Visualizzazione post con etichetta careof. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta careof. Mostra tutti i post

22/05/12

Christian Tripodina /// ORCHARD - Season #4

 
Photo courtesy Orestis Mavroudis - Christian Tripodina | ORCHARD#4 | Careof, Milano
***
La linea tra arte e vita deve rimanere fluida, e la più indistinta possibile. (Allan Kaprow)

In questi anni ho seguito Orchard a distanza ravvicinata, cercando di coglierne le sfumature, gli echi possibili e  accompagnando Christian Tripodina, insieme a Carlotta Pezzolo e a Hilda Ricaldone di CHAN,  nella definizione dei sedimenti artistici di un frutteto concepito come un progetto di vita alternativo e collettivo. Arrivati alla stagione finale, la sensazione è che in realtà Orchard non possa chiudersi. Come il frutteto, infatti, anche Orchard continua a crescere e ad assumere forme diverse che cristallizzeranno nei percorsi che Christian vorrà intraprendere in futuro.

Lo sforzo delle quattro stagioni è stato quello di suggerire il luogo – e il suo portato 'utopico' di pratica di vita autoorganizzata, sostenibile e condivisa – senza mai descriverlo, affidandosi alle potenzialità dell'arte. E il percorso ha visto una progressiva affinazione, per nulla scontata in partenza, perché frutto di tentativi, di esperimenti e a volte anche di errori.

Orchard  ha avuto inizio nello spazio di CHAN a Genova, con un’installazione che ruotava attorno a una vetrina, costruita con il legno di un castagno morto trovato nei terreni adiacenti al frutteto e accompagnata dal suono del suo abbattimento e trasformazione in tavolo. La grande teca custodiva i reperti, organici e non, che Christian aveva recuperato nei dintorni e li esponeva al pubblico, come a gettare le basi di un racconto che si sarebbe sviluppato nel tempo. La performance/concerto Coral Gardens and Their Magic che ne è seguita ha visto l’uso di altri reperti come strumenti, che si mescolavano ai suoni naturali registrati all’origine, il tutto nell’ambiente ‘sacrale’ di un ex-oratorio barocco, utilizzato questa volta per ospitare un rituale artistico, accompagnato da paramenti e costumi realizzati per l’occasione. Palazzo Nicolosio Lomellino di Genova è stato poi custode della terza stagione. In Cafhage le riprese ravvicinate della flora tropicale nella Biosfera di Renzo Piano dialogavano con la vegetazione esotica degli affreschi di Bernardo Strozzi, così come le costellazioni create dalla consunzione e dalle bruciature nelle stoffe ‘riesumate’ dal terre
no intorno al frutteto sembravano rispondere alla raffigurazione dell’Astrologia del soffitto dell’omonima sala.

Con la quarta stagione, Orchard  si misura con un altrove ulteriore, quello dello spazio industriale di Careof di Milano, creando un cortocircuito tra i materiali da costruzione del cantiere aperto nelle vicinanze, i trasferimenti su carta carbone delle architetture e della vegetazione nel frutteto, le tracce sonore su vinile che avevano originato il progetto e, come dei lampi, le visioni fulminee di questo luogo “così lontano, così vicino”.

Anna Daneri
***
Christian Tripodina
ORCHARD - Season #4  
Finao al 6 maggio 2012 /// 
c/o CAREOF /// Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano
***
 
“The line between art and life should be kept as fluid, and perhaps indistinct, as possible”
Alan Kaprow

In the last years I have followed Orchard at a close range, trying to grasp the nuances, the possible echoes and by accompanying Christian Tripodina, along with Charlotte Pezzolo and Hilda Ricaldone from CHAN, into a definition of the sediment art of an orchard, designed as a project of an alternative and collective life. Arriving at the final season, the feeling is that the Orchard cannot be really finalized. As it is the case with orchards, in fact, Orchard continues to grow and take on different forms that will eventually crystallize among the paths that Christian may undertake in the future.

The effort of the four seasons has been to suggest the place - and its 'utopian' way of self-organized, shared and sustainable life - without ever describing it, relying on the potential of art. The passage has met a progressive refinement, it was obvious right from the beginning, because it is the result of trials, experiments and sometimes mistakes.
Orchard started off at CHAN in Genoa, with an installation that revolved around a display case, constructed with the wood of a dead chestnut tree, found in the ground adjacent to the orchard and accompanied by the sound of its own transformation into a table. The large display case protected the findings, organic or not, which Christian had recovered from the surrounding area and presented them to the public, as if was to lay the foundations for a story that would be developed over time. The performance / concert Coral Gardens and Their Magic that followed has seen the use of other findings such as tools, which were mixed with natural sounds recorded live. Everything in a 'sacred' ambient of a baroque ex-oratory, used this time to host an artistic ritual, accompanied by ornaments and costumes created for the occasion. At Palazzo Nicolosio Lomellino of Genoa was held the third season. At Cafhage the close-ups of tropical flora in the biosphere by Renzo Piano were in conversation with the exotic vegetation displayed on the frescoes created by Bernardo Strozzi, just like the constellations created by the consumption and the burnouts in the fabrics 'resurrected' from the land around the orchard, which seemed to respond to the representation of astrology on the ceiling of the homonymous room.
In the fourth season, Orchard is confronted with a space beyond, the industrial space of Careof in Milan, creating a short circuit between the construction materials of the building site nearby, the sketching on carbon paper of the architecture and vegetation in the orchard, the soundtracks on vinyl, which had started the project and -just like light bulbs- the lighting visions of this place " così lontano, così vicino “ (“so far, so close").

Anna Daneri
***
Christian Tripodina
ORCHARD - Season # 4
Until 6th May, 2012 / / /
c / o CareOf / / Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4 Milano

18/12/11

Gesto, azione e uso della parola / workshop di Italo Zuffi al DOCVA

Officine dell’arte
workshop di Stefano Arienti e Italo Zuffi 
Italo Zuffi ha proposto un laboratorio strutturato attorno all’utilizzo del corpo come mezzo e luogo espressivo, rivolto soprattutto a chi fosse stato interessato a maturare una pratica performativa, con la possibilità di sperimentare tra gesto, azione e uso della parola, fino alla creazione di oggetti o all’intervento installativo. Nel corso degli incontri, l’esercizio, la discussione e il pensiero sono stati sviluppati tenendo fermo il concetto di non-spettacolarità, definendo inoltre una serie di parole o temi nei quali potersi riconoscere, e utilizzati per l’elaborazione di manifestazioni intense e personali.
Artisti partecipanti: Sara Benaglia, Filippo Berta, Ilaria Cuccagna, Gianluca Concialdi, Mariana Ferratto, Tony Fiorentino, Alessandro Laita, Serena Osti, Ambra Pittoni, Iacopo Seri, Francesco Sollazzo, Alberto Venturini, Andrea Mineo e Giada Lusardi.

Careof / DOCVA / Viafarini
***

17/05/11

Le azioni fallimentari di Davide Savorani al Careof



***
Tempi lunghi, osservazioni, pause per la mostra ospitata al Careof DOCVA: Green Room* di Davide Savorani. Le curatrici Chiara Agnello e Roberta Tenconi, hanno fatto un'ottima scelta. All'opening, la grande stanza in cui era allestita la mostra era per lo più al buio, a parte l'unico punto di luce in un angolo. Appena arrivata, non accadeva nulla, vedevo solo tanti oggetti sparsi nello spazio senza una logica precisa. Pochi minuto dopo è entrato in scena un ragazzo che, lentamente, si è messo a spostare un carrello con sopra un intrico di aste di ferri. Ho scavalcato un lungo contenitore rivestito di materiale argentato con dentro della terra, e mi sono messa a girovagare nello spazio. Nel frattempo, il performer tentava di stare in bilico in altissimi zoccoli di ferro; poi ha cominciato a stare in bilico sulle braccia, appoggiandosi al muro. Mentre riprendevo lo spazio e gli oggetti, il ragazzo continuava a spostare cose, a spogliarsi e rivestirsi, a mettersi delle strane cuffie in testa.
L'esperienza di girovagare in questo surreale set, fatto di oggetto per lo più costruiti dallo stesso artista, era abbastanza strana. Mi sono avvicinata alla fonte luminosa e mi sono accorta che dietro ad una parete c'era, indisturbato, un altro ragazzo (il filosofo Diego Donna) che leggeva o pensava a voce alta brani di filosofia. Dal comunicato stampa leggo che spaziava da elucubrazioni sul concetto di ostacolo fino a quello di epoca.
Dopo una lunga esperienza in compagnie di teatro sperimentale, Davide Savorani ha traslato le pratiche teatrali in un contesto diverso, riuscendo a mettere un scena il backstage di un ipotetico teatro dell'assurdo. Ho avuto l'impressione di essere dentro ad un disegno in prospettiva, dove una mano veloce schizzava rapide forme per cancellarle e ricollocarle in un altro punto.
Sono stata a vedere la mostra anche il giorno successivo: lo stesso ragazzo, inespressivo, continuava a spostare pezzi di legno, il carello, alcuni disegni ecc. Il filosofo continuava nelle sue elocubrazioni... il set continuava a turbinare alla ricerca di un equilibrio fallimentare e fragile.

* termine proveniente dal teatro inglese per indicare la stanza antistante lo stage



29/11/10

What's up? > 29/11 -5/12


HOOOKUURCH, Room Gallery
Emmanuelle Antille, The Flat

MEMORIES AND ENCOUNTERS - Sharon Houkema, Igor Muroni, Jo Robertson - V.I.R.



HOOOKUURCH, Room Gallery

Le Treport, 1985 , Gabriele Basilico, Studio Guenzani
Il raccolto d'autunno continua ad essere abbondante, Via Farini DOCVA e careof
Credits: Luigi Presicce, Tabula Luciferina
***
Che succede questa settimana che mi può interessare?
- Lunedì 29 novembre allo spazio O’ A.I.R. Artisti In Residenza: Luigi Presicce e Katja Mater.
- Sempre lunedì, VIR Viafarini-in-residence (via Carlo Farini 35), tre artisti internazionali ospiti della residenze: Sharon Houkema, Igor Muroni, Jo Robertson. Progetto MEMORIES AND ENCOUNTERS

- Martedì 30 novembre, Il raccolto d'autunno continua ad essere abbondante, al DOCVA/careof. Chiara Agnello e Milovan Farronato hanno selezionato una serie di artisti 'maturi' per il raccolto: Davide Balliano, Luca De Leva, Gabriele De Santis, Alessandro Di Giampietro, Emma Ciceri, Marco Colombaioni, Enza Galantini, Enzo Giordano, Martino Genchi, Silvia Idili, Luca Resta, Marta Roberti, Mirko Smerdel, Gian Maria Tosatti.
- Nella serata di martedì, da The Flat (Massimo Carasi), doppia personale di Michelangelo Penso e Emmanuelle Antille.

- Mercoledì 1 dicembre alla Room Gallery un delirio. Mi credete che non ho ancora esattamente capito cosa combineranno in galleria. Mi hanno mandato un testo delirante. La cosa mi piace. Cado anche io nella rete malefica del 'se non capisco...mi attrae'. Tutti all'opening, allora. Dal poco che ho capito, Di Fabio Derek Maria Francesco è l'artista promotore, che poi ha coinvolto Alessandro Agudio, Michele Gabriele e Beatrice Marchi. Titolo della mostra HOOOKUURCH. Clicca anche qui Hookuurch.
Stessa sera ...le cose si fanno più tranquille per il grande classico Gabriele Basilico allo Studio Guenzani, Gabriele Basilico. In mostra la selezione di 26 vintage prints tra i suoi tre progetti famosi: Bord de mer 1984-85, Porti di mare 1982-88 e Beirut 1991.

10/03/10

/Little Costellation/


/Little Costellation/
contemporary art in geo-cultural micro-areas and small states of europe
Presentato al Careof DOCVA

Ecco una mostra il cui titolo mi piace. Le premesse sono, sulla carta, ottime. Peccato che la mostra non proponga niente di così 'stellare'. Positiva l'apertura al un network internazionale per l'arte contemporanea. Da comunicato stampa: 'relazioni con numerosi enti, associazioni e musei'. L'obiettivo è dare un'ideale panoramica ai piccoli Stati d'Europa: Andorra, Cipro, Islanda, Liechtestein, Lussemburgo, Malta, Monaco, Montenegro, San Marino e alcune micro realtà geoculturali, tra cui il Canton Ticino (CH), Ceuta (E), Gibilterra (UK) e Kaliningrand (RUS).
Curatore della mostra Roberto Daolio (che all'inaugurazione, come sembra fare spesso, è apparso discretamente per sparire dopo pochissimo!)


Ribadisco che sulla carta, le premesse teoriche della mostra sono interessanti:
"La mostra è una costellazione di idee che avvolge molteplici direzioni, ognuna interpretabile in modo libero e autonomo. (Di solito quando si scrive così, significa che gli artisti espongono quello che più gli pare e gli piace!) Paradossalmente, ciò che accomuna e avvicina questi artisti è la percezione e il senso della distanza del vivere in territori ad alta definizione simbolica, come un appariscente risultato, teso a leggere questi luoghi (espliciti e non, giudici o complici) nel continuo processo di 'auto-riorganizzazione' sistematica che caratterizza le società complesse".
Nelle opere in mostra queste tematiche, o non sono contemplate o, se lo sono, non ne emerge la complessità. Sono forse stata distratta?
Interessante la performance di Ingibjorg Magnadottir, Il silenzio, il cliché, la paura. Visione d’amore. L'artista islandese, è una performer che utilizza per le proprie azioni elementi mutuati da differenti ambiti disciplinari, quali danza, teatro antropologia, psicologia sociale e arti visive. La performance, a parte qualche imperfezione scenografica, è stata intensa e suggestiva: improvvisazione e recitato, movimenti assurdi e imprevedibili, musica e silenzio, parlava di angoscia e surrealtà umana. Sigtryggur Berg Sigmarsson, invece, ha presentato la performance The Important Little Man: tra grida, danze scatenate, proclamazioni del tipo 'volete l'arte? Ecco, prendetela!'. Alla fine, sudato, ha pensato di tirarsi giù i pantaloni, tra le facce divertite del pubblico. A me non faceva ridere per niente. Ho scoperto che molta parte del suo lavoro indaga gli aspetti relazionali e i comportamenti legati ai disturbi psicologici.

Bell'oggetto il catalogo pubblicato da Mousse (non deludono mai!).

Ingibjorg Magnadottir, Il silenzio, il cliché, la paura. Visione d’amore


Sigtryggur Berg Sigmarsson, The Important Little Man

Catalogo pubbicato da Mousse

Chi c'era?