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26/01/12

Io non c'ero... / Francesco Vezzoli / 24 Hours Museum, Paris

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24 - 25 gennaio, 2012
24 h Museum concepito da Francesco Vezzoli in collaborazione con lo studio AMO di Rem Koolhaas e grazie a Prada. A Parigi, presso lo storico Palais d’Iéna disegnato da Auguste Perret tra il 1936 e 1946 e sede del CESE, il Conseil Economique, Social et Environnemental francese. 

14/01/12

How does fashion look at art? Kaleidoscope risponde...

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Kaleidoscope cambia 'veste'. La nota rivista art & culture milanese, è presentata alla Triennale domenica 15 gennaio h.12. Il restyling è stato affidato allo studio grafico londinese OK-RM. Questo tredicesimo numero da ampio spazio ad una tematica 'pericolosa/scivolosa' come l'influenza esercitata dall'arte sull'industria della moda. Quattro i casi studio approfonditi: Prada, Adam Kimmel, Comme des Garçons e Proenza Schouler.  
A presentare il nuovo numero, oltre al direttore Alessio Ascari, Francesco Vezzoli e una grande esperta di moda, Maria Luisa Frisa

Ho fatto un paio di domande velocissime ad Alessio Ascari. 

ATP: Perchè avete scelto lo studio grafico OK-RM?
Alessio Ascari: La scelta è caduta su OK-RM perché sono uno degli studi grafici più interessanti sulla scena internazionale. Stanno a Londra, lavorano nell'ambito dell'arte (Barbican, Serpentine...) ma anche con grandi aziende (Nike, Swatch...). Il loro approccio è intelligente, elegante, funzionale, di ricerca e mai modaiolo: fanno cose che dureranno nel tempo.

ATP: Perchè un tema così scivoloso come arte-moda?
AA: Crediamo nell'interdisciplinarietà, nello scambio tra saperi e tra mestieri. L'arte non può e non deve rimanere chiusa in un recinto, deve comunicare con l'esterno, conquistare altri campi, e farsi conquistare.
Per questo "Main-Theme" (la nostra sezione tematica, nella quale ci occupiamo ogni volta di questioni urgenti all'interno del panorama culturale contemporaneo), abbiamo indagato l'influenza esercitata dall'arte sull'industria della moda, mostrando attraverso quattro casi studio – Prada, Adam Kimmel, Comme des Garçons e Proenza Schouler – come alcuni tra i più brillanti sperimentatori del mondo della moda abbiano stabilito con l'arte un rapporto di intensa collaborazione, divenendo avidi collezionisti e produttori visionari.
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16/12/11

Make Up, cutout e cutup... A Palazzo / Brescia

 John Bock
 Francesco Vezzoli
 Ryan Trecartin
 Sue Tompkins
Vedovamazzei
 Maurizio Anzeri
Jamie Isenstein

Jamie Isenstein
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Di Mariuccia Casadio mi è sempre piaciuta la capacità - direi rara - di saper raccontare delle storia. Per chi la conosce poco o non la segue nelle pagine di Vogue Italia (a quando un libro/raccolta delle sue fantastiche doppie pagine?), deve sapere che lei ha il potere di affabulare qualsiasi cosa. Mente geniale, sensibile e acuta, Mariuccia ha curato alla galleria A Palazzo,  'Make Up': una mostra che riflette, a mio parere,  un pò la sua camaleontica identità. Nelle sontuose sale  della galleria - dai soffitti altissimi, stucchi e dipinti storici - 12 artisti invitati a rivelare niente meno che la nostra sotterranea irrequetezza contemporanea. 
Distorte, fiabesche, camuffate, travestite, sorridenti o dal viso rigato da finte lacrime, le icone che la curatrice raduna in mostra, catturano per la loro grottesca bellezza. Volti storpiati o folletti contorti, cosmesi all'contrario o riproduzione e moltiplicazione del sè, mettere l'io al centro o spostarlo senza sosta all'infinito. Ci sono i volti ricamati di Maurizio Anzeri, quelli glam e piagenti di Vezzoli; quello preso a martellate dei Vedovamazzei, quelli con protesi di Schinwald, quello truccato di Bock, quelli tagliato di Stezaker, quelli diafani di Reid, quello bellissimo di Hempel ecc ecc. Nel buio delle sale, tra i corridoi della gallria, all'ombra e a volte nascoste, le opere mostrano 'modelli umani ripresi e perfezinati dal tocco di alcuni artisti di oggi, l'instancabile ricerca di bellezze ideali, fuori dai canoni, a misura di sè. " Doppioni, doppelganger, ombre di se stessi o motteggi di altre e irraggiungibili modelli, le opere raccontano dell'ansietà intrinseca alla ricerca dell'armonia e perfezione.
Scelte coerenti, opere affascinanti e imprevedibili, alcuni artisti che non conoscevo... la mostra mi è piaciuta e la consiglio. 

A Palazzo Gallery 
MakeUp a cura di Mariuccia Casadio

Maurizio Anzeri - John Bock - Dr. Lakra - Lothar Hempel - Jamie Isenstein - Alan Reid - Markus Schinwald - John Stezaker - Sue Tompkins - Ryan Trecartin - Vedovamazzei - Francesco Vezzoli 

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 Mariuccia Casadio, le due direttrici di A Palazzo Francesca Migliorati e Chiara Rusconi , Maurizio Anzeri, Milovan Farronato e Rita Selvaggio
 Luca Stoppini, Paolo Gonzato e Stefano Migliore, Loredana De Lillo, Chiara Fumai
 Beniamino Marini e Serva Barni, Paola Manfrin, Mariuccia Casadio, Marta Pierobon

07/06/11

Fondazione Super-Prada

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Super spazio, perfetta ristrutturazione, grandi opere, buon ritmo, atmosfera rarefatta... all'insegna dei superlativi l'arrivo della Fondazione Prada in laguna. Dopo anni di mostre ospitate alla Fondazione Cini (isola di San Giorgio), la maison milanese trova finalmente una bellissima dimora per la sua collezione rieditata per l'occasione. Nonstante la tappa fosse da cerchiare nell'agenda durante i giorni della Biennale, in molti hanno snobbato l'appuntamento, optando per mete meno prevedibili e più di 'ricerca'. Peccato, perchè la mostra è bellissima, perfettissima ecc. ecc. ma, in effetti, non riserva molte sorprese. Nulla toglie che una visita direi che è d'obbligo. Da fare magari durante l'estate, quando non c'è nessuno in giro. Le sale Scarpitta/Fontana/Manzoni tolgono il fiato: elegantissime. Cappelletta San Francesco Vezzoli... lascia un pò a desiderare...ma al massimo vi strappa un sorriso vedere il 'fresco di santità' ammiccare un bacino al mezzo busto al suo fianco. Potenti i massi di Anish Kapoor tra il colonnato del piano terra, così come le due installazioni di Damien Hirst 'Waiting for Ispiration, Blue' e 'Waiting for Ispiration, Red' al primo piano.

* Photo: Attilio Maranzano
Courtesy: Fondazione Prada

12/10/10

Il morbo italiano a Grenoble... Part Two

Piero Golia, Marzia Migliora
Marzia Migliora
Patrizio Di Massimo
Meris Angioletti
Massimo Grimaldi
Francesco Vezzoli
Rä di Martino
Renato Leotta
Salvatore Arancio
Paola Pivi
Francesco Gennari
Manuel Scano
Patrick Tuttofuoco
Riccardo Previdi
Andrea Sala, Martino Gamper, Massimo Grimaldi
Martino Gamper, Patrick Tuttofuoco e Alex Cecchetti
Alex Cecchetti
Andrea Sala
Alberto Tadiello
Giuseppe Gabellone

Entriamo nella seconda parte della mostra. Aprono le danze il tappeto di Marzia Migliora 'Vado così forte in salita per abbreviare la mia agonia', l'unicorno cromato di Piero Golia e le foto di Linda Fregni Nagler. Alle angosce di Marzia Migliora anche il secondo locale. Segue un'intera stanza dedicata a Patrizio di Massimo con il video culo nero-faccia bianca/culo bianco-faccia nera dal titolo esplicativo 'Faccetta nera, faccetta bianca'. Pendant al video un testo che fa parte dell'opera 'The Negrus Said: give me the lion, keep the stele!', che parla di colonialismo, razzismo, immigrazione ecc.
Elegante la stanza con dei lavori, quasi tutti a parete: la famosa opera della Pivi degli animali bianchi, le foto in bianco e nero di Renato Leotta, l'autoritratto tra un quadrato e un rettangolo di Francesco Gennari, le tenebrose foto di Marinella Senatore e le incisioni di vecchi paesaggi su carta di Salvatore Arancio. Nel corridoio una oramai classica installazione di Meris Angioletti che su delle piccole lastre riporta un testo di Kracauer su Edgar Allan Poe sovrapposto, dunque illeggibile.
Insomma vi sto facendo un'infilata di descrizioni approssimativa di opere che, per lo più, conoscete già. Di fatti, nonostante il comunicato stampa ostenti che molte opere sono state 'create appositamente per l'occasione', in realtà il 70% dei lavori sono stati concepiti per altre mostre e progetti. Penso all'oramai storico e sconvolgente lavoro di Massimo Grimaldi Images of Extreme Birth Deformities Caused By U.S.A. Depleted Uranium Bombs Shown On Apple iMac, alle più recenti, ma non meno conosciute fotografie di Giuseppe Gabellone Untitled o alle (stanchissime e forza di girare) testine di Patrick Tuttofuoco Three Wise Monkeys.