


Dentro alla galleria Pianissimo non c'era proprio un bel niente! Entro, mi guardo attorno, persone che parlano, comunicati stampa in un angolo. Lo spazio è completamente vuoto. Della mostra di Daniel Turner, nessuna traccia, o quasi... Stupita, non chiedo, e cerco. Trovo delle grandi macchie sul muro, delle ombre che potrebbero far pensare a delle perdite di un tubo, all'umidità delle vecchie case. Riguardo con attenzione e noto che le macchie, o meglio, che queste ombre corrono lungo le due pareti delle galleria. Davide Stroppa, il gallerista, mi spiega che sono dei fregamenti murali che l'artista ha fatto grattando l'intonaco con della lana d'acciaio. Repentina un'immagine dell'artista che sfrega, gratta lasciando delle tracce invisibili, delle ombre di oggetti scomparsi. L'effetto è strano, quasi pittorico ripensandolo ora. Da questo vuoto visionario, si passa al 'tutto pieno' dell'opera installa nello spazio superiore della galleria: un piccolo dipinto nero lucido accartocciato su sè stesso, Untitled 5250. Non voglio cadere nella semplicità quasi irritante del gioco tuttopieno-tuttovuoto... preferisco ripensare alle ombre, alle macchie, agli oggetti che c'erano, a quelli scomparsi, a quelli immaginari ecc. Non conosco Daniel Turner, ma devo dire che, d'istinto, la mostra mi è piaciuta.
Ho visitato il suo sito. Dalle opere che ho visto (ebbene sì, solo via web), penso, la scelta del gallerista è stata buona. Pubblico un paio di immagini di alcuni suoi lavori.
Ho visitato il suo sito. Dalle opere che ho visto (ebbene sì, solo via web), penso, la scelta del gallerista è stata buona. Pubblico un paio di immagini di alcuni suoi lavori.



ma da enrico fornello le vedi le mostre?
RispondiEliminasai che in via massimiano c'è anche una galleria che fa ricerca e non pura e semplice vetrina?
complimenti per la scelta di questa mostra, ma se per te il panorama lambratese comprende federico luger e pianissimo, mi sembra che non andiamo tanto bene.
goncalo sena meritava che tu ne parlassi!
e, come prima di lui, tutti gli artisti o quasi presentati dalla galleria fornello (la disegnatrice norvegese era un po' noiosa)...
spero che non sia per amicizia che svolgi questo ottimo servizio!
sarebbe azzardato consigliarti di seguire una linea senza alti ne bessi?
sembra che per amicizia spesso predi delle cantonate!
macchè, la bordi c'ha il suo giro e guai ad aprire gli orizzonti verso giovani con ricerche interessanti che non le abbiano leccato il culo almeno una volta.
RispondiEliminaper quelli che conosco che ci hanno provato, comunque, dicono di aver parlato ad un muro.
va beh, anche art show è un semplice libretto che fa schifo ma è molto utile per scegliere cosa vedere, questo blog spesso è utile per scegliere cosa non vedere del panorama milanese (e non solo).
rubbi che vota la mostra alla quale ha partecipato è un genio!
della zappa!
Sempre utili i vostri consigli, non c'è che dire! Mi prendo la briga di rispondervi per mettere in chiaro che: questa non è un rivista d'arte, non si fanno recensione, non si fa cronaca, non si fa teoria, non si fa informazione ecc. E' un blog che ho 'aperto' per diletto (il mio prima di tutto) e di tutti quelli che mi seguono. Arrivo dove arrivo, capisco quel che capisco, 'incasso' lamentele, offese e quant'altro, spesso non facendo 'una piega'. Ero consapevole che qualsiasi cosa avessi fatto, detto (e ostentato, dicono alcuni) sarebbe stata mira di colpi bassi.
RispondiEliminaPer lo spazio che dedicherò alla Galleria Fornello, non devo dare nessuna spiegazione. Se mi verrà in mente un pensiero sensato sulla mostra, sarò ben lieta di condividerlo con voi. Altrimenti, perchè non ci provate voi a scriverlo e mandarmelo? Accetto qualsiasi proposta e sarà lieta di pubblicarla se farà 'al caso' mio.
Per le mie scelte, dettate da affetto, amicizia ecc. non trovo che ci sia nulla mi negativo. Come dire... non avendo editori alle spalle sono libera di fare e disfare tutto ciò che la mia intuizione mi detta.
La mia agenda è molto fitta e non non solo di numeri di telefono, ma haimè, anche di impegni lavorativi (e remunerati!). Dunque, anziché perdere il vostro tempo nell'insultarmi, datemi una mano e non fatemi perdere del tempo prezioso.
Buon lavoro!
le Mostre da Fornello... non le vede nessuno perchè molto spesso non ci sono nemmeno le opere... e se questa è ricerca.. forse si ricerca lo "Zero", nell'ambizione di sostituirlo.
RispondiEliminaPer altro, anche questo ultimo Pianissimo sta, velocissimamente, per uscire dai numeri naturali.
Ormai l'estetica del vuoto è arrivata alla cosmosi apologetica del Nulla.
dio mio, sembrate usciti dai dibbatttiti televisivi... che pppallle.
RispondiEliminaDaniel Turner mi sembra di un romanticismo densissimo, ma quale vuoto e quale solito nulla a sproposito.
Non mi sembra affatto male, certo il cognome e le nuvole basse devono essere indissolubili.
La mostra era la proposta più interessante di tutto il giro di inaugurazioni a Lambrate! Ottima scelta Pianissimo!
RispondiElimina