Sigalit Landau, Go... home, stufe elettriche, neon, Courtesy Kamel Mennour, Paris
Jason Rhoades, ntitled, 2004, Frank Cohen Collection
Tracey Emin
Maurizio Nannucci, The Missing Poem is the Poem, 1969, Courtesy artista, Galleria Fumagalli, Bergamo, Galleria il Ponte, Roma
Maurizio Nannucci, The Missing Poem is the Poem, 1969, Courtesy artista, Galleria Fumagalli, Bergamo, Galleria il Ponte, Roma
Bruce Nauman, Big Welcome, 1985, Collection Daniel Hechter
Andrea Nacciarriti, R.I.P (landscape), 2009, Collezione La Gaia
Courtesy Galleria Franco Soffientino, Torino
Francois Morellet, Néon dans l'espace, 1969-96, Courtesy Galerie Denise René, Paris
John Cornu, Sonatine (Mélode Mortelle), 2008-2012 Courtesy John Cornu
Maurizio Cattelan, Christmas 95, 1995
Courtesy Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino
Alfred Jaar, M'illumino d'immenso, 2009, Courtesy Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli
Pedro Cabrita Reis, Un disegno (Il mare in fondo), 2009, Courtesy Pedro Cabrita Reis, Mgazzino, Roma
Stephen Antonakos, Incomplete Clue Circle, 1975, Courtesy Konrad Fischer, Dusseldorf, /Berlin
Marcello Maloberti, Amen, 2012, Courtesy artista, Galleria Raffaella Cortese, Milano














un tema più banale è noioso non potevano trovarlo. Zero idee proprio.
RispondiEliminacondivido, non sò se finanzierò ancora
Eliminama non è vero. David Rosenberg e Bartolomeo Pietromarchi fanno il loro onesto lavoro tassonomico con la speranza, mia, che il neon sia archiviato come il feltro, il grasso, i compressori da frigorifero insieme a tutti i materiali-feticcio che affannano la carriera di molti artisti.
RispondiEliminaLa materia luminosa dell'arte è il cervello, non certo il tubo.
Trovo meraviglioso il doppio e simile refuso (refuso?) dell'ineffabile LR e del suo anonimo amico: "è" per "e" e "sò" per "so" non possono essere un caso: si tratta di una doppia personalità? Di una rara coincidenza? O si tratta di un sottile messaggio subliminale del tipo: dimmi come scrivo e ti dirò chi sono? Ahiahiahiahi! Non sarèi sicùro della rispòsta.
RispondiEliminaPer me fare una mostra a "tema neon" è una vera bestemmia. In questi progetti emerge chiaramente come la figura del curatore possa veramente fare danni e relegare il ruolo di artista a quello di attore-comparsa alle dipendenze di un curatore-regista. Accostare tutte opere al neon è un po' come farle violentare fra loro. Poi salta fuori anche Maloberti che durante l'ideazione di questa originalissima mostra a tema, stava lavorando al Macro: "A Marcè, non avresti mica un lavoro con il neon???" "Subito, certo. Una cosa a caso: siamo in italia,vediamo...: amen! Va bene?"-"Ottimo, grazie".
RispondiEliminaSe fossi il vero LR avresti detto che all'Ikea di neon ne trovavi quanti ne volevi, che questa mostra è il prodotto della Nonni Genitori foundation che pagano le bollette e che bisogna fare le mostre con artisti che non conosce nessuno per non correre il rischio di fare favoritismi clientelari. E che comunque tutto quello che dici è per alimentare un dibbbattito e che ti aspetti una risposta a tema per fare scaturire la Verità.
RispondiEliminaO il caldo ti confonde o il monolite in basalto che hai nel cervello si sta sgretolando.