Visualizzazione post con etichetta Galleria Riccardo Crespi. Mostra tutti i post
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12/01/12

The Best 2011 by... Riccardo Crespi, Milano

Daniela Comani, La Straniera, 2011
 Efrat Kedem
 Valerio Caruubba, It is odd to keep on thinking that painting is meant to be seen Philippe Sollers
Valerio Rocco Orlando, Dancing Books, 2011
Benny Nemerofsky Ramsay
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Voglio soltanto essere amato, a cura di Gabi Scardi, Ruth Catz e Map Project

Museo Maga, Gallarate

21/11/11

Sadismo, politica ed esorcismo: Roee Rosen alla galleria Riccardo Crespi

Roee Rosen, Tse, 2010, still from video
 Roee Rosen, Tse, 2010, Preliminary sketch
 Roee Rosen, The Death of Cattelan, 2011, detail #9, #5 e #6
Per tutte le immagini, courtesy Galleria Riccardo Crespi e l'artista 
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E' inaugurata la settima scorsa la personale dell'artista Roee Rosen alla galleria Riccardo Crespi. Due sole opere esposte: il mediometraggio premiato nel 2010 alla 67esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia per la sezione Orizzonti, Out (Tse), e una serie di 16 pagine dell'opera The Death of Cattelan.
Quest'ultima opera consiste in 16 pagine provenienti da fonti diverse – da articoli del New York Time alla pubblicità di una compagnia di jet privata alle pagine di un libro di favole - in cui l'artista ha cerchiato delle lettere. Con un pò di pazienza, il lettore riesce a decifrare un racconto riguardante un gruppo di art celebrities (tra cui l’artista italiano Maurizio Cattelan) che volano in Congo, rimangono coinvolte in un incidente aereo, fino a quando il corpo dello stesso Cattelan viene ritrovato straziato e smembrato nella giungla.
Impressionante il video Out (Tse). Il mediometraggio inizia con una doppia intervista di due ragazze attivamente impegnate nella scena BDSM (Bondage - Domination - Sadism - Masochism) in Israele. Dalle varie risposte che danno, si capisce che una è di destra mentre l'altra è di sinistra; una preferisce sessualmente il ruolo 'dominante', mentre l'altra di 'sottomessa'. Dopo circa metà video, si vedono entrambe in un salotto dove i loro ruoli si invertono. In un crescendo di violenza, la dominante frusta quasi a sangue la sottomessa. Quest'ultima, alterando il tono di voce (sembra a tratti citare il film l'Esorcista'), pronuncia delle frasi che sono citazioni dirette dai discorsi militanti e razzisti di Avigdor Lieberman, ministro israeliano degli Affari Esteri.   Alle urla e frustate, si intravedono dei frame dove compare la rappresentazione del demonio. 
Sesso estremo,  considerazioni e riflessioni politica, rito esorcistico: tutto fuso assieme per dar vita ad un'opera veramente molto forte. Ottimo esempio di opera impegnata senza essere nè didascalica nè pedagogica.
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01/10/11

Francesca Grilli alla galleria Riccardo Crespi

 
Still dal video Oro, Courtesy Galleria Riccardo Crespi

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Francesca Grilli con la mostra Oro alla Galleria Riccardo Crespi, ci racconta una storia affascinante. Tanti i mezzi che utilizza, dalla fotografia al video, dalla scultura alla performance al disegno. Probabile che la densità della narrazione fosse talmente sfacettata che è stato inevitale, per l'artista, sviluppare tanti tipi di espressione. L'ambizione era quella di raccontare o meglio, suggerire le 4 ere storiche, l'Età del Ferro, del Bronzo, dell'Argento per giungere a quella dell'abbondanza, quella dell'ORO.  
 Parto dal fondo...dalla grande sala all'ombra che ospita tre sculture in bronzo, ferro e argento: due ali adagiate sul pavimento, un accumulo di piume di falco e una sola piuma stesa su una grosso piedistallo.  La collocazione sul pavimento di 33 penne, allude a quelle che i falchi perdono durante la muta.
Mi hanno raccontato che la sera dell'opening, l'artista ha 'liberato' due falchi in questo spazio. Passata il giorno dopo, ho visto leggeri ciuffi di piume ruotare sul pavimento accanto alle altre piume stese, immobili perchè di bronzo. In mostra anche una serie di polaroids in cui l'artista si è autofotografata documentando il probabile mutare del suo campo magnetico dopo aver ingerito piccole quantità di oro per tre mesi.   
Il pezzo forte e, a mio avviso, anche l'opera meglio riuscita dell'intera mostra è il video ORO.  La bellezza della location delle riprese -  la Biblioteca del monastero Benedettino di San Giovanni a Parma - la cura dei dettagli, la capacità dell'artista di mettere  a fuoco dei particolari dell'ambiente, rendono il contenuto dello stesso video, un'affascinante storia che cattura e incanta. Mentre le immagini mostrano gli affreschi della Biblioteca e  il volo dei falchi, si sente un fischio ritmato.  A questo suono, corrisponde il testo ovidiano su Re Mida (vi ricordate il 'povero' re condannato a trasformare in oro tutto ciò che tocca?), leggibile dai sottotitoli che scorrono con le immagini.  
Mi racconta la stessa artista che i fischi, che al mio orecchio sembrano non più che suoni, in realtà  sono un'antichissima lingua fischiata, il silbo gomero*, praticata solo nell'isola de La Gomera (Canarie). 
La scelta non facile dell'artista di affrontare un tema così vasto, così densamente simbolico, così difficilmente rappresentabile, ha reso la sua bravura a dura prova. 
Quello che l'artista ha cercato di esprimere è la complessa ciclicità dei periodi storici, la necessità di credere nella trasformazione, la volontà di raccontare delle storie significative che è bene non dimentcare.


Francesca Grilli 
*Il silbo gomero (propriamente "fischio di La Gomera") è un linguaggio fischiato praticato da alcuni abitanti dell'isola di La Gomera.  In passato veniva utilizzato dai pastori per comunicare attraverso i burroni fino ad alcuni chilometri di distanza. Creato dai primi abitanti dell'isola si è diffuso in modo minore anche nelle altre isole occidentali dell'arcipelago delle Canarie, e tuttora qualche residuo è noto anche nell'isola de El Hierro. Il linguaggio impiega otto suoni, quattro di questi indicati come vocali, gli altri quattro come consonanti. In questo modo si possono esprimere all'incirca 4000 concetti (parole). Per variare i suoni si mettono le dita in bocca, ed una o entrambe le mani vengono utilizzate per amplificare il suono, a modo megafono.

12/09/11

Leggendo qua e là... aspettando START Milano

MotelLucie per BYOB
Gianni Pettena, Ice II, Minneapolis 1971, Courtesy Federico Luger, Milano
 John Baldessari, I will not make any more boring art - Courtesy Le Case d'Arte, Milano
  Simon Dybbroe Møller , The Drift, 2010 Courtesy Francesca Minini, Milan
 Enrique Marty, Children Parents, 2009 -  Courtesy Jerome Zodo, Milano
 Talia Chetrit - Courtesy kaufmann repetto
Massimo Bartolini, 25 aprile 1936, 2008 - Courtesy Massimo De Carlo, Milano

 Claude Collins-Stracensky, Untitled (attendance of the minute particulars -
November)”, 2010 - Courtesy Nicoletta Rusconi, Milano
Asuka Ohsawa alla galleria The Flat - Massimo Carasi, Milano
 Rosalind Nashashibi, The making of Carlo's vision. Photo: Will Martin, 2011 
Courtesy Peep-Hole e Nomas Foundation, Roma
 Francesca Grilli, Oro, Courtesy Riccardo Crespi, Milano
Stefano Arienti, Senza titolo, 1992 - Courtesy Studio Guenzani - Foto di Filippo Armellin
 Adelita Husni-Bey, Il fiume delle caverne, parte  I, 2011, Courtesy Laveronica arte contemporanea
Amir Mogharabi, Mostra Al di la - Courtesy Galleria Zero..., Milano
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Leggerli tutti assieme, in pochissimo tempo, cercando di coglierme l'essenza, è veramente un'impresa. La sfilza di comunicati stampa, divisi per cartelline e 'temi' mi ricorda per certi versi le scuole elementari... 
Anche questo settembre, come tutti gli anni, START: abbuffata milanese di arte contemporanea. Tutte (o quasi) le galleria apriranno i battenti giovedì 15 settembre. 
Attesissima l'aopertura della Lisson Gallery a Milano. Apre i battenti con la collettiva curata da Ryan Gander. L’esposizione presenta i lavori di Allora & Calzadilla, Cory Arcangel, Art & Language, Gerard Byrne, Spencer Finch, Haroon Mirza, Jonathan Monk, Giulio Paolini e Lawrence Weiner
Per il resto, in giro poche le novità.. qualche nome nuovo... due 'storici' (in realtà sono di più) ma ora me ne vengono in mente solo due: Massimo Bartolini e Stefano Arienti. Uno della scuderia di Massimo De Carlo, l'altro di quella di Claudio Guenzani. Bartolini presenterà dei lavori nuovi.. leggeri, luce e terra. Sono curiosa di vedere il pavimento con centinai di luminarie tipiche delle feste patronali. 
Stefano, invece, presenta un lavoro 'vecchio': le cartoline su polistirolo (1990-91). Racconta: “Colleziono stoffe da utilizzare per fare disegni, colleziono cartoline e poi le trasformo in un multiplo o in grandi immagini su polistirolo, faccio duecentomila diapositive che sistemo in ordine nei raccoglitori e poi va a finire che quelle immagini le utilizzo per fare disegni, o mi metto a trattarle o a graffiarle. Queste raccolte a un certo punto diventano qualcos’altro e spesso questo è anche un modo per liberarsene…”. 
Altri italiani: Francesca Grilli che riflette sull'Età dell'Oro nella mostra da Riccardo Crespi, 'Oro'; Mauro Vignando, da Alessandro De march (nessun comunicato stampa, mha!); alcuni italiani nella collettiva curata da Marco Tagliafierro dalla Nicoletta Rusconi (Liliana Moro, Paolo Gonzato, Mario Airò, Franco Guerzoni, Eva Marisaldi, Davide Tranchina, Silvio Wolf).
Impazzano gli stranieri dalla Francesca Minini( Simon Dybbroe Møller), dalle kaufmann repetto ( Talia Chetrit e Yoshua Okon), da Peep-Hole (Rosalind Nashashibi, mostra in collaborazione con la Nomas Foundation, Roma), da Zero... (Amir Mogharabi), da Jerome Zodo una collettiva sulla 'grazia'. Verso oriente con Asuka Ohsawa alla galleria The Flat - Massimo Carasi, Milano.
Non dimentichiamoci della mostra in Viafarini, con la promettente Adelita Husni-Bey, e la mostra di Reto Pulfer all'Istituto Svizzero di Roma (sede di Milano).
IL 14 settembre, con Viafarini e Peep-Hole, inaugura anche B.Y.O.B. Milano, curato da Guia Cortassa e Barbara Meneghel (SPAZIO CONCEPT - Via Vincenzo Forcella 7-13).
Nuovo spazio per la galleria Federico Luger, che si sposta in via Circo 1 (ex case d'Arte?). Apre con un group show: Steve Bishop, Lorenza Boisi, Gabriele Di Matteo, Igor Eskinja, Diango Hernandez, Gianni Pettena, Nikola Uzunovski.  

Come ogni START che si 'rispetti',  non ci sarà nè un festa indimenticabile, nè una mostra altrettanto indimenticabile. L'unica idee venuta agli organizzatori è la rassegna video al Museo Pecci di Milano 'PLAY/START', dove ogni galleria presenta un video di un prorpio artista (sai che roba!). 

Che John Baldessari (ironia della sorte, presentato proprio nella galleria Le Case D'Arte del patrono di Start, Pasquale Leccese), vegli sempre su di noi I will not make any more  Boring art