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26/03/11

Ivano in carne ed ossa

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Tempo fa ne avevamo già parlato. Chi ha evitato l'argomento, chi si è tuffato nella ressa dei commenti, chi ha lodato il coraggio di Ivano Atzori. Non mi dilungo sull'argomento 'social network sì', 'social network no'. Diamo per sodato che, abitudine comportamentale tra le altre, viviamo questa rete di relazioni in modo più o meno superficiale. Atzori, invece, si prende sul serio. Ci incastra dandosi in pasta al 'pubblico': tesse un diario esistenziale - fatto di oggetti personali, fotografie, disegni ecc. - e ce lo sbatte in faccia. In questa performance, presentata alla Gloria Maria Gallery, si ritorna a quello che è, a mio avvio, uno dei temi fondanti dell'arte: l'essere umano e la sua esistenza. Tanto mi sembrava ingenua questa operazione a livello progettuale - 'voi essere mio amico? Vediamoci lì' - tanto è stato 'toccante' vedere come Ivano, senza tanti pudori, metteva in piazza ricordi, famiglia, ossessioni, cazzate, sbagli...

Contributors
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13/02/11

Essere o non essere?* Ivano Atzori

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Sembra già una 'vecchia storia' quella dell'uso, da parte degli artisti, della pubblicità come fonte d'ispirazione. Ebbene, c'è ancora chi, nel 2011, ne fa uso/abuso, cercando nella popolarità/pubblicità, una fonte se non proprio di ispirazione, almeno di attrazione! Mi è giunta voce che tale Atzori Ivano (alias Dumbo, ma questa sì che è una vecchia storia!), abbia aperto una pagina facebook per 'esistere' nella grande giungla del social network. Però, visto che apparire virtualmente è troppo facile, ossia, si rischia per l'appunto di scomparire, meglio esserci senza 'esserci'. Con un pò di tamtam tribal-metropolitano, rimbalzando dal sito di Vogue Italia fino a qui, l'artista milanese è riuscito ad ottenere un po' di visibilità. Cosa non si fa pur di apparire/scomparire? Che ha di così speciale? Etichettato come artista disturbatore (io direi semplicemente disorientato), ha voluto iscriversi a facebook per collezionare inviti di amicizia. Si dice ne abbia già un migliaio in sospeso... Ma che se ne fa di tutti queste richieste? Solo 3 fortunati sono riusciti a 'ricevere' udienza: l'artista greco Miltos Manetas, la gallerista Gloria Maria Cappelletti e la PR Simona Carchia. Anche io, più per un gesto automatico che per vera curiosità, gli ho chiesto l'amicizia, che ovviamente è rimasta in sospeso. Sempre 'tra i corridoi' ho sentito che abbia intenzione di fare una festa/mostra/meeting con tutta questa gente (?).
Girovagando (poco in realtà) in facebook, ho trovato tale Claude Closky che di una 'operazione' del genera aveva già fatto una pseudo-cosa simile chiamandola friendless. Sono anche incappata nella pagina FB di Fernando Pratsos che, senza tanti clamori, non rivela nè amici, nè interessi, nè tanto meno la faccia.
Dunque, caro Atzori Ivano, dobbiamo forse aiutarti a battere il Guinness dei primati per le richieste di amicizia in sospeso? Sarà... io aspetto di vedere che succede!
Per aiutarlo, clicca qui, e richiedi l'amicizia.

* Machissenefrega!

20/10/10

Kings zine #1

Kings, Fuck Art Collectors
zine #0 - Kings, Punching Bag
A. Toni
Kings are sons of a bitch
Kings, Crash 2 - Crash 1

F. Perazzoli - C. Opie
Kings, Jump
G. Gamper - D. Gonzales
Kings, Self Portrait
Kings, Green
I. Atzori
Blastula
Catherine Opie in Kings zine #1
Federica Perazzoli, Guia Cortassa & friends - Daniele Innamorato con Mariangela Bizzarri e Lorenzo Tricoli.
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Serata di presentazione della Kings zine #1 ad Assab One. Mente del magazine i Kings: progetto artistico, nato nel 2000, di Federica Perazzoli e Daniele Innamorato. Ad accompagnare la presentazione della 'zine' (ma più che fanzine, la chiamerei progetto editoriale creativo) una mostra con opere sia dei Kings che di un gruppo di artisti, fotografi e designer. Ospite d'eccezione Catherine Opie, presente in mostra con due foto, bellissime, di bambini e nel magazine con una serie di foto inedite in bianco e nero.
Chicche nella mostra ce ne sono tante: Ivano Atzori (di bianco vestito) in mezzo ad un 'mare' di bicchieri bianchi di plastica che simula il gesto di urinare in una vaschetta. Martino Gamper presente con una sedia 'mezza e mezza'. Le romantiche foto di Riccardo Bagnoli: peccato che non erano illuminate e stampate 'a dovere'. Il video collage di Alessandra Toni che taglia e incolla perle di cinema d'autore. Una serie di acquerelli a china di Federica Perazzoli che oscillano tra Tracey Emin e Marlene Dumas. Mi spiace di essermi persa la performance sonora dei Blastula. Per chi l'ha vista, lasci qualche segnale di fumo.
La sala Kings presenta una serie di installazioni, sculture, fotografie della coppia di 'sons of a bitch'. Caotici ma laccati, teoricamente 'brutti, sporchi e cattivi' -ma sempre perfetti, cristallini e fin troppo puliti - i due artisti si sono impegnati al massimo per creare, con le loro sole forze, un progetto ambizioso che è solo all'inizio. Sia alla mostra che al magazine ha contribuito la giovane curatrice Guia Cortassa.