26/10/10

Predictions

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Il 30 ottobre, sono stata invitata alla chiusura della Biennale di Carrara. Per l'occasione, tre curatori (Martina Angelotti, Antonio Grulli e Emanuele Guidi) hanno organizzato il workshop Predictions. Hanno invitato curatori, artisti, critici (e a quanto pare anche dei bloggers) per raccontare, discutere, ipotizzare delle visioni sul futuro del linguaggio dell'arte e dei suoi molteplici contenuti. L'ispirazione giunge da un provocatorio progetto di Tom Marioni, che nel lontano 1978 ha presentato una serie di 'predizioni' sugli sviluppi futuri del mondo dell'arte. Esempi del tipo: “Everything in art will slow down” oppure “California mysticism will reach New York”; o ancora “Performance and video art are all over”.
Volevo estendere questo invito a quanti si trovano a leggere questo blog! Visto il putiferio di commenti, magari riusciamo a rendere questa cosa costruttiva.
I curatori ci pongono queste domande: "Quali sono le possibilità per guardare attivamente al futuro? Quali sono le mancanze, quali saranno gli sviluppi delle attuali espressioni del mondo dell’arte?"
Hai voglia di lasciare la tua Prediction?
Parteciperò alla discussione pubblica e mi piacerebbe portare, oltre alla mia predizione, anche quelle che raccolgo in questa sede. Sia anonime (visti i molti 'senza volto') sia firmate. Per chi non vuole pubblicarle come commento, invito a scrivermi ad artele100@gmail.com

Ci conto!

15 commenti:

  1. L'arte non è ha mai realmente cambiato nulla del mondo reale.

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  2. Ciao Elena

    ti ringrazio se vorrai portare la mia opinione.

    A mio parere ci sarà un futuro imposto e un futuro reale. Il futuro reale cercherà di influenzare quello imposto, e ne sarà ovviamente influenzato determinando un cambiamento del futuro in toto. Il futuro reale, a mio parere, quello che determina il cambiamento, sarà in un'arte totalmente assorbita alla realtà; una sorta di pop art più raccolta e laterale; le informazioni e la loro selezione, come per i mercati finanziari, saranno fondamentali. Che è poi quello che sto cercando di proporre umilmente. Ma ci tengo a sottolineare che le informazioni non sono il fine ma il mezzo per i contenuti.

    Il futuro imposto cercherà di mantenere tutto così; ma queste dinamiche ci sono sempre state nella storia. Un sintomo di incontro dei due futuri è dato dall'opera di C. Holler a Berlino: per 1000 euro puoi dormire nel museo figo, nel letto disegnato dall'artista. Questo è ancora una prima fase, un sintomo molto contraddittorio e scorretto.

    Poi semmai mi sbaglio

    baci

    lucarossi

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  3. spero di sbagliarmi, ma è probabile che nel 2011 inizierò a soffrire di gotta, e si che non mangio tanta cacciagione...

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  4. Grazie a quanti (anche cretinamente) partecipano. Le Predictions dovranno essere 'telegrafiche' (brevi e asciutte!). Dunque una frase come prediction e poche righe di motivazione/spiegazione.

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  5. Oggi nel mondo dell'arte si cerca il consenso per intersezione. L'opera si inserisce nei punti di incontro del consenso. E così sarà ancora per qualche tempo.
    Oltre che riferirsi al mondo l'opera lo manipolerà. Bello a pensarsi...
    Il suo carattere diventerà sempre più estesico, nel senso che le strategie da attuare per la sua sopravvivenza all'interno del consenso che richiede, saranno sempre più a carico dello spettatore.

    si soffre un po' per capire cosa ho scritto ma tant'è.

    buone cose

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  6. Dimenticavo. Lo spettatore non è morto con l'opera.

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  7. L'arte è consenso ? dillo a Henry Darger

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  8. L'arte, che cosa sia non lo sappiamo affatto, e se Dio vuole almeno io preferirei morire ben prima di dover subire nuovi mentori -

    Henry Darger - non lo ha mai saputo - nè si è mai posto il problema. L'arte non gli interessava- fortunatamente.

    Ha voluto rendere tangibile il suo universo - renderlo reale a proprio uso, dentro a quell'altro mondo di fuori, tutto popolato di persone e cose e reificazioni e parole e addetti ai lavori.

    Addetti a tutti i lavori...


    Lorenza

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  9. "Duchamp è morto, Picasso è morto ed io sto tanto bene", questo utilizzo improprio del noto motto di W. Allen vorrei sintetizzasse il futuro dell'arte.
    Il mondo artistico seguirà lo sviluppo del sistema economico. Come il primo mondo delocalizza la produzione nel secondo e terzo mondo, così l'arte delocalizzerà la produzione dell'opera alla seconda, terza, quarta, quinta... arte e ad altri contesti (giardinaggio, culinaria, videogiochi...). Questo spostamento permetterà all'attività artistica di concentrarsi sul consumo (alternativo?) di questi prodotti. L'arte si esternalizzerà per internalizzarsi, interiorizzarsi, interiorizzarci. E così sparirà dalla scena mondana per rivitalizzarsi in tutte le nostre case.
    Finalmente potremo rigustarci un bel tramonto fottendoci di quello che dice la storia dell'arte.
    CoDa

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  10. ...Forse ci siamo anche noi a Carrara!
    il 30 innaugura una mostra alla galleria Margini.
    Se siamo li' ci vediamo sicuro!
    A.

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  11. per un po' molti torneranno a dipingere, anche se non sono capaci

    i collage bi e tri-dimensionali che vanno tanto di moda ultimamente si scolleranno e cadranno a pezzi

    milano non avrà un museo di arte contemporanea

    prima o poi i lettori di questo blog saranno tutti morti, alcuni lo sono già

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  12. gli architetti, gli stilisti, i registi,i musicisti finalmente faranno il loro lavoro e non romperanno più le scatole all'arte contemporanea

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  13. gli artisti diventeranno sempre più solitari, smetteranno di andare alle inaugurazioni e si concentreranno finalmente sul loro lavoro. di conseguenza le inaugurazioni diventeranno noioisissime e nessuno ci andrà più. i blog saranno l'unico momento di mondanità dell'arte.

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