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31/05/12

Pics from... Palazzo Reale / Addio Anni 70 / Arte a Milano 1969 - 1980

Alighiero Boetti Gli anni settanta 1973 penna biro blu su carta, 70 x 100 cm Collezione Consolandi, Milano
Franco Vaccari Viaggio per un trattamento completo all’albergo diurno Cobianchi 1971 
riporto fotografico su tela, 11 pezzi, dimensioni varie courtesy Fondazione Marconi, Milano
 
 


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Mimmo Rotella, Attacco, 1979 - Collezione Fondazione Mimmo Rotella, Milano

 Vincenzo Agnetti Progetto per un Amleto politico 1973 
Materiali vari Collezione Franco Ignazio Castelli - Foto Delfino Sisto Legnani
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Addio anni 70
a cura di Francesco Bonami e Paola Nicolin
Palazzo Reale, Milano
fino al 2 settembre
Catalogo Mousse Publishing
Paola Nicolin, Domenico Piraina, Stefano Boeri e Francesco Bonami durante la conferenza stampa a Palazzo Reale

06/02/12

1000 battute...New York: Directions, Points of Interest / Elena Tavecchia

Justin Matherly, To know death one must fuck life in the gall bladder, called salute the future, 2011, 
Courtesy: Bureau, New York
 Jason Loebs - TBT, 2012 Courtesy: Essex Street
 Justin Matherly, But only to see his merits acknowledged, and existence assured to him (purple squares), 2011, 
Courtesy: Bureau, New York
 Sean Paul, Arrangement 10, Front/Top/Bottom/Right, 2011 - Courtesy: Front Desk Apparatus
 Mika Tajima, Furniture Art (Los Angeles, 2), 2011 
Photo by: Jason Mandella - Courtesy: Mika Tajima
 
Sean Paul, Every Hair of the Bear (Plum), 2011
Courtesy: Front Desk Apparatus
 Josh Tonsfeldt, Spring Itinerary 2009, Fall Itinerary 1926, 2010-2011- Video digitale
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Trovare una definizione univoca di una metropoli in movimento e cambiamento costante come New York è praticamente impossibile: qui tutto scorre secondo un flusso ininterrotto di accadimenti e significati sovrapposti. 
Si può pensare agli elementi che la rendono unica e allo stesso tempo molteplice, rappresentativa di una varietà, un incrocio di culture, linguaggi, appartenenze e contrasti che l'hanno resa, a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, attraverso il processo di globalizzazione e grazie alle diverse ondate di immigrazione, una vera World City: centro propulsore e punto di riferimento globale, ma anche Contentious City, un luogo dove i conflitti e le posizioni rispetto all'identità personale e collettiva vengono costantemente dibattuti e rimessi in discussione.
 Il punto di partenza di questa mostra è stato immaginare un percorso attraverso l'attuale scenario artistico new yorkese emergente. Come un lungo itinerario che si snoda tra i quartieri e le circoscrizioni, suggerendo nuove vie e angoli nascosti, percorrendo alcune strade maestre e altre non battute e prendendo qualche scorciatoia o via di fuga dagli ingorghi del traffico urbano.
Le opere degli artisti in mostra portano con sé un'eco della città in cui vivono e un accenno a quanto questo reticolo di cemento e l'incontro di persone e culture differenti possa aver influenzato la loro percezione. Allo stesso tempo, esse sono portavoce di una varietà di linguaggi, mezzi espressivi, significati e sensibilità artistiche tra le quali è difficile trovare aspetti comuni, ma che insieme alimentano un dialogo e una molteplicità che fanno di questa città e della relativa scena artistica, un orizzonte di riferimento ancora attuale e denso di significato per la scena artistica globale. *

Elena Tavecchia

New York: Directions, Points of Interest
Jason Loebs, Justin Matherly, Sean Paul, Valerie Snobeck, Mika Tajima, Josh Tonsfeldt, Daniel Turner, Sara VanDerBeek

Galleria Massimo De Carlo, Milano

*estratto dal catalogo edito da Mousse Publishing

15/01/12

1 issue 2 € / 5 issues 5 € / Mousse Flea Market

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Mi diverte sempre l'atteggiamento imprevedibile di chi usa gli oggetti in modo 'sbagliato'. L'altra sera sono stata al mercatino MFM (Mousse Flea Market) organizzato dal magazine e casa editrice Mousse, in occasione del loro trasloco da via Col di Lana a  De Amicis. Che c'era di così divertente? Hanno usato a mò di carta da parati molti dei loro impaginati  di cataloghi, libri e riviste.
Nella prima stamza, a coprire le pareti, le pubblicazioni dei Peep-Hole, nel corridoio ho riconosciuto 'All'Aperto - Fondazione Zegna, il catalogo per il padiglione danese (se non sbaglio) e molte copertine di cataloghi.
Non volendo arrivare troppo tardi (rischiando di perdere le 'buone occasioni'), sono arrivata troppo presto (perdendomi l'atmosfera festaiola, tipica degli appartamenti post-trasloco). Mi offrono una birra e percorro il lungo corridoio dell'ex-redazione. Ho la fortuna di poter tranquillamente sfogliare i tantissimi (ma non tutti), libri 'made by Mousse'. Nel vederli tutti assieme mi stupisco della qualità e quantità di libri e cataloghi prodotti.
C'era la stanza  'for free' (portati a casa gratis quello che ti pare), una stanza per i vecchi numeri di Mousse (1 issue 2 euro - 5 issues 5 euro), una per i libri a prezzi scontatissimi, una stanza per bere e una per ballare.
Riesco a comprarmi - per il prezzo veramente stracciato di 25 euro - una decina di libri. Dal fresco di stampa 'Liam Gillick and Lawrence Weiner. A Syntax of Dependency' alla chicca 'Navid Nuur. Bored at the Museum. Bored at the Studio'.   Grazie a dei piccoli libricini ho scoperto il  progetto di Adrien Missika in Europa, che il 'gioccattolo' preferito di Davis Lamelas è il tempo libero (Drawing Room Confessions – Issue #4) e che se si sfoglia veloce  il catalogo 'Ragnar Kjartansson. Me and My Mother'..  si vede la madre dell'artista che gli sputa addosso...
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Cosa mi sono comprata?