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12/01/12

The Best 2011 by... Pinksummer, Genova

 Manifesto, 1967 Collezione Privata, © Alighiero Boetti by SIAE/VEGAP, 2011
 Lampada annuale, 1966, Collezione Privata, © Alighiero Boetti by SIAE/VEGAP, 2011
 
Mappa, 1971 -1972,  © Alighiero Boetti by SIAE/VEGAP, 2011
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Antonella Berruti / Pinksummer, Genova

Alighiero Boetti - Estrategia de Juego
04.10.11 - 05.02.12


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Francesca Pennone / Pinksummer, Genova

Pipilotti Rist - Parasimpatico
09.11.11 - 18.12.11

Fondazione Trussardi, Milano

08/11/11

Superfantastico! Pipilotti Rist a Milano



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Disarmano le dichiarazioni di Pipilotti Rist: "Penso che il ruolo dell'arte sia quello di prendere i nostri sogni e renderli reali, e così facendo di cambiare la nostra percezione della realtà in qualcosa che è super fantastico! Questa è la meraviglia e l'incanto della mente creativa. L'arte al suo meglio promuove le energie positive che ci permettono di conciliare la ragione con ciò che chiamiamo istinto. È rumore cromatico. L’arte apre la nostra mente a nuovi modi di vedere e vivere il mondo che ci circonda. Ci fa sentire vivi."
Se non avessi visto la mostra/invasione/fusione/esposione al ex Cinema Manzoni,  Parasimpatico, giudicherei questi suoi pensieri totalmente ingenui. L'artista svizzera, invece, è riuscita a creare dentro agli spazi una sorta di corpo molle e liquido. Un grande organismo  visivo/vivente che  ci avvolge e coinvolge.  Salire le scale che portano al primo piano del cinema, camminare lungo il foyer, addentrarsi dentro alla 'pancia' della grande sala cinematografica, suscita piano piano la piacevole sensazione di essere dentro ad un grande giardino dei divertimenti dove ragazze dagli occhi azzurri, onde marine, lussureggiante vegetazione, ci inghiottono nelle loro viscere. L'artista, a proposito di questo grande progetto ha parlato di energie positive da liberare, rumori cromatici, desideri, subconscio...
"Trovo ispirazione nei posti più strani. Dalle bustine di zucchero ai giochi di luce in natura al movimento ipnotico delle interferenze in bianco e nero su un vecchio televisore, tutto mi affascina. Credo che tutto intorno a noi abbia un significato cosmico. Dobbiamo solo imparare a leggerlo."
Bolle di sapone, arti deformati, poetiche melodie (vi rivelo che tutte le volte che sento Wicked Game di Chris Isaak, mi sciolgo :), cantata da Pipilotti poi....) la mostra che il nostro big Massimiliano Gioni ha portato a Milano, è proprio perfetta per farci scordare che piove da giorni, che siamo in tempo di crisi, che il declassamento dell'Italia è lì lì... E' un pò come ritornare bambini e ricordarsi delle avventure di Pippi Calzelunghe e del suo cavallo bianco a pois! 
"La questione è: come mettere in relazione l’arte con la vita normale? È la cosa che mi interessa di più. Considero l’arte come un servizio. Penso a me stessa come a una persona al servizio degli altri."
GRAZIE!
Pipilotti Rist  - Massimiliano Gioni

Parasimpatico - Pipilotti Rist

Fondazione Trussardi
Ex Cinema Manzoni, fino al 18 dicembre

Immagini 1-2-10
Photo: Marco De Scalzi
Courtesy Pipilotti Rist; Hauser & Wirth

28/03/11

Su le mani....Toilet Paper # 2 PARTY

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"Tutti insieme, su le mani!!". E noi a ballare, piroettare, ridere e sorridere alle decine di macchine fotografiche che, come luci strobo, ritmavano questa surreale serata di presentazione di Toilet Paper #2: ultimo parto di Mr. Cattelan e Pierpaolo Ferrari. Tanti e tantissimi a tirar su le mani, tra una mangiata di pasta e fagioli e pollo con patate. C'era una gran fetta di crem caramel milanese: giornalisti, redattori, fotografi, video-makers, amici, conoscenti e qualche 'imbucato'.
Il luogo non poteva che essere più adatto - la balera Sala Venezia in Via Alvise Cadamosto 2/a - per un dinner, made by Fondazione Trussardi, che voleva essere non solo imprevedibile, ma anche 'emancipato' da annate di cene plassè e abito lungo. L'atmosfera, dunque, superati i primi 10 minuti di impaccio generale, prende quota a suon di musica. Ballerini provetti in mezzo a gente come me che, 'ok, posso farne di ogni', sculetta, beve e urla in mezzo al frastuono. Grande la fetta glamours degli invitati, meno consistente quella degli addetti ai lavori 'arte' che, bisogna proprio dirla tutta, non potevano crederci di andare ad una cena dove, più o meno tacco e lustrini vari, ci si potesse scatenare senza freni. Dunque, dunque: festa divertente, vino pessimo, fiumi di amaretto Disaranno, musica revival mista a tango, polka, chachacha, walzer, ruma e samba.
Dopo tanti giri di pista e di tavoli, dopo la premiazione dei miglior ballerini, dopo tre portate e molte foto (fatte e subite), mi chiedo: ma la rivista dov'è? Per ora sta appiccicata alle pareti, tra specchi, luci colorate e manifesti vari (Toilet Paper verrà consegnata solo all'uscita!).
Artista e fotografo, non deludono e non sorprendono con questo secondo numero. Inutile come il primo, pensano in tanti, geniale e interessantissimo, pensano i tanti altri. Digestione o indigestione visiva, sintesi dei tempi che corrono, corrosiva critica al 'sistema arte', ammiccamento al 'sistema moda'...blablabla. Bella bellissima carrellata di superbe immagini, senza dubbio: Pierpaolo Ferrari tiene alta la maestria e l'indole italiana con raro talento, prova ne sia le sue prestigiose collaborazioni con alcune tra le importanti testate nazionali e internazionali. Il suo talento, mischiato a quello della mente furba/astuta/acuta/scaltra/abile, - sinonimi di Mr. Cattelan - non potevano che partorire una rivista inutilmente necessaria come Toilet Paper. Per paradosso - ma pensando a tutta la carriera dell'artista, tutto sommato è normale e quasi scontato - in questo secondo numero "Cattelan sfida ancora una volta le regole del sistema della cultura contemporanea di cui lui stesso fa parte e ne sovverte gli schemi". Tra le pagine, di 'sovversione' ne vedo ben poca. "Il bersaglio, in questo secondo numero, è il mondo delle riviste patinate e una certa critica d'arte seriosa e autoreferenziale".
"Idee, perversioni, sogni e incubi": questo l'artista caccia dentro in Toilet Paper. Quasi mi convince, poco cambia. Re Mida contemporaneo, continueremo ad amarlo/odiarlo, simpaticone com'è. La povera Italia come farebbe senza il suo giullare più noto? Quello che, strizzando un occhietto di qua, ghignando 'sotto i baffi' di là, resta il più noto e rappresentativo artista che abbiamo. E ci piace così...
Quando l'arte penetra la moda, quest'ultima gode tantissimo!
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Alcune immagini del primo numero di Toilet Paper qui *

21/05/10

Maiali, ketchup, culi e il tappeto azzurro

















C'eravamo quasi tutti al grande opening di Paul McCarthy della Fondazione Trussardi. C'era addirittura Miuccia a braccetto con Giò Marconi. Insomma eravamo in tanti a far la coda per vedere il delirio di Paul, lungo il tappeto azzurro non calpestabile (cosa ridicola!). Tutti in fila, ordinati e guardinghi. Chi guardava chi aveva davanti, chi osservava chi avete dietro... tutti a guardare chi c'era e chi non c'era. Arriva Patrizia, arriva Maurizio, arrivo Francesco...

La mostra l'ho potuta vedere alla presentazione stampa, vuota e riempita dai suoni provenienti dai video: delirio inimmaginabile di pazzia umana. Urla, grida, sfregamenti, contorsioni.. tutti che si ficcavano dentro a buchi, botole.. vesti inzaccherate, tubi.. sangue e liquami... corpi impataccati di tutti ciò che di più sporco si potrebbe immaginare. Lo schifo del 'dentro' rappresentato in maniera compulsiva in un disgustoso 'fuori'.
Era surreale ieri sera vedere sfilare fighetti vestiti a festa davanti a quelle immagini, era veramente surreale. C'eravamo tutti, attorno alle opere e anche 'dentro': brutali e ipocriti, sporcaccioni e nefandi, cattivi e cinici.