27/01/11

Da Berlino > Patrick Tuttofuoco / John Kleckner


Installation View, 2011, Courtesy Peres Projects, Berlino
David Copperfield, 2011, Patrick Tuttofuoco, Courtesy Peres Projects, Berlino
Untitled, 2010, John Kleckner, Courtesy Peres Projects, Berlino
…and me, 2011, Patrick Tuttofuoco, Courtesy Peres Projects, Berlino
David Bowies, 2011

Secondo report by Luciana Rappo da Berlino per la mostra di Patrick Tuttofuoco e John Kleckner da Peres Projects.
***
Patrick Tuttofuoco ha inaugurato da Peres Projects insieme all'artista americano John Kleckner il 14 gennaio scorso. All'opening tanti artisti, tanti italiani, tutti con la bottiglia di birra in mano. Insomma, atmosfera 'alternativa' come piace tanto a Berlino e, d'altra parte, si era proprio nella zona calda delle gallerie: quell'incrocio di strade tra Oranienburger e Friedrichstrasse dove si svolgono anche tanti degli eventi della Biennale.
Patrick ha portato quattro sculture di media grandezza, direi grandezza d'uomo. Tre delle quali davano l'idea di strani totem, presenze ieratiche, leggeri fantasmi di maschere, azzurra, verdina, a pallini, con un unico occhio-bocca-canale di comunicazione e pronte per recitare nel prossimo
film della pixar (questo per parte mia è un complimento, adoro Pixar). I fantasmini sembrano lievitare su piedistalli - in parte di plexiglas colorato e in parte in mdf - che giocano con forme piene e vuote, rotondità e spigoli, curve e linee rette. Le due parti dialogano bene tra loro, un incontro pieno di promesse.
Patrick carica meno le sue sculture di oggetti, di rimandi, di materiali eclettici, si concentra più sull'essenziale diradando l'immagine della maschera, facendola invece fluttuare, pronta a prendere il volo verso chissà dove, eppure tenuta legata alla struttura da una forza invisibile e misteriosa. Ma c'è anche gioco, leggerezza, sguardo autoironico verso ciò che è stato prima e che comunque progredisce trasformandosi in modo intelligente.
L'artista mi ha raccontato che queste opere sono la ricerca di una sintesi tra un certo rigore formale delle opere di qualche anno fa e quelle delle ultime mostre. Ne è testimonianza anche la quarta scultura, quella senza fantasmino: un gioco di forme semiregolari con una parte superiore di perspex trasparente semicurvo. E' una specie di periscopio pronto a captare onde medie, lunghe e cortissime, venti, impulsi, segnali da altri mondi e chissà che altro...

Patrick Tuttofuoco e Paolo Chiasera
Ubaldo Ubaldi e Patrick Tuttofuoco

48 commenti:

  1. Avrei voluto esserci anch'io, bellissime foto :)

    http://lena510.blogspot.com/

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  2. roba da suicidio
    Igor Redone

    ps meglio la pixar

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  3. Patrick e' proprio bruttino. Mentre Chiasera sembra un barbone...ah che bello vivere da mantenuti...

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  4. è straordinario lo sforzo profuso nel tentativo di dare un senso a queste opere, cercando disperatamente di trovare un modo per apprezzarle:

    .."strani totem, presenze ieratiche (???), leggeri fantasmi di maschere(???)".."piedistalli che giocano con forme piene e vuote, rotondità e spigoli, curve e linee rette".."le due parti dialogano bene tra loro, un incontro pieno di promesse(????)"..."Patrick si concentra più sull'essenziale diradando l'immagine della maschera, facendola fluttuare, pronta a prendere il volo verso chissà dove, eppure tenuta legata alla struttura da una forza invisibile e misteriosa(???)"..."Ma c'è anche gioco, leggerezza, sguardo autoironico verso ciò che è stato prima e che comunque progredisce trasformandosi in modo intelligente"..."Ne è testimonianza anche la quarta scultura, quella senza fantasmino: una specie di periscopio pronto a captare onde medie, lunghe e cortissime, venti, impulsi, segnali da altri mondi e chissà che altro..."

    a prescindere dalle opere (ripetitive, poco ispirate, poco più di un gioco infantile, a mio parere), vorrei gettare lo sguardo un secondo su questa tendenza a scriverne davvero di ogni per dare una parvenza di "artistico" e di geniale anche dove quel che appare è il deserto pneumatico. tanti critici e curatori lo fanno e questo fa - nel migliore dei casi - tenerezza: anche in questo caso è una sorta di regresso all'infanzia, con maturi trentenni, quarantenni che scrivono come bimbi. Questo vale spesso anche all'estero, intendiamoci, ma qui se ne fa esperienza diretta, e dunque..

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  5. Giudicare il testo scritto da una persona che non fa questo di mestiere e prenderlo come 'esempio' per parlare del linguaggio in arte.. mi sembra quanto mai ingenuo!
    Capisco che in arte contemporanea si può dire tutto e il contrario di tutto...
    La differenza sostanziale è: avere il coraggio di esporre sia il 'culo' che la faccia! Questa discriminante è importantissima, visto che qualsiasi cosa venga fatta, non andrà mai bene.
    'Ognuno è quello che fa'...

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  6. non è questione di ingenuità. non c'è quel gran solco che intendi stabilire fra quanto scritto qui sopra e tanti comunicati stampa, articoli di mousse, contributi a cataloghi scritti da persone del settore. magari i barocchismi e la complessità dell immagini aumentano (si potrebbe dire che son trucchi del mestiere: ABO ne è il principe), ma la sostanza è la stessa. anche perchè molte persone del mestiere non sono certo più elevate nell'analisi rispetto a chi fa curatela o lavoro in galleria..
    non è il caso di rifugiarsi sempre nell'argomento che mostrare la faccia rappresenta il filtro fra il bene e il male. la critica vale in sè e per sè, quale rappresentazione di un'opinione individuale. nome e cognome sono convenzioni di scarso spessore: quel che conta è il pensiero.
    non è un caso che il circo dell'arte contemporanea sia in continuo assedio critico, sotto tutti i fronti, perchè spesso appare un mondo in fase drammaticamente solipsistica, scollegato dalla realtà, per certi versi alla deriva. ma ancora fa parecchio orecchie da mercante: finchè la barca va..

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  7. "la critica vale in sè e per sè, quale rappresentazione di un'opinione individuale. nome e cognome sono convenzioni di scarso spessore: quel che conta è il pensiero" BUFFONATE! Non mi interessa!! Se ti da del buffone un anonimo è una cosa.. ma se sono io, Elena Bordignon, a darti del buffone e intasatore di blog, è un altro paio di maniche!
    La critica non vale per sè.. dipende chi e perchè viene formulata.
    Ti invito a scrivere sul tuo diario personale, sul brutto sito di lr, o su altri siti propensi a un dialogo sterile, provocatorio e noioso.
    Ma che ti hanno fatto da piccolo? Problemi in famiglia? Sovrappeso?
    Ma con chi ce l'hai?

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  8. Questa cosa della faccia è molto interessante. Come chiedere a Sollevit di fare sculture barocche. Anche perchè poi non si dicono cose per cui è necessario nascondere la faccia...quindi non si capisce quale sia il problema.... Questa cosa fa veramente ridere, ed è sintomatica della situazione di totale spaesamento in cui verte l'italia.

    Ci sono cose che sono sotto gli occhi di tutti e risapute, ma si preferisce compiacere tutti perchè "non si sa mai" e perchè nell'arte tutto è permesso...queste sono idiozie sintomatiche di un sistema italiano precario e povero di contenuti.

    Tuttofuoco in questa personale berlinese sviluppa alcuni lavori presentati recentemente a milano e che sembravano veramente ikea evoluta:

    http://tv.exibart.com/news/2008_lay_notizia_02.php?id_cat=78&id_news=6411&filter=cerca&page_elenco=1

    http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/90150976

    Il problema è che io vedo Tuttofuoco solo in mostre in gallerie commerciali, forse è un ambiente un po' limitativo. Forse prima bisognerebbe strutturare un linguaggio forte e poi sintetizzarlo in opere da galleria; al contrario si rischia si fare solo ikea evoluta. Tuttofuoco aveva iniziato a strutturare questo linguaggio ma ora si comporta come se avesse 60 anni e fosse artista storico, quando cose così vengono fatte da decine e decine di artisti.

    Luca Rossi

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    1. secondo me non è grave se il lavoro è buono o meno, la gravità sta che l'Italia mantiene i lussi di pochi gioielli di famiglia...
      trasferito a Berlino con residenza, dopo a NY con residenza...quando gli comprano casa? pensione?
      in tutto questo, io dico, lo hanno sostenuto e non è riuscito a farsi valere sarebbe anche ora di smettere di mantenerlo
      anche se è molto simpatico.

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  9. Elena Bordignon, mi cancelli i post? Vedi, forse questo significa che un po' ho ragione? O no? Io sto argomentando un critica e tu mi cancelli...ma la scriverò sul mio blog.

    luca rossi

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  10. ho seguito il lavoro di Patrick Tuttofuoco dai suoi inizi e, pur non essendo critica, nè giornalista, nè tantomeno blogger, ringrazio Elena di aver ospitato quella che da parte mia è stata una specie di cronaca dei miei pensieri guardando i nuovi lavori di Patrick. Le opere di Patrick a me sono piaciute, ho cercato di scrivere questo argomentandolo un minimo, quello che è giusto per un blog, non dovevo farne uno studio, nè una tesi magistrale. Poi si può discutere e approfondire tutto in questa o in altre sedi. E comunque nel mio caso la regressione è ben più grave...dato che non ho nè trenta nè quarant'anni ma molti di più :-))
    E comunque: stay hungry, stay foolish a tutti

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  11. too much rehberger...very very

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  12. Scribacchia, scribacchia, caro lr! Che smacco che il tuo post era finito nello spam a mia insaputa! :D Se sei a Bologna, fammi un cenno...

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  13. "Ma che ti hanno fatto da piccolo? Problemi in famiglia? Sovrappeso? Ma con chi ce l'hai?"

    che caduta di stile. relève toi, je t'en prie.

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  14. io vorrei sapere se Ubaldo è da intendersi come Ubaldo Tuttofuoco, ovvero forse il papà di Patrick?
    chi è Ubaldo?
    scusate la curiosità non-artistica...

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  15. Peres Projects è la galleria. Ubaldo Ubaldi è un amico e collezionista di Tuttofuoco.

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  16. Tuttofuoco vai a lavorare !!! siamo stufi di sta paccottaglia da modernariato. se cresciuto grazie a un sistema marcio e acritico. che motivo c'è per esporre simili sculture? strani totem (???) presenze ieratiche (???) leggeri fantasmi di maschere (???) azzurra, verdina, a pallini (???)
    spero che qualche giovane critico curatore artista direttore artistico abbia il buon cuore di spiegarmi le ragioni per cui esporre ste cose. in tutto ciò vedo solo un'esegesi del nulla peraltro lontana dai classici riferimenti colti che solitamente caratterizzano simili mostre ( gli archivi, rapporto con la comunità, l'antropologia, Giorgio Agamben ecc..) ormai siamo arrivati ad un punto in cui l'arte contemporanea italiana è programmabile da un software:
    prendi un ventenne
    iscrivilo a Brera o allo Iuav
    fallo incappare in un archivio sperduto di foto di un reporter bulgaro nascosto in italia
    fagli creare variazioni sul tema della prima opera che ha avuto successo
    aggiungi foto,video, performance, installazioni a piacere
    fagli incontrare esegeta giovane amante dei barocchismi laureato in filosofia e aspirante curatore
    et voilà un altro giovane artista italiano !!!
    scusate i toni da manifesto futurista
    ma mi sembran situazioni non rare all'interno dello stagnante sistema italia. scusate l'anonimato ma lo devo mantenere per ragioni personali. spero che qualcuno abbia la gentilezza di rispondermi. la mia non è una critica al blog ma una critica alla critica in ogni caso.. il blog è ben strutturato ed è molto utile per sapere le mostre che ci sono in giro... CIAOOOO

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  17. Scusa anonimo, ma secondo te che motivo ci vorrebbe per esporre una qualunque cosa?

    Può darsi che questa mostra di Patrick non lasci un segno indelebile nella storia del progresso umano (probabilmente è così per qualunque mostra d'arte), però le critiche che porti mi sembrano un po' troppo generiche... solo il frutto di un qualunquismo acrimonioso.

    Voi anonimi interventisti in questo blog siete ancora più noiosi, inutili e stantii della palude che criticate... altro che futurismo!

    E' inutile che tu ti offenda, tanto sei anonimo, potresti essere chiunque... potresti anche essere me! :DDD

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  18. è vero che l'anonimato non porta a nulla. è vero che questa mostra difficilmente verrà ricordata. secondo me il problema è alla base. ormai l'arte contemporanea non riesce a svincolarsi da questa deriva spettacolare in cui regna la mancanza di contenuti e di criteri di giudizio. per quanto gli operatori del settore agiscano in buona fede, è evidente che siamo arrivati a un punto in cui il rapporto tra oggetto esposto e proposito/recensione/critica è veramente insanabile. sarebbe interessante indagare i modi e il linguaggio con cui la critica d'arte tenta di accostarsi all'indecifrabilità di simili artefatti.

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  19. balestrero lasciatelo dire: sei più anonimo degli anonimi, quanto al contributo che offri in questo blog..

    ma resta pure così, asserragliato nel tuo fortino a difesa dell'arte contemporanea, col fucilino di legno con gli elastici..

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  20. haters. qualche volta mi é capitato di finire su dei blog legati alla cultura hip-hop. sono davvero molto simili. nessuno in grado di fare una critica. l´anonimato su internet ha dato la possibilitá di svilupparsi alle piú grandi frustrazioni degli esseri umani. luca rossi ce lo ha dimostrato ampiamente in tutti i suoi post, nei quali attacca spesso le persone per quello che crede lui siano e non per quello che fanno. qui la gente ormai non critica il lavoro di un artista ma, senza conoscerlo, critica la sua provenienza sociale. é l´italia coi suoi modi berlusconiani, purtroppo. un paese dove il dialogo e la critica hanno smesso di esistere per far spazio allo scherzo e all´insulto. non se ne puó piú. non capisco con che dinamiche la gente riesca ancora a prestarsi a questo.
    la critica non c´é stata. in questi post possiamo solamente leggere la critica della critica, perché é quello col quale la maggior parte dei blogger si relaziona. questi giovani utenti di internet non vivono nella realtá, nella materia di cui la societá ma anche l´arte e la scultura fanno parte, ma di notizie di seconda mano. chi é andato a vede sta mostra veramente? bastano due foto per capire una mostra? un giudizio e una critica sono necessari nel mondo dell´arte oggi, ma per piacere, parliamo d´arte e non di gossip. sembra solo tutta frustrazione piccolo borghese determinata da un mancato scatto sociale.

    la mente umana é semplice e risponde a stimoli semplici.
    (giulio tremonti)

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  21. x anonimo del commento sopra il mio:

    qua mi sa che l'unico/a piccolo borghese sei tu. Cioè tu hai la presunzione di venire qua e di dirci come va la vita...ti prego, non mettere più post. Personalmente ho vergogna all'idea che esistano esseri umani come te, che vuole farci la lezioncina e poi si firma anonimo. Per favore la morale falla in chiesa o ai cattolici. E' evidente che la mostra in oggetto può tranquillamente essere vista e capita dalle foto, ma pensi che siamo tutti dei mongoloidi? Io rimango sbalordito quando sento che in giro c'è gente come te, che ci fa un predicozzo sull'anonimato e poi si firma anonimo. STAY AWAY!

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  22. bravo anonimo!
    quello é uno di quelli che sono appena usciti da brera e si credono chissacchí. hai ragione: STAY AWAY! di ste mostre ne vediamo una ogni due giorni e non c´é bisogno di andare a berlino. le foto bastano e avanzano.e poi? se abbiamo voglia di portare il dialogo piú su un livello personale é anche perché l´arte é personale. non é forse cosí? vergogna!

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  23. Anonimo ad anonimo...
    Permettetemi:

    Usare l'appellativo "mongoloidi" con intenti lesivi, ad uso di insulto, una volta terminate le elementari, è IGNOBILE.
    Divertensodi, meriterebbe considerazione anche l'uso della parola "cattolico" con implicazioni dispregiative.
    Di fatto: nessuno scriverebbe-
    il predicozzo- fallo agli ebrei in Sinagoga... troppo politicamente scorretto?
    qual'è il distinguo?
    Inutile inoltrarsi in questo ginepraio...

    Fermo resta che dagli anni '70, si tenta educare i bambini italiani a non perpetrare l'inveterata cretineria dell'impiego del termine "mongoloide", e tutta una serie di altri termini indicanti vari tipi di "diversità", ad uso detrattivo...
    e qui, parlando di "cultura" non riuscite a dominarvi nemmeno nello scrivere?
    "le parole sono importanti..."
    e anche le persone sono importanti.

    Vorrei solo suggerire una riflessione: una pessima abitudine olandese, diffusa soprattutto tra i più giovani, è usare, in quanto esclamazione di disappunto, il termine CANCRO- (non il segno zodiacale... se qualcuno se lo chiedesse...)
    Dunque la conversazione con un olandese, potrebbe ridursi ad un continuo balzo di "cancro" in "cancro"...

    a questo punto meglio, per tutti, saltare da un "cazzo" ad un altro e al successivo etc etc... o no?

    Come dicevamo, le parole sono importanti...

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  24. ma per favore, ignobile sei tu che vieni qua a tediarci con le tue rigidità da collegio. mi domando dove vivi. mi auguro il più distante da me

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  25. in effetti questa lezione è fuori luogo.
    anche in emilia romagna si usa l'espressione "c'at venga un cancher" senza scandalo di nessuno. e francamente "mongoloide" usato così nel mezzo di un'invettiva non è offensivo nei confronti di nessuno. non esageriamo con questo politically correct dell'ostrega all'americana, please!

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  26. caro anonimo, non difendo niente e nessuno... e il fucilino di legno te lo darei volentieri sulla testa, se servisse a farti entrare in quella zucca vuota che l'unico effetto delle invettive generiche stile "è tutto una merda, è tutto un magna magna..." associate all'anonimato è quello di testimoniare l'acredine e la frustrazione di chi le esprime.

    ma cosa pensi? che qualcuno, artista o curatore o gallerista o semplice aficionado che sia, leggendo post di quel tenore si fermi a pensare: o cazzo! l'anonimo del tale giorno alla tale ora ha proprio ragione! basta col modernariato, basta con l'ikea, basta con i nepotismi e i reporter bulgari! che rivelazione! ora cambio radicalmente la mia poetica, le mie scelte estetiche, i miei gusti e financo la mia filosofia di vita!

    no dai... davvero, è quello che pensi?

    sai cosa sembri? sembri la sinistra italiana... sembri il PD!

    Non c'entra niente, ma tutto ciò è molto triste!

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  27. io correggerei il nome della galleria anche nella courtesy...

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  28. La political correctness... io non lo conosco e non la pratico, in America anche volendo, non potrei andare-
    In primis:
    Il fatto che in Emilia Romagna si dica: che ti venga un cancro, senza scandalo... mi pare del tutto irrilevante... in questo contesto dove il mio esempio olandese, stava sopratutto a sollevare una riflessione sulle alternative-
    CANCRO o CAZZO?

    io oggi ordino solo il secondo, Grazie...

    Che ti venga un cancro!
    Tu lo dici? lo scrivi e lo auguri?
    Lo auguri nella parola scritta autografa?
    Perchè a fare gli untori cancerogeni anonimi... fa un po' stupido/vile... e il tono divertito con cui lo racconti evidenzia una divertita indulgenza...

    Secondo:
    se volete fare i politicamente scorretti... fatelo per davvero... fatelo come selvaggi, con le mani e con gli sputi in faccia... con i calci nel sedere, di fatto, fatelo faccia a faccia... con la vs faccia... pure se la faccia è una faccia con il culo in faccia.

    oppure il ragazzo incattivito che non vuole andare in collegio... potrebbe tentare di esprimere almeno una relativa creatività linguistica, distogliendoci dall'inconsistenza dei suoi contenuti.

    Il resto non conta... e NO... non abito distante da te... (e qui forse per farmi intendere dovrei aggiungere: sporco negro, frocio, mongoloide... pre socratico, pitagorico, ebreo, cattolico, street-writer, ragazzo di strada, Boy Scout, Boy in the Hood, Robin Hood, oppure volendo, povero in canna, proletario, oppure berlusconiano, leghista, comunista, pieno di soldi, comunista pieno di soldi, vetero comunista pieno di soldi, mantenuto, figlio di papà, figlio di puttana, figlio della Lupa, oppure artista, oppure curatore, culattone o peggio studente di belle arti.. o peggio aspirante artista...o magari, postulante artista, petulante artista? o anche... artista che vorrebbe ma, davvero non ce la fa... artista alto, basso, artista medio, artista mid career, cornetto, stecco, ciccione, pelato, testicolo, ventricolo, cesso, figo... no figo assolutamente mai... TU NO, temo di no...ritenta, sarai più fortunato)

    IO: abito molto vicino a te.
    Posso essere una persona qualsiasi come te, posso essere TE, che non ti firmi e mi induci a non firmarmi.

    La mia non è una lezione- non ho lezioni da trasmettere a nessuno... I was just stating the obviuos... c'è (si spera) un limite anche alla gratuità di uno stupidismo anonimo.

    Risolto lo stupidismo anonimo, resta il potenziale infinito dell'aleatorio lessicale.
    Un luogo di meraviglie tutte da scoprire... senza dimenticare la tradizione, Ostrega...

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  29. caro balestrero, ma quale "acredine", quale "frustrazione"? nei confronti di cosa?
    lo vuoi capire oppure no che ci sono persone che possono non avere interessi direttamente collegati con il mondo dell'arte contemporanea?
    persone che non hanno interessi da wannabe? che non aspirano a essere curatori/galleristi/artisti?
    hai mai sentito parlare di "pubblico", del concetto di "spettatore", "fruitore", quello cui, magari, gli artisti dovrebbero ogni tanto pensare, invece di porsi come orizzonte unicamente quello degli addetti ai lavori?
    ti suggerisco di uscire dalla fortezza/bozzolo e di fare lo sforzo di intendere l'arte non semplicemente da un punto di vista lavorativo e professionale, ma in sè e per sè. e la critica dell'artista e dei molli critici svolta dagli anonimi come un tentativo di gettare un sasso nelle acque spesso stagnanti dello scenario artistico locale.
    puoi prenderla come vuoi, ma non sarebbe male prestare ascolto, ogni tanto, invece di difendere il fortino e basta.
    se l'interpretazione che dai ai commenti di questo blog (o a quelli di luca rossi, cui ti riferisci esplicitamente) è filtrata dal tuo desiderio di diventare qualcuno in questo circo, di essere amico di tutti, allora sì che fa tristezza..

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  30. vedo che le mie parole vengono regolarmente fraintese, dovrò rivedere i miei codici di comunicazione...

    in ogni caso, se volessi essere amico di tutti probabilmente resterei anonimo, no?

    per quanto riguarda il pubblico/fruitore/spettatore credo invece sia il fulcro di tutto quanto, sarebbe fantastico se qui o altrove se ne parlasse... ma non sotto forma di commenti suppostamente informati, ma anonimi e generici!

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  31. "in ogni caso, se volessi essere amico di tutti probabilmente resterei anonimo, no?"

    la risposta, mi pare fin troppo ovvio, è no.
    ancora mi manca di aver letto da parte tua sferzanti critiche ai lavori sottoposti in questo blog. se mi son perso qualcosa, fammi sapere, però.

    è un po' questo il senso dell'anonimato - con tutti i limiti che l'anonimato incontra, d'altro canto. a te di stabilire se l'anonimo è informato sui fatti o millantatore, ma spesso qui si leggono parole sante, invece del solito parlarsi addosso (piuttosto tipico del settore).

    è questo il bello.

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  32. sottoporre i lavori qui trattati a "critiche sferzanti" è lo sport nazionale in questo blog, ha già parecchi praticanti, e assomiglia moltissimo allo sparo sulla croce rossa!

    a me spesse volte suscitano solo indifferenza, e pigramente taccio, ma qui si preferisce vedere scorrere il sangue... magari vedremo di darci da fare!

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  33. Balestrero non ti arrabbiare!
    La tua assiduità nel commentare i vari post è invidiabile, così come lo è la tua determinata correttezza.
    L'anonimato in questo blog, ed in altri, sta dando luogo a manifestazioni continue di irrisolti pregressi aprendo il varco a tutto l'indicibile... che appunto, sarebbe tale in un confronto diretto.
    Io talvolta pur dissentendo dalle tue opinioni, apprezzo i tuoi interventi a prescindere dalla mia condivisione/distanza, proprio per la loro intelligente compostezza dialettica che non necessita dell'insulto e nemmeno di un alias.

    Non farti esasperare!
    Soprattutto visto che nessuno si firma mai... inutile esasperarsi con l'ignoto...
    -sono le medesime cose che diresti a me, ma io, che spesso non mi controllo e mi agito e grido anche in strada come un'eroina di Carolina Invernizio, a volte non posso evitarlo: ma andate affffff....

    Vorrei aggiungere un commento al post anonimo - cit.
    "lo vuoi capire oppure no che ci sono persone che possono non avere interessi direttamente collegati con il mondo dell'arte contemporanea?"

    --NO bello, sei tu che dovresti capire che ti stai sbagliando... chiunque legga questo blog, e me ne dispiaccio amaramente, HA INTERESSI DIRETTI nell'arte contemporanea... di fatto, essa medesima interessa in modo continuativo solo ad una strettissima cerchia di persone che la praticano, la curano, la comprano, la vendono, la criticano... il "pubblico" quale mero frequentatore... in Italia, in pratica, è ridotto ad una minoranza relativa.

    Se non il libro più venduto il Italia è un libro di ricette immediatamente seguito da un libro di Fabio Volo... difficile voler credere che si siano sviluppate le condizioni e gli strumenti necessari ad una famigliarità con l'arte (disgraziatamente TUTTA...) che sia prova di disinteressato interesse, che sia passione.

    Cito varie forme di "passioni" largamente diffuse:
    Il calcio
    il calcio
    il calcio
    il prime time
    il calcio
    mmmm... il calcio...
    L'abbronzatura

    é drammatico ma, nel mio lavoro non mi capita mai di imbattermi in schiere massive di puri amatori. Succede di incontrare alcune persone onestamente interessate, ma queste spesso sono piccoli collezionisti, hanno dunque "interessi" diretti (a volte in-sane passioni ma, in quanto collezionisti, sono essi medesimi parte del sistema e suoi interpreti).

    L'arte contemporanea interessa quanto la quantistica o la vita privata dei parameci, ma disimpegna le meningi ed ha, per alcuni, un immediato risvolto di diletto sociale,

    Troppo frequentemente essa è un pretesto di esibizione di status-quanto lo sarebbe altrove un Daytona in oro massiccio- in pratica: abbiamo "hamo svortato...!"- siamo passati da una vicenda di nessun interesse ad una faccenda di pratiche modaiole senza fermarci ad acquisire un minimo rilievo/spessore socio-culturale...La condizione dell'arte contemporanea italiana è demandata a personaggi politici senza alcuna competenza tecnica, con conseguenti ovvi risultati.

    Se l'anonimo di cui sopra, volesse segnalarmi contesti (salvo Artefiera- dove effettivamente circola un pubblico molto vario di curiosi avventizi) in cui riscontra una vera affluenza di "pubblico" gli sarei grata.

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  34. anonima ti sei dimenticata del bunga bunga nella lista di italiche virtù

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  35. "NO bello, sei tu che dovresti capire che ti stai sbagliando... chiunque legga questo blog, e me ne dispiaccio amaramente, HA INTERESSI DIRETTI nell'arte contemporanea".

    per ora rispondo solo a questa affermazione, ribadendo che occorre uscire da questa visione. c'è molta gente che ruota attorno al circo dell'arte contemporanea senza alcun interesse diretto. non crederai mica che tutti quelli che vedi ai vernissage (di gallerie e fiere) siano gente del settore o collezionisti, spero? e lo stesso dicasi per chi scrive su questo blog..

    ps approfitto per dissociarmi dall'aggressione (peraltro innocua) ai danni di balestrero: pur avendo espresso idee contrapposte alle sue, mi pare una sortita gratuita, senza senso.

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  36. amica tempestosa e realista.3 febbraio 2011 alle ore 21:21

    Purtroppo non sono io a crederlo... è una realtà...
    Alcune fiere fanno eccezione, ma per il resto:
    siamo sempre i soliti - creda... non me ne compiaccio... ma la situazione è ovvia, in Italia l'arte contemporanea interessa a pochissimi e, questi stessi, sono tutti diversamente partecipi del sistema.
    per sistema non intendo "il sistema detestato da Luca Rossi" ma una rete variegata di professionisti, studenti, operatori del settore, giornalisti e collezionisti che lo costituiscono e ne combinano la morfologia in relazione di reciprocità o aspirano a farne parte.
    Il "pubblico" non ci frequenta...il "pubblico" ha altro da fare... il "pubblico" se ne frega dell'arte contemporanea (e forse fa bene...)
    è un dramma, ripeto, ma il pubblico... inteso come grandi numeri di utenti, non ci conosce e non ci considera.
    Il "pubblico" non legge, non va alle mostre, non legge i quotidiani, non va al cinema, non va a teatro, il "pubblico" ha altro da fare.
    Che l'arte sia estremamente distante dal "pubblico" è un'ovvietà secolare. Quando è autoreferenziale ed autoreferenziata... il gap è incolmabile.
    L'unica arte che possa dirsi nazional-popolare è da cercarsi forse nell'interpretazione che ne hanno data Luca Beatrice&Co facendo vessillo di quella che, io credo, sia appropriazione arbitraria di diritto ad interpretare il "gusto" spalmato su vasta scala.
    Io non ho mai sposato questa visione, ma sono realista nel dire che l'arte contemporanea di "cosiddetta" qualità mortifica ogni intenzione di avvicinamento anche per una ovvia mancanza di strumenti di avvicinamento da parte di eventuali debuttanti utenti.
    La democratizzazione dell'arte contemporanea è un progetto fallimentare (non che esista tale progetto...) perchè l'educazione alla medesima dovrebbe essere ben inscritta nei processi formativi e nell'impianto pedagogico, cosa al momento impraticabile- e siccome l'interesse all'arte contemporanea non entra nel dna spontaneamente.. come fa invece la passione per il calcio... le masse non le possiamo nemmeno desiderare da lontano.
    La contemporaneità è ignorata persino nei libri di testo... lo studio dell'arte in ambiente accademico ed universitario generalmente si ferma alla Pop Art... (Eh.. sì...)
    Non ho gli strumenti per fare un'analisi sociologica in merito alle dinamiche dell'estetica contemporanea e del suo mutismo davanti alla persona media. (nè potrei auspicare un ritorno alla massificazione dell'arte di regime...l'arte che parla del popolo e parla al popolo...)
    So per certa esperienza diretta che ad una vernice qualsiasi si contano operatori del settore o collezionisti in numero di 30:1 rispetto ai "curiosi" o ai frequentatori...
    è un male? non so... ma è un fatto...
    se poi lei vuole farmi un esempio di situazioni differenti in cui le pare che l'arte incontri il "grande pubblico" magari evitando di citare mostre sull'impressionismo o altri block busters di genere... le sarei grata.
    la prego: mi stupisca!
    Se invece volesse farmi un esempio pratico, mi spieghi perchè LEI stesso scrive e legge questo blog...
    Le ricordo una cosa: alle ns mostre... non vengono nemmeno i ns genitori... eppure non siamo scarrafoni peggiori di altri... se fossimo dei tennisti forse ci seguirebbero anche agli Australian Open...

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  37. beh, sarò breve, forse perchè non mi appartiene una tale vis di scriba.
    partedno dal fondo: che i vostri genitori abbiano in cuore di spezzare il cordone ombelicale che vi lega loro è davvero encomiabile e dunque più che uno scandalo mi pare un premio che latitino le vostre vernici.

    benchè nulla la possa convincere del contrario (le do del lei - lo fa anche lei) a spasso per le mostre e le vernici (forse più le prime delle seconde) ci sono ben più estranei del misero 30:1 dal quale le piace vedersi circondata. senza andare sulla luna, basti pensare a luoghi come la tate per spiegare il fenomeno a livello macroscopico: fossero tutti del settore dovrebbe chiudere dopo poche settimane per carenza di pubblico. non nego che le vernici in galleria siano più respingenti, ma in questo caso son molti i pischelli alla ricerca di un prosecco a buon mercato velato di intellettuale.
    mi pare che, a parte il catastrofismo un po' teatrale, le sue parole siano proprio una bella sintesi del fatto che il solco spesso si crea, più che esistere. piace vedere il pubblico lontano e disinteressato, forse perchè il circo vive meglio in questa utopica separazione.
    i libri di testo si fermano all'arte pop e alla seconda guerra mondiale.. ops! sorpresa, non si riescono mai a finire i programmi e ci si ferma a qualche decennio fa, non se n'era accorta? e la geografia recrimina il mancato studio del polo e di tanti paesi ingiustamente dimenticati..
    cara amica tempestosa, faccia anche lei lo sforzo di guardare oltre il giardino...

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  38. tanto per dire... e poi finiamola.4 febbraio 2011 alle ore 01:15

    scusi ma lei mi cita la Tate?

    Io le ho domandato degli esempi inerenti al ns discorso... e lei cita la TATE?
    Io sto parlando della situazione del contemporaneo in ITALIA... in implicita contrapposizione con la situazione estera e lei, impossibilitato a fornire esempi pertinenti... cita la TATE?

    Se lei riesce a citare solo la struttura che più di ogni altra al mondo costituisce gli antipodi dei musei nazionali involontariamente: mi da ragione.

    Faccia LEI lo sforzo di vedere che "oltre la siepe..." ci sta un buio spesso come il cemento.

    Personalmente la situazione che descrivo benchè amara, non mi rattrista affatto: sono anni che campo nel qualunquismo e che mi circondino gli uni o gli altri mi importa relativamente, io vi amo e vi odio tutti con profonda esattezza... le mie sono considerazioni generali e la mia interpretazione del fenomeno è irrilevante; dunque la sua idea di eventuali "teatralismi compiaciuti" è del tutto errata.

    Cerco solo di mostrare le evidenze di un nudo realismo.

    In pratica nella sua brevità omette di rispondere alle domande che ho posto e trovo sorprendente che lei si dica interessato all'arte contemporanea visto che la definisce, in due occasioni: un circo... con ovvie implicazioni detrattive.

    I circhi sono pieni di animali in gabbia, funamboli tristi e clown terrificanti... ma se lei è un appassionato di circhi... ad ognuno il proprio, se lei ci vede come un circo e continua a frequentarci un SUO motivo lo avrà di certo...benchè io non riesca ad immaginarlo.

    N.B. la mia considerazione sui genitori era una battuta tendente a dimostrare che l'arte contemporanea non si riesce a farla digerire nemmeno a coloro che dovrebbero essere i ns più convinti sostenitori... per altro i miei stando a Lambrate, non potrebbero venire neppure volendo.
    (ah- NO i libri di testo, persino delle medie- non si fermano alla seconda guerra mondiale...)

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  39. ma proseguiamo pure un po'. che male c'è?
    sempre partendo dal fondo, proseguendo alla rinfusa.

    (innanzitutto, non vorrà seriamente sostenere che dopo la seconda guerra mondiale i libri di storia per i licei sono scritti con l'intento di essere studiati, vero? ma ad ogni modo visto che parla di realismo saprà che la realtà degli studentelli li porta sempre lontani dalla contemporaneità: come con l'arte, se uno non è curioso di attualità può pure campare ignorando quel che gli accade intorno, altro che scuole..)

    mi permetto di definire circo quello dell'arte contemporanea perchè a questo molto spesso si riduce. non soltanto da queste parti. ci sono tutte le figure, gli elefanti, il capocomico, i trapezisti, i nani, le cavallerizze e così via.. eppoi è un paragone a suo modo nobile, non per forza dispregiativo.

    cito la tate come esempio su larga scala, per significare una cosa semplice semplice: nonostante i tentativi quasi pervicaci degli artisti contemporanei (la buona parte, con significative eccezioni) di tentere lontano il pubblico con opere spesso ai limiti del comprensibile (per chiunque), il pubblico resiste eccome e affolla eventi di ogni genere, senza secondi fini. magari anche con velleità futili, come dicevo, ma non certo nella misera misura che lei crede. questo non solo nelle terre d'albione, ma anche a casa nostra, nei più miseri hangar bicocca, ai pac, ai macro, ai maxxi, pure a lambrate, dove potrebbero senz'altro manifestarsi i suoi orgogliosi genitori.

    "l'arte contemporanea interessa a pochissimi e, questi stessi, sono tutti diversamente partecipi del sistema" è un assunto errato, compiaciuto. certo l'interesse nei confronti dell'arte contemporanea rispetto ad altri ambiti (vd. alla voce calcio, per es.) può definirsi di nicchia, ma di nicchia è la cultura in generale allora, e non vogliamo troppo generalizzare (anche se qui altro non si può fare, forse)..

    sono più gli artisti contemporanei a fregarsene del pubblico (rivolti però con attenzione a curatori e collezionisti, spesso per nulla concentrati sulla sperimentazione e sulla riflessione circa il loro operato), che non il contrario.

    ma a lei piace definirsi realista e pensare "Il "pubblico" non legge, non va alle mostre, non legge i quotidiani, non va al cinema, non va a teatro, il "pubblico" ha altro da fare": invoca la catastrofe e con ciò preferisce evitare del tutto il problema del pubblico. il pubblico non esiste.

    oppure è impreparato: "Io non ho mai sposato questa visione, ma sono realista nel dire che l'arte contemporanea di "cosiddetta" qualità mortifica ogni intenzione di avvicinamento anche per una ovvia mancanza di strumenti di avvicinamento da parte di eventuali debuttanti utenti". povero pubblico di ignoranti: si presenta al ballo delle debuttanti senza aver preso lezioni. è su questa pia illusione che molti sedicenti artisti costruiscono il loro lavoro "di qualità". sulla convinzione di essere migliori, per aver letto qualche libro difficile o aver amato qualche regista d'essai. ma per favore! finchè è questo il panorama locale (ma grazie al cielo non la pensano tutti come lei) buona parte dell'arte contemporanea sarà materia da polverose cantine, musealizzata da qualche circense in pensione e, chissà, prima o poi a portata di tutti al mercatino delle pulci.

    ma siccome lei crede di parlare con nudo realismo, difficilmente si convincerà del contrario. dunque inutile angosciarsi. il pubblico non c'è, non val la pena proeccuparsi. avanti così, senza pensieri.

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  40. le belle statuine amate dal grandissimo pubblico4 febbraio 2011 alle ore 13:46

    Mi perdoni ma lei pratica una continua manipolazione delle mie parole- dimostrando una pessima comprensione della lingua italiana oppure una pessima coscienza; ed esprime concetti contraddittori che lietamente si avvicinano al delitto linguistico.

    Per questa ragione non intendo investire del mio in quella che sarebbe una vera perdita di tempo.

    le ripeto semplicemente:
    Nessuno di noi è VITTIMA di una condizione...
    (avendo fatto mille lavori sono assolutamente consapevole di essere una privilegiata)
    -essere artisti professionisti non è un merito e nemmeno una certificazione di qualità o di "bontà"...non costituisce una documentazione di "superiorità" e in particolare, non necessariamete è sinonimo di "talento" - la relazione dell'artista con il "pubblico" può essere irrilevante/fondamentale funzionalmente al tipo di ricerca dell'artista.

    Il "pubblico che ha altro da fare" non è un'invocazione alla catastrofe è un FATTO INEQUIVOCABILE. E' un fatto concreto l'aspirazione condivisa al televisore al plasma, la catena del suv trainato dalle finanziarie, (come mi suggeriscono) il Bunga Bunga, la bizzarria delle sopracciglia ad ala di gabbiano sugli uomini etero, la vacanza alle lampados, la borsetta di Gucci, i treenni con la carta gold, il tradizionale trionfo del cinepanettone, le perniciose unghie squadrate, le diffuse aspirazioni televisive...il grido dell'Aho'!! etc, etc, etc.

    se lei volesse fare esempi concreti e possibilmente pertinenti, di Artisti Italiani Virtuosi che AVVICINANO il grande pubblico (magari senza cascare nella celebrazione di prodotti seriali per pedofili)- nuovamente le sarei grata-
    finora non mi pare si sia arrivati ad alcuna concretezza nelle sue risposte.

    aggiungo, avendo inteso che lei non è di Milano... (oppure irrimediabilmente privo di wit) che:
    -chiunque abbia i genitori a "Lambrate" potrebbe attirarli ad una mostra di arte contemporanea, o in ogni altro luogo, esclusivamente a mezzo di una seduta medianica... dovrò dunque attendere una personale di Olivia Plender.
    (ora provi su Wikipedia...)

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  41. beh, wit a parte (è il discrimine fra milanesi e non?), se scendiamo alle aspirazioni elencate, allora non posso che concordare: siamo andati a pescare nei sogni della maggioranza. eppure mi pareva di aver detto da qualche parte che pur sempre di nicchia si parla.
    quello che intendevo è che, pur essendo di nicchia (come tutto ciò che importa cultura: la storia, la filosofia, l'arte, la letteratura - tutte cose di nicchia) questa nicchia ospita parecchi appassionati che non coltivano interessi direttamente legati alla produzione e alla commercializzazione artistica.
    ma questa affermazione, in un modo o nell'altro, si infrange sullo scabro scoglio delle sue convinzioni.
    ma chi l'ha detto che la percezione del mondo dev'essere uguale per tutti?
    artisti che in qualche modo, volontariamente o no, si avvicinano al pubblico? parecchi. cattelan in primis, saraceno, gursky, boetti, cuoghi, kapoor, mi vengono in mente nomi persino banali, ma anche artisti più misconosciuti producono lavori che non creano grossi ostacoli (nè estetici nè concettuali) fra creatore e fruitore.
    comunque certo per iscritto si perde qualcosa. non è mia intenzione mistificare le sue parole, ma una conversazione sarebbe meglio..

    (ps beata ignoranza: preferisco non consultare wiki)

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  42. che delirio... l'anonimo che non vuole usare wikipedia e che non è di Milano...
    cita in modo sospetto "oltre il giardino" proprio nel medesimo giorno in cui Luca Rossi utilizza lo stesso riferimento su exibart... non ne usciremo MAI...

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  43. specie se vi fate dei trip su ogni cazzata.. (tra l'altro da pessimi sherlock holmes, visto che qui si giunge a delle conclusioni totalmente errate).
    la coincidenza della citazione è del tutto casuale.
    però certo che funziona: alla fine si può dire "siamo tutti luca rossi" e credo che questo fosse uno dei fini del suddetto.

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