






I monumenti sono tutti nella testa di Angelo Plessas! Sono tutti lì, vaganti e immaginari. Alla Gloria Maria Gallery, durante l'opening (ben per lui, affollatissimo), computer in ogni angolo per non smentire il suo essere più virtuale che reale. Troppa luce toglieva al bagliore dell'unica proiezione che c'era il fascino di essere dentro al suo mondo immaginario. Ma poca cosa, visto che bastava muovere i vari mouse per interagire con le sue creazioni: disturbare un fiorellino multi-color sfiorandone la corolla (melookingatme.com) o far giocare degli omini su delle altalene (SymmetryOfChaos.com). Alle pareti una decina di piccole fotografie scaricate da google/maps che mostravano angoli, piazze e strade di Milano con installati i suo giocosi monumenti (per lo più dediche a persone-personaggi). Imponente una stella nera, demo di un monumento, a ricordarci che tanto immaginarie le sue sculture non sono.
Angelo è simpatico, parla un italiano da avatar che spera solo di essere esercitato per essere pienamente comprensibile. Intuivo che fosse, come il suo lavoro, coinvolgete ed espansivo. Brevemente accennavo al fatto che di lui mi piace la capacità di aver sintetizzato i tempi contemporanei dove affetti, meraviglia, noia e interazione, sono tutti dentro alle sue diavolerie digitali. Con la galleria, l'artista ha tentato di far installare in tutta la città dei grandi manifesti che diffondevano i vari monumenti: un assurdo robot davanti al cimitero Monumentale, una grande faccione in una rotonda, due occhi psicadelici in giardini della Triennale ecc. Ma burocrazia, tempi morti, addirittura l'Epifania, ha bloccato l'impresa.
Dal 1 al 13 febbraio, invece, Gloria Maria Gallery è riuscita a far installare una mega proiezioni di Angelo, alldaydoingnothing.com, un paio di gambe che, se sfiorate, si accavallano facendo dondolare dei sexy tacchi rossi!
Visitate anche ANGELO says:
Angelo è simpatico, parla un italiano da avatar che spera solo di essere esercitato per essere pienamente comprensibile. Intuivo che fosse, come il suo lavoro, coinvolgete ed espansivo. Brevemente accennavo al fatto che di lui mi piace la capacità di aver sintetizzato i tempi contemporanei dove affetti, meraviglia, noia e interazione, sono tutti dentro alle sue diavolerie digitali. Con la galleria, l'artista ha tentato di far installare in tutta la città dei grandi manifesti che diffondevano i vari monumenti: un assurdo robot davanti al cimitero Monumentale, una grande faccione in una rotonda, due occhi psicadelici in giardini della Triennale ecc. Ma burocrazia, tempi morti, addirittura l'Epifania, ha bloccato l'impresa.
Dal 1 al 13 febbraio, invece, Gloria Maria Gallery è riuscita a far installare una mega proiezioni di Angelo, alldaydoingnothing.com, un paio di gambe che, se sfiorate, si accavallano facendo dondolare dei sexy tacchi rossi!
Visitate anche ANGELO says:
Chi c'era?

tra questo, zero, caravaggio e cattaneo l'inverno milanese mi sembra veramente nero. Questi monumentuzzi giocosi cosa stanno a significare? Nulla, solo una grande leggerezza incapace di altro e atta a mascherare il vuoto.
RispondiEliminaTale leggerezza descritta anche dalla linea editoriale di questo blog! Addio
RispondiEliminaquesti commenti di anonimi sono veramente tristi. angelo plessas lavora da più di un decennio sui temi delle nuove realtà digitali e lo fa in modo per nulla banale. informatevi prima di giudicare solo dall'estetica dei "monumentuzzi giocosi". come li definite voi dell'anonima sequestri.
RispondiEliminaevery website is a monument è uno statement importante. e se non lo capite adesso lo capirete tra qualche anno (quando forse avrete anche il coraggio di firmare la vostra ignoranza).
http://ivanmariavele.blogspot.com/
Grazie Ivan! A quanto pare, solo persone sciocche non apprezzano l'importanza della leggerezza! Senza contare la confusione...
RispondiEliminaAnche giudicando il lavoro di Plessas come 'leggero' e sintesi di un grande vuoto, l'artista ne guadagna. Io ne sono convinta che Angelo lavori sulla vuotezza, anche esistenziale, dei nostri giorni. E lo fa senza retorica, ma con opere interattive che parlano della realtà (vera o virtuale) che ci sta attorno.
Al primo anonimo: ebbene sì, per me Plessas maschera il vuoto. Ti pare poco?
Io vedo poco vuoto, il suo sito è pieno di cose. Pieno di siti che sembrano giochini divertenti o più o meno retorici (tipo quello tutto bianco e tutto vuoto). Il vuoto è interessante se lo si affronta (non necessariamente riempendolo). Mi sembrano alcune sperimentazioni che a fine anni '90 impazzavano sul web come nuova frontiera delusoria e illusoria. Percepisco un senso di melanconia un po' inconsapevole. Non percepisco leggerezza, nè nella scelta dei monumenti, nè nel sito (anzi la sola prima pagina è un macigno visivo e concettuale) e neanche nell'allestimento.
RispondiEliminaluca rossi
ah dimenticavo: per Elena ogni cosa è per definizione potenzialmente maschera del vuoto. Una penna sul tavolo maschera il tavolo vuoto. Non mi sembra il massimo come lettura critica, ma tutto questo è sintomatico della situazione in cui verte la critica in italia.
RispondiEliminalr
povero luca rossi, quanto sudore che sprechi. sei ancora qua a rifilarci la pippa della crisi della critica in italia... ma tu sei mai andato veramente a vedere qualche mostra in una galleria all'estero??esci da imola qualche volta,vai a vedere mostre in francia, svizzera, spagna ecc. il livello delle migliori gallerie è lo stesso delle migliori gallerie italiane. sono le economie forti che fanno artisti forti. di conseguenza i paese di lingua anglossassone la fanno da padrone, poi vengono i tedeschi. in italia può anche nascere il nuovo damien hirst, ma se non si sposta a new york londra o berlino non diventerà mai il nuovo damien girst. l'italia non produrrà mai artisti famosi nel mondo in grosse quantità, non perchè non ci siano bravi artisti o come dici tu ci sia crisi della critica, ma perchè come sappiamo tutti è una nazione ai margini economicamente e politicamente. estremizzando mi dico: una classe politica visrtuosa potrebbe creare una classe artistica virtuosa.
RispondiEliminaAhh, il pettegolezzo invece quanto va forte, anche senza economie forti. Mi fa ridere perché evidentemente vi rassicura molto avere questo tipo di interlocutore. Ma tu pensi che nel sistema italiano qualcuno sappia cosa significa "economie forti"??? Forse aperitivi forti. Il livello internazionale si salva solo grazie alla quantità, ma e' basso anche quello perché e' un certo sistema che sta faticando sempre di più; e le gallerie d'arte sembrano rivendite di modernariato, arredamento da interni e design pretenzioso. Io non so dove si trovi imola ma vi invito ad uscire dal provincialismo presuntuoso e gretto di Milano.
RispondiEliminaLR
che si sappia o meno cosa significhi economie forti nel sistema italiano mi frega zero, a me basta che lo impari tu, così almeno la smetti di fracassarci le palle con le tue congetture da frustrato escluso dal sistema
RispondiEliminacaro morsiani da imola
RispondiEliminaAl di la' del gossip, penso che sia meglio stare fuori da questo sistema. Con Morsiani stiamo facendo un 'intervista e anche lui non mi sembra appassionato del sistema. E' un sistema fatto da 4 operatori in croce con un pubblico disinteressato o fatto dai medesimi 4 operatori. Tutti sanno queste cose ma tacciono o per disinteresse o perché sperano in qualche briciola del sistema. Io credo che tu veda quello che hai negli occhi, la frustrazione che imputi a me, o a chi per me, e' qualcosa che appartiene a te.
RispondiEliminama perchè intervistare morsiani? non ha mai fatto nulla, mai una mostra in un museo o galleria importante, il suo lavoro è schernito da parte di tutti( i lavori dove rifaceva opere di tuttofuoco, perrone, ecc nel salotto di casa sua è una vera chicca, roba da pisciarsi addosso dal ridere). luca rossi sappiamo che ormai nessuno viene a visitare il tuo blog ma così cadi veramente in basso, morsiani è probabimente l artista più sfigato in europa...
RispondiEliminathe punisher
Where are the artists? Il numero di foto sta diventando inversamente proporzionale alla bellezza espressa. Questa roba fa orrore.
RispondiEliminaama e fa ciò che vuoi
RispondiElimina(S.Agostino)
Luca Rossi, Milano sarà provinciale, gretta e tutto quello che vuoi...
RispondiEliminaMA: incontrare la Faktorovich vale molto più di una buona mostra da Hotel, da Standard, da Neu...
è bellissima!
Se resti ad Imola te la perdi...
sigh...
Io vedo la lettura critica delle opere come atto d'amore. Questo sentimentalismo per cui e' meglio il silenzio o compiacere ciò che piace, e' uno dei motivi per cui non ci sono economie forti in Italia. La critica definisce scale valoriali, permette una maggiore autenticità. Mentre certa arte contemporanea e' molto più vicina ai titoli parmalat. Io sono stanziale a L'Aquila e qui ci sono mostre molto interessanti, vi invito a visitarle.
RispondiEliminaLR
condivido il pensiero di luca rossi o chi per lui (ma checcefrega chi è?). Penso che sia la cosa migliore che sia successa al sistema italia negli ultimi mesi.
RispondiEliminaalba
LR, mi lusinga il tuo perseverare. La tua presenza costante nel mio blog, accende animi, scalda dibattiti e infuoca discussioni. Ma non mi parlare di atti d'amore o di autenticità. L'autenticità vera ha una faccia e un nome. Ha pudore e coraggio. Tu, nascondendoti dietro un'identità farlocca o a una trinità, fai solo incazzare. A volte dici o professi il giusto, ma a quanto di credibilità fai acqua da tutte le parti. Non so cosa ti spinge a 'venirmi trovare' in questi 'lidi', ma ti prego: non usare questo pulpito per le tue arringhe. Non mi interessa la tua opinione, non mi interessa cosa pensi della mia leggerezza, della mia linea editoria, o dei miei pensieri. Occupa altri spazi, sinceramente non mi interessi!
RispondiEliminaInvito i tanti, tantissimi tuoi fans a seguirti. Ma non qui! Andate a condividere le vostre 'scale valoriali', le vostre critiche o quant'altro da un'altra parte.
Art * Text * pics... è un'altra cosa! Non fa per voi. Si rivolge ad altri.
Cara Elena, io leggo e seguo il tuo blog, non capisco perchè tu mi debba proibire di farlo. "Faccio incazzare" perchè spesso dico cose vere e risapute. L'autenticità sta nei contenuti; ti faccio una semplice dimostrazione: se una persona è davanti a te e ti fa vedere la carta di identità non significa che poi ti dica cose vere ed autentiche. Io mi chiamo Luca Rossi....più di così non so cosa dire...quello che dovrebbe interessare sono i contenuti e non la mia carta di identità...
RispondiEliminaLR
paga e fatti chi vuoi
RispondiElimina(S.B.)
darlin'
RispondiEliminala forma è (anche) il contenuto.
nomen omen.
amen.
Ben detto Elena, mi (ci) piaci.
RispondiEliminaJoe
mah, da frequentatore del blog tendo più a condividere quanto scrive rossi che non le ultime parole di elena.
RispondiEliminastimo il lavoro di elena e il fatto che offra uno spazio che ruota attorno l'arte contemporanea a milano, ma una volta creato lo spazio trovo assurdo voler dettar legge.
questo sì/questo no. tu puoi parlare e tu no.
la vexata questio circa l'anonimato su internet non si pone neppure. su internet se vuoi nasconderti lo puoi fare. anche se mettessi un filtro con nomi e cognomi luca rossi potrebbe trovare il modo di tornare come luca rossi. e pinco palla come pinco palla.
e d'altronde non ci sarebbe un dibattito così sincero senza anonimato. si ridurrebbe tutto a qualche insipido commento allineato e poco più.
creare un blog significa spesso perderne il controllo, per così dire. è come edificare una piazza: materiali e proprietà sono tuoi: se vuoi puoi recintarla, ma se la lasci aperta inevitabilmente lo spazio diventa di tutti.
per me lo pazio funziona così com'è, luca rossi o chi per esso compresi.
se dovesse cambiare chissà, magari diventerebbe una vetrina e niente più. bella, per carità, ma senz'anima.
a me non sembra per niente che l'anonimato equivalga per forza a dibattito sincero, molto spesso è di garanzia per attacchi a chi ti sta sulle balle o per levarsi i famosi sassolini dalle scarpe. Mi sembra una visione troppo idealista quella che vede anonimato=onestà nei giudizi...suvvia viviamo sempre a gomorra dopotutto...
RispondiEliminaSono d'accordo con Gipi. Io credo che si debbano valutare unicamente i contenuti e le opinioni. Il problema è che alcuni temono i contenuti e le opinioni, e quindi, per disinnescarli, scelgono di disinnescare il luca rossi qualsiasi (retorica dell'anonimato come disonestà, retorica del "metterci la faccia", ecc). La cosa buffa è che non ho mai scritto cose per cui servisse l'anonimato; figuriamoci, non saprei neanche cosa scrivere e non mi interessa nulla offendere. Quindi, alla fine, il fatto che tutti non credano al mio nome (mi chiamo luca rossi) diventa un modo per fare selezione: nel mio blog riesco a dialogare solo con chi è veramente interessato ai contenuti e non pensa alla noiosa questione identitaria.
RispondiEliminaLR
ma per favore, non ti interessa offendere, luca rossi?? io non vado sul tuo blog da molto ma mi ricordo quando eri appena uscito che avevi postato delle cose indecenti su Simone Menegoi e i Pennacchio Argentato, apostrofandoli ben oltre un normale giudizio sul loro operato professionale.
RispondiEliminaSapere chi sei è importante in una conversazione, perchè il tuo passato di qualifica, e questo in una conversazione che, come dici tu, vuole riferirsi solo ai contenuti è fondamentale. Le critiche le fa (e le si accetta) chi se lo può permettere, mio caro amico sprovveduto. Anche questo te lo devi guadagnare con il sudore.
dibattito e ricerca di uno spazio per l'espressione libera delle proprie opinioni non sono la stessa cosa.
RispondiEliminaIn un dibattito, sapere con chi si sta parlando aiuta a contestualizzare le di lui/lei affermazioni. Aiuta a capire, capirsi e far capire gli altri.
Sono pienamente d'accordo con Gi.Pi ma non è per questo che scrivo. La cosa che vorrei sottolineare è che ultimamente si parte dall'analisi delle opere per poi sconfinare nello scontro personale, dimenticando il punto di partenza (è successo anche a me nel post di Bruzzone), che dovrebbe essere invece quello di maggior interesse per tutti noi.
RispondiEliminaMai scritto nulla di offensivo su Menegoi o Pennacchio Argentato. Ma mi rendo conto che partendo da zero qualsiasi appunto diventa un macigno. Menegoi era immerso in una certa apatia ed esterofilia, mentre dei pennacchio non riesco ancora a capire la loro urgenza di fondo; anzi la capisco e mi sembra che percorrino una sorta di rassicurante standard. Poi scrissi a Menegoi e lui non mi diede udienza...
RispondiEliminaLR
..di teste coperte da nozioni questo blog e saturo, cura nei dettagli come di quale vestito indossare l'artista deve sempre tener conto.. ma qualcuno vi ha mai insegnato a pernsare?
RispondiEliminama qualcuno ti ha mai insegnato a scrivere?
RispondiEliminaLuca Rossi: a me e a molti colleghi ne hai dette di tutti i colori...
RispondiElimina(e dire che io davvero né rappresento il sistema, né conto un cazzo barrato per nessuno, mentre MAI hai rivolto interesse a situazioni pradossali e immonde del sistema fattivamente nevralgico)
piantala di fare della correttezza politica dopo che hai percorso la strada della diffamazione e dell'insulto...
anche se, in piena ingenuità, hai cancellato alcune tue "considerazioni" su me ed altri artisti, dal tuo blog... dovresti capire... che la rete trattiene tutto... per cui se si dovesse cercare si troverebbe.
Hai provato a fare l'agitatore culturale, ma non riuscivi ad ottenere l'attenzione che avresti desiderata... ne hai tentate da mille ed una notte- contatti con i galleristi, contatti con i curatori, contatti con i luoghi di pubblico dibattito (diciamo...), contatti "privati" con operatori del settore, vendita del davanti/vendita del didietro...
ti sei divertito ed eccitato... (ognuno faccia quanto riesce)ma mai un vero risultato (e io qui ti direi: anche il Battista non lo ascoltava nessuno- ok poi ci saremo anche pentiti... ma ci hanno insegnato che "questa era la volontà di Dio" per cui... rassegnati, almeno è stato il primo figo-hippy style della storia, in seguito ci hanno campato per anni generazioni di band americane...).
Dunque via con le illazioni, gli insulti e le varie cretinate di storpiatura dei nomi (aggravante in dibattimento legale) fino agli insulti personali...
in particolare tra tutte le cazzate che hai scritto su di me mi ricordo che mi hai pure dato della VECCHIA... entrando nel merito della mia vita privata. (gravissimo dare della Vecchia ad una signorina di 38 anni...)
Quando ti si è palesata la spendibilità di un ipotesi di querela a tuo carico per diffamazione e persecuzione verso persone fisiche... hai cambiato registro e il tuo alter ego- tale HM... - ha raccolto il testimone dell'idiozia deliberata. (molto divertenti di dibattiti schizofrenici tra "te e lui" su exibart fanno pensare all'Endimione di Keats).
Ti abbiamo incontrato fisicamente sulla porta di un locale di Faenza... questo finora l'ho tenuto per me... perché essendo io medesima un paziente psichiatrico, forse capisco più di altri le tue paure e le tue manie e per com-passione non ho parlato diffusamente di questo episodio...ma ormai...
Davanti a un collega piuttosto mingherlino che non arriva al metro e settantacinque:
TU sei fuggito nella notte... come una cane lungo un autostrada... un pazzo lungo la statale terrorizzato in pratica da se stesso...
Non puoi continuare a credere che, il mondo (ben povero mondo) a cui tu aspiri non sia annoiato/dimenticato dal tuo gioco che è stolida una mosca cieca...
Siamo tutti ovviamente consapevoli della tua identità fisica e non solo per via di ipotesi...ma abbiamo altro da fare: lavorare soprattutto...
IP e orario di pubblicazione dei post sono dati di facile recupero e coordinate certe per la determinazione di un "disturbo"...
La ragione per cui nessuno si prende la briga di metterti a tacere, o anche solo di venire a citofonarti è che sarebbe come:
Picà a v'un quel caga...
(parole sante di Piero Chiara)
Davvero: trovati una vita tua e smetti di parassitare maniacalmente la vita altrui.
Il sistema ti disgusta... anche la merda, soprattutto umana, mi disgusta...io cerco di evitarla... e credo... questa eviti me.
Scusate Elena e suoi lettori tutti questo mio impiego dissennato di immagini del basso corporale ma non ho la forza di trovare altro che l'ovvietà figurale per rispondere a questo signore... spero che così mi intenda.
Buona Giornata
Grazie Lorenza! Sempre puntuale.
RispondiEliminaMa ti/vi prego, BASTA BASTA 'occupare' questo spazio con un ospite nè invitato, nè tanto meno desiderato. Che mi frega delle sue tirate! Dopo mesi che invito tutti (e dico tutti!) a seguirlo, lodarlo e condividerne i pensieri nel suo blog... mi tocca nuovamente ribadire che NON NE VOGLIO PARLARE DI L.R!
Poco dopo aver aperto il blog, lr mi ha chiesto un intervista. Non essendo interessata, non gli ho manco risposto. Non mi va di conversare, anche pubblicamente (nel blog per intenderci), con una persona (o più) senza identità. La bufala dell' 'ho visto', 'c'ero' ecc. è un'assurdità! Caro L.R. o E.M., eri tanto carino quando ti dilungavi sullo spiegarmi il tuo lavoro, perchè cadere così in basso, ora? Già intuivo astio mentre mi spiegavi il tuo lavoro a Spinola Banna: fotocopie di mostre in giro per l'Italia con cancellati indirizzi, nomi o pezzi di frasi per constatare l'intercambilità del senso o delle urgenze ecc. E i semi di granturco? E i dipinti 'volanti', e le mele tagliuzzate? Anche una natura morta... Pensieroso e umile nel tentare una spiegazione. Scusami se non ti ho dedicato la giusta concentrazione... ma ora, pensa in grande. Utilizza il tuo acume in modo costruttivo. Ne saremo tutti felici!
Allora dai Elena!
RispondiEliminaBannalo!
finamola con il buonismo verso i rompicoglioni,
io a sto cazzo di garantismo non ci sto più...
è tremendo che questo tale ingombri, in nome della libertà di espressione, ogni thread-
é la questione della Zanzara---
a qualcosa servirà in natura... immagino a qualcosa debba servire... Ma a cosa???
mentre fate ricerche su Wiki, questa nel contempo:
diffonde almeno un centinaio di malattie endemiche
e rompe i coglioni, distraendo anche gli amanti dal chiaro di luna...
Vi chiedo:
Ma voi, potendolo fare... la Zanzara... non la fareste sparire dal creato?
Attenzione-
Parlo della Zanzara e non di altre, innumerevoli creature pur fastidiose ed ignobili, pericolose, mortali e ferali...
Non dell'Ortica
Non della Medusa Cubo
Non dello Stronzo di Mare
Non del Prime Time italiano (vale?)
Nemmeno dello scarafaggio (che ha ispirato celebre letteratura e numerosi film horror trash)
La Zanzara- ha inspirato, temo, una canzone di Raffaella Carrà- (non certo il volo del Calabrone e nemmeno il Walzer del Moscerino)
e una poesia di Toti Scialoja... (che amo molto ma che posso sacrificare)
Correggetemi se sbaglio:
forse della Zanzara di potrebbe fare a meno...
ma medusa cubo è un lavoro di andrea melloni??
RispondiElimina:D
Lorenza, mai scritto nulla di offensivo su di te o si chiunque altro. Sarei felice se tu mi volessi scrivere cosa ho scritto si di te..non saprei proprio cosa scrivere. Poi per il resto non vi ho più seguito...
RispondiEliminaLR
LR=lo Smemorato di Collegno.
RispondiEliminaNon ti ricordi?
devi vedere uno specialista...
Lorenza, ho scritto che il sistema italia condanna molti progetti all'autoreferenzialità; al fatto che gli artisti debbano vestire tanti ruoli per colmare un vuoto e un certo disinteresse generale: e quindi artisti, curatori, critici, galleristi e anche spettatori. Soprattutto in un contesto che snobba il pubblico di massa e poi si lamenta dei tagli alla cultura; il pubblico di massa non è scemo ma non ha strumenti; come se alla borsa di milano nessuno avesse mai potuto studiare e approfondire la materia economica. Poi ho scritto della mostra Controbiennale curata da Milovan Farronato, scrivendo che fosse un progetto fatto a tavolino senza approfondire e chiedersi cosa volesse dire "controbiennale", nel tuo caso ho fatto seguire tra parentesi la tua relazione con un altro partecipante alla mostra (ma cosa c'è di male, mi chiedo). Questo per mostrare un altro sintomo italiano: legami estremamente forti che rischiano di far perdere spirito critico e rischiano di far perdere curiosità di approfondimento oltre la cerchia dei soliti noti...
RispondiEliminaMi dispiace ma non ho, e non ho mai avuto, interesse ad offendere nessuno. Non ne avrei motivo: io penso che alcuni vedano in me quello che loro hanno negli occhi, e questo è sicuramente un processo psicanalitico salutare per loro.
LR
Rossi, you need help!
RispondiElimina-leggendoti mi restano pochi dubbi... la tua mania ego-istrionica sta virando al delirio di preveggenza, si delianea una chiara sinusoide bipolare:
"io penso che alcuni vedano in me quello che loro hanno negli occhi, e questo è sicuramente un processo psicanalitico salutare per loro"
attento! perchè alcuni MIEI colleghi si sono trovati con la speciale camicina addosso per molto meno.
Temo seriamente che tu debba vedere uno specialista- parlane con la tua famiglia prima che siano loro a parlarne a te.
Lorenza, forse hai ragione. Nel senso che considero quello che scrivo sempre opinabile (senza arrivare a pensarlo come il pesniero di un pazzo). Anzi mi piace quando si controargomenta specificatamente rispetto ai contenuti. Io penso che tendiamo a farci la guerra quando invece il problema è fuori. Mi riesco a interessare solo di quello che stimo e in cui vedo una speranza di dialogo. Mi appassiona più Mars che il Padiglione Italia di Luca Beatrice, per intenderci. Ma non lo dico ora per calmare le acque, l'ho sempre scritto e pensato. Solo che il pubblico tende a vedere quello che si aspetterebbe di vedere...e quindi il beppe grillo della situazione. Mentre dovrebbe essere interesse di tutti riflettere su alcune dinamiche che non funzionano.
RispondiEliminaLR
Da Lorenza Boisi
RispondiEliminaRossi, hai ripetutamente condannato MARS e altre attività o iniziative di artisti.
(non ti occupi, infatti, in modo altrettanto critico di iniziative no profit di curatori e collezionisti)
Io non ritengo di dover difendere MARS e la bontà delle sue intenzioni, la chiarezza del suo funzionamento e l'equità con cui esso è stato finora condotto sono ovvie.
Abbiamo letto TUTTI quanto tu hai scritto su MARS, BROWN, DIOGENE etc.
riassumibile in:
gli artist run spaces sono iniziative che rispondono alle esigenze di artisti falliti che non hanno potuto trovare una collocazione nel sistema (??!!) - artisti che "si raccontano" una professionalità inesistente - artisti che sperano di "usare" queste iniziative come rampa di lancio per la loro carriera altrimenti depressa...ed altre amenità.
Ti rispondo qui, sapendo che dovrei solo ignorarti e provare compassione per la tua situazione e il tuo coatto investimento di energie:
Non posso esprimermi a nome di altre realtà- mi esprimo a nome di MARS relativamente alla sua storia fino ad oggi:
MARS non nasce per sostituire nulla, non si contrappone a nulla, è un luogo aperto.
Artisti di ogni genere condividono le medesime condizioni e il medesimo spazio, non esistono vie/trattamenti/statuti preferenziali.
Nessuno guadagna nulla, al massimo ci perdiamo pure dei soldi in spese vive, si guadagna ESCLUSIVAMENTE in realismo e maturità.
MARS non è un collettivo, non è una comunità, non è una comune... è solo un modo per conoscersi tra artisti, parlare del proprio lavoro, a volte fare una buona mostra a volte farne una pessima, a volte dire una cazzata con una birra in mano a volte sincerarsi della propria ricchezza intellettuale;
Tutto senza la pressione di una galleria o di un curatore.Oguno secondo il proprio arbitrio e la propria energia.
Da Lorenza Boisi
RispondiEliminaQuesto è MARS- che ti interessi più/meno del padiglione di Beatrice (forse ti senti furbo a fare questo genere di paragoni) me ne frego e credo se ne freghino tutti coloro che ci frequentano.
Di fatto che tu sia uno o l'altro... che tu dica o non dica... ormai se ne fregano tutti
ROSSI TI MANCANO I CONTENUTI!
- soluzioni non ne abbiamo ricevute- fatti non ne abbiamo visti- stiamo davanti alla commedia di un "uomo innamorato" del sistema, che le prova tutte per limonarselo...
Dovresti analizzare le TUE "problematiche"- prima di disperdere parole.
Parli di "problematiche" generali, dinamiche malfunzionanti un gran calderone genera/lista-
MA: i nomi delle persone influenti che hanno tracciato le direttrici del sistema dell'arte per come lo viviamo non li ho letti mai. Una critica solida al sistema, quello concreto, non l'ho mai trovata.
te la prendi solo con chi ti dis-piace per ragioni personali.
I VERI scandali nazionali, le vere SPECULAZIONI, i veri cardini del sistema, i grandi movimenti di capitali e le grandi connivenze politico/finanziarie... le condizioni che ci rendono miseria internazionale... tu li IGNORI, perchè quello che ti rode è il vicino di casa e i suoi geranei, o forse perchè non capisci un cazzo.
Supponi di conoscere perfettamente i pochi colleghi/curatori della tua età (tutte figure marginali e che si cercano/trovano soluzioni da soli per campare e continuare a lavorare in queste condizioni terzomondiste) e poterli giudicare...
Ti pare di fare cosa utile a qualcuno perpetrando il pettegolezzo, del tutto irrilevante rispetto al "VERO" sistema...?
Vorresti essere una particella di eversione?
(sei terribilmente naif... non riescono ad "evertire" nemmeno quelli che si danno fuoco in diretta TV- mentre tu finora non ci metti nemmeno una firma...)
Denuncia quello che brucia... e non quello che vorresti bruciasse...
A MILANO non abbiamo un museo di arte contemporanea, le ns accademie e i ns sistemi formativi sono rimasti al codice Napoleonico, in Italia solo il 47% degli adulti legge ALMENO 1 libro l'anno (che probabilmente è COTTO E MANGIATO)... tutti sappiamo l'inglese, finchè non lo dobbiamo parlare davvero... la gente di rivolge alle finanziarie per comprarsi un suv...
Da Lorenza Boisi
RispondiEliminaQUESTO è quanto... e tu stai a guardare se io e Trevisani stiamo/siamo stati insieme ed eravamo nella stessa mostra, una unica specifica volta?
Ahahah...
STAI SBAGLIANDO TARGET!
-oppure sei scemo.
purtroppo appare ovvio che tu aneli semplicemente ad un dialogo con (quello che ritieni sia) il "potere" per emergere a tua volta ed essere, finalmente, protagonista in modo assolutamente allineato, con questo cazzo di sistemino//contestualmente// a toglierti lo sfizio di ledere o infastidire coloro che hanno avuto maggiore fortuna o merito professionale di te e quanti non ti abbiano ricevuto con quello che ritieni siano le condizioni di accoglienza a te dovute...
SVEGLIATI!
che la gente ormai non si ricorda nemmeno quando cazzo arriva Gesù Bambino...perchè dovrebbe dare "udienza" a te che non sai fare nemmeno i miracoli...
Nessuno ti fa la guerra... sei TU che ti intestardisci... NON ti rendi conto che molto non ti rispondono nemmeno perchè fai loro PIETà???!!!
Io ti rispondo ormai solo perchè a volte davanti alle falsità che scrivi, non potendoti dare un ceffone (da codardo che sei) non mi trattengo...
MA è l'ultima volta- spero che Elena ti banni forever perchè sei faticoso e rendi impossibili i thread.
dopo questa non ti risponderò mai più- GIURO.
buona giornata.
Francamente non posso leggere tutto, ma questo è quello che scrivi TU:
RispondiElimina"gli artist run spaces sono iniziative che rispondono alle esigenze di artisti falliti che non hanno potuto trovare una collocazione nel sistema (??!!) - artisti che "si raccontano" una professionalità inesistente - artisti che sperano di "usare" queste iniziative come rampa di lancio per la loro carriera altrimenti depressa...ed altre amenità."
IO NON HO MAI SCRITTO QUESTE COSE.
Dimmi se non ho ragione quando dico che vedi quello che TU hai negli occhi? Certo che gli "artists run space" sono modalità di autopromozione. Cosa c'è di male? Anzi soprattutto in Italia dove l'approfondimento e la promozione vivono in una palude di apatia.
Io non ho mai parlato di "artisti" falliti....perchè non esiste definizione per questo "fallimento" per un artista: cosa significa "fallimento" per un artista???
Io dico che quese iniziative sono lodevoli e che rispondono ad una carenza del sistema italiano. Ciò nonostante queste iniziative tendono a ripercorrere alcuni codici e alcuni rituali...come fai a dire che non è vero? Sono iniziative-format che risalgono a fine 1800 (li faceva anche Van Gogh). Ho trovato molto interessante la mostra curata da Alis/filliol ma è stato contraddittorio aggiungere poi le opere sparse tra le scatole di cartone. Le scatole di cartone della fabbrica che poi sarebbero andate via erano già perfette.
Permane sempre un problema linguistico. Il giovane artista contemporaneo dovrebbere mettere in discussione alcuni codici e rituali e non diventare un manierista, se no l'arte contemporanea è già finita. Meglio allora la pittura e le tue tele mi piacciono pure (penso alle gambe nel laghetto).
Se ci fosse maggiore lucidità e serenità (penso ai veri punti di forza dell'estero) noi saremo predisposti per collaborare e non per litigare. Ma fai pure come vuoi. Anzi, come dice Sant'Agostino: Ama e fa ciò che vuoi.
LR
LR=ruffiano
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