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15/05/12

Il gesto dell'osservare di Lupo Borgonovo

 
Pietra
Paesaggio


Polmoni
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Inaugura con la personale di Lupo Borgonovo la galleria Fluxia. Le due giovani galleriste non hanno resistito all'attrattiva 'Lambrate', decidendo così di lasciare la piccola e comoda sede in via Ciro Menotti, per trasferirsi nella nuova sede.
Lo spazio della galleria è senza dubbio più accattivante e consono all'arte contemporanea ma io, sempre più pigra, spero sempre che tutti seguano l'esempio della galleria Zero... che ha cambiato rotta spostandosi in centro.
La mostra di Borgonovo è sintetica, concentrata, pulita e interessante. La cornice bianca e asettica della galleria accoglie pochi ma densi lavori.
Prima di entrare in galleria saluto Lupo e gli chiedo se ha voglia di raccontarmi la mostra prima che la veda. E' molto parco ma direi efficace. Non sapevo nulla della mostra e non avevo idea di cosa mi aspettasse. Del comunicato ricevuto via email, ricordo solo l'immagine: una foto ambigua che potrebbe essere polvere, fumo, pelle, rocce... 
L'artista sintetico mi dice che le sculture che vedrò sono dei 'gesti'. Mi immagino grossi grumi di materiale con impresse gran ditate. Ho un'idea probabilmente non solo attempata ma anche ristretta del concetto di gesto. Scopro in seguito che i gesti sono quelli lentissimi dell'occhio di Borgonovo che ha percorso la superfice dei materiali con cui ha realizzato le opere: onice, alluminio e bronzo. 
L'opera Paesaggio è realizzata da una lastra di  onice - un tipo di quarzo molto duro - che l'artista ha spezzato in due parte lucidandone solo un pezzo. Se osservato da molto vicino, questa doppia cromia dello stesso pezzo, ricorda la superfice della luna, della terra, una ruvida pelle, dei depositi di polvere ecc. 
Se il gesto di 'lucidare'  caratterizza Paesaggio, quello del 'versare' invece da forma all'opera  Pietra. Qui Lupo ha fatto il calco in alluminio della superficie interna di una pietra lavica. La forma della piccola scultura è data dunque non solo dall'alluminio colato, ma anche dallo spazio scavato dai gas durante la loro fuoriuscita. Alta pochi centimetri, l'escrescienza ricorda dei motivi floreali o vegetali. 
Ultimi lavori, una coppia di sculture in bronzo create dall'unione dei calchi di una nuca. 
Lavorando sull'antichissimo (ma sempre attuale) concetto della scultura classica - negativo/positivo, modello/stampo/colata - Borgonovo realizza  delle opere 'sensibili', frutti non solo di lunghe osservazioni (gesti) sulla materia, ma anche lunghi studi e prove sui materiali.
Semplice ed efficace.

13/10/10

Il morbo italiano a Grenoble... The last one


Alex Cecchetti
Manuel Scano
Francesco Arena
Linda Fregni Nagler
Diego Perrone
Luca Trevisani
Giorgio Andreotta Calò
Rosa Barba
Lupo Borgonovo
Christian Frosi

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Siamo all'ultima parte della mostra.
L'opening è stato 'animato' da 5 performance. Ha iniziato Francesca Arena. Mentre l'artista leggeva il testo di Povera Patria di Battiato, un ragazzo ripeteva, a suon di smerigliatrice, la canzone con il codice Morse. Manuel Scano, non stanco di ripetere la performance Untitled (False Allarm), ha dato vita ad un momento di confusione alzando e schiantando al suolo la sua scultura composta da cotone, scatole, stoffe, nastri, addobbi ecc. Linda Fregni Nagler ha raccolto un pò di visitatori per la performance Things that Death cannot Destroy che, nelle intenzioni dell'artista, "è un tentativo di trovare una forma magica che sta alle origini della storia della fotografia". L'unico appunto che potrei fare a questo progetto è che, la magia si perde un pò a causa dei tempi lunghi della performance stessa. C'è il rischio che le persone si annoino un po'... Detto questo, nulla toglie che le foto che, pazientemente, l'artista raccoglie da anni, siano di indubbia bellezza e fascino.
Ad un certo punto della serata, al suono della Ballata di Pinelli, un gruppo di persone si spostano in una zona del museo. Inizia la performance Sandrine and Vanessa interpreted by Florence and Constance di Sabina Grasso. Per quanti vogliano vedere la performance, rimando a questo link). Al di là dell'ostinazione dell'artista a voler fare citazioni colte e impegnate (il film di Godard Numero Deux), la performance ha avuto il merito di portare un momento danzereccio all'inaugurazione.
Coinvolgete e inaspettata la performance di Alex Cecchetti So thin cannot think of it (Apocalittica dello sguardo). L'artista parte dalla riflessione sul 'ritratto' per inscenare una coreografia sullo sguardo. Tre ballerini si muovevano a passi di danza tra il pubblico, muovendo dei sottili fili di ferro. Molto poetico.
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Giuseppe Gabellone, Meris Angioletti e Luca Trevisani
Riccardo Previdi, Francesco Arena e Renato Leotta
Rä di Martino, Patrizio di Massimo, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini

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08/04/10

Iperboli, allitterazioni ed entità di Lupo Borgonovo

Vi copierei e incollerei (cosa che faccio bene e spesso) il comunicato stampa di questa mostra essenziale, enigmatica ed arcana: Lupo Borgonovo, 'Calco della Caverna', nella galleria Fluxia. Si parla di una fontana progettata dall'architetto Carlo Scarpa a Venezia. Si cita Medardo Rosso, si elucubra sulla pratica scultorea, sulla ‘caverna’ (e come non pensare al mito di P.), su dubbi metafisici tra l’interno ed l’esterno... sempre della caverna. “...si potrebbe dare forma ad un'assenza, creando il positivo di una parte concava che si ramifica gradualmente in forme potenzialmente infinite.” Penso che i comunicati stampa guastino e ridicolizzino le mostre. Essendo alla sua prima personale, Lupo se l'è cavata abbastanza bene. Forse lo spazio espositivo era troppo angusto per le tre opere esposte. Il calco della fontana rimane un oggetto un po’ inerme, grossolano e senza il tanto mistero che prometteva. La scultura o meglio la testa di bronzo modellata dall'artista con la propria testa, perde un pò di fascino tra le volute della colonna che la sostiene (troppo decorative.. fa perdere di concentrazione). Dell’ultimo lavoro, vi lascio alla descrizione da CS “In Fase lunare, l'oggetto, persa la propria funzionalità, esiste in una dimensione controllata dall'invenzione. La ciotola, normale evoluzione di due mani che contengono l'acqua, diventa una luna crescente. Anche lo sguardo è un materiale che può essere modellato.” Che lo sguardo sia un materiale, ne possiamo anche parlare, che si debba ricordare quanto esso possa essere modellato, bhe, che dire?

Un consiglio: non leggere mai un comunicato stampa prima di vedere una mostra!





Chi c'era?

Francesco Simeti e Francesca Minini, Giancarlo Norese e la Testa, Charly Lioce

Marcella Piscitelli e Mattia Mattucci, Valentina Suma (?) e Martina Angelotti

Lupo Borgonovo, Corrado Beldì e amica, altri...