definito il Maxxi di Roma."
"Come si fa a definire dei "cacatori di merda" Andy Warhol o Gilbert & George? Ma in che paese viviamo?"

Così ha esordito oggi Franca Sozzani nel suo blog!
Mi sembra una chiara presa di posizione verso il rifiuto di una cultura conservatrice e direi anche reazionaria. Condivido nel dire, basta polemiche e tiriamoci su le maniche.
Ma qui.. altro che darsi da fare e non fare polemiche.
Sgarbi è stato nominato Soprintendente al polo museale di Venezia nonché curatore del Padiglione Italia della prossima Biennale 2011: quali commenti si possono fare?
Se penso che Vittorio Sgarbi definisce 'superbi' artisti come Antonio Lopez Garcìa, Werner Tubke, Lino Frongia, Luigi Serafini, Giuseppe Ducrot, Luca Crocicci ecc. Quali commenti si possono fare? OK, non facciamo polemiche!!!
Ma questo Sig.re non potrebbe continuare a fare il prof. nelle trasmissioni come la Pupa e il Secchione? Non potrebbe illuminarci da quei palcoscenici invece che in altri ben più importanti?
Che sperare in un Sign.re che urla, sbraita e insulta?

Mha, per lo meno qualche personalità importante si sdegna.
Insomma, il buon esempio e la cultura si può fare dovunque, carta patinata inclusa!