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10/06/11

Repertorio Ornamentale > Enrico David

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Dentro una teca di vetro ci sono una serie di oggetti. Due ossicini abbracciati, la sagoma di un cane, dei segni che sembrano capelli, una struttura di mano, dei piccoli contenitori in vimini... Sono alla personale di Enrico David 'Repertorio Ornamentale', ospitata a Palazzo Tito - Fondazione Bevilacqua la Masa - a cura di Milovan Farronato. Anche il curatore è dentro alla tela, immortalato nella copertina di un LP. Non conoscevo l'artista prima di questa mostra che ha il merito di presentare la sua opera e la sua ricerca in modo chiaro. L'impressione che ho avuto è che David resti in bilico tra il dentro e il fuori del 'corpo': nelle sculture, dove questo stare a metà è più evidente, l'artista disegna con del sottile filo di ferro dei busti, nell'atto di ingoiare qualcosa. Anche nei disegni ci mostra delle figure di profilo sempre con la bocca aperta. Uno in particolare mostra un arcere nell'atto di conficcare una freccia dentro una bocca spalancata: colpisce le parole prima di venir pronunciate, uccide il verbo, caccia il suono proibito ecc. Tante potrebbero essere le interpretazioni che stimolano. In entrata una grande scultura-groviglio: tanti anelli o budella che si incastrano l'una alle altre per finire in una piccola testolina. Nel complesso la mostra funziona, con opere molto intense, ad altre un pò meno accattivanti.

A seguire, super cena a Cà Vendramin Calergi, Venezia
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Milovan Farronato, Sissi
Federica Cimatti e Anna Franceschini, Arianna Rosica

14/03/10

Via Tadino 11/03: I liked Shimabuku

11 marzo openings:
Neanderthalian Nights (The world is not at home)
, Zero...
Tobias Rehberger, Giò Marconi
Uno dei lavori più interessanti che ho visto nella serata inaugurale in Via Tadino (Zero..., Giò Marconi) è ‘Asking the Repentistas - Peneira & Sonhador -To Remix My Octopus Works’ (2006) dell’artista giapponese Shimabuku. Interessante mix di arte contemporanea e folklore sperimentale. La video installazione consiste in due proiezioni: una mostra due sudamericani di strada, i Repentistas (rapper?) che cantano la storia della pesca dei polpi. Tra battiti di mani, di piedi e tamburelli, i due cantastorie, esortavano un buffo ritornello “Shimabuku is a great man.” Nell’altra proiezione, invece, l’artista documenta il salvataggio di un polpo dalla sicura morte (o dal finire in un piatto!) ad Albissola. Giocoso e gioioso (così viene definito nel comunicato stampa), Shimabuko ha descritto con sottile ironia una realtà tutt’altro che gaia, direi. Accompagnano il video due foto scattate dall’artista a Berlino in una mattina d’inverno: una mela e un mandarino in mezzo alla neve. Eccellente installazione della foto ‘Tangerine’ che, immersa nel buio, viene scoperta dal visitatore in una piccola nicchia che gli da una alone di sacralità.
Le opere di Shimabuku sono state presentate in una collettiva, Neanderthalian Nights (The world is not at home) con altri 3 artisti: Giorgio Andreatta Calò, Juliette Blightman, Anthony Burdin. Il tema della mostra era un po’ vacuo: “il tema del viaggio, intesa come esperienza e confronto con la realtà che ci circonda, lontana dalla dimensione contemplativa romantica ecc ecc.’


Chi c'era?
1 Angela Vettese, 2 Massimo Grimaldi, 3 Sara Ciracì, Chiara Bertola e Patrizia Sandretto, 
4 Paolo Gonzato e Paola Gallio, 5 Marcello Bellan, 6 Samuele Menin

1 Barbara Casavecchia e Andrea Balestrero, 2 Sara Ciracì, 3 Giovanni De Francesco, 
4 Carlo Antonelli, 5 Vincenzo De Bellis e Bruna Roccasalva (Peep-Hole), 6 Patrizia Sandretto e Mariuccia Casadio