29/02/12

What's Up... Milano dal 29/02 al 03/03

VAVA - Caleb Considin
Toilet Paper (Maurizio Cattelan & Pierpaolo Ferrari) @ DOCVA (Careof & Viafarini) 
Brenna Murph, Gloriamaria gallery
CIAO, Thomas Berra alla Room
Alexander Tovborg, Brand New Gallery
Francesca Gabbiani, De Cardenas
 
Peep-Hole 
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Oggi, 29 febbraio,  a Milano:
Alla Room Arte Contemporanea, la personale di Thomas Berra: CIAO! "'Ciao' e' un progetto nato per Room Galleria: una mia riflessione sul saluto e sui rapporti umani. Il 'ciao' e' una parola reiterata, quasi abusata, che pero' ci identifica nel mondo, tanto da essere ormai internazionale." T.B.
Invece in Via Panfilo Castaldi, nello spazio Peep-Hole: Take The Leap. L'annuale Benefit Show che presenta al pubblico oltre 40 opere di artisti italiani e internazionali donate con la finalità di raccogliere i fondi necessari per sostenere le attività di Peep-Hole.

Domani, 1 marzo, al Museo del '900 ci sarà la presentazione del progetto del DOCVA per dare 'una prospettiva indedita dell'arte contemporanea'. La giornata parte alle 12.00 con la Conferenza Stampa, dalle 14.00 alle 18.00: Visione Portfolio (Chiara Agnello e Milovan Farronato). Alle 18.00, presentazione delle attività del DOCVA con  Patrizia Brusarosco e Mario Gorni. Conclusione alle  18.30 con  'Azione' di Dragana Sapanjos: Sinking, coro per 20 voci.
Nello spazio VAVA (Piazzale Lavater, 2) Caleb Considin.
Alla Galleria Monica De Cardenas, la personale di Francesca Gabbiani LOOKOUTS.
Doppia personale alla Brand New Gallery di Ori Gersht  "Still and Forever" - Alexander Tovborg,   "Giverny".
Alla GloriaMaria Gallery, Brenna Murph ~hieromesh~trance`scribr~~> 

Sabato, 3 marzo, allo Spazio Concept in via Forcella, PRE - DELAY /// happening by NABA SOUND a cura di Igor Muroni. Giornata di presentazione dei progetti degli studenti gravitanti attorno al Naba Sound. Igor Muroni presenta, a partire dalle 14.00, un Temporary Event che si svilupperà sul suono e sul rumore come strumenti di partecipazione sociale.
PRE - DELAY /// happening by NABA SOUND 

28/02/12

Girare attorno al punctum... Onorato ✷ Krebs

Piano Player, 2010
Book Cam, 2011
Demolition, 2012
Ghost 3, 2011
Sculpture Workshop 1 – 5, 2012
Veduta dell'installazione
 
 Studio Universe
 Taiyo Onorato & Nico Krebs, End of an Era 2012
Per tutte le foto courtesy Galleria Riccardo Crespi e gli artisti
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Nel giorno dell'opening, il 24 febbraio scorso, ho chiesto  a  Nico Krebs perchè c'era una fotografia che, apparentemente non c'entrava niente: un ragazzo che suona il pianoforte mentre una ragazza nuda lo abbraccia. L'artista mi guarda un pò perplesso. Forse ha pensato: ma tra tutte le domande che poteva farmi sulla mostra, mi doveva fare proprio questa?
Nico non mi ha risposto o meglio ha borbottato che la mostra affronta il tema delle visibilità, dei punti di vista che ruotano. Il girare probabilmente delle prospettive visive, delle percezione. Ma anche dei concetti..
La mostra che i due artisti svizzeri Taiyo Onorato & Nico Krebs, TONK, pensano per la galleria Riccardo Crespi, 'End of an Era', si sviluppa in effetti sul doppio potere del mezzo fotografico: quello di registrare immagini - e dunque punti di vista - ma anche creare visioni.
Nelle tre immagini dal titolo 'Ghost', un meccanismo ruotante crea un'immaginaria costruzione ambientata in un bosco. Lo stesso meccanismo di immortalare un oggetto che gira su se stesso, lo si ritrova nella serie 'Sculpture Workshop'.
Tra queste due serie, un donna che nuota in un mare che sembra inquiostro e un universo simulato in uno studio fotografico. 
Queste immagini assorbono l'attenzione, incuriosiscono per l'ambigua ambientazione che Tonk creano volta per volta per simulare dei fenomeni percettivi. In galleria anche delle macchine fotografiche costruite con materiali insoliti come la ceramica e il legno. Una in particolare, considerabile come una vera scultura, è fatta da una serie di libri incollati assieme.

I due artisti ribadiscono in modo magnifico il potere magico della fotografia di materializzare dei fantasmi, siano essi persone, mostri, architetture, sculture, piante, muri. Svelandoci anche i trucchetti di questa messa in scena - il meccanismo elettrico che fa girare la struttura, il firmamento che altro non è che un pezzo di carta, ecc. - TONK ci rassicurano che, la proclamata morte della fotografia analogica alla fine non è del tutto credibile.
Coerenti, ci portano in fondo a questa loro indagine percettiva-magica per poi lasciarci con un abbraccio che non c'entra niente, ma che in modo quasi romantico ricorda quel tanto studiato 'punctum', ossia l'aspetto emotivo che, irrazionalmente ci colpisce. 

27/02/12

Photo Report / Kaarina Kaikkonen / Huma Bhabha / Collezione Maramotti

Kaarina Kaikkonen,  Are We Still Going On?, veduta della mostra. Collezione Maramotti, Reggio Emilia, Ph, C. Dario Lasagni

Kaarina Kaikkonen, We Are All in The Same Boat, 2008 - Eskilstuna Art Museum, Eskilstuna (Svezia)
 
Kaarina Kaikkonen, And It Was Empty, 2007 - Art Museum, University of Wyoming, Laramie (WY, USA)
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Kaarina Kaikkonen 
Are We Still Going On?

Pensata per la ex fabbrica di abbigliamento Max Mara, ora sede della Collezione Maramotti, la grande installazione Are We Still Going On? di Kaarina Kaikkonen segue e accompagna la struttura compositiva dell’edificio, esempio peculiare di architettura brutalista e organicista degli anni Cinquanta.
L’installazione si compone di due strutture simmetriche che evocano lo scheletro di una grande barca. La semplice carena è sezionata in due parti che si sviluppano dal soffitto fino a tangere il pavimento, con un medesimo ritmo compositivo semicircolare realizzato con abiti annodati tra loro. Per la scelta dei colori che delineano le due strutture complementari, gli abiti suggeriscono un dialogo simbolico tra il maschile e il femminile: chiari da un lato, dai toni più freddi dall’altro. Dal tutto emana una combinazione coloristica di armonica bellezza.

(da CS)
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 Huma Bhabha, Players, Veduta della mostra Courtesy: Collezione Maramotti Ph. C. Mattia Quartieri
 Huma Bhabha, Count, 2006, legno, polistirolo, ferro, rete metallica, argilla, collage e acrilico
Courtesy Collezione Maramotti
 
Huma Bhabha,  Humwawa, 1995 - Courtesy of the artist and Salon 94 Gallery
 Huma Bhabha, Untitled, 2011 - Courtesy of the artist and Salon 94 Gallery
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Huma Bhabha 
Players 

"Mi sono sempre piaciuti i film horror e di fantascienza. Mi ricordo di aver visto Star Trek da bambina e dopo di essere stata influenzata da 2001: Odissea nello spazio. Poi, mano a mano che il mio lavoro si sviluppava e mi rendevo conto che esso aveva affinità con i film di David Cronenberg o quelli della serie "Alien", iniziai a esplorare la fantascienza in maniera più profonda. Divenne chiaro che i temi affrontati dal genere – lo stato del mondo, il futuro e il destino degli esseri umani – avevano corrispondenza con i miei interessi e sensibilità. Quando guardavo film e fumetti di fantascienza, mi appariva chiaro come gli artisti che li creavano si servissero di maschere africane e dell’arte di altre epoche e culture per sviluppare i loro personaggi. Così iniziai a comprare maschere di plastica dozzinali per usarle come armature per sculture fatte a maschera molto più elaborate che incorporavano carta pesta, pasta per modellare e oggetti di recupero.
A queste opere seguì alla fine degli anni ‘90 una serie di sculture più intime, sacrari personali in scala ridotta, realizzate con materiali di recupero e oggetti che dipingevo o alteravo. I tempietti avevano una qualità figurativa, quasi paesaggistica che anticipava i lavori più recenti, ma non avevo ancora pensato di poterli costruire in un modo più aperto e meno rifinito."
  
"Il mio processo aveva sempre avuto un inizio, una parte centrale e una fine. Mi resi conto invece che ora potevo fermarmi quando trovavo qualcosa che mi interessava. Questa scoperta trasformò il mio lavoro, potevo lasciare le cose più aperte e grezze, con maggiori spazi nei quali gli osservatori potessero entrare a piacimento." 
Huma Bhabha
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Le mostre personali di Huma Bhabha e Kaarina Kaikkonen, sono ospitate alla Collezione Maramotti (Reggio Emilia) fino al 15 aprile 2012.

26/02/12

Coming soon... TONK

Taiyo Onorato & Nico Krebs Twin Rotation, 2012 2 (detail) Courtesy Galleria Riccardo Crespi and the artists

25/02/12

What's Up...Venezia

 Andrea Napolitano Ospedale al mare, 2012
 Giovanni Giaretta Senza Titolo (Studio per un ritratto), 2012
Lia Cecchin, Già dimenticata, 2012 
Tre artisti  della collettiva Lunar Park - Gli artisti degli Atelier Bevilacqua La Masa
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Alcune tappe e luoghi a Venezia. Cosa fare in questi giorni...
 
Fondazione Bevilacqua La Masa
Galleria di Piazza San Marco, Lunar Park, mostra collettiva di giovani artisti. Link

Palazzetto Tito, mostra in corso, MyDetour, Link
Inoltre al più presto verranno senz'altro organizzati gli artist's talk per i nuovi Artisti in residenza presso la fondazione e forse anche degli open studios. 
EAV  Programma 2012, Link 

Sale Docks
Mostra collettiva in corso, Open 4, Link
In data da definire, ci sarà anche un incontro con Dora Garcia.


Galleria A+A  -  Centro Espositivo Sloveno / SINGLE
 Daniele Pezzi, Blow Holes, della series Until the end of the world, 2010, polaroids
 Davide Bertocchi
 Dragana Sapajnos
Andrea Dojmi 
Artisti della collettiva ospitata alla Jarach Gallery
 Galleria Upp
 
Andrea Frank, System, Galleria Michela Rizzo
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GALLERIE:
Parlour door - Mostra di soli 3 giorni ospitata all'interno di una casa Link
Galleria A+A  -  Centro Espositivo Sloveno  SINGLE | Un progetto collettivo orchestrato da JAŠA Venezia | 23 marzo > 16 aprile 2012  Link
Galleria Upp Link
Jarach Gallery  Mostra in corso: Notes on Camps a cura di Andrea Bruciati. Opere di Davide Bertocchi, Dragana Sapanjos, Andrea Dojmi e Daniele Pezzi. Link 
Galleria Caterina Tognon  Link

Galleria Michela Rizzo  Mostra fotografica di Andrea Frank, System Link
Galleria MOdenArte Link
 
SPAZI VARI:

Querini Stampalia - I fratelli Lumière e le origini del cinema: PDF  Link 

CZ95 - Il centro Culturale Zitelle non ha ancora pubblicato la nuova programmazione nel sito.
Serra dei Giardini

DNA projectsbox - Spazio che avrai avuto modo di conoscere ad Artissima Lido Link
Metri Cubi - Sede per lo più per concerti ed editoria
  

Tonolo è la pasticceria che fa le frittelle più buone di tutti, Link
  

A Vicenza inaugura la mostra Indoor di Michele Bazzana a cura di Daniela Zangrando al Monotono Contemporary Art  (26 febbraio – 12 maggio 2012

Utile per essere aggiornati su mostre, eventi e appuntamenti a Venexzia www.branchie.org

(Grazie a Lia Cecchin, per la collaborazione)
INDOOR, Michele Bazzana - Vista dell’allestimento, Monotono Contemporary Art, Vicenza

24/02/12

Kerstin Brätsch e Adele Röder

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Queste due giovani signore - Kerstin Brätsch e Adele Röder - si sono inventate nel 2007, DAS INSTITUT: un'immaginaria agenzia di Import/Export. Leggendo scopro che da cinque anni, la lo ro ricerca artista si interroga sul ruolo dell'artista nell'era del capitalismo globale attraverso l'appropriazione della logica concettuale sottesa alle strategie delle multinazionali. 
Come sintetizzano tutto ciò con il loro lavoro/prassi/metodo?
Funzina così: Braetsch prende a prestito, per un suo dipinto, delle immagini digitali della Röder Questa a sua volta riprende lo stilema elaborato dalla compagna d'azienda e lo riporta su tessuto o in un poster. L'opera d'arte perde le sue tracce lasciando tracce un po' dovunque. 
In occasione della loro mostra da Giò marconi e Kaleidoscope, le due artiste chiamano ad intrecciarsi con i loro decori, un'altra coppia di creativi, Martino Gamper e Lydia Rodrigues. Ma in realtà, leggendo il CS, la lista di collaborazioni è molto più lunga, tanto da sembrare la lista di nomi di un'opera teatrale dove ognuno ha un suo ruolo.

Vedo la prima parte della mostra da Giò Marconi,  Glow Rod Tanning with..., prima personale di Kerstin Brätsch. Per l'occasione l'artista presenta nuovi dipinti su mylar (pellicole di poliestere), esposti attraverso l'uso di magneti, barre metalliche o su strutture autoportanti parzialmente illuminate da luce al neon. Subito osservo queste grandi pitture  apprezzando la rapidità della tecnica, i colori psicadelici, le forme casuali. Mano a mano che mi inoltro nella sale, ricostruisco la logica sottesa all'azienda DAS INSTITUT. Muri separatori nascondono al loro interno dei neon e delle pitture. Dietro ad una parete, quasi nascosti, a tutta altezza grandi pezzi di seta decorata con motivi grafici.
In una sala più piccola, scenografia a 8 mani: due video sbilenchi, un semi cerchio al neon, delle lampade abbronzanti (peccato, le vedo spente!), dei tavoli bassi di Gamper. In un'altra sala un palcoscenico caduto - che altro  non è che una parete divisoria stesa per terra. E' stata ricostruita con assi che non coincidono, scaffali e mensole che proteggono delle pitture arrotolate. Ad un capo di questo scaffale, l'angolo di un pannello con del lettering, probabilmente proveniente dallo smontaggio di una mostra in galleria (Fukuyama).
Dei neon bianchi e beige, una grande tendaggio di seta stampata. Tante tele fluttuano uno sull'altra. Motivi decoratici floreali, optical, scritte, ritornelli a cornice, follia. 
Sì, il tasso di follia di queste giovane signore che vogliono deridere (?), sfidare (?), assecondare (?), emulare (?) il sistema capitalistico mi sembra molto alto.
Questa estetica banalmente descrivibile come post-post anni '80, post moderna ma senza forbici e colla, ma mela C mela V, alla fine mi piace. Il discorso pittorico di Kerstin Bratsch mi convince anche se non so esattamente perchè. Che sia il frutto di una consapevolezza collettiva che mi sfugge ma a cui appertengo?  
L'artista esordisce nel comunicato stampa con ....
Il tema: la sofferenza della pittura. 
Lo Scopo: gettare luce schiacciante sulla pittura.
Un dipinto chiede sempre, brama, di "essere nella giusta luce" (per trovare il suo posto al sole...)
I dipinti trasparenti sono esposti alla luce artificiale - alla luce aggressiva. Backstage light. Sono analizzati e selezionati. E come una radiografia  ciascun dipinto DEVE fallire - fallire la sua bellezza - perchè nulla è celato. 
Ci sta questo delirio un pò sconclusionato. Ci sta che lei dipinga come una macchina industriale, ci sta anche che i collezionisti che acquistano i suoi dipinti,  possano - spostando i magneti -  modificarli a seconda del colore del divano o del tappeto. o dell'umore.  Un opera, 5 fogli trasparenti dipinti:, 4 magneti: tante possibilità di avere un opera modificabile a piacere. 
La leggerezza con cui queste artiste giocherellano con sistema/i, storia e società mi diverte.
Passeggiata al sole per raggiungere lo spazio di Kaleidoscope che ospita ADELE RÖDER with Lydia Rodrigues COMCORRÖDER. Adele promuove in Via Masera un vero e proprio temporary shop con capi di abbigliamento personalizzabili attraverso la scelta di tessuti e stoffe da lei ideati, sull' esempio di Sonia Delaunay (andate a vedere la bellissima mostra di questa artista geniale alla Fondazione Marconi, fino al  31 marzo). La Röder si prefigge di "superare la rigidità del tesuto, la sua natura inanimata, regolare astratta e spiegare le sue forme su un corpo femminile - anzi no - sulla superfice del mondo." Non mi preoccupo se ci riesce. Ho ricordi di storia del costume e, questa fida è da secolo che molti stilisti si preoccupano di affrontare e non solo con gli abiti, ma anche in seno ad un concetto di abito molto elevato. Osservo, invece, le curiose 'fantasia' delle sete svolazzante dal soffitto al pavimento. Macchinosa l'installazione degli abiti irrigiditi.
Unisce tutto, indealmente, le realizzazioni di Martino Gamper disseminate in entrambe gli spazi.


Prossimi eventi:
Lucas Knipscher / DAS INSTITUT
AD Photo shoot
27.03.-31.03.2012
UNITED BROTHERS / DAS INSTITUT EVENT
One year Fukushima Anniversary
11.03.2012