Visualizzazione post con etichetta Elad Lassry. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Elad Lassry. Mostra tutti i post

06/07/12

Il senso delle immagini / Elad Lassry al PAC

Zebra and Woman, 2007, pellicola Super 16 mm, durata: 5:21 minuti Collezione Mottahedan, Dubai, Courtesy David Kordansky Gallery, Los Angeles
Untitled, 2009, pellicola 16 mm,  durata: 11:40 minuti Courtesy Collezione Rennie, Vancouver
Tuna Can, 2009, Courtesy David Kordansky Gallery, Los Angeles

Four Braids (Blue), 2012, Courtesy Massimo De Carlo
Portrait (Gala), 2012, Courtesy Massimo De Carlo
Short Ribs, Eggs, 2012, Courtesy Massimo De Carlo
Untitled (Purple Bar), 2009, Courtesy Collezione Privata
 
Collie (Blue Bars), 2012, Courtesy Massimo De Carlo 
Untitled, 2009, pellicola 16 mm, durata: 11:40 minuti - Courtesy Collezione Rennie, Vancouver
Untitled (Passacaglia), 2010,  pellicola Super 16 mm, durata: 15:27 minuti, Courtesy Massimo De Carlo


Untitled (Wall, Milan Blue), 2012, Courtesy Massimo De Carlo
***
Mi chiedo, ma dov'è finito il 'punctum' di Roland Barthes? Quell'aspetto emotivo che colpiva, irrazionalmente lo spettatore? Le algide e impeccabili fotografie di Elad Lassry - esposte fino al 16 settembre al Pac di Milano (entrata gratuita, si badi, così come le mostre di Fabio Mauri  e 'Addio anni '70' a Palazzo Reale e la bellissima mostra di Ugo Mulas in Triennale) - ingannano, attraggono ma non turbano emotivamente. 
Senza enfasi e impassibile, durante la presentazione stampa della mostra, l artista spiega che la sua è una ricerca tutta rivolta al significato concettuale della fotografia. Fin dall'accademia si è chiesto: che significati ha lo spazio fotografico? Qual'è il senso di un'immagine? Che definizione dare allo spazio tra il soggetto (guardante) e l'oggetto (fotografato)? Ha scoperto nel tempo che c'è un conflitto - affascinante e da affrontare come una sfida estetica - tra la fotografia e le immagini. 
Chiaro e coinciso, Lassry sottolinea che c'è una abissale differenza tra un'immagine e una fotografia. Come dire, da una parte l'apparenza, e dall'altra la volenterosa 'sostanza' di capire il senso del visibile.
E chi lo avrebbe mai detto che dietro le fotografie di un lenzuolo per bambini, gatti ricercatissimi, bei ragazzotti muscolosi, fiorellini, paesaggi, ritratti, prugne e modelle, scarpe e ritratti di attori famosi, ci fosse una mente filosofica così profonda e analitica. 
Sinceramente non mi aspettavo una tale ricerca concettuale ed estetica.
Dopo la presentazione, mi fermo a parlare con il curatore Alessandro Rabottini, per raccontargli il mio stupore: ma dov'è finito il 'punctum'? Dove l'emozione, la passione, il dramma condensato in un dettaglio, magari nascosto o appena suggerito?  Ragioniamo sull'apparente infinità dei dettagli perfetti nelle opere di Lassry. Forse le sue immagini sono un condensato di punti nodali? O forse non ce ne nemmeno l'ombra? 
"Cosa sono le immagini oggi?" sembra risuonare questa domanda senza risposta -  posta da Lassry al pubblico (ma prima a sè stesso) - tra le grandi sale del PAC. 
Belle o bellissime, insignificanti, banali, ricercate, ingannevoli, inutili. Tutto o tutto il contrario, la ricerca di Lassry pone in effetti un dilemma che forse, più di altri fotografi contemporanei, porta una ventata di aria fresca alle risapute elucubrazioni sul concetto di fotografia.
Digitale, analogica, pura o 'sporcata' con photoshop, intatta o graffita, ritagliata o scombinata da interventi collage ecc.: tutti questi approcci sono esposti in mostra, accanto a 4 opere video in 16 mm. 
Anche nei video, la ricerca visiva di Lassry continua nello scavo concettuale del significato delle immagini: corpi in movimento, storia della pittura, modernismo, conflitto natura/cultura, fascino della bellezza, grottesco... Inevitabile, scrivendo dell'opera di Lassry, non cadere nell'attrazione per l'abuso degli aggettivi o per l'esagerazione di una lista troppo lunga.
Cavalli, gatti, pesci, fenicotteri, tigri, scimmie..non so se ci sono tutte ma ci potrebbe essere un'intera antologia dedicata alla zoologia. Ma poi anche architettura, moda, musica... e la geografia? 
Infinito sembra essere lo scibile visivo di Lassry che, furbamente, nella sua ricerca che tanto sembra filosoficamente solida, non tralascia uno degli aspetti sostanziale del vivere fotografico contemporaneo: essere bello e stupendo, sempre. La funzione delle immagini, per molte versi, sembra essere questa: funzionare come portatrice di bellezza (non importa che sia datata primavera-estate e che sia dunque, effemira e, sempre e per sempre, giovane concettualmente).

Oltre ad una lunga serie di fotografie e ai 4 video, anche alcune sculture a parte che altro non sono che un'esasperazione del concetto di 'cornice' o meglio, di contenitore. Scatole perfette che contengono, prima delle fotografie (a loro volta incorniciate), il pensiero stesso del 'contenere' o mantenere insieme idee, immagini, espressioni... 

Chiude o apre la mostra, un grande Muro - Untitled (Wall, Milan Blus), 2012 - dove al linguaggio fotografico, video, scultoreo, l'artista aggiunge anche l'aspetto performativo di come assorbire o digerire il suo senso fotografico. L'opera va fruita camminando, con gli occhi che oscillano tra un esasperato decorativismo (riccioli in ceramica con nastrini), piccole 'stazioni' fotografiche (fotogrammi a contatto di un giovane Anthony Perkins mentre suona una chitarra) e il bellissimo giardino dietro al PAC.

Tutta la mostra, in sintesi, è 'spiegata' dall'artista nella prima parete davanti all'ingresso: un 'altarino fatto di un cane Lassie (Lassry?:) ripetuto e accultato con dell'adesivo colorato sopra a un mensola fatta di nastrini, un paesaggio, alcune nature morte con trasparenze, un paesaggio piovoso e un collage di una fotografia fotografata come fosse una scultura con incollato sopra un mestolo. 
Sorta di rebus da decifrare....

Mostra eccellente!


Elad Lassry e Alessandro Rabottini 

12/07/11

Check IN #3 - Francoforte ✙ ☫☬ Secret Societies

Fabian Marti, Uhu, 2007 - Courtesy the artist & Galerie Peter Kilchmann, Zürich
Secret Societies - Exhibition view © Schirn Kunsthalle Frankfurt, 2011 - Photography: Norbert Miguletz

Secret Societies - Catalogue
Rupert Norfolk, Blind I, 2008 - Courtesy of the artist, Photo: © Carine Demeter, Courtesy of the artist
Rashid Johnson, The New Negro Escapist Social and Athletic Club (Marcus), 2010
Galerie Guido W. Baudach, Berlin, Photo: © Roman März, Courtesy Galerie Guido W. Baudach, Berlin

Lynette Yiadom-Boakye, Information, 2010 - Courtesy: Corvi-Mora, London, Photo © Courtesy: Corvi-Mora, London
Elad Lassry, Wolf (Blue), 2008 - Courtesy of David Kordansky Gallery, Los Angeles, CA
Photo: © Courtesy of David Kordansky Gallery, Los Angeles, CA
Cris Brodahl, Gods Love, 2008 - Fam. Engelen-Lizen, Photo: © Courtesy The Approach, London
Kaye Donachie, The Epiphany, 2002 - The Mario Testino Collection, Photo: © Courtesy Maureen Paley, London
Armin Boehm, Se Taire, 2008 - Private collection Köln, Photo: © Jens Ziehe, Courtesy Galerie Meyer Riegger, Karlsruhe
Dan Attoe, Ancient Things, 2009 - Courtesy Peres Projects, Photo: © Courtesy Peres Projects
Simone Gilges, Darkroom, 2008 - Courtesy of the artist and Galerie Giti Nourbakhsch, Berlin
Photo: Courtesy of the artist

Uwe Henneken, The Cloud of Unknowing, 2006 - Courtesy of the artist, Photo: © Matthias Kolb, Courtesy of the artist
***
Secret Societies
To Know, to dare, to will, to keep silence
Da sempre l'uomo è affascinato dalle società segrete e i loro riti clandestini, dalle cerchie ristrette e dall'esclusività dei suoi soci (vi viene forse in mente un altro piccolo e blindato mondo?). Il carattere delle società segrete va da innoque confraternite a potenti associazioni con obiettivi tutt'altro che altruistici. Alta finanza, potere politico, lobby... insomma, società segrete a tutto tondo. Questa è una mostra - ospitata alla Schirn Kunsthalle di Francoforte - che vorrei vedere per scoprire come gli artisti contemporanei traducono la loro visione di 'società segreta' specchio di alcuni aspetti dell'arte di oggi. Labirintica, imprevedibile (almeno sulla carta e dalle immagini che ho recuperato), questa mostra ha l'ambizione di svelare (o potenziare) simboli, segreti, sigilli, strutture impenetrabili.. gerarchie cospirative. Citano Massoneria, i Rosacroce, gli Illuminati, la mafia, al Ku Klux Klan, Al-Qaeda ecc.
Tra i tanti nomi stranieri, anche un italiano.
Luca Vitano con "Souvenir d'Italie (Fondamenti della Seconda Repubblica)" (2010). Vitone espone tutti i 959 membri della P2, organizzazione segreta che ha progettato un colpo di stato in Italia nel 1970. Silvio Berlusconi, attuale primo ministro, era uno dei membri.


SECRET SOCIETIES
TO KNOW, TO DARE, TO WILL, TO KEEP SILENCE
23 giugno – 25 settembre 2011
Schirn Kunsthalle di Francoforte

06/06/11

Arsenale Two - Tra luci e ombre

Haroon Mirza
Navid Nuur
Klara Liden
James Turrell
Urs Fischer
Elisabetta Benassi
Elad Lassry
Ryan Gander
Rosemarie Trockel
Giulia Piscitelli
Monica Bonvicini
Carol Bove
Trisha Donnelly
Gelitin
Frances Stark
Katharina Frisch
***
Proseguo il mio giro all'Arsenale tra luci e ombre. Se l'inizio, come dicevo, scorreva elegante e sobrio, esulando un pò dal tema di ILLUMInation, a metà strada si fanno più evidenti i nessi con il concetto della Biennale. Su tutte le opere di Harroon Mirza e James Turrell.
Tre le artiste italiane: Elisabetta Benassi, Giulia Piscitelli e Monica Bonvicini. La Benassi ci mostra, con 9 lettori di microfiche automatizzati, i retro di altrettante fotografie di giornali: la visita del presidente dell'ENI alla famiglia Moro dopo l'ultimo messaggio delle Brigate Rosse; Antonioni multato 100 sterline per il possesso di 250 grammi di cannabis; Gandhi che beve un succo di lime ecc. Dalle scritte dietro alle immagini, possiamo solo immaginare la foto pubblicata. Ottima riflessione sulla 'fame' di immagini contemporanea, sui piccoli e grandi atti del '900. La lettura che ne da la Benassi è delicata e intelligente. Anche la Bonvicini, che prende ispirazione direttamente da Tintoretto, sviluppa in un grande spazio alcuni installazioni che riprendono il tema della scala...Meno coinvolgente l'opera della Piscitelli, la cui opera è collocata davanti alla rarefatta installazione di Rosemarie Trockel "Trockel non chiede di decifrare, ma che la mente giochi tra vari stimoli: vita domestica, sesso, ansia, storia dell'arte, i titoli stessi. (..) Trockel sa bene che ciò che ricorderemo meglio, sarà quello che avremo scoperto da soli".
Gran ressa e tante foto per le 3 sculture/candele di Urs Fischer che rappresentano Il Ratto delle Sabine del Giambologna (1583), Rudolf Stingel e un sedia da ufficio. Opere facili, descritte come memento mori o, peggio, come 'un'occasione per venerare il potere e la magia dell'arte'. Preferivo l'artista quando si divertiva con la materia nelle sue folli sculture. Queste alla Biennale sono opere 'pulitine' e furbette. Preferisco il silezio dell'opera di Trisha Donnelly installato nella penombra di una stanza nel Giardino delle Vergini o la grande installazione di Carol Bove.
In una grande sala dell'Arsenale, Bove colloca in una alta pedana una serie di oggetti: reti da pesca, conchiglie, strutture in ferro, piume di pavone ecc. L'artista rievoca con questi elementi, figure e materiali dell'arte del passato, con un'alta dose di potere evocativo. Delicato Gander che fa scendere la ballerina di Degas dal piedistallo e, accucciata, guarda il suo doppio.
Quasi mi passa inosservata l'installazione di Klara Liden. L'artista prede dei bidoni dell'immondizia presi da alcune città occidentali e li mette alle pareti come fossero dei quadri.

Ebbene sì... sono entrata! Per 2 minuti non ho domato la mia curiosità e sono entrata nel padiglione italiano. Amareggiata mi dirigo verso le Tese e il Giardino delle Vergini per vedere i Gelitin denudati mentre ballano nudi sopra una catasta di legna attorno ad un palo tipo Lap-Dance. Davanti, una fornace per produrre del vetro. Gente che si muove, altri sdraiati che ascoltano una band che suona. Nei piccoli spazi, il divertente e bizzarro mix di video di Sturtevant, montati su 9 monitor in forma di piramide: bliz che riunisce spezzoni di attuliatà, Betty Boop e frammenti di suoi video precedenti. Altri video di Francis Stark, e Marinella Senatore.

03/06/11

Dance *

Allora & Calzadilla - Padiglione USA
Danza propiziatoria dei Gelitin - Giardini
Elad Lassry - Arsenale