14/05/10

Il giardino d'Inverno di Lucie Fontaine - Tate








Corrado Levi nel giorno d'inverno di Lucie Fontaine. Per l'occasione Levi ha portato un mazzo di rose rosse.

Courtesy Lucie Fontaine

Back stage: No Soul for Sale Festival - Le Dictateur





Prime immagini dell'allestimento del Festival degli spazi indipendenti No Soul for Sale alla Tate Modern. Nelle foto il dirigibile di Le Dictateur.
Nei prossimi giorni, altri inviati molto speciali mi manderanno altre immagini del Festival!

Photo Courtesy Le Dictateur

13/05/10

In Full (Mr) Bloom











Nella mostra In Full Bloom (Galleria Raffaella Cortese, a cura di Antonio Grulli) si cita il libro più rivoluzionario del XX secolo. E lo si cita in leggerezza, pensando alla primavera. Uno degli aspetti che forse questa collettiva coglie, più di altre di questo immenso libro, è l’immediatezza. Disseminata in tante sedi (forse troppe e forse alcune inutili), in Full Bloom ho scoperto più di un’opera degna di nota. Penso al grosso libro di Meris Angioletti, nella sede di Kaleidoscope, che metaforicamente, ha rappresentato l’Ulisse e il flusso di pensieri che ci scorrono dentro, la loro densità. Così come il suo suggestivo video dalla Cortese. Inevitabile pensare alla passeggiata sulla spiaggi di Stephen Dedalus, guardando l’opera di Sophie Calle sempre a Kaleidoscope. Molte altre riflessioni si potrebbero fare sui video di Karen Cytter, ‘Four Seasons’, e Tehching Hsieh ‘One Year Performance’. Non so se, come Joyce, questa mostra è riuscita a raccontare senza raccontare (cito Carmelo Bene) il flusso di coscienza, la libertà di pensiero che si accavalla e si nega e si prede in giro al tempo stesso. Non so se questa mostra ha girovagato (e non fisicamente) per la città narrando la banalità del vivere, la sua confusione/ compulsione. Se dovessi fare un appunto, è la troppa visibilità data ad alcuni artisti. Penso a Presicce che, forse, come Leonard Bloom è andato a zonzo in sartoria, nel suo studio e in altri spazi della mostra. Inquietante anche se macchinoso Nicola Marini; meritevole della passeggiata ‘This is me, This is me’ di Roni Horn nel corridoio di un appartamentino al terzo piano: una sculturina/gufo con grembiule nero.


A casa di Stefano

Ore 16. Ho come la sensazione che questa pioggia che viene e che va, mi condiziona non poco. Ieri quando ho visto queste cartoline c'era il sole. Le pareti erano bianchissime. Attaccate nel muro con degli spilli una serie di cartoline ricamate. Mi sono piaciute tantissimo.
Poi, con la pioggia, è arrivata anche l'ora di girovagare per Milano 'alla Leonard Bloom', ma un pò meno leggera e attenta. Avevo una mappa e ne dovevo seguire il percorso. Verso via Stradella...

SURPRISE...sotto la pioggia





Ore 19.00 e inizia a piovere a dirotto. Arrivo da Mars per Surprise di Sabine Delafon. Come sempre, a parte l'invito, non c'è un comunicato stampa. Tutto sommato, meglio così (a volte). Sabine mi viene incontro vestita con giacchetina bianca, vestito azzurro pallido a stelle arancioni di seta. Stivaletti tempestati di strass. Mi spiega che il fatto che sia vestita così aveva un significato, ma non ho capito benissimo. La fotografo sperando che il mio scatto abbia un senso (!). Entro nello spazio e un bellissimo oggetto di vetro riempie la mia attenzione. Fragilissimo e delicato, con dell'acqua all'interno tra una voluta e l'altra, merita sicuramente una visita.

11/05/10

MAMMINE 'punk'



Mai contenti i nostri eroi Frosi e Perrone scomodono il 'punk' per un loro nuovo progetto, a cura di Art At Work, Mammine. Party (non per tutti, visto che bisogna essere selettivamente invitati) per una serata 'gustosa'. I due artisti metteranno in scena, "una dolcissima presa in giro del 'no future' " (l'ennesima? ma a forza di prendere in giro tutto e tutti... alla fine riusciremo a capire che è effettivamente preso in giro e chi no?). La loro ultima trovata è quella di allestire 15 pannelli sui quali si susseguono ghiaccioli, cornetti, biscotti e giovani donne con o senza figli a carico. Cito Frosi da un articolo uscito su Rolling Stone:" C'è una contraddizione agrodolce nella definizione di 'mamma punk', dato che la maternità è la negazione del 'no futuro' cantato proprio dai punk" (...) "I cartelloni dei gelati, piuttosto comuni negli anni '80, si collegano bene tanto alle foto delle mamme quanto all'estetica del punk che fa la linguaccia".
Insomma riflessioni profonde e acute, direi per risalire all'idea che si cela (sgocciolante) dietro questo succulento progetto. Troveremo qualche 'medio' alzato tra un immagine e l'altra? Insomma.. una seratina proprio da leccarsi le dita (medio compreso!)

10/05/10

Far from home... KJOSK!





Lontano da casa... vicinissimo a casa (la mia). Siamo a Bassano del Grappa, ridente cittadina lungo il fiume Brenta. Qui Nicola Uzunovski su invito di progettozero+ ha installato 'Postcard Kiosk' (2010). Lo spazio urbano KJOSK! mi ha colto di sorpresa. E' collocato proprio sotto la casa della mia defunta nonna, laddove c'era un pescivendolo, una sarta, un negozio di tende e un baretto. Tolti i sanpietrini, ora la piazzetta si è dimezzata e un (orribile) edificio con vetrate vuote ha preso il posto dei miei crepuscolari ricordi d'infanzia (sigh!). Bando alle piccole cose di 'personale' ricordo, KJOSK mi ha colto di sorpresa dicevo. In una cittadella come Bassano (sperduta rispetto ai centri d'arte contemporanea) ecco una realtà nascente che ha dell'interessante. Due entusiasti ragazzi (IUAV di Venezia come formazione e frequentazioni) hanno deciso di dar avvio a questa avventura, partendo da un ex-edicola collocata nel centro della città. Coinvolgente (almeno sulla carta) l'intervento di Uzunovsky che con 'Postcard Kiosk': il pubblico era invitato a mandare via email (a progettozeropiu@gmail.com) una foto delle proprie vacanze. Le foto raccolte dall'artista sono state stampate e mostrate nel chiosco durante l'inaugurazione.

04/05/10

Sissi's Fashion








Penso che gli abiti che ho visto stasera di Sissi, le stiano meglio addosso. Creature poliforme, incasinate, sgangherate anche, sorprendenti, sexy, imprevedibili... hanno una vita, infondono vivacità. Addosso (che è poi anche il titolo della mostra ospitata alla projet room della Fondazione Pomodoro), all'artista queste creature hanno una vera vita. Appese, esseri esibiti, raffreddati, 'imbalsamati', ho come la sensazione che perdano il lusto, la linfa che con tanta pazienza e cura Sissi infonde a stoffe, tessuti, corde, garze. Ma anche plastica, lustrini, nastri e legni, sacchi e pellicce. Inevitabile pensare a queste escrescenze dell'artista come un prolungamento di lei stessa, dei suoi tentacoli, protesi ecc. Di Sissi mi piace la leggerezza e la spontaneità con cui si rivela al mondo. Ho la sensazione che abbia poca paura, pochi timori pochi inibizioni in un sistema che invece rende spesso tutti conformi, conformisti e conformati ad un dictat da 'sistema arte' che spesso mortifica, scolora e appiattisce.