11/11/11

Tutto cosa?

 

Thanks Ivan!

18 commenti:

  1. Tutto lì.
    E ora svegliamoci magari.

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  2. vale la pena di citare l'ultima copertina dell'economist "that's all folks".
    http://www.notizieitaliane.it/wp-content/uploads/2011/11/silvio-berlusconi-economist-cover.png
    si parla di silvio e non di maurizio ma il crepuscolo pare sia arrivato per entrambi.

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  3. MC (come al solito) ha alzato al massimo il grado di rischio sul sistema dell'arte: costringendo il Solomon R. Guggenheim Museum a prendersi crico in tutti i sensi (fisicamente sulla struttura dell'edificio) di TUTTO il suo lavoro, e costringendo i collezioniti a dover assicurare i loro investimenti con polizze corpose. In pratica se cade qualcosa, o peggio cade TUTTO, il danno finanziaro nn e' indifferente.

    Penso che TUTTO si risolva in questa trappola, che questo sia il senso dell'installazione, il resto son solo immagini che lui ha gia' fatto arrivare in 20anni di lavoro....


    F
    I
    N
    E

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  4. non l'hai ancora cancellato...
    ma sono d'accordo:
    perchè se la prendono con cattelan che RAPPRESENTA il suo tempo e il suo paese, come faceva Picasso con Guernica?
    W Cattelan
    e W questo articolo con le foto sfuocate! brillante!

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  5. poi visto che questo è l'unico posto dove si può scrivere perchè non ti chiedono la mail o altre cose che non ricordo perchè non togliere semplicemente le robe qui sotto e lasciare i commenti e basta?
    grazie anyway

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  6. di fronte alle opere di cattelan non ci si può proprio annoiare.. ben arrivato al guggenheim!

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  7. ..semplicemente, dovremmo capire tutti in questo momento storico, che non bisogna dare soldi a chi ce li ha già.. soprattutto a chi crea arte industriale, arte con lo stampino, sicura..perchè 'sovvenzionare' questo personaggio al di là del suo mercato? perchè fornirgli continua credibilità? senza il sistema dei media non sarebbe mai esistito, come tanti altri..
    al giorno d'oggi, quando prendiamo delle decisioni o facciamo delle critiche, dovremmo pensare più in maniera globale che specifica e ovattata in funzione di un settore e/o un ambito professionale, e valutare molto più attentamente le conseguenze..


    caterina da new york

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  8. cara "caterina da new york" toglimi una curiosità. hai postato il tuo commento verso le 5 del mattino...;) non è così?

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  9. questi 'meccanismi di commento' che conosco, non interessano.. volevo semplicemente avere un opinione di confronto; ma forse quello che ho esposto è troppo retorico?..quali sono le vere urgenze, ora nel 2011?

    detto questo mi scuso per la 'pesantezza'

    rosalia da andorra

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  10. Il percorso ventennale di Maurizio Cattelan ha sviluppato coerentemente un linguaggio figlio degli anni 90, figlio del presente in relazione al passato. Questo post duchampiano POP interpreta perfettamente la condizione di (più o meno costretta) superificialità del pubblico, dei cittadini. Lo stesso torpore, la stessa distrazione, lo stesso pressapochismo, lo stesso menefreghismo che hanno portato l'occidente dentro a questa crisi. Ci sono software che permettono di spostare enormi quantità di denaro in pochi secondi, producendo ricchezza senza creare lavoro, senza portare benefici a nessuno. Questa è la perversione. Cattelan è figlio del suo tempo (primi anni '90) e interpreta questo aspetto anche dal punto di vista del mercato. Fa questo con grande consapevolezza e furbizia rispetto ai suoi limiti, che in questo modo rimangono ma diventano il fulcro per usare una leva.

    Questa mostra mettere realmente in difficoltà l'artista e le sue opere (molte opere così non hanno quell'incisività sempre ricercata da catty). Mette alla gogna 20 anni di carriera in modo autentico ed efficace. E' molto più ardito e coraggioso Cattelan a 50 anni che centinaia di giovani artisti italiani e stranieri, centinai di direttori di fanzine giovanilistiche, centinaia di operatori opportunisti ed incapaci.

    Luca Rossi

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  11. a sto giro la vedo come Luca Rossi

    Seven Eyes

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  12. "Ardito e coraggioso" e poi mi dici che non cerchi i Balilla dell'Arte... LR, inizi con consapevolezza e lucidità e svacchi davanti alla porta del Guggenheim.

    Cattelan è un fenomeno meteorico, volutamente sterile, nasce e muore per sua stessa ambizione. La sua abilità è indiscutibile, paragonabile senz'altro a quella di Jeff Koons o Damien Hirst, artisti amati e plasmati dai media proprio per le caratteristiche a cui fanno riferimento e che hai elencato: superficialità, torpore, distrazione, pressapochismo, tutti sintomi della comunicazione di massa che premia chi la nutre.
    Cattelan non ha mai rischiato più dello stretto necessario, proprio come chi pianifica una campagna pubblicitaria: il minimo dello scarto per farsi notare, una buona distribuzione, concetti semplici, l'alternativa per tutti.

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  13. Un artista non risolve problemi, come minimo li supera e ne crea altri. La grande condanna di Cattelan e del Pop in generale è di morire insieme alle cose.

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  14. @giorgio pavesi: condivido, ma non penso di aver svaccato. MC riesce molto bene a rapportarsi con il presente e con la storia. Cosa vorresti? Un Beuys che si attiva per risolvere i problemi del presente. Cattelan porta una riflessione profonda, o un gioco, volendo. Io credo in un POP piu' intimo, raccolto, generoso e sincero.

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  15. I problemi del POP sono chiari, e forse Cattelan vorrebbe mettere le mani avanti, cercare di risolvere il suo percorso senza essere ucciso lentamente. Uccidendosi da solo non muore. Per questa mostra le opere tendono ad essere evirate e depotenziate. Il progetto secondo me si adatta ottimamente a tutto , e anche al periodo storico dell'italia e del mondo.

    Luchetto Rossi

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  16. bisognerebbe disegnare un bel dito medio all'ingresso della mostra

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