31/12/10

Alessandro Pessoli > Mark Manders

Mark Manders, Abandoned Room, 1992-2010
Mark Manders: Parallel Occurrences/Documented Assignments, Hammer Museum, Los Angels

29/12/10

Antonio Rovaldi > Bronzino

Bronzino, Ritratto di Giovanni di Cosimo I de' Medici 1545, Galleria degli Uffizi, Firenze

Lorenza Boisi > René Daniëls

René Daniëls: Painting on Unknow Languages, Camden Arts Centre, Londra
René Daniëls, De Terugkeer Van De Performance [The Return of the Performance], 1987
Courtesy Private Collection

21/12/10

Davide Bertocchi > Brion Gysin

Brion Gysin: Dream Machine - New Museum, New York.
Bryon Gysin with Dreamachine at Musée des Art Décoratifs, Paris, 1962. © Harold Chapman/Topham/The Image Works

Ettore Favini > Guillaume Leblon

Guillaume Leblon, Monumento Nazionale, Centre Culturel Francais di Milano

20/12/10

Luisa Lambri > Inside Out, Photography After Form

Inside Out, Photography After Form: Selections from the Ella Fontanals - Cisneros Collection, CIFO, Miami. Thomas Struth, Paradise 8 (Bloomfield track), Daintree, Australia, 1998

Riccardo Previdi > Dan Rees

Dan Rees (in collaboration with Nicolas Ceccaldi) '<><', 2010 - Tanya Leighton (Berlino)

Meris Angioletti > The Malady of Writing

The Malady of Writing. A project on text and speculative imagination, Macba, Barcellona

15/12/10

Flavio Favelli > Dino Gavina


Splugen Brau di Achille Castiglioni - Dino Gavina 'Lampi di Design', Mambo (Bologna)

Rä di Martino > Christian Marclay

Christian Marclay, The Clock (2010), White Cube, Londra

Piero Golia > Thomas Demand

Thomas Demand
Büro, 1995, © copyright by Thomas Demand, VG Bild-Kunst. Bonn 2009
Neue Nationalgalerie - Berlino

12/12/10

The Best 2010... coming soon!

Santa Claus by Paul McCarthy
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Che fatica, ragazzi! Dopo quasi 11 mesi di pubblicazioni, il blog mi sta dando molte soddisfazioni e, inevitabile, qualche preoccupazione. Ultimamente imperversano commentatori triviali, a volte scurrili, altre volte parolai più o meno pertinenti. E' divertente notare quanto l'anonimato ci faccia diventare (quasi tutti) banditi d'assalto. Nel tempo mi sono arrivate email che mi invitavano a non mollare e, in barba ai 'cecchini', di andare avanti. I numeri del blog, penso, parlino da soli. Ringrazio tutti per il sostegno e la partecipazione. E ringrazio soprattutto quanti hanno collaborato, anche con frequenza episodica, alla costanza delle pubblicazioni. Ringrazio chi mi ha dato consigli e mi ha stimolato.
Per la fine dell'anno, dal 15 dicembre, sarà pubblicato una sorta di 'THE BEST 2010' delle migliori mostre/opere/progetti su segnalazione di una lista di artisti italiani. Grazie a tutti quelli che hanno partecipato e anche a quelli che ci hanno pensato senza però riuscire a rispondermi. :)
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Alis/Filliol, Meris Angioletti, Stefano Arienti, Andrea Balestrero – A12, Davide Balliano, Rosa Barba, Riccardo Benassi, Simone Berti, Davide Bertocchi, Lorenza Boisi, Enrico Bressan, Rossana Buremi, Pierpaolo Campanini, Valerio Carrubba, Alessandro Ceresoli, Sara Ciracì, Cuoghi Corsello, Rä di Martino, Flavio Favelli, Ettore Favini, Michela Formenti, Stefania Galegati, Nicola Gobbetto, Claudio Gobbi, Stefano Graziani, Alice Guareschi, Kings, Giovanni Kronenberg, Luisa Lambri, Deborah Ligorio, Piero Golia, Sabina Grasso, Francesca Grilli, Ivan Malerba, Domenico Mangano, Marcello Maloberti, Amedeo Martegani, Maurizio Mercuri, Jacopo Miliani, Igor Muroni, Diego Perrone, Alessandro Pessoli, Cesare Pietroiusti, Paola Pivi, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Alessandro Roma, Antonio Rovaldi, Matteo Rubbi, Andrea Sala, Sissi, Francesco Simeti, Richard Sympson, Alberto Tadiello, Luca Trevisani, Patrick Tuttofuoco, Nico Vascellari, Vedovamazzei, Luca Vitone, Francesco Vezzoli, Italo Zuffi ecc...

Buon 2011!!!

Elena

08/12/10

You’ll Never See My Face in...

Chris Burden, You’ll Never See My Face in Kansas City
Morgan Gallery, Kansas City, Missouri, U.S.A; November 6, 1971
Collection: Gilbert and Lila Silverman, Southfield, Michigan

07/12/10

Susan Philipsz - Turner Prize 2010

Susan Philipsz, Lowlands, Glasgow 2010 - Installation view
Courtesy the artist and Tanya Bonakdar Gallery, New York. Photo: Photo: Eoghan McTigue

06/12/10

"Zuffi per Bonami"











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Cara E.
la personale di Italo Zuffi inaugurata ieri sera da Pinksummer mi è parsa una mostra dal contenuto molto "politico".
Politica, asciutta e di lettura complessa... dunque, ci provo.
Intanto la mostra si compone di più elementi, tutti piuttosto "immateriali" , abbiamo:
- un titolo "Zuffi, Italo";
- un comunicato stampa sotto forma di conversazione "dotta" a tre voci tra Italo Zuffi, Luca Trevisani, Pinksummer;
- una performance breve, efficace e disarmante in cui un gruppo di 18 persone entrano in galleria, si dividono in due gruppi e indossano dei fazzoletti che stanno appesi su due pareti contrapposte della galleria, si dispongono in due blocchi 3x3, contrapposti in corrispondenza di un segnale posto al centro dello spazio (unico elemento materico del tutto, essendo ricavato dal taglio di una lastra di alluminio di spessore notevole), dopodiché iniziano a marciare, in stile militaresco ma all'indietro, fermandosi dopo pochi passi per declamare le parole riportate sui fazzoletti: "ZUFFI PER BONAMI" e "ZUFFI PER BONAMI INGLESE" (qui occorre una breve spiegazione senza la quale l'azione risulta veramente criptica, ancorché divertente nella sua assurdità: il tutto deriva dal ritrovamento da parte di Zuffi di due vecchi CD, contenenti la documentazione dei suoi lavori a suo tempo preparati dalla galleria Continua, con cui lavorava, per Francesco Bonami; i fazzoletti sono la riproduzione ingrandita e stampata su seta delle copertine dei CD stessi);
- una traccia audio della registrazione dei rumori ambientali dell'inaugurazione della mostra di Eva Marisaldi (altra artista che ha di recente cambiato galleria) da Nicoletta Rusconi a Milano;
- quattro quadrati in materiale traslucido azzurrino che sono praticamente i calchi dei retri di quattro piastrelle, realizzati attraverso un processo di scansione digitale e stampaggio tridimensionale (ci offrono in pratica una visione rovesciata di ciò che sta dietro la superficie che delimita uno spazio e, potenzialmente, una visione dello spazio da dietro la superficie del muro);
- quattro placche di alluminio legate tra loro da un anello ("una linea nell'arte italiana") con parole incise che dichiarano alcuni legami tra artisti contemporanei italiani e antichi popoli mesopotamici.

Tutti questi elementi ruotano (in una maniera che definirei simbolica) intorno al sistema ed ai meccanismi di potere all'interno dell'arte, al modo in cui l'artista vi reagisce e vi si confronta, c'è il tema del successo e dell'insuccesso, dell'italianità e dell'internazionalità, del rapporto tra l'arte, l'artista e il suo pubblico...
Tra i commenti che ho ascoltato serpeggiava un po' di stupore per il "coraggio" delle galleriste nel presentare una mostra del genere... io le conosco bene e non mi stupisco più di nulla. Italo è un ottimo artista, la mostra funziona ed ha carattere.

Il tutto mentre a Genova impazzano le polemiche sul destino del Museo di Arte Contemporanea, dopo le dimissioni della direttrice e la petizione promossa dalle Pinksummer stesse con Anna Daneri perché la procedura di successione avvenga tramite un concorso. A proposito per chi non l'ha ancora fatto... di corsa a firmare la petizione!!! http://www.petizionionline.it/petizione/appello-museo-di-villa-croce/2554

baci, Andrea

Christian Tripodina e Christian Frosi, Italo Zuffi e Anna Daneri, Cesare Viel e Simona Barbera

05/12/10

Ti porterei a vedere un tramonto dalla montagna più alta...


Mi hanno dato l'idea che si sono divertiti un sacco: prima, dopo e durante. All'opening della mostra in via Stradella 4, HOOOKUURCH °2/3° tanti ragazzini, tanti artisti giovanissimi e molta confusione. Non ho avuto la curiosità e il tempo di parlare con Di Fabio Derek Maria Francesco (ragazzo silenzioso conosciuto a Cripta 747, Torino), per chiedergli da dove accidenti gli venuta l'idea di fare questo guazzabuglio incasinato di mostra. Mi limito a interpretare il comunicato stampa: delirante sintesi di pensieri prelevati da film polizieschi, poesie da 'diario adolescenziale' e dialoghi strappate in seno alla preparazione della mostra. Derek ha invitato tre amici, Alessandro Agudio, Michele Gabriele e Beatrice Marchi. Capire chi ha fatto cosa dentro al piccolo spazio espositivo, è un impresa. Preferisco pensare che abbiamo fatto tutto un pò insieme, sempre divertendosi. Da quel poco che so, il video è opera di Beatrice Marchi che, "seguendo il Giulio Cesare di Shakespeare e litigi familiari, tra armadietti di lavoro e circoscrizioni in cui convivere" ha raccontato una storiella bizzarra tra amiche. Nel video, mi racconta, c'è il tavolo che vedo appesa sopra la mia testa, dei light-box della prima mostra e altre opere in relazione a questo progetto. Una montagna di frasche si innalza al centro della galleria, con appeso un grande bunner manga e un tappeto di mucca. Corde, bastoni, lampadine. In un angolo un ventilatore muove delle stelle filanti, sul muro una scultura di Derek 'Uomini che adorano al mare' con piccole montagnole di sabbia, tavolette con specchi e pezzi di plastica. Sotto al tavolo appeso, una scultura 'femmina' di Michele Gabriele pronta ad accogliere, appesa al muro una distesa d'erba ecc. ecc. Saranno anche giovani, si saranno anche divertiti, certo che il tutto sembra un festa creativa dove però, non scorrono fiumi di birra (io per lo meno non l'ho vista). Che dire? Tutti assieme, a fare branco, sono anche simpatici... bisognerebbe prenderli uno ad uno, ripulirli (senza snaturarli) e vedere se oltre all'energia e all'entusiasmo c'è anche del talento. Vedremo nel prossimo show 3/3. Riporto, perchè mi fa molta tenerezza, l'incipit di questa festa creativa:
Si potrebbero avvistare alcuni imberrettati, rotolando, investendo muschi. Una nuvola di cenere impiastra l’aria, rovinose cascate si riempiono di fronde e sradicano; pezzi di vetro sono incastrati nel mezzo di un enorme lastra di neve fossile. °u°Okkey,.. ti copro le spalle! Una giungla d’incroci, fibre impigliate mentre alcune dita amoreggiano.