Daniela Comani, La Straniera, 2011
Efrat Kedem
Valerio Caruubba, It is odd to keep on thinking that painting is meant to be seen Philippe Sollers
Valerio Rocco Orlando, Dancing Books, 2011
Benny Nemerofsky Ramsay
***
Galleraia Riccardo Crespi, Milano
Voglio soltanto essere amato, a cura di Gabi Scardi, Ruth Catz e Map Project
Museo Maga, Gallarate





Se qualcuno ha visto la mostra mi da qualche ulteriore precisazione?
RispondiEliminaMa non è importante vedere la mostra, quello che conta sono alcune citazioni colte, CHI (Gabi Scardi che ha una relazione privilegiata con Crespi) e DOVE. Questa è oggi la vera MATERIA delle opere: relazioni, luoghi e standard trovabili su wikipiedia. C'est tut. In definitiva un vuoto, attorno al quale prevalgono contenitori, curatori, fund raising...contenuto e pubblico (per chi???) incidono un 2 per cento insieme (qualche collezionista rinco incide molto di più).
RispondiEliminaLuchettino Rossi
può anche esser vero quello che dici, non sono così dentro il sistema x giudicare, ma rimane che a me comunque interessano i lavori, per cui su questo voglio concentrarmi. Approfondendoli e arrivando a dare giudizi appropriati, come qualche volta anche tu fai, può anche essere che qualche crepa nel sistema si apra. Partire da una critica al sistema è come dargli grande importanza; se è forte non lo puoi sconfiggere sul suo piano. La mosca nella bottiglia può criticare finchè vuole la bottiglia, ma alla fine rimane sempre imprigionata, fino a che non si rende conto che può uscire, libera
EliminaGiusto. A mio parere il sistema non è il diavolo; se il sistema è aperto e leale, serve molto. Quindi dopo una critica cerco un dialogo. Si tratta di andare oltre il sistema (consiglio di guardare il film Oltre il giardino con Peter Sellers). Anche a me interessano i lavori, le opere. Ma bisogna capire dove oggi si trovi realmente il centro di quelle opere che sono in mostra e che tu desideri vedere. A mio parere il loro centro è oggi lontano da quegli spazi e da quelle stesse opere.
RispondiEliminaluca rossi
http://www.futureshock-online.info/pubblicati/fsk14/html/heinlein.htm
RispondiEliminaGentile Luca Rossi,
RispondiEliminami dispiace doverle comunicare che MAP di cui sono solo presidente, non è la galleria Riccardo Crespi, ma bensì una società separata.
Un vero peccato che chi critica non si informi nemmeno, cosa ben più grave e scandalosa di un eventuale rapporto privilegiato tra un curatore e un gallerista.
Il rapporto con il MAGA è diretto con MAP, che ha proposto una mostra con un tema votato dal board di MAP proposta da Gabi e quindi curata da lei e da Ruth Cats che si è offerta di aiutarla.
Se avrà voglia di leggere con attenzione almeno la lista degli artisti, se vedere la mostra Le sembra troppo faticoso, potrà constatare che solo due artisti su 37 hanno a che fare con me.
Meravigliosa la sua intenzione di voler sottolineare i conflitti di interesse ma in questo caso sembra davvero fuori luogo.
Non esiti a mettersi direttamente in contatto con me se quando pubblicato sul sito www.map-project.com le sembrasse poco chiaro, in effetti è un progetto molto complesso ed articolato in cui noi tutti abbiamo speso molto tempo ed energie perchè ci sembra interessante e utile, ma nello spirito del progetto collettivo siamo felici di riceve critiche e suggerimenti, via skype, mail e sul wall di map per continuare a migliorarci.
Cordiali saluti.
Riccardo Crespi
Gentile Riccardo Crespi,
RispondiEliminail conflitto di interessi nel sistema italiano è sempre presente, alla luce del sole, facile e poco interessante da rilevare. Anche solo il fatto che lei indichi una sua mostra come la cosa migliore del 2011, è già questo ambiguo e poco interessante: POSSIBILE CHE AD UNA DOMANDA (di elena in questo caso) SI DEBBA SEMPRE RISPONDERE PARLANDO DI SE STESSI ???? Gabi ha lavorato con la sua galleria e ora lavora per questa mostra e lei è il presidente dell'ente che organizza....mi sembrano interessi che si cercano e si ritrovano...nulla di male (anche se in altri settori sarebbero criticati forse). Vorrei parlare con una ragazza giovane laureata in storia dell'arte contemporanea, che semmai ha fatto un master in curatela, se pensa che sia corretto ruminare sempre fra i soliti 4 addetti ai lavori...
Quello che è interessante sono le opere proposte: ogni opera in mostra sembra presentata dal medesimo artista....tante declinazioni del medesimo linguaggio e della medesima sfumatura. Ma vi piace così tanto ripetere e rivedere sempre la stessa cosa, ingannandovi sul fatto che questa cosa sia diversa?
Guardo la mostra e guardo il vostro sito:
http://www.map-project.com/event.php?event_id=5
Il nome Grilli potrebbe stare sotto ogni immagine-opera....piangiamore gonzato? Vanzo-Gorni-Galegati? Stessi atteggiamenti, stesse scelte formali...Ramsay Rosen Manasterolo...stesse lettere "d'amore".....
Progetto e mostra didascalica sul tema amore, ed essere amati....sentimentalismo ben formalizzato alla maniera di moussoscope.....Mai niente che esca da questo recinto rassicurante del linguaggio...e le frasi a caso di Marisaldi a testimoniare di una certa temperatura sospesa...incomprensibilie, buttata là e quindi sempre giustificabile....siamo francamente stanchi di questa sospensione leggera smart e delicata....queste soluzioni trovano già gli anticorpi per essere disinnescate da almeno 15 anni.
Questa mostra è l'ennesimo esempio di stanchezza di un linguaggio. Quanto meno di ripetizione ossessiva delle medesime cose da almeno 15 anni....
Luca Rossi
Caro Signor Rossi,
RispondiEliminaDalla sua risposta emerge in modo inopinabile che lei non si informa, non sa cosa vuol dire curare una mostra e le piace solo farsi pubblicità parlando male di altri e di un sistema che evidentemente conosce solo superficialmente.
1) non ho mai indicato come una mia mostra quella di MAP.
2) bella la sua retorica, ma le ricordo che siamo dei privati e che le mostra al maga è stata interamente finanziata da noi
3) il criterio l’ho già accennato sopra, ma se lei non ha voglia di documentarsi, mi perdoni ma non posso perdere altro tempo con lei
4) se avrà voglia di approfondire si accorgerà, con quanta fatica e impegno ci prodighiamo per l'arte, quanti giovani artisti, curatori e, in questo caso, scrittori coinvolgiamo con mezzi ridottissimi e ribadisco tutti privati, e non solo non abbiamo guadagni ma tanti costi di tempo e denaro.
5) interessanti le sue considerazioni sul linguaggio ma non le pare che prima di parlarne dovrebbe almeno vedere la mostra?? Siamo davvero al paradosso.
Si faccia un esame di coscienza, signor Rossi, abbiamo bisogno di gente che pensa, produce anche critica ma certamente non di facile retorica; se Lei davvero vuol fare qualcosa per il mondo dell'arte prima di scrivere e criticare almeno abbia il buon gusto di informarsi.
Non le risponderò più se sarà ancora evidente che non ha fatto nemmeno questo piccolo sforzo, perché il tempo ha un valore e risponderle è conferirle una dignità che Lei non sembra avere!
Cordialmente
Riccardo Crespi
C'è anche un Carrubba!
RispondiEliminaCrespi la sua interlocuzione con Luca Rossi è gravida di piccole ripicche , anche piuttosto prevedibili per la storicità a cui siamo abituati qui ed altrove.
RispondiEliminaLei avrebbe dovuto confutare ciò che é stato contestato ma ha preferito concentrarsi sulla persona del critico, mettendo a nudo la sua inadeguatezza.
L.M.
1) ma se lei Crespi è presidente del MAP la mostra organizzata dal MAP sarà legata a lei o no???? Dico solo che lei aveva già lavorato con Scardi nella sua galleria...ma non mi sembra una cosa così grave. Dico solo che prevale l'aspetto relazionale per decidere curatori e artisti piuttosto che una selezione più aperta.
RispondiElimina2)La Nonni Genitori Foundation fortunatamente aiuta tutti; ed è il vero ammortizzatore sociale del sistema italiano. Che abbiate finanziato da privati la mostra non ci vedo nulla di strano. Bravi! Io criticavo i contenuti proposti che non si salvano solo perchè avete speso soldi ed energie (magari fosse così).
3)Io mi sono documentato e conosco gran parte degli artisti che avete selezionati (similari e sostituibili al 90%).
4)Non nego che ci mettiate tanto denaro e fatica; ma ripeto questo non vi può salvare da un analisi critica di quello che proponete. Anzi spesso è meglio "non fare" piuttosto che fare secondo direttive stanche.
5) La mostra l'ho vista e conosco gli artisti invitati anche per altre opere e percorsi extra mostra.
Critico la retorica di certi contenuti. Critico la totale incapacità di approfondimento al di là delle solita selezione del curatore di turno. Ma rispietto i vostri sforzi e il vostro impegno. La critica (ma questo in italia non entra in testa) è prima di tutto atto d'amore e strumento per crescere.
Luca Rossi
Isterici, burocrati e tromboni. Più qualche donnina tremante al seguito.
RispondiEliminaBello il clima in Italia. Bravi bravi, divertente. Poi non lamentatevi che da fuori NESSUNO vi chiami nemmeno per una collettiva in un sottoscala però.
Ciao a tutti.
Purtroppo in italia c'è un clima posto tra:
RispondiElimina- la totale improvvisazione (iscritti alla nonni genitori foundation che decidono di occuparsi di arte)
-operatori bravi ma traumatizzati (senior e junior formati in un clima che osteggia il contemporaneo, e quindi feriti e privi di energie per andare oltre la difesa del proprio orticello)
- operatori semplicemente incapaci e permalosi (ricordiamo che le direttive ministeriali italiane indicano il settore arte per gli studenti meno brillanti e più svogliati).
Questo deprime il pensiero divergente e il confronto critico come capacità di evidenziare ed ARGOMENTARE le ombe e le luci di un progetto e di un lavoro. In Italia (penso per esempio a Dolomiti Contemporanee, di cui mi sto occupando su altri commentari) una volta trovato il finanziamento SEI LEGITTIMATO A FARE TUTTO E NESSUNO TI PUO' DIRE NULLA. Questo non può esistere: oggi più di ieri ci vuole una rinnovata attenzione per i contenuti e per il pubblico. Non funziona più l'atteggiamento finto snob anni 90.
Luca Rossi
cosa é l´atteggiamento finto snob anni 90?
RispondiEliminala critica al sistema cosí massimizzata non serve a nulla se non a giustificare il malfunzionamento del sistema stesso.
A mio parere Riccardo Crespi é uno dei pochi personaggi colti e puri del sistema arte italiano. Oltre ad una delle gallerie più propositive d'Italia ha fatto anche questo map che mi sembra un'iniziativa colta e interessante per cui dovremmo ringraziarlo. Possibile che in Italia si critichi quello che dovrebbe essere lodato e viceversa!?
RispondiEliminaLa critica e' anche lode.
RispondiEliminaL'atteggiamento snob anni 90 e' quello di De Carlo e di via Fiuggi (oggi scimmiottato malamente da molti), refrattario ad ogni critica.
LR
Snob quelli di via Fiuggi? ma se sono tutti coatti... per favore. Non mi pare nemmeno che siano refrattari alla critica, anzi, cercano solo di non affondare nella noia pneumatica facendo anche cose penosine, che è poi quello che gli viene offerto, tra Artissima, spazi non profit e altre meraviglie.
RispondiEliminaLo snobismo di De Carlo ha fondamentalmente una ragione economica, guadagnata a colpi di magazzino e di salotti milanesi. E più che snobismo lo chiamerei connivenza con un sistema autodistruttivo che alimenta alla perfezione la richiesta esterofila che è quella su cui guadagna di più.