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23/03/12

Short Interview / LABORATORIO / Macro / Roma

 Veduta di Laboratorio presso lo studio di Luigi Presicce - MACRO, Roma. Foto: Jacopo Menzani
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APT: Cos'è Laboratorio? 
Andrea Kvas/Nicola Martini: Laboratorio nasce spontaneamente, dal desiderio di un gruppo di artisti di lavorare in uno stesso luogo, al fine di confrontarsi sulla propria metodologia di lavoro. È iniziato quando Vittorio Cavallini, Nicola Martini e Jacopo Menzani invitarono nel loro studio - adiacente alle cave di argilla di Marti (PI) - Attila Faravelli, Andrea Kvas e Luigi Presicce a condividere quel luogo e un approccio specifico al lavoro. In seguito Laboratorio è stato ospitato da Brown Project Space, a Milano, e al momento si trova all'interno del programma di residenze del Macro, presso lo studio di Luigi Presicce.
ATP: Vi presentate come un organismo formato da molte 'cellule' (artisti). In che modo ogni artista contribuisce al gruppo?
 
Andrea Kvas/Nicola Martini: Laboratorio è considerabile come organismo, ma chi lo compone non agisce col fine di modificarlo direttamente. Ogni partecipante al progetto mette continuamente in discussione la propria pratica condividendola con gli altri.  Grazie a questo costante confronto ogni artista plasma il proprio metodo, modificando inevitabilmente la struttura di Laboratorio.
Davide Daninos: Ogni partecipante contribuisce perciò al progetto grazie ad una propria visione soggettiva dell'insieme. Laboratorio è infatti un insieme formato dalla totalità dei lavori che i singoli partecipanti portano avanti all'interno del progetto. Ho recentemente definito Laboratorio un organismo per la sua capacità di crescere e di svilupparsi anche in base alle condizioni con cui si trova a confrontarsi. Questa sua attitudine dinamica è collegata all'analisi della processualità dei lavori sviluppati dai singoli partecipanti. Siamo infatti interessati a guardare i lavori nel loro presente, nella loro condizione di potenzialità e nella loro capacità di svilupparsi in una linea temporale. Laboratorio vuole dare quindi alla produzione e all'opera conclusa lo stesso valore.  
ATP: Siete interessati al 'come' più che al 'cosa'. Immagino che le vostre relazioni siano basate su continue e lunghe discussioni. In parole povere cosa significa che tra di voi esiste una connessione fondata sul come e non su cosa viene fatto?
Andrea Kvas/Nicola Martini: Laboratorio non è un collettivo né un progetto curatoriale, siamo un gruppo di persone che condividono un approccio, un metodo, che attraversa trasversalmente i nostri singoli lavori. Il punto focale del progetto, come la sua nascita, deriva da un'attenzione a ciò che sta prima del lavoro, a come ognuno si rivolge ad esso.
ATP: Siete attualmente al Macro 'dentro' alla residenze di Luigi Presicce (anche lui cellula dell'organismo). In concreto, cosa state facendo?
Andrea Kvas/Nicola Martini: Ognuno sta continuando a portare avanti le proprie ricerche autonomamente, esattamente come nelle prime due tappe del progetto (lo studio a Marti e presso Brown Project Space). Laboratorio è una situazione fluida che si adatta dinamicamente alle caratteristiche dello spazio,sia fisiche che funzionali, in cui si trova ad operare.
Davide Daninos: Il nuovo ambiente con cui Laboratorio si trova infatti a rapportarsi è lo studio di uno degli artisti invitati dal Macro all'interno del programma di residenza denominato studio in progress, che offre agli artisti invitati una sala espositiva come luogo di lavoro. Il mio apporto all'interno del progetto sarà dunque rivolto alle nuove variabili derivate dal sviluppare tale progetto all'interno di una istituzione pubblica. In particolare sono interessato ad analizzare la fruizione del processo di lavoro all'interno di uno spazio espositivo, e, di conseguenza, alla mediazione di tale processo, attraverso strutture preesistenti quali la didattica museale.

Laboratorio
Vittorio Cavallini, Davide Daninos, Attila Faravelli, Andrea Kvas, Jonatah Manno, Nicola Martini, Jacopo Menzani, Luigi Presicce, Fabrizio Prevedello, Maurizio Vierucci (Oh Petroleum).


Artisti in residenza. Studio in progress.
Luigi Presicce Studio #3.
contact.laboratorio@googlemail.com

26/09/10

La fucina di Vulcano








Si è aperta la stagione settembrina anche per Brown con una grossa novità: il project space ha assunto la direzione di Luigi Presicce come unico curatore del progetto. Che i muri abbiano facoltà decisionali è cosa alquanto bizzarra. Comunque, chiarita pubblicamente questa eterna questione sul chi sia il 'capitano' al timone di Brown, si sono aperte le 'noisy dances' con un laboratorio talentoso. I partecipanti: Vittorio Cavallini, Attila Faravelli, Andrea Kvas, Nicola Martini, Jacopo Menzani e Luigi Presicce.
Ho assistito alla performance di domenica 19 settembre con N. Martino e amico (scusami tanto ma non riesco a individuare chi sei dei sei). Frastuono, rumore, vibrar di materia organica. Pubblico impalato ad aspettare il 'che succede adesso'. Ammaliati da tanta abbondanza acustica mischiata alla pioggia battente... tutti seri, pensosi (e bagnati). Romantico Brown che anche con l'acquazzone ha dato il meglio di sè. Dopo la performance, birra (calda) a fiumi e un girovagar di gente nello spazio a vedere cosa si produce nella fucina del capitan Vulcano (mi sembra di ricordare che Vulcano aveva barba e baffi, no?). Bhe, qualcosa in giro c'era.

Diego Velàzquez, La Fucina di Vulcano - Museo del Prado di Madrid