29/10/10

John Baldessari - Fondazione Prada









Germano Celant, John Baldessari
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John Baldessari alla Fondazione Prada con 'The Giacometti Variations"

"Ho sempre voluto fare quadri e scultura alti. Sospetto perchè io sono piuttosto alto. Ho avuto poche opportunità poichè la maggior parte delle gallerie hanno i muri la cui altezza rispecchia quella dei muri nelle case dei collezionisti.
Il mio progetto per la Fondazione, è di allungare le sculture in piedi di Giacometti e vestirle di abiti. Portare alla sua logica conclusione un'idea estrema già esistente è stato per me un metodo di lavoro. Le sculture di Giacometti sono le sculture più scarnificate ed emaciate che esistano. Perchè non spingersi ancora più in là? Oggi poi i confini tra arte e moda sono indefinibili. Inoltre è prassi, quasi di rigore, che le modelle sono altissime e magre. E' parodia? Non ne sono certo. Detesto categorie e definizioni... Non è questo ciò che fanno gli artisti? L'arte non nasce dall'arte? Quello che sto facendo è approfondire un'idea - che è il requisito di ogni buona arte."
John Baldessari, Dicembre 2009

Sono passati quasi 40 anni, ed il mio amico John è venuto meno alla sua promessa: "I Will Not Make Any More Boring Art" (1971).

Le 9 figure e i 18 look ruoteranno in data: 16 novembre e 7 dicembre.

John Baldessari, I Will Not Make Any More Boring Art, 1971 (Installation view, Nova Scotia College of Art and Design, 1971). Photo courtesy by the artist

10 commenti:

  1. Si sente troppo che la mostra è da Prada, però mi sembra voluto dall'artista. Per quello che vedo dalle foto, nel complesso non mi dispiace, almeno è leggera, chiara negli intenti e propone un "consumo alternativo" dell'opera di Giacometti.
    Un'unica pecca: da questo consumo si ricavano solo spunti piuttosto banali.
    CoDa

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  2. Ecco una caso in cui la citazione non diventa pesante come avviene sempre per i vari artisti e giovani curatori italiani. Una leggerezza di fondo che riusciamo ad accettare solo quando proviene da maestri internazionali, a rimarcare ancora (come se ce ne fosse bisogno) gli enormi complessi di inferiorità sotto cui verte il migliore sistema dell'arte in italia e anche alcuni lettori di questo blog.

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  3. scusa Anonimo ma ti riferivi a me quando facevi riferimento ai lettori di questo blog? Perchè è vero che ho detto che non mi dispiace la leggerezza del lavoro nelle sue premesse citazionistiche ma ho anche detto che alla fine è stata usata male, in modo piuttosto banale (è una lettura di Giacometti molto ma molto superficiale)
    CoDa

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  4. starebbero bene nelle vetrine della rinascente!

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  5. Curioso.. ieri alla presentazione stampa, un ragazzo che si occupa di allestimento vetrine per un famoso marchio di moda, mi ha detto esattamente la stessa cosa! Anche io trovo la motivazione di Baldessari alquanto 'leggera'. Ma l'ho trascritta letteralmente, un pò per provocare quelli che cercano i grandi misteri dietro le opere d'arte.
    Spesso (ne sono convinta) 'dietro' l'agire, il fare, il pensare un lavoro, ci sono idee molto ovvie e banali. Nulla toglie (ma non i questo caso) che le opere perdano o acquistino di 'valore' e profondità.

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  6. boh sarà che anche a me è capitato di occuparmi di allestimento di vetrine...
    comunque la mostra non l'ho ancora vista quindi chissà.

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  7. ...Grazie Elena!
    da stamani guardavo il blog in attesa della fatidica innaugurazione da Prada!? bèh non mi sembra di essermi persa niente di speciale...

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  8. Non capisco tutta questa reverenza e questa titubanza nel dire che la mostra fa assolutamente schifo. Non è il primo artista a rincoglionirsi e certamente non sarà l'ultimo, del resto è assolutamente un suo diritto.
    Il crimine è il silenzio-assenso. Capisco che la joint venture Prada-Celant faccia tremare le gambe al popolo abituato alle vetrine costose, siano arte o scarpe, ma qualche certezza sarà pure rimasta no? Baldessarri ha fatto un lavoro orrendo, volgare e stupido. Elena, la smetti di fare la Lina Sotis dell'arte? Diciamo le cose come stanno

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