13/10/10

Il morbo italiano a Grenoble... The last one


Alex Cecchetti
Manuel Scano
Francesco Arena
Linda Fregni Nagler
Diego Perrone
Luca Trevisani
Giorgio Andreotta Calò
Rosa Barba
Lupo Borgonovo
Christian Frosi

***

Siamo all'ultima parte della mostra.
L'opening è stato 'animato' da 5 performance. Ha iniziato Francesca Arena. Mentre l'artista leggeva il testo di Povera Patria di Battiato, un ragazzo ripeteva, a suon di smerigliatrice, la canzone con il codice Morse. Manuel Scano, non stanco di ripetere la performance Untitled (False Allarm), ha dato vita ad un momento di confusione alzando e schiantando al suolo la sua scultura composta da cotone, scatole, stoffe, nastri, addobbi ecc. Linda Fregni Nagler ha raccolto un pò di visitatori per la performance Things that Death cannot Destroy che, nelle intenzioni dell'artista, "è un tentativo di trovare una forma magica che sta alle origini della storia della fotografia". L'unico appunto che potrei fare a questo progetto è che, la magia si perde un pò a causa dei tempi lunghi della performance stessa. C'è il rischio che le persone si annoino un po'... Detto questo, nulla toglie che le foto che, pazientemente, l'artista raccoglie da anni, siano di indubbia bellezza e fascino.
Ad un certo punto della serata, al suono della Ballata di Pinelli, un gruppo di persone si spostano in una zona del museo. Inizia la performance Sandrine and Vanessa interpreted by Florence and Constance di Sabina Grasso. Per quanti vogliano vedere la performance, rimando a questo link). Al di là dell'ostinazione dell'artista a voler fare citazioni colte e impegnate (il film di Godard Numero Deux), la performance ha avuto il merito di portare un momento danzereccio all'inaugurazione.
Coinvolgete e inaspettata la performance di Alex Cecchetti So thin cannot think of it (Apocalittica dello sguardo). L'artista parte dalla riflessione sul 'ritratto' per inscenare una coreografia sullo sguardo. Tre ballerini si muovevano a passi di danza tra il pubblico, muovendo dei sottili fili di ferro. Molto poetico.
***
Giuseppe Gabellone, Meris Angioletti e Luca Trevisani
Riccardo Previdi, Francesco Arena e Renato Leotta
Rä di Martino, Patrizio di Massimo, Andrea Viliani e Alessandro Rabottini

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8 commenti:

  1. Il lavoro di Andreotta Calò mi lascia basito. Quello di Frosi mi lascia di sasso. Quello di Borgonovo mi fa proprio...

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  2. io spero che i veri organizzatori (alcuni giovani curatori italiani) siano cosapevoli di operare all'interno di una pratica censoria che non riesce a guardare sinceramente e serenamente la scena italiana; spero che siano consapevoli di applicare, nel loro piccolo, metodi per cui loro stessi si indignano ogni mattina e che sono propri, in italia, della classe politica e di alcuni giornali di regime.

    LR

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  3. LR non so chi tu sia ma hai fottutamente ragione!

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  4. Cara Elena,

    penso tu ti sia sbagliata: l'opera di borgonuovo dovrebbe essere francesconi:
    http://www.galleriaumbertodimarino.com/photo_see2.php?pageNum_Foto=18&totalRows_Foto=30&artistaid=12

    Anche se sono come suggestionati dai medesimi interessi da arte povera di ritorno...

    C

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  5. non vorrei sbagliare( non ho visto la mostra), ma credo che non vi sia nemmeno un pittore tra gli artisti presenti a questa "sindrome".

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  6. Rispondo all'anonimo sul mio presunto errore. Non sicura della correttezza, ho ripreso la cartella stampa della mostra con la lista delle opere. Il guscio di tartaruga rovesciato è di Lupo Borgonuovo, ha per titolo Palude (2010), 130 x 60 x 40 cm - Courtesy dell'artista e della Fluxia Gallery (Milano). Se mi sbaglio, si sono sbagliati anche gli addetti dell'ufficio stampa!

    Concordo con l'ultimo commento sul fatto che il o i presunti curatori abbia una gran paura della pittura e del disegno. La grande 'peste' nera della pittura non ha ammorbato nessun artista post-Cattelan. Chissà...
    Mi chiedo perchè non siano stati invitati molti pittori che non hanno nè il cv meno lungo, nè meno professionalità di tanti altri in mostra.

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  7. Possibile che non si riesca ad evitare il postCattelan? Di parlate di Cattelan?Come la sinistra italiana che non riesce a smettere di parlare di Berlusconi...questi eventi hanno qualcosa di patetico.

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  8. LA PIU' PATETICA E' LA BORDIGON!

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