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05/06/12

Andrea Bellini va oltralpe / Short Interview

Andrea Bellini e Thomas Schütte nella Manica Lunga del Castello di Rivoli durante l'allestimento della mostra 'Thomas Schütte. Frauen'
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Andrea Bellini lascia la co-direzione del Castello di Rivoli (Torino) per assumere la direzione del Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra. “Sono fiero – commenta Bellini – di essere stato scelto come direttore del CAC di Ginevra. Lascio il Castello di Rivoli soddisfatto del lavoro svolto: nonostante la crisi Beatrice Merz ed io, sotto la guida determinata del presidente Giovanni Minoli e del Consiglio di amministrazione, abbiamo chiuso il bilancio del 2011 con un utile di oltre 450mila euro e con un aumento dei visitatori del 5%“.
Fonte: AGI

Velocissimo Andrea Bellini risponde...
ATP: E' vero che  stai lasciando il Castello di Rivoli: puoi confermarlo? La destinazione è la Svizzera?
Andrea Bellini: Si è vero, vado a Ginevra.
ATP: Due parole sull' esperienza personale a Rivoli?
AB:Molto positiva e molto complessa, con un epilogo che mi fa pensare.  
ATP: Cosa ti fa pensare?
AB: Che - come diceva il compianto Ennio Flaiano -  una qualità degli italiani è quella di correre in soccorso al vincitore.
ATP:
Co-dirigere un museo impegnativo come  Rivoli è fattibile?
E' fattibile anche se non è semplice. Un po' come il matrimonio.
ATP: Hai suggerimenti per la tua successione al Castello?
AB: Se mi mettessi a dare suggerimenti dovrei far finta di ignorare di quali larghe riserve di indifferenza disponga questa nostra classe politica.
ATP: Qualche pensiero sulla nuova esperienza che ti aspetta
Un pensiero? Penso a Cesare Pavese quando scriveva che l'unica gioia al mondo
è cominciare. E' bello vivere perché è bello cominciare, sempre ad ogni istante.

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Andrea Bellini goes beyond the Alps / A Short Interview
Andrea Bellini and Thomas Schütte at Castllo di Rivoli (Turin), during the installation of the exhibition 'Thomas Schütte. Frauen '

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Andrea Bellini walks away from the co-direction of Castello di Rivoli (Turin) to take over the administration of  the Centre for Contemporary Art of Geneva. "I am proud - comments Bellini – to have been chosen for director of the CCA of Geneva. I am leaving Castello di Rivoli satisfied with the work that has been done. Despite the crisis Beatrice Merz and I, under the leadership of the president John Minoli and the administration board, we made a profit of over 450.000 euros in 2011 and we saw an increase of 5% of our visitors."
Source: AGI

Some brief answers by Andrea Bellini...
ATP: Is it true that you're leaving Castello di Rivoli? Do you confirm it? And the destination, Switzerland?
Andrea Bellini: It is true, I am going to Geneva.
ATP: A few words on your personal experience at Rivoli?
AB: Very positive and very complicated, with an end that makes me wonder.
ATP: Wonder about what?
AB: That – as Ennio Flaiano said – one of the qualities of the Italians is that they always run to win.
ATP: Co-directing a challenging museum like Rivoli, is feasible?
AB: It 's feasible, though not simple. It is a bit like the marriage.
ATP: Do you have any suggestions to your successors at Castello di Rivoli?
AB: If I were to give advice, I should pretend to ignore how indifferent is our political class.
ATP: Any thoughts on the new experience that awaits you?
AB: Any thoughts? I think of Cesare Pavese when he wrote that the only joy in the world is to begin. It 's good to live because it's nice to begin, always and at any time.

23/05/12

Photo report / Thomas Schütte / Castello di Rivoli

 Ceramic Sketch
 
Bronzefrau

Ceramic Sketch, 1997 - 99

Frau Liegend
Veduta della mostra di al Castello di Rivoli 
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Thomas Schütte. Frauen 
a cura di Andrea Bellini e Dieter Schwarz 
fino al 23 settembre 2012

Il Castello di Rivoli presenta al pubblico la prima rassegna museale italiana dedicata all’artista tedesco Thomas Schütte. La mostra - allestita in stretta collaborazione con l’artista – è curata da Andrea Bellini, condirettore del Castello di Rivoli e Dieter Schwarz, direttore del Kunstmuseum Winterthur. Co-prodotta dal Museo e dal NMNM Nouveau Musée National de Monaco, la mostra di Torino è il primo di due eventi dedicati alla figura dello storico artista tedesco, il cui lavoro sarà presentato - dal 7 luglio all’ 11 novembre - anche presso il NMNM del Principato di Monaco. Negli spazi di Villa Paloma il progetto curatoriale si concentra sulla serie dei modelli architettonici delle One Man Houses, accompagnate da un gruppo di opere recentissime ed inedite che trattano diversi temi cari all’artista, come i bunker ed i templi. La mostra al Castello di Rivoli prende invece in considerazione la serie delle Frauen, straordinarie figure di donne i cui corpi vengono sottoposti a deformazioni spaziali e organiche. Ciò che emerge con forza da questo gruppo di opere è la capacità di Schütte di operare una vera e propria rivoluzione formale e immaginativa, non solo rispetto alla nobile tradizione della scultura figurativa occidentale ma anche nell’ambito della sua stessa opera. Le Frauen in bronzo o alluminio derivano direttamente da alcuni modelli in ceramica scelti tra 120 diversi bozzetti realizzati tra il 1997 ed il 1999. Per la prima volta in assoluto le diciotto Frauen verranno presentate tutte insieme nei suggestivi spazi della Manica Lunga, l’antica Pinacoteca sabauda del Settecento, larga 6 metri e lunga 147. Le Frauen saranno accompagnate dalla serie completa dei loro bozzetti in ceramica e da cento acquerelli provenienti dalla collezione privata dell’artista. Al Castello di Rivoli l’artista presenta inoltre due inedite sculture in bronzo alte quattro metri, United Enemies, che saluteranno il visitatore fronteggiandosi suggestivamente davanti all’ingresso del Castello settecentesco.
In occasione delle mostre saranno pubblicati da Richter Verlag due cataloghi, Frauen e One Man Houses, accompagnati dai saggi critici dei due curatori, Andrea Bellini e Dieter Schwarz. 
Il NMNM/ Villa Paloma è sostenuto dal Governo del Principato di Monaco e da UBS AG 
(da CS) 

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Thomas Schutte. Frauen
Curated by Andrea Bellini and Dieter Schwarz
until 23rd September, 2012.


Castello di Rivoli presents to the public the first museum exhibition in Italy devoted to the German artist Thomas Schutte. The exhibition – set up in collaboration with the artist - is curated by Andrea Bellini, co-director of Castello di Rivoli and Dieter Schwarz, director of the Kunstmuseum Winterthur. Co-produced by the Museum and the Nouveau Musee National de Monaco (NMNM), the show held in Turin is the first of the two events dedicated to the historical figure of the German artist. His work will be presented – from 7th July to 11th November – also at the NMNM of the Principality of Monaco. At Villa Paloma the curatorial project is focused on a series of architectural models of, the so called, One Man Houses, which is accompanied by a group of recent and unpublished works that deal with various themes, very dear to the artist, such as bunkers and temples. On the other hand, the exhibition at Castello di Rivoli takes into account the number of women (Frauen), some extraordinary figures of women whose bodies are subjected to deformation, spatially and organically. What emerges from this group of works, is the ability of Schutte to make a real breakthrough; formal, as well as imaginative, not only with respect to the noble tradition of Western sculpture, but also within his own work. The women (Frauen) in bronze or aluminum models are produced directly from a ceramic cast and are selected among 120 different sketches made between 1997 and 1999. For the first time ever, the eighteen women (Frauen) will be presented all together in the prominent spaces of the Manica Lunga, the old Art Gallery of the 18th century, measuring 6 meters wide and 147meters long. The women (Frauen) will be accompanied by the complete set of their models in ceramic and 100 watercolor drawings from the artist's private collection. At Castello di Rivoli, the artist also presents two unusual, four-meter high, bronze sculptures, entitled United Enemies, which greet the visitor, standing prominently in front of the eighteenth-century castle.
On the occasion of the exhibition, two catalogs will be published by Richter Verlag; “Women” and “One Man Houses”, accompanied by critical essays from the curators Andrea Bellini and Dieter Schwarz.
The NMNM / Villa Paloma is supported by the Government of the Principality of Monaco and UBS AG
(From CS)
 

16/09/11

Castello di Rivoli: assalto alla poltrona...


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A pochi sarà giunta questa notizia fresca fresca di stampa. 
Germano Celant ha 'rotto il silenzio' rivelando quanto il Castello di Rivoli sia in balia di  un tentativo, anche poco chiaro, di un assalto all'appetibile poltrona di direttore.
C'è giunta voce che, appoggiato dall'assessore alla cultura regionale (che gli ha addirittura promesso il posto), il  noto critico torinese Luca Beatrice punta alla poltrona del Castello. 
Ricordando il 'suo' Padiglione Italia di pochi anni fa (solo per citare il caso più eclatante), ci auguriamo che la voce di corridoio sia presto smentita. 
Lasciamo lavorare in pace l'attuale direzione!

Leggi l'articolo uscito oggi sulla STAMPA!

06/08/11

Summer by... n° 20 Andrea Bellini // Mausoleo di Galla Placidia

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna, Photo: Michael Thurin
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"Sai che Yves Klein si è ispirato al suo blue international proprio dentro Galla Placidia? Entraci quando fuori il sole è accecante. Per 20 minuti vedi solo blu. Poi le figure prendono forma ed esce fuori l'universo e tutta la cosmogonia altomedioevale." Andrea Bellini

Mausoleo di Galla Placidia, Ravenna

04/05/11

Mai dormire con una fragola in bocca - Andro Wekua

Untitled, 2010
Floor Relief/Waves, 2010-2011
Neon with arches, 2010-2011
Blue Vase, 2010

Frame da Never Sleep with a Strawberry in Your Mouth, 2010
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Ho visto per ben due volte il film di Andro Wekua presentato al Castello di Rivoli nella sua mostra Neon Shadow, curata da Andrea Bellini. La prima visione di 'Never Sleep with Strawberry in Your Mouth', è stata un pò distratta, ho cercato di memorizzare i dettagli, i personaggi, le atmosfere. Nella seconda, invece, mi sono concentrata sul narrato. Un ragazzo/a si muove in un appartamento. Incontra dei personaggi, li sfugge. Atmosfere cupe, quasi terrorizzanti che, inevitabilmente, ricordano dei film horror, sia per montaggio che per i colpi di scena. Anche in quest'opera ci sono le tracce indelebili del passato dell'artista. C'è la sua città, ci sono i suoi ricordi, le sue ossessioni e drammi. Senza contare che già il titolo (Mai dormire con una fragola in bocca), suona come un monito... per qualcosa di grave che deve accadere. Il film visualizza il risveglio dopo aver dormito e ingoiato la fragola o invece, visualizza un sogno fatto avendo il frutto sulla lingua?
L'artista ambienta il film nella sua città, Suhumi (Georgia), ex-cittadina balneare, distrutta dopo la guerra e tutt'ora mezza abbandonata e fatiscente. L'artista sublima il luogo reale per trasformarlo in un teatro onirico, in un palco dove ritorna non per inscenare i suoi drammi ma per amplificarli, sublimarli. L'eterno ritorno al suo passato, fa si che Wekua tutte le volte tenti una nuova prospettiva con cui ricostruire momenti dolorosi, mai del tutto smaltiti. Morte, oblio, distruzione vengono visualizzati con colori cupi, primi piani paranoici e suoni improvvisi.
Dividerei il film in due parti, quasi come se fosse composto da due storie differenti. Il primo ha protagonista una figura androgina che, dopo aver osservato un bellissimo tramonto sul mare, rientra in casa e impaurito si muove nello spazio, cercando o scappando da qualcosa. Il secondo inizia con lo stesso protagonista intrappolato da personaggi/manichini in una stanza. Ad un certo punto entra una sorta di mostro (che poco c'entra con tutto il resto), compie alcune movimenti che, magicamente, fanno scomparire tutto. Svuotato lo spazio, il mostro si avvia verso il terrazzo per ammirare sempre un bellissimo tramonto che però, ospita anche degli strani delfini volatanti su delle piattaforme.
Come le opere su carta, Wekua sviluppa anche in questo film la tecnica del collage, sommando e incastrando quelli che nel tempo sono diventati i suoi archetipi visivi: stanze vuote semi al buio, manichini, oggetti di design demodè, colori saturi (rosso, viola, grigio, nero), ragazzi/e dall'età indefinita spesso mascherati o il cui volto e alterato.
Ho trovato questo film molto intenso e perfettamente coerente con il resto delle opere dell'artista. Unico appunto: il video è un po' sacrificato sul monitor (forse era meglio una proiezione) ed è installato in una parete della stanza che non agevola la visione.
Il resto delle opere (un pò pochine...) fanno pendant con il video, che resta il pezzo forte dell'intera mostra.
Se siete a Torino, la mostra merita una visita... senza contare che, sempre al Castello di Rivoli, c'è la mostra di John McCracken: una delle più coinvolgenti mostre che ho visto ultimamente. Installata benissimo, ricostruisce con opere fondamentali il percorso dell'artista, rivelando la sua immensa capacità di visualizzare la parte più spirituale e trascendentale della materia-colore.
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Andrea Bellini e Andro Wekua

10/04/11

“Semplicemente magnifico” - John McCracken (1934 - 2011)


John McCracken
Think Pink (Pensiero positivo), 1967, Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
John McCracken, Cosmos (Cosmo), 2008 - Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
John McCracken, Ophirin, 1972 - Courtesy Elkon Gallery, Inc., New York
John McCracken, Minnesota, 1989 - Courtesy l’artista e David Zwirner, New York
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"Semplicemente magnifico", era la frase che John McCracken usava spesso. Riferita ai colori, alle forme, all'immaginario contemporaneo.
Think Pink
Case for Fakery in Beauty
Live it up in Lilac
The Absolutely Naked Fragrance...
Alcuni titoli poetici per opere estremamente silenziose.
E' sempre molto difficile scrivere di qualcuno che, a poche ore dalla sua scomparsa, ci ha insegnato l'infinita bellezza nascosta delle cose elementari o basilari come i colori e le semplici forme.
Il Castello di Rivoli rende omaggio al grande artista (fino al 19 giugno), ospitando quella che McCracken considerava la sua ultima grande gioia. Felici e onorati di aver accolto l'opera di un grande maestro in un museo italiano, sono anche rattristati dal fatto che sono testimoni della sua scomparsa. Mai celebrato in nessun museo americano con un esposizione di così ampio respiro, il curatore Andrea Bellini, si dice onorato di aver lavorato con quello che a ragione, è stato più volte definito l' 'artista degli artisti'.
Al di là dell'evento, su cui è sinceramente meglio che me ne stia zitta - per lasciare ai critici, ai curatori, agli storici, lo spazio per commemorare, ricordare e approfondire l'indubbia importanza di McCracken nella storia dell'arte - sono contenta che una realtà museale come quella a Rivoli, si collochi esattamente dove deve stare: in una posizione di ammirevole autorevolezza storiografica nei confronti di un grande artista.

Essenziale, il gallerista Massimo De Carlo, lo ricorda così:
"Concreto e visionario. Outsider e maestro".

“Cerco davvero di fare le cose in modo che sembrino giungere da qualche altro luogo, da un Ufo o un ambiente avveniristico o un’altra dimensione. Che le cose esistano contemporaneamente in più di una dimensione per me non è una semplice suggestione, attiene al mondo umano. Penso che gli umani esistano contemporaneamente in più dimensioni”.*

*Intevista di John McCracken - D. Blair, Otherworldly, in “Purple Prose”, n. 13, inverno 1998