27/11/11

Primo 'ospite' di Guestbook - Roma > Giovanni Kronenberg

Dato che invecchiare solleva il giudizio dall'impazienza della gioventù, 2011, 
vertebra di balena, argento 925 lavorato e inciso a mano
 ***
La conversazione tra Alessandro Piangiamore e Giovanni Kronenberg in occasione del primo appuntamento Guestbook: progetto ospitato nello studio di Piangiamore a Roma. 

Alessandro Piangiamore: Inizierei questa intervista da lontano: come ti senti?
Giovanni Kronenberg: Mentalmente un pò frastornato. Ieri sera sono andato a vedere Faust di Sokurov e devo ancora digerirlo. Adoro gli assolutismi e credo che sia il più grande film realizzato nel nuovo millennio.
AP: L'assolutismo non presume un'alternativa.  E' una modalità che ti appartiene?
GK: Quando devo giudicare un'opera mi piace radicalizzare il pensiero. Credo che questo comporti il privilegiare pensieri più arditi. Sopratutto in quest'ultimo periodo, non mi piace fare prigionieri.  Nella vita di tutti i giorni in realtà sono un indeciso cronico.
AP: Perchè in quest'ultimo periodo? Che differenza c'è rispetto a prima?

GK: All'inizio intellettualizzavo il mio e il lavoro altrui in maniera eccessiva. Mi ricordo che non formalizzavo un' opera finchè non ne possedevo la mappatura linguistica completa. Forse era anche dovuto ad una certa insicurezza, ma sono convinto che abbia posto le basi per come opero ora, ovvero con meno rigore matematico ed analitico. Diverse opere che realizzo oggi non mi si rivelano linguisticamente per molto tempo, alcune che ho fatto anni fa non mi si sono mai rivelate nella loro interezza. Per me, che dovevo avere la stanza dei bottoni sotto controllo, è un bel cambiamento. Era una fatica immane. Probabilmente degna di miglior causa.
AP: Al di là del lavoro, mi piacerebbe che facessi un esempio di radicalismo.
GK: Credo che oggi possa funzionare solo se associato ad un'idea di imponderabile. Come una fede religiosa, o un tumore.
AP: Vai sulla neve e raccogli dal mare. Mi sembra che tutto questo rientri poi in qualche modo nel lavoro. In mezzo che c'è?

GK: Un' accentuata misantropia che mi preserva la mente.
AP: Nessun romanticismo?
GK: No
AP: Ti ho invitato, per affinità/divergenza, a presentare un lavoro nello spazio che uso come studio e condivido con altre persone. Vuoi dire qualcosa a riguardo?

GK: Per prima cosa ti ringrazio per la tua ospitalità. Esporrò una scultura. In origine avevo elaborato anche un progetto editoriale, ma poi per vari motivi abbiamo preferito in comune accordo di accantonarlo. La scultura è una grande vertebra di balena, a cui ho fatto applicare uno strato d'argento 925 lavorato e inciso a mano con una luna.
AP: Quando abbiamo cominciato a pensarci, è emersa la caratteristica di assoluta non cura della cosa. Nessuno scrive nulla, nessuno da un'interpretazione critica. C'è qualcosa di importante che ti riguarda che, nessuno di quelli che hanno parlato del tuo lavoro ha mai colto? Intendo  qualcosa di importante per te, che ti piacerebbe fosse messa in rilievo.
GK: Questa è una domanda pericolosa perché c'è il rischio di voler privilegiare una componente caratteriale al lavoro e per me le due cose possono tranquillamente differenziarsi.
La retorica che l'artista deve essere un tutt'uno con il lavoro non mi appartiene. E' una cosa tipica dell'arte contemporanea, nelle altre forme d'arte non è così rimarcata. Alla fine della giornata devi per forza tagliarti un' orecchio e questa cosa mi disprezza.
Nel lavoro non ho argomenti da voler necessariamente sottolineare, la vedrei come una sciagura per il mio pensiero questa limitazione. Mi interessano opere polimorfe e polisemiche, mi auguro di incontrarle e di essere in grado di valutarle in maniera arricchente e radicale. 
AP: La mia domanda non era rivolta a delle peculiarità relative alla persona. Condivido l'avversione rispetto all'idea romantica dell'artista, anche perché, dopo il secondo orecchio la faccenda si farebbe grave.
Un'ultima domanda: quali opere racconteresti ad un cieco?
GK: Sicuramente dei quadri. Parlare di pittura oggi è la sfida oralmente più ardita, sarebbe un bell' esercizio per la mente di entrambi.
Guestbook#1 - Giovanni Kronenberg
Martedì 29 Novembre
ore 18.30-21.00
 
Piazza Tommaso de Cristoforis 4c, Roma (zona Portonaccio)
La mostra sarà visitabile fino al 2 dicembre 2011

13 commenti:

  1. http://www.youtube.com/watch?v=ed5YvFkcR7g&feature=fvwrel

    RispondiElimina
  2. perchè quella forma?

    http://www.youtube.com/watch?v=qUlZCP5Xed4&feature=fvst

    luca rossi

    RispondiElimina
  3. http://www.youtube.com/watch?v=hwYbBpTvBOI

    loris rodolfi

    RispondiElimina
  4. ...mi permetto di segnalarvi:"La storia di Pinocchio e' la storia di tutti noi, menzonieri inconsapevoli. E' anche la storia di coloro che cercano di passare dall'irreale al Reale, dall'immaginazione (la balena) ai centri superiori, il Mondo.
    Non e' solamente una fiaba, ma anche una magnifica storia esoterica."

    loris rodolfi

    RispondiElimina
  5. Scultura interessante! Più che altro fa riflettere su molti altri lavori contemporanei. Questa spasmodica ricerca di forme 'strane' e 'moderne', naufraga nel constatare che è già tutto in natura. Trovo molto poetico (e forse fin troppo romantico) l'aver associato un grande osso alla luna.

    RispondiElimina
  6. Divertente che ogni artista abbia inconsapevolmente il suo pubblico. Kronenberg ha questi cuori teneri dalla mano tremante che corrono su youtube a guardarsi il filmetto in tinta con la balena, pinocchio, le nuvoline... in realtà l'arte contemporanea è molto più reazionaria e ottocentesca di quanto si pensi. Amen

    RispondiElimina
  7. In realtà a me non sembra un lavoro poetico. A me sembra un bel lavoro e basta.

    Il fatto che le persone mettano link con le fonti più disparate , vuol dire che il lavoro funziona, non è portatore di una visione univoca. Bello.

    Che l'arte debba essere reazionaria per forza, lo lascierei ai discorsi degli adolescienti. Di base chi parla di arte reazionaria è o un ragazzino o un'imbecille.

    RispondiElimina
  8. Io avevo chiesto seriamente perchè era stata scelta la forma di nuvola per la placca d'argento. Grazie

    Poi chiedo anche: cosa significa dire che il lavoro "funziona"? In che senso funziona?

    lr

    RispondiElimina
  9. Chiarisco il concetto di arte contemporanea reazionaria, visto che qualcuno mi sembra che la prenda come un insulto gratuito.
    La 'reazionarietà' dell'arte contemporanea sta nella sua ostinata volontà a NON staccarsi dalle sue radici, a perseguire la sua ricerca di 'bellezza' attraverso canoni definiti, topoi collaudati e condivisi dagli artisti e dal pubblico stesso. La 'reazione' sta nel porre come riferimento all'arte i canoni dell'arte stessa.

    Detto questo, mi stupivo nel constatare quanto il pubblico contemporaneo apprezzi questo approccio e anzi cerchi di proseguirlo, indicando l'abecedario che ha a disposizione ultimamente, youtube, wikipedia ecc.
    Non è una critica al collaudatisimo Kronenberg né ai cuori di panna; mi viene in mente Einaudi, il musicista, che, inconsapevolmente, ha una marea di fan under 18 che lo trovano fantastico da rifare al pianoforte, scontrandosi con i fan di Allevi. E non sono imbecilli, ti assicuro.

    RispondiElimina
  10. ...atmosfera da Faust di Sokurov! Complimenti

    RispondiElimina
  11. non so se è più incredibile l'inconsapevolezza di Einaudi o la marea di pianisti teenager...

    RispondiElimina
  12. Eh lo so che sono notizie che colpiscono, ma chi non ci crede può controllare qui:
    http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20071215103239AACjGo2

    Yahoo Answer è in assoluto il sito più frequentato dai bimbominkia, quindi mettetevi comodi sul vasino e leggete tutte le risposte se non mi credete.

    RispondiElimina
  13. Opera enigmatica...effettivamente vorrei sapere anch' io qualche info in più dall' autore...si può?

    RispondiElimina