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23/04/11

I can no longer associate myself ❂ Spazio Morris

▲Valentina Dotti, Risme
Valeria Cavagnoli, Geminazione
◼ Silvia Inselvini, La schiuma dei giorni
☾Lucia Seghezzi, Due tempi, due pesi
Lucia Seghezzi, Il carbonio dice tutto a tutti
Francesca Longhini, Cavallo Sauro

● Paolo Richetti, Adoro Ancora
***
Luca Trevisani racconta la mostra 'I can no longer associate myself' allo Spazio Morris a cura di Stefano Mandracchia.

Nel comunicato stampa della mostra avevo letto di Rosemary's Baby. Sapevo di Spazio Morris come di una casa abbandonata da tempo, e dell’amore di Stefano per l’horror. Gli ingredienti che prevedevo li ho trovati tutti, ma quando sono arrivato in via Crivelli li ho trovati mescolati in modo strano, e la cosa mi ha spiazzato.

L’atmosfera era davvero piacevole; era come essere un bambino piccolo che va a trovare una vecchia parente, che teme di passare il pomeriggio a mangiare biscotti secchi, innaffiati da del thè con troppo limone e, invece, si ritrova a giocare con lei a twister, o a sentire racconti semplici ma spassosi.
Si, lo so, mi diverto con poco. Ma, in fin dei conti, non è una dote ?

E poi, lasciatemelo dire, I Can No Longer Associate Myself non è mica poco. E poi, lasciatemi dire anche questo: freschezza mezza bellezza.
E con questo non intendo che si tratti di una cosa leggera. Noi italiani - e il povero Calvino insegna - questa strana idea di leggerezza c’è la siamo ritrovata addosso e non ce la stacchiamo più.
Non parlerei di una mostra leggera, no, perché la vita non si misura in grammi, ma di una mostra lieve, senza retorica, senza zavorra.
Non chiedetemi di dirvi cosa mi è piaciuto di più, non è interessante dividere gli ingredienti: la somma è sempre più dell’unione delle sue parti.
Andate a toccare con mano, siamo sotto pasqua, copiate da san Tommaso.
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08/06/10

Sculture Cangianti - CARS Omegna

Foto d'insieme della mostra (parziali)

T-Yong Chung - Mandracchia

Gonzato - Boisi e Breviario

Breviario - Tuttofuoco

In primo piano Trevisano - Gonzato

In alto Trevisani e Boisi - Uccelletto - Boisi

Forme argentate T-Yong - Trevisani

Mandracchia - Elastici di Di Luzio - Libro fotografico di Blossfeldt

Ecco i luoghi protagonisti della mostra ad Omegna. Il disarmante auditorium di Omegna dove si è tenuta la presentazione della mostra. Sotto, la strada che porta agli spazi di CARS dove era allestita la mostra. A fianco, il catalogo 'intelligente' ed economico del progetto. In piccolo, Mr Potato!

Si è inagurata domenica scorsa 'Mr Potato's Head. La scultura è cangiante per natura', mostra nata dall'energia e dalla buona volontà del artist run space Mars capitanato da Lorenza Boisi. Da Mars, dunque, nasce CARS il progetto di residenza per artisti negli spazi dell'ex fonderia Faro nel comune di Omegna sul lago di Orta.
La mostra... devo dire che Luca Trevisani nel panni di 'curatore' mi ha stupito positivamente. Lo spazio, due grandi e luminose sale, erano allestite alla perfezione. Le opere dei vari artisti (Lorenza Boisi, lo stesso Luca Trevisani, Paolo Gonzato, Stefano Mandracchia, Patrik Tuttofuoco, Sergio Breviario, T-Yong Chung, e lavori di Enzo Mari, Lorenzo Scotto di Luzio, Charles and Ray Eames, Erwan & Ronan Bouroullec. Si sono scordati il nome di alcuni artisti, ricordo solo Manuele Cerutti, pittore che mi piace moltissimo...), dicevo, le opere erano istallate in modo tale da dialogare l'una con l'altra, intenzione rivelata dallo stesso Trevisani nel comunicato. L'artista/curatore cita gli orti botanici, l'ikebana, la 'scultura' di Diller Scofidio (che è in realtà un'architettura leggerissima), le nuvole, i giocattoli.. in effetti, dominava in quasi tutte le opere un taglio leggero e giocoso. Il pericolo, come sempre, è quello di diventare troppo giocosi o troppo leggeri. Ma questo è un altro discorso. Ho notato (con piacere quasi) che lo stesso Trevisani ha in qualche modo 'influenzato' con la sua 'levità' alcuni artisti in mostra. Ma la mia resta una sensazione che devo approfondire con Boisi, Mandracchia e Breviario. Nel complesso, la mostra è 'una buona mostra', nel complesso. Chiosa speculare.

La scultura più bella del XXI secolo secondo Luca Trevisani, Blur di Diller Scofidio

Chi c'era?