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20/09/11

Oh god! > Dan Colen > Roma

 
  
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Dan Colen
Oh god!
Palazzo Rospigliosi

Three Amigs, project by Massimo De Carlo with three different solo shows in Rome: Dan Colen, Nate Lowman (America Academy in Rome), Dash Snow (MACRO)


26/11/10

Specchi, planimetrie, piasterelle di bagni pubblici... Rashid Johnson









E' inaugurata ieri la mostra 25 days after October, la prima mostra personale di Rashid Johnson alla galleria Massimo De Carlo. Nella prima sala 3 planimetrie specchianti delle case di tre scrittori: William Faulkner, Bertrand Russell e William Edward Burghardt Du Bois. La stanza funziona, i lavori dialogano idealmente tra loro grazie a dei piccoli oggetti che l'artista pone nelle varie mensole. La pace e uguaglianza che i 3 scrittori hanno predicato nella loro vita, sembra aver affascinato Rashid che dedica loro questa sorta di salottino con tanto di tappeto circolare in mezzo alla stanza.
Nell'altra parte della mostra, i toni si smorzano un pò. Una serie di totem ritmano lo spazio. Nonostante le intenzioni dell'artista di costruire dei monumenti in cui il pubblico poteva sedersi (cosa che nessuno, ovviamente, faceva) o guardarci attraverso scorgendo il proprio futuro (testuale da comunicato stampa). A me davano la sensazione di un paesaggio un pò funereo. Mischia piastrelle di bagni pubblici, scritte a spray, cera nera, dischi, libri ecc. per animare queste pseudo-panche. Non so, non mi convinceva molto. L'artista, con questo progetto ha voluto interrogarsi sulla propria identità, culturale e razziale, mischiando letteratura, storia dell'arte, mondo afroamericano, misticismo e cosmologia.
Oltre a questa personale, anche la collettiva Yotta Paintings, con le grandissime, immense, eccessive opere di autori storici della galleria (John Armleder, Olivier Mosset, Jim Shaw, Josh Smith) e di nuovi artisti (Dan Colen, Nate Lowman, Aaron Young). Tutti realizzati per l'occasione, i grandissimi quadri avevano tutte le stesse dimensioni. Mha.. tutto mi sembrava eccessivamente 'muscoloso' e un pò noioso.



31/03/10

Dopo baci, merde di uccelli e gomme da masticare...



Parto sempre dalla cosa più facile: leggere il comunicato stampa. Mi penso sempre come molto cretina, dunque vedo e leggo. Poi ci penso.
La personale Karma di Dan Colen è presentata come una mostra che "attraverso una produzione artistica variegata e multiforme, racconta la vita dell'artista e quella della sua generazione". Legittimo ma inevitabilmente presuntuoso, no? Possibile che per descrivere dei g(g)iovani si deve sempre parlare di skate, cose recuperate in strada, sbando ecc.
Sacrale, quasi, la prima sala con la grande installazione 'Oh Shit', una gigantesca rampa da skatebord ribaltata. Posizionata centralmente e lungo tutta la sala, ha tutta la forza di una navata con tanto di lunetta che, cerchiata, mostra un grande quadro, 'Moments Like This Never Last (No.2)'. Di quest'ultima opera mi verrebbe ma ribattere: E meno male!. Sembra che l'artista voglia spingere all'estremo la serie iniziata con i 'gum paintings', i 'kiss paintings' e i 'birdshit paintings'. Qui baci, merde di uccelli e gomme da masticare diventano coriandoli e stelle filanti. Speriamo che sia giunto al termine. Cosa si metterà a fare nella prossima serie? Adesivi staccati dai bagni dei locali notturni di NYC?
Apprezzabile la scultura al secondo piano: 'Knock Knock Jokes, formata da 21 porte recuperate per le strade di NYC. Bell'oggetto... Mi spiace solo che venga presentato come divisorio per scoprire il secondo 'Confetti paintings'
Mostra muscolosa (in senso buono). Che dire, se qualcuno mi chiedesse se c'è un museo di arte contemporanea a Milano, io risponderei: Sì, la galleria Massimo De Carlo!!!