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22/05/12

Christian Tripodina /// ORCHARD - Season #4

 
Photo courtesy Orestis Mavroudis - Christian Tripodina | ORCHARD#4 | Careof, Milano
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La linea tra arte e vita deve rimanere fluida, e la più indistinta possibile. (Allan Kaprow)

In questi anni ho seguito Orchard a distanza ravvicinata, cercando di coglierne le sfumature, gli echi possibili e  accompagnando Christian Tripodina, insieme a Carlotta Pezzolo e a Hilda Ricaldone di CHAN,  nella definizione dei sedimenti artistici di un frutteto concepito come un progetto di vita alternativo e collettivo. Arrivati alla stagione finale, la sensazione è che in realtà Orchard non possa chiudersi. Come il frutteto, infatti, anche Orchard continua a crescere e ad assumere forme diverse che cristallizzeranno nei percorsi che Christian vorrà intraprendere in futuro.

Lo sforzo delle quattro stagioni è stato quello di suggerire il luogo – e il suo portato 'utopico' di pratica di vita autoorganizzata, sostenibile e condivisa – senza mai descriverlo, affidandosi alle potenzialità dell'arte. E il percorso ha visto una progressiva affinazione, per nulla scontata in partenza, perché frutto di tentativi, di esperimenti e a volte anche di errori.

Orchard  ha avuto inizio nello spazio di CHAN a Genova, con un’installazione che ruotava attorno a una vetrina, costruita con il legno di un castagno morto trovato nei terreni adiacenti al frutteto e accompagnata dal suono del suo abbattimento e trasformazione in tavolo. La grande teca custodiva i reperti, organici e non, che Christian aveva recuperato nei dintorni e li esponeva al pubblico, come a gettare le basi di un racconto che si sarebbe sviluppato nel tempo. La performance/concerto Coral Gardens and Their Magic che ne è seguita ha visto l’uso di altri reperti come strumenti, che si mescolavano ai suoni naturali registrati all’origine, il tutto nell’ambiente ‘sacrale’ di un ex-oratorio barocco, utilizzato questa volta per ospitare un rituale artistico, accompagnato da paramenti e costumi realizzati per l’occasione. Palazzo Nicolosio Lomellino di Genova è stato poi custode della terza stagione. In Cafhage le riprese ravvicinate della flora tropicale nella Biosfera di Renzo Piano dialogavano con la vegetazione esotica degli affreschi di Bernardo Strozzi, così come le costellazioni create dalla consunzione e dalle bruciature nelle stoffe ‘riesumate’ dal terre
no intorno al frutteto sembravano rispondere alla raffigurazione dell’Astrologia del soffitto dell’omonima sala.

Con la quarta stagione, Orchard  si misura con un altrove ulteriore, quello dello spazio industriale di Careof di Milano, creando un cortocircuito tra i materiali da costruzione del cantiere aperto nelle vicinanze, i trasferimenti su carta carbone delle architetture e della vegetazione nel frutteto, le tracce sonore su vinile che avevano originato il progetto e, come dei lampi, le visioni fulminee di questo luogo “così lontano, così vicino”.

Anna Daneri
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Christian Tripodina
ORCHARD - Season #4  
Finao al 6 maggio 2012 /// 
c/o CAREOF /// Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano
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“The line between art and life should be kept as fluid, and perhaps indistinct, as possible”
Alan Kaprow

In the last years I have followed Orchard at a close range, trying to grasp the nuances, the possible echoes and by accompanying Christian Tripodina, along with Charlotte Pezzolo and Hilda Ricaldone from CHAN, into a definition of the sediment art of an orchard, designed as a project of an alternative and collective life. Arriving at the final season, the feeling is that the Orchard cannot be really finalized. As it is the case with orchards, in fact, Orchard continues to grow and take on different forms that will eventually crystallize among the paths that Christian may undertake in the future.

The effort of the four seasons has been to suggest the place - and its 'utopian' way of self-organized, shared and sustainable life - without ever describing it, relying on the potential of art. The passage has met a progressive refinement, it was obvious right from the beginning, because it is the result of trials, experiments and sometimes mistakes.
Orchard started off at CHAN in Genoa, with an installation that revolved around a display case, constructed with the wood of a dead chestnut tree, found in the ground adjacent to the orchard and accompanied by the sound of its own transformation into a table. The large display case protected the findings, organic or not, which Christian had recovered from the surrounding area and presented them to the public, as if was to lay the foundations for a story that would be developed over time. The performance / concert Coral Gardens and Their Magic that followed has seen the use of other findings such as tools, which were mixed with natural sounds recorded live. Everything in a 'sacred' ambient of a baroque ex-oratory, used this time to host an artistic ritual, accompanied by ornaments and costumes created for the occasion. At Palazzo Nicolosio Lomellino of Genoa was held the third season. At Cafhage the close-ups of tropical flora in the biosphere by Renzo Piano were in conversation with the exotic vegetation displayed on the frescoes created by Bernardo Strozzi, just like the constellations created by the consumption and the burnouts in the fabrics 'resurrected' from the land around the orchard, which seemed to respond to the representation of astrology on the ceiling of the homonymous room.
In the fourth season, Orchard is confronted with a space beyond, the industrial space of Careof in Milan, creating a short circuit between the construction materials of the building site nearby, the sketching on carbon paper of the architecture and vegetation in the orchard, the soundtracks on vinyl, which had started the project and -just like light bulbs- the lighting visions of this place " così lontano, così vicino “ (“so far, so close").

Anna Daneri
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Christian Tripodina
ORCHARD - Season # 4
Until 6th May, 2012 / / /
c / o CareOf / / Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano

19/07/11

Summer by... n° 5 Anna Daneri // Susan Philipsz


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La scelta di Anna Daneri:

Susan Philipsz
The Lost Reflection
Bosco del Bontempo a Artesina
Frabosa Sottana (CN)

02/10/10

Christian Tripodina - Chan C.A.A. Genova








Christian Tripodina e Anna Daneri

Non ero mai stata da Chan, Contemporary Art Association. Con la galleria ho scoperto anche il lavoro di Christian Tripodina presente con la mostra Orchard. Nello spazio espositivo piccolissimo una grande teca che conserva frammenti di oggetti, piante, semi, piume, cocci, corde ecc. resti in cui l'artista si è imbattuto per caso, intento a ripulire un terreno vicino a Genova. Lui è un cricca di amici, stanno riportando in vita un vecchio casolare abbandonato per dar vita a Frutteto... spazio che non ho ben capito se sarà un riparo per artisti agresti, uno spazio espositivo.. un luogo per accadimenti vari. Staremo a vedere come sorgerà questa iniziativa e cosa ci proporrà. Tornando alla mostra. L'artista mi racconta che gli oggetti che ha ripulito e collocato nella teca sono una sorta di 'discorso amoroso-emozionale' che ha captato tra la terra e il cielo sulla collinetta in questione. L'artista, lavorando per lo più con il suono (in mostra anche una registrazione su cassetta di legni tagliati e alberi divelti) e con la performance, ha cercato di concretizzare un'opera che, a mio avviso, scricchiola un po'. Nel senso che, tutto sommato, il raccogliere frammenti, scarti, oggetti vari, non è poi una grande novità. Penso che la parte più interessante del suo lavoro, sia quella che non ho ancora visto. Oltre la teca anche una seria di disegni molto gestuali, fatti intingendo dei legnetti nel colore.
La mostra era accompagnata da un testo di Anna Daneri che poeticamente racconta e descrive il progetto di Tripodina.