18/12/11

Gesto, azione e uso della parola / workshop di Italo Zuffi al DOCVA

Officine dell’arte
workshop di Stefano Arienti e Italo Zuffi 
Italo Zuffi ha proposto un laboratorio strutturato attorno all’utilizzo del corpo come mezzo e luogo espressivo, rivolto soprattutto a chi fosse stato interessato a maturare una pratica performativa, con la possibilità di sperimentare tra gesto, azione e uso della parola, fino alla creazione di oggetti o all’intervento installativo. Nel corso degli incontri, l’esercizio, la discussione e il pensiero sono stati sviluppati tenendo fermo il concetto di non-spettacolarità, definendo inoltre una serie di parole o temi nei quali potersi riconoscere, e utilizzati per l’elaborazione di manifestazioni intense e personali.
Artisti partecipanti: Sara Benaglia, Filippo Berta, Ilaria Cuccagna, Gianluca Concialdi, Mariana Ferratto, Tony Fiorentino, Alessandro Laita, Serena Osti, Ambra Pittoni, Iacopo Seri, Francesco Sollazzo, Alberto Venturini, Andrea Mineo e Giada Lusardi.

Careof / DOCVA / Viafarini
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27 commenti:

  1. alzo e sollevo il braccio, si sposta verso la bocca, la mano si apre, la copre timidamente. pardon, uno sbadiglio.

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  2. Viva viva i uorc sciòp18 dicembre 2011 alle ore 19:59

    Io invece ho fatto le mie scale tre alla volta, mi son steso sul divano, ho chiuso un poco gli occhi, e con dolcezza è partita la mia mano.

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  3. Italo Zuffi ha tutto il diritto di essere quello che è e che ha dimostrato di essere. Ma perché tutta quella gente non vede l'ora di tornare all'asilo?

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  4. commenti esilaranti grazie. muoio dal ridere...

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  5. ah, ma vuoi dire che questo blog è PARTE INTEGRANTE della performance, come diceva Jacopo Miliani?
    Quindi mancavano le risate, questo di sicuro.

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  6. per anonimo del 19 dicembre: l'unica "tossicodipendenza" che leggo è quella di chi, rifugiato dietro la tastiera, impregna di livore le proprie parole (ad esempio le tue). per nascondere: insuccesso personale e codardia esistenziale

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  7. insuccesso e codardia20 dicembre 2011 alle ore 13:22

    Ciao, sono rifugiato dietro la tastiera. Ho troppa paura. Mi potete aiutare con un workshop per favore.
    Grazie mille.

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  8. mi dispiace dovrai attendere il prossimo anno. le iscrizioni si chiudevano a giugno scorso. spero riuscirai a cavartela ma, nel frattempo, puoi assumere qualche tranquillante o, più semplicemente, fare qualche passeggiata.

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  9. sì, dai, questi giovani sembrano posti fra tossicodipendenza e asilo, per favore. Ancora le torrette d'avorio anni 90. Basta vi prego. Certo è che il DOCVA con il suo Milo è l'espressione più deprimente del sistema e di una generazione giovane ed arrendevole in un paese per vecchi. Ma dove diavolo è Luca Rossi quando serve?

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  10. Secondo me, quando l'orrore è troppo evidente, anche Luca Rossi esso stesso non ce la fa. Sente l'eco prevedibile della NonniGenitori Foundation + tracce di Ikea premontata proprio negli scaffali in ferro. Vorrebbe dire che la deriva provinciale internascional ha rovinato i nostri ragazzi, ma non ci crede più neanche lui. Vorrebbe dire il pubblico! il pubblico!!! ma poi gli cascano le braccia a pensare che questi ipnotizzati potrebbero essere loro stessi del pubblico e quindi tace.

    Vedrai, dopo di me, dirà: no no no, anzi, questi ragazzi mi piacciono perché...

    dai LR, prendi le gocce e dicci un po'.
    Ci manchi, come la neve a Natale.

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  11. Si', anche a me sembra che sia una sorta di ermetismo esistenzialista su torri d'avorio, ma giudico solo da quelle poche immagini e dal video. Quando vedo queste cose, o quei giovani artisti e curatori che giocano al grande fratello in residenze internazionali e nazionali dentro a fondazioni sovvenzionate dai "vecchi" di un paese per vecchi, mi viene sempre in mente questo video:

    http://www.youtube.com/watch?v=5sXXErzHxVs

    Ciò detto credo sempre ci siano strade alternative e più efficaci, ma non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. :-)

    lr

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  12. Ajo Luca, ma quale ermetismo esistenziale. L autentico esistenzialista ha orrore non solo della parola ma di qualsiasi atto , diversamente nominato, perché è consapevole della loro assoluta inadeguatezza nel rispondere alle sue domande dei perché siamo nel mondo.
    Qui nonostante i proclami di abiura a ogni dogma di spettacolarità, ci si mette ugualmente in scena con l evidente e scontato fine del : qualcosa deve pur accadere.
    Qui si fa mostra di FATTICITA , e si riempie in curriculum.
    Un Maddoff qualsiasi senza avvedersene creerebbe molte più conseguenze ma nessun curatore saprebbe registrarlo nelle mappe della creatività linguistica perché LARTE ha fissato i suoi confini.
    Ciao Luca.
    Marras

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  13. Ecco, mi sembra interessante l'idea del 'creatore di conseguenze'. I giovani, la carne da workshop, è l'anello inerte della catena dei non-avvenimenti, ma la direzione ne è responsabile.
    Italo Zuffi è consapevole di essere del tutto ininfluente, sterile di 'conseguenze'?
    E, come diceva qualcuno là sopra, il DOCVA ha capito che con questo genere di curatela connivente può solo aspirare alla sparizione?

    Meglio, molto meglio, una bella proiezione di film, proprio come suggerisce LR.

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  14. Uhhhh, quanto astio in questi pensierini scritti…. In ogni caso, solo un chiarimento: si è trattato di 2 laboratori: uno condotto da Stefano Arienti per Viafarini; l'altro, condotto dal sottoscritto per careof. Le immagini qui sopra si riferiscono al secondo. Rinunciare alla "spettacolarità" non significa evitare un incontro con il pubblico, momento attraverso cui verificare il proprio pensiero e le proprie azioni. Di certo lo scambio sarebbe più interessante se questi commenti venissero lasciati da chi la presentazione al careof l'ha vista di persona.

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  15. Certo, ma non torturiamoci sempre con questo assioma: se non c'eri non può dire una parola, dal vivo è tutta un'altra cosa, eccetera eccetera.
    Prendiamo questo spazio per quello che è, un blog su cui confrontare punti di vista e avere spunti per capire che succede in giro. Sta a voi che pubblicate o lasciate pubblicare provare a calibrare meglio i materiali proprio perchè le incomprensioni siano ridotte al minimo.

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  16. Ti invito a rileggermi: non parlo di proibizioni, ma semplicemente di una maggiore messa a fuoco. In ogni caso, è sempre esercizio difficile quello di "ridurre le incomprensioni al minimo" commentando un'immagine e non l'esperienza diretta che l'ha generata. Certo ce la si può fare, ma occorrerebbe utilizzare altro che non un desiderio antagonistico fine a sé stesso.

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  17. Cosa le fa pensare Zuffi che si tratti di astioso antagonismo? Certamente é positivo che si abbia verso il proprio lavoro la dovuta stima ma lei , in quanto attore dell avvenimento in questione, dovrebbe avere l'onere di spiegarlo in modo più approfondito, tale da supplire le deficenze insite nel mezzo blog.
    Reagire , come ella ha fatto, non favorirà il suo lavoro che rimarrà pertanto assorbito da una mera fatticita'.
    Buona sera
    Marras

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  18. Signor Marras, ma lei si è preso il tempo di leggere anche tutti gli altri commenti, e non solo il mio ultimo? Lo faccia. Poi forse deciderà di riformulare il suo alla luce dei facili insulti con cui un gruppetto di poveri astiosi si colora le giornate. Detto questo, io proprio non sento di avere nessun onere: troppo comodo scaricare sull'altro la responsabilità della propria limitata (perché non esercitata) capacità d'analisi. Non si limiti a accodarsi a toni denigratori. Non si limiti a giudicare dalle immagini. Si organizzi, vada a vedere la mostra, cerchi di capire il processo che ha portato a realizzare quei lavori, ascolti che cosa è accaduto durante gli incontri del laboratorio. Insomma, faccia fino in fondo il suo dovere di essere pensante.

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  19. Siamo alle solite: il criticato vede astio e livore da chiunque non clicchi 'mi piace' e immancabilmente risponde: non c'eravate, se ci foste stati avreste capito, apprezzato, mi avreste cosparso di rose, ecc. ecc.
    Ormai è un cliché.
    Leggendo TUTTI i commenti in realtà si nota la volontà di prendere spunto da quello che si può capire - e non è difficile, anche senza teletrasporto - e farne un discorso parallelo, che prescinde dalla qualità dell'artista Zuffi.
    Ho letto che si parla della catatonicità dei giovani, del lassismo curatoriale, della struttura culturale del DOCVA e non c'è nemmeno una riga sulla bellezza o meno della performance.
    Quindi perché offendersi?
    Nessuno è entrato nel merito, così come tutti si sono ben guardati dall'assistervi. Senza astio, senza livore, senza rancore, per pura indifferenza.

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  20. Guardi, Tips_and_Tricks, nell'ordine: mi attribuisce desideri (in particolare la 'cosparsione di rose') che non ho. Sul tono dei commenti: evidentemente nel leggerli ne ha saltato qualcuno. Sull'assenza di righe sulla bellezza o meno delle performance ha ragione e per questo, dopo averle viste o essersi documentato, le propongo questo: perché non le aggiunge lei?

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  21. Zuffi, non si offenda se glielo dico ma Lei è in errore.
    Glielo dico, beninteso, senza nessuna ombra di insolenza o peggio, sciocco spirito di contraddizione ma, essenzialmente, perche' a fare le spese delle sue parole, E' SOLO l'Evento di cui ella è ispiratore e, se mi è consentito aggiungere, genitore, considerata la sua plateale discesa in campo.
    Non è per abitudine ma ritengo sempre corretto, prima di scrivere qualsiasi cosa, leggere ogni testo con i relativi commenti e, proprio avendo riguardo a questi ultimi, non ho ravvisato in essi niente che possa offendere la Sua Persona;
    amenoche', se proprio la vogliamo dire tutta, lei non confonda le critiche che le sono state avanzate (certo al limite dell'ironico, pur dettate dalle insufficienze che le ho fatto notare) come un delitto alla sua immagine. Ma credo che sia troppo intelligente per fare questa ingiustificabile confusione.
    Tuttavia, a parte questo, che comunque Non ritengo Non essere un aspetto marginale, quello che trovo significativo nella disamina del dibattito che si è aperto, è che è proprio Lei, Zuffi e, mi perdoni cio' lo trovo ancora piu' ironico che, senza neppure rendersi conto ha chiuso quell'Evento, definito nel testo, PERFORMATIVO e legato alla trinita' Gesto - Azione - Uso della parola in una Gabbia, estemporanea , inseparabile e da un istante e da un luogo gia' stabiliti in partenza. Detto papale papale, quello che avrebbe dovuto rappresentare un oltre, dell'opera, con il coinvolgimento non solo dei protagonisti (gli artisti preposti a ogni singola azione) ma anche di coloro venuti a conoscenza attraverso la loro presenza, E' stato consegnato alla sua mera Settorialita' di genere Mostra.
    Tutto nasce li' dentro e li' dentro perisce. Amen.
    Allora a quel punto Lei, completa il disastro, negando al sottoscritto ed a tutti coloro che leggono il blog, una possilita' di comprendere e chissa', portare a compimento quella Trinita', attraverso una discussione serena dei suoi contenuti.
    Solleva il suo magnifico ponte levatoio e con questo (contraddizione in termini) da vita' ad una seconda Morte.
    Arrivati a questo punto, caro Zuffi non c è proprio niente da aggiungere, contento Lei non mi rimane altro che garbatamente salutarLa.

    Marras

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  22. Per favore, una sola cosa: ABBIATE RISPETTO DELLA LINGUA ITALIANA. Usate i punti ogni tanto e non solo le virgole, o almeno un punto e virgola.

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  23. ATTENZIONE! Se scrivete dei commenti troppo lunghi, è probabile che vadano a finire nello SPAM! Dunque date sfogo alla vostra capacità di sintesi
    :)

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  24. Eh, ma ci sono i pronomi da scrivere Maiuscolo, le sottolineature per evitare che Zuffi si arrabbi, i sottili distinguo per fargli capire che..., e poi qui tutti odiano le performance.
    Guarda la classifica Bordi: Miliani e Presicce tra i primi tre più commentati. Non ci si dà pace per quanto è brutta e inutile questo genere di performance, quella sì che è SPAM.

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  25. oh questa storia dei piu' commentati è diventato proprio un tormentone eh.
    Vabbe', trovo un po' di spazio di tempo e commento Arienti ed il suo Wal Mart fatto in casa e cosi' non si fanno figli e figliastri.

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  26. Vede Marras, non ho certo preso parte al 'dibattito' per difendere la mia persona. Se non l'ha capito, pazienza. Sull'ironia, quando c'è so riconoscerla. I primi due commenti li ho trovati magnifici.

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  27. Com'era la mostra?
    Sto cercando di documentarmi perché devo scriverne, ma purtroppo non ho potuto esserci.
    Qualcuno può aiutarmi?
    Grazie.

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