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15/05/12

Casa Morigi / M^c^o / Quello che (non) avete

 
MILANO / TORINO
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Questa sera sono tra due 'fuochi', anzi 3: stanno sgomberando Macao - o forse hanno già finito, mi era giunta voce che 'dentro' c'è solo la Digos -, sta iniziando la trasmissione sulla 7, 'Quello che (non) ho, e stanno bevendo - probabilmente fiumi di birra -  alla Casa Morigi, in occasione della (non) mostra 'Polline e cerniere' / Anonima Nuotatori.
Vado in Via Morigi alle 18 così sono sicura che sarò davanti alla tv alle 21 per vedere Saviano-Fazio. In realtà, ora non sono né qui e né lì, visto che sto tentando di esprimere due concetti su questa parola che sto sentendo troppo spesso ultimamente: OCCUPARE
Mi hanno insegnato - ma forse nella provincia veneta siamo un pò 'indietro' - che occupare o prendere le cose degli altri non è giusto, anche se queste sono rotte o non utlizzate.
Appena arrivo a Casa Morigi, uno degli Anonimi Nuotatori mi dice che i bambini che vedo correre qua e là nel cortile sono i figlio dell' 'occupazione'. Sono nati da un uomo  e una donna che hanno 'occupato' quel palazzo.  Uno degli spazi di Casa Morigi ha ospitato anche il progetto Fac Simile di Horatio Goni. L'atmosfera è allegra e fervono ancora i preparativi per quella che si prevede come una notte danzante. Mi dicono che dovrei tornare più tardi... ora, con la luce i video non si vedono. In giro opere che denotano una cerca 'insofferenza', alcune sono dichiaratamente legate al tema della 'casa',  altre dell' 'occupare'.. una grande scritta: PIOVRA.
C'è un po' di confusione o forse sono confusa io...

Occupare -  Veneto a parte - significa comprendere, capire, assimilare. Significa anche impadronirsi, impossessarsi. Bene, dunque, deduco che nel suo piccolo in Casa Morigi e, in grande, nella Torre Galfa, è avvenuta una cosa meravigliosa. Persone consapevoli e motivate hanno cercato di capire un evento e tradurlo in conoscenza.
In molti hanno creduto in Macao, in tantissimi ci speravano, tanti ci hanno sguazzato. La storia, dopo 10 giorni sembra essere finita non troppo bene, ma forse non è detta 'ultima parola. Magari, il vero Macao - lo spero molto - inizia proprio adesso: siamo consapevoli che non vogliamo spazi vuoti inutilizzati ma bensì spazi da riempire con cultura, conoscenza e consapevolezza.
Al di là delle foto (che impazzavano in rete con o senza piedi in aria), al di là delle trombette e degli striscioni, al di là di Dario Fò che porta la sua testimonianza, dei cagnetti, delle birra e della lista delle cose che mancano... al di là di tutto, occupare degli spazi che altrimenti resterebbero vuoti (perchè non occupare un grattacielo qualsiasi li attorno alla Galfa, con ascensore, luce e bagno funzionanti .. che tanto, mi sa, ne resteranno vuoti un bel po'), cerchiamo di capire bene quello che stiamo facendo, cerchiamo di non sfoggiare, esibire, urlare, lottare... Manteniamo la calma, cerchiamo di essere determinati e soprattutto non stanchiamoci del 'buon senso'.
Manteniamo alta la dignità della cultura, umilmente e ragionevolmente.
Tornando alla Casa Morigi. Occupare significa anche -  stiracchiando un po' il sento etimologico delle parole - prendersi cura. Ebbene, dopo tanti anni e tanti figli, lo stabile non da l'impressione di essere stato molto bene ultimamente. 
Per tornare alla (non) mostra, ho immortalato alcuni angoli suggestivi che gli occupanti 'improvvisati' hanno, appunto, occupato, con delle opere di autori ignoto, o meglio, Anonimi (Nuotatori).
Che anti-panegirico sull'occupazione. Ok, meglio se vado sulla 7. 

Anonima Nuotatori / Bureau for Art Nerds
POLLINE E CERNIERE
Artsiti: Giallo Concialdi, Luca De Leva, Derek Maria F. Di Fabio, Theodoros Giannakis, Renato Leotta, Petros Moris, Gemma Noris, Andrea Romano, Guido Santandrea, Giovanni Sortino, Andrea Scopetta, Okan Yildirim, Pegy Zali

Mi
Avevano
Chiamato
A
Occupare
... ma quel sabato non ero a Milano :)
 Alcuni Anonimi Nuotatori, Martina Bassi, Derek Maria F. Di Fabio, Okan Yildirim e Guido Santandrea, Giallo Concialdi con la curatrice Valentina Sansone

13/02/12

Open Studio / Fac Simile / Horatio Goni e Priscilla Tea

 
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Open Studio, Febbraio 2012

Varcando il portone di Casa Morigi, l’attenzione dell’avventore viene subito catturata  dalla luce che attraversa gli infissi di quelle porte  e di quelle finestre che dal 1984 custodiscono il laboratorio Fac - Simile, fucina di idee, pensieri, mostre indimenticabili. Le pareti trattengono molte tracce delle installazioni che hanno popolato questo spazio. Ci sono fori, scanalature, tasselli annegati nell’intonaco a testimoniare le tante tappe di questa storia ( tra i nomi degli artisti coinvolti anche Vanessa Beecroft, Pierre Huyghe, David Lamelas, Miltos Manetas, Xavier Vaillant).  Casa Morigi, un edificio storico rimaneggiato in epoche diverse,  è il risultato della complessa stratificazione di pensieri e azioni la cui successione si perde nella notte dei tempi; al contrario, la storia di Fac - Simile è facilmente ricostruibile attraverso i racconti  dello stesso  Horatio Goni, che ne è il fondatore. Le mostre si sono manifestate in un’ala del palazzo costruita nel 1924 per ospitare un’officina per l’assemblaggio di macchine speciali.  Si tratta di un ambiente che per dimensioni, proporzioni dei volumi e per la luce che lo invade (proveniente da ben tre lucernari) fu percepito  da Horatio come un archetipo di spazio espositivo, per questo ci organizzò un programma espositivo oltre ad ambientarci il suo studio. Horatio considerò sempre questo luogo come parte del suo lavoro d’artista, definendo questa dimensione del suo operare: a “gallery as an art project!”. Ogni evento espositivo che si è succeduto tra queste pareti  ha, in un certo senso, modificato lo spazio, senza sovrastarlo. Da un paio di mesi Horatio e Priscilla Tea condividono lo spazio della galleria.  Da questa esperienza é nata l’idea di aprire, ancora una volta, le porte al pubblico,  ponendosi in spirito di continuità con la tradizione di questo posto. Quindi, in questi giorni, è possibile vedere due gruppi di lavori diversi, accomunati, però, dalla necessità di introdurre l’idea di schermo, sia digitale che cinematografico, nella pittura. Cito, a questo proposito, il comunicato stampa: “layers (strati) e piani pittorici che influenzano sia i formati dei quadri, sia il concetto di spazio all’interno di questi schermi. (tele). Modificando anche la spazialità del dipinto.”  Secondo le intenzioni di Horatio Goni la soluzione dell’ Open Studio sottolinea il momento di transizione in cui si trova Fac-Simile che proseguirà la sua attività senza uno spazio fisico fisso.
Marco Tagliafierro

Anonima Nuotatori / Giallo Concialdi  intervista Horatio Goti
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OPEN STUDIO
Horatio Goni - Priscilla Tea
c/o GALLERIA FAC-SIMILE
Via Morigi, 8  Milano
Per chi volesse visitare la mostra, lo spazio è aperto ancora per pochi giorni. 
Per un appuntamento scrivete a galleriafacsimile@hotmail.com
Horatio Goni e Priscilla Tea
Carlo Prada, Maria Antonietta Giudicissi e Marco Tagliafierro, Maria Gloria Cappelletti