12/04/11

Lo spazio 'intermedio' di Neïl Beloufa


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Mi hanno fatto notare dei pompieri che spengono un edificio in fiamme, un concerto con della gente che si butta da un palco, un elefantino che, capovolto, spruzza simpaticamente dell'acqua dalla proboscide. Mi hanno fatto notare delle cose che non vedevo e, girovagando nel 'labirinto' di corridoio e nicchie, non ho più smesso di vedere cose che non sono ma che potrebbero essere. Nella personale del giovanissimo Neïl Beloufa 'Changes of administrations' alla galleria Zero..., c'è proprio di che divertisti a immaginare o afferrare l'intreccio visionario dell'artista. Sembra si sia divertito anche lui a costruire piccole scene di ordinaria o eccezionale (come nel caso dell'incendio) follia. Un cubetto, ovvio, è una piccola televisione che, ovvio, sta sopra ad un altro cubetto che sarebbe un mobile, accanto ad una pianta, vicino ad un tappeto... Siamo in un salotto, in una terrazza, lungo la strada. Beloufa crea uno spazio 'intermedio' dove interpretare, rivoluzionare e assemblare la realtà. Crea teatrini che mi stimolano a creare continue e giocose relazioni. Delle opere 'sbagliate' (una sedia? una scultura? una giocattolo?) o dei tentativi approssimativi, i suoi lavori destabilizzano per la (finta) ingenuità, per la caotica e continua sottrazione o 'distillazioni' di oggetti, cose, scene, concetti, arte, scultura, teoria, mostra, allestimento, video... Tutto trema e sembra che cada. Tutto sta in piedi e chiude, apre... L'artista crea un 'mondo parallelo', assuefatto e stanco di essere confrontato con questo mondo qui, dove vige la stretta (e noiosa) 'regola' intellegibile. Lui racconta e immagina. Peccato che non abbia lasciato qualche pezzo non incollato per permetterci di testare la temperatura della nostra immaginazione.

20 commenti:

  1. io se trovassi un po' di sta roba vicino a un bidone dell'immondizia (magari di fianco a una lavatrice scassata piuttosto che a dei crisantemi appassiti) non mi fermerei a raccoglierla, non so voi . ma nemmeno se fosse lasciata incustodita appoggiata a una colonna di marmo pregiato . quindi immagino possa sempre essere considerata arte ready made (il piedufatto possibilmente fatto da piedi altrui che una volta entrato in galleria assurge a opera d'arte etc etc bla bla estetica relazionale dito medio finto scandalo) .

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  2. didatticamente pazzerello...aaaaaaahh no. No, per quanto sia una strada ben esorbitata. Furbacchioni..Ma sì.....:"facciamo cosa pazze in libertà" pezzi e frammenti da ogni dove, assemblati con questo anti accademismo che sa tanto di accademismo di ritorno. Che senso ha l'antiaccademismo pilotato? La presenza del pilota rende tutto fasullo, allora meglio un accademismo più istintivo e meno pretenzioso (sempre per stare da Zero, meglio Houseago). Per poi condire tutto con il nome: i nomi sono davvero importanti. "NEIL BELOUFA". Tanto vale prendere un tunisino sbarcato 2 giorni fa a lampedusa e chiedergli di fare una personale da Zero in cambio di denaro. Sarebbe interessante vedere cosa farebbe e avrebbe un nome ugualmente esotico. "BELOUFA" altro che procaccini. Diciamolo. la stessa cosa fatta da Marco Procaccini di Como funzionerebbe meno.

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  3. Io sì, mi fermerei a raccoglierla e nel bidone dell'immondizia, magari, metterei te.
    Ciao

    P.S. Brava Elena, bella recensione

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  4. l'importante è che in ogni prodotto presentato ci sia sempre un pizzico di ironia giocosità e spigliatezza . anche se sono dei pezzi di traforo presi al macero assemblati col vinavil alla cazzo di cane . occhio lucarossi che se continui così tra mezzo commento ti danno del razzista antisemita .

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  5. Ah, se qualcuno facesse fare una mostra a 'sti hm e a 'sti Luca Rossi... Quante risate ci faremmo, poi...
    Dai per favore, fate fare loro una bella personale, così ci ammazziamo dalle risate

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  6. - Io sì, mi fermerei a raccoglierla e nel bidone dell'immondizia, magari, metterei te. -

    beh secondo la logica che immagino governi la tua simplex cervice dopo dovrei valere un casino . bello no? plusvalenze .
    nonciao corri dal tuo ceo

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  7. Invece ce ne fossero di Sig. Rossi....ma in italia, visto anche i politici che abbiamo, ci piace farci prendere per i fondelli....ben vengano questo tipo di opere...

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  8. Franco-Algerian artist Neïl Beloufa (born 1984) studied at the Cooper Union
    in New York and at Ecole nationale supérieure des Beaux-Arts in Paris.

    He has won numerous awards at international festivals, including the
    54th Short Film Festival in Oberhausen, for his video work entitled “Kempinski”.

    Invece di rompervi il cazzo a vicenda, non sarebbe bello avere un minimo di informazioni su questi artisti? Quattro foto da cui non si capisce nulla e una recensione da vispa teresa che cosa può servire a chi non vedrà mai questa mostra?

    Cerchiamo di essere minimamente utili, maronna ro carmine.

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  9. Ahhh le estati ad Oberhausen..che ricordi magnifici...
    Ma nessuno mette in dubbio questo artista...anche perchè l'erba del vicino è sempre più verde...

    Ciò nonostante dalle opere emerge una tensione ormai esausta verso l'ennesima volontà di antiaccademismo. Per carità, ce ne fossero di mostre così..
    Ma non mi sembra il caso di accontentarci...

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  10. si vabbè...un giochino...capisco farci una mostra (passi), ma se sto Beloufà fa SEMPRE ste cose tanto vale far fare una mostra alla Eva Marisaldi

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  11. oh...a me piace un sacco questo tipo di approccio alla Jason Rhoades! Alcuni tedeschi son ancora piu' liberi e sfrontati, pero' Beloufa mi piace proprio e lo scopro solo ora con questa recensione.

    Seven Eyes

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  12. enrico morsiani /luca rossi, ma tu hai una vaga idea di quanto ci hai rotto i coglioni! ma basta, il fatto che tu non sia riuscito a far quello che volevi non significa che nessun altro debba andar avanti. ma la cosa ottima, diciamo, la cartiba torna sole che tu rappresenti al meglio il passato che dici di voler rifuggire sono i tuoi compagni di strada, lino baldini, cavallucci e di pietrantonio. Assieme a Politi, sono loro i veri responsabili della ghettizzazione italiana dalla quale con fatica, grazie - e solo grazie - ai giovani artisti/galleristi/critici, stiamo uscendo. Dillo tu ai tuoi sodali, direttori di museo e di rivista, loro potrebbero dar spazio a situazioni innovative, invece di perder tempo con te sul tuo blog logorroico. Oppure tu come loro ve la fate sotto all'idea che le cose stiano migliorando! Ma vergognati, anonimo ormai sgamatissimo. Parli tanto di trasparenza ed onestà ed hai fatto profili falsi su facebook. Falli di Di Pietrantonio e Cavallucci (a proposito, complimenti per aver invitato cattelan e beecroft a carrara - very international!). Mangiabuget a tradimento. Idem Pier Luigi Sacco che tanto citi, ha sfasciato di debiti praticamente ogni contesto in cui è stato.

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  13. Apparte il pettegolezzo e la frustrazione repressa (evidente dal tuo commento anonimo) io mi chiamo luca rossi e non conosco morsiani se non per via di alcune recenti corrispondenze. Ma evidentemente questo parallelo ti rassicura e lo rispetto, visto che la mia è un 'identità suggerita, quindi il tuo parallelo può anche essere vero. Pensa che ho sgominato una socrrettezza a venezia e non me ne sono accorta.

    Ma vorrei sapere quali sono le situazioni innovative che stanno facendo uscire l'italia dal ghetto. E poi quali artisti? Quali galleristi? Ma ,soprattutto, quali critici? Critici in italia??? Dove???

    Il sistema italiano è fatto da pochi operatori (una sorta di oligarchia) formata da operatori solidali ma non collaborativi; con un posta in gioco così bassa molto più facile sorridere e compiacere tutti. Ma il dato è che gli artisti italiani vengono ignorati dalla scena internazionale e che la fondazione più attiva è la nonni genitori foundation con residenze e application in tutto il mondo. Di questa apatia e di questa inefficienza interessa poco a pochi, e forse la responsabilità più grande è da imputare ad un classe di critici(???)/curatori che non approfondisce veramente e che non favorisce un confronto aperto.

    Tanto più che il pubblico coincide fatalmente con gli addetti ai lavori in quella che potremo definire un'orgia di autoreferenzialità. Ecco un'immagine significativa dove il pubblico è formato da addetti ai lavori:

    http://4.bp.blogspot.com/-nDvZsGl3ISs/TZ7NZluh6jI/AAAAAAAAEi8/Jq27bPZJ5DM/s1600/Francesco%2BArena_3.jpg

    In Italia il contemporaneo, per anni e tutt'ora osteggiato, è quasi schifato dal ricomporre un vuoto ed uno scollamento tra pubblico e addetti ai lavori. E anche questo deprime la qualità come l'assenza di opinione pubblica deprime la democrazia.

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  14. Luca Rossi ha scoperto che l'arte contemporanea è frequentata dagli artisti e che non è semplice come una bella carriera alle Poste. Complimenti. Ha scoperto inoltre che la nostra società si fonda sul supporto e sull'idea di famiglia, non è meritocratica e l'avvenire è incerto e spesso inimmaginabile. Bene, meglio tardi che mai. Detto questo, e Luca Rossi lo ripete a nastro in ogni suo intervento, qual è la pars construens della sua mente semplice e spaventata? Luca, come pensi di affrontare questo spietato e indigesto mondo di cattivoni? Dicci come fare la prossima mostra e soprattutto chi invitare, se ti spaventano anche gli amici.

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  15. ma non si stava parlando di beloufa?
    che palle di voi però, io sto iniziando a stufarmi
    dei vostri capricci da bimbi di sei anni.

    quindici commenti e nessuno ha chiamato in causa il video di beloufa, che è molto bello e che però soffre di tutto quel marasma di costosissimo mdf che ha attorno..

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  16. c'è una frustration qui dentro che si taglia col coltello, altro che nebbia, non si sa chi meriti lo scettro della sofferenza psichica . è triste che tutto questo disagio si espleti ogni volta con 2 stronzate minimal insulse o i quadretti trouvè nello sgabuzzino della nonna di cui nessuno sentiva la mancanza .
    ps
    far carriera alle poste è praticamente impossibile

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  17. non per essere razzista ma a me sta mostra l'unico pensiero che stimola è quello di una casa tunisina lercia e disordinata col cesso inagibile e i materassi per terra (chi ne ha frequentate lo sa) . ho cercato il video ma non lo trovo .

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  18. Questi blog, nella parte in cui si dà spazio ai commenti, servono solo a fare sfogare un po' di gente e si rivelano del tutto improduttivi.
    Elena, o lo reimposti o forse è meglio che elimini la parte dei commenti e noi ci accontentiamo delle immagini e delle tue recensioni.
    Ti faccio notare che le uniche recensioni, gli unici 'commenti' alle mostre e alle opere, sono i tuoi. Poi giù con gli insulti. Ragionaci, davvero.

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  19. Cari lr e hm, vi invito a scambiarvi le vostre opinioni da un'altra parte.
    A chi mi consiglia di togliere i commenti e/o a mediarli... Sinceramente non so proprio cosa fare. Ho chiesto a molti un consiglio e, come era prevedibile, alcuni sono favorevoli e altri contrari. Ultimamente sto cancellando molti commenti che non sono attinenti ai post. Invito a scrivere solo opinioni, consigli ed osservazioni alle mostre, agli artisti o alle opere del post.
    Tutto ciò che esula, SARA' CANCELLATO!!!
    Grazie

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