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02/11/11

Report > Casabianca / Simone / Margherita / Eléna / Italo

Simone Berti
 Italo Zuffi
 Margherita Morgantin
 
Eléna Nemkova
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Simone Berti / Margherita Morgantin / Eléna Nemkova / Italo Zuffi
Casabianca

Zola Predosa - fino al 20 novembre
  
"Una frase è stata ideata collettivamente: si tratta di un intervento a parete che formalizza un'indicazione che attraversa in questo momento i quattro artisti, un desiderio di fare; a sua volta questo lavoro è sostenuto materialmente da elementi che possono essere utilizzati nell’azione e nello sforzo. Oltre a questo contributo poi, i quattro artisti sono presenti con un lavoro individuale: come in un’antinomia, le singole opere contraddiranno il contenuto espresso dall'intervento realizzato in comune attraverso concetti che fanno invece riferimento ai territori della reticenza, della forza debole e della chiusura, imprimendo quindi un movimento uguale e contrario sull’osservatore che verrà a trovarsi in una sorta di stallo."

Performance Simone Berti

28/02/11

Spettacoli quotidiani minimi

Francesco Bernardi, Quadreria, 2003

Sergia Avveduti, Gennaio, 2011
Chiara Pergola, Suppermanager, 2010
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Aperta campagna, Zola Predosa, tanto fango, alcuni cavalli. Sono a Casabianca, spazio fresco di apertura a pochi chilometri da Bologna. E' domenica 27 febbraio e piove e, scritta così, mi sento fin troppo crepuscolare. Sono le 13 e c'è un sacco di gente all'inaugurazione - in questo posto un po' incasadidio - per la tripla inaugurazione di Sergia Avveduti, Francesco Bernardi e Chiara Pergola. Tre progetti senza collegamento alcuno, se non la condivisione dello spazio. Chiara Pergola presenta una serie di piatti istoriati con l'intreccio di tre vicende: quella di Pierre Dupont, quella di un protagonista di un romanzo di Tom McCarthy e, ultima, quella di un trade, Jérôme Kerviel. Sempre eleganti le sculture di Sergia Avveduti, ma quello che mi ha colpito tra le opere che espone è il video 'Gennaio', prima episodio di un ampio racconto in divenire. Piccoli paesaggi a metà tra spazi surreali e fondi di cassetto, le sequenze video mostrano piccoli accadimenti: fiammiferi che piano piano si spengono, cavolini di Brussels che rotolano, forme solide (in cui è possibile riconoscere molte allusioni all'opera dell'artista), piccole riproduzioni, qualche statuina. Rumori lievi, fruscii, il suono di un motore. L'opera è intensa, morbosa e inquietante.
'Una solitudine troppo rumorosa' avvolge la grande foto e l'installazione di Francesco Bernardi.