15/06/11

Le immagini ingannevoli di Anne Hardy > Galleria Federica Schiavo, Roma

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Seducono perchè sono finte, maniacali e ingannevoli. Anne Hardy - presentata alla Galleria Federica Schiavo (Roma) nella mostra Rehearsal, Interval, Tonight - parte da piccoli fatti quotidiani che attirano la sua attenzione, per creare delle surreali ambientazioni nel suo studio. Per mesi ricostruisce dei luoghi immaginari per poi fotografarli e, in un secondo momento, distruggerli. Questa pratica - già 'battuta' in Italia da Giuseppe Gabellone e a livello internazionale da Thomas Demand - diventa per la Hardy un modo per calarsi una realtà che ha vissuto solo nella sua immaginazione. Nell'opera Tonight, che mostra delle pareti nere con dei disegni naïf, l'artista è partita da un banalissimo cartellone pubbliciatario esposto vicino a dove abita. L'affissione avvisa che c'è una stanza disponibile all'affitto per gruppi che vogliono incontrarsi. "Non ho mai visto questa stanza ma ne ho invece costruito un'immagine di ciò che succede lassù, attraverso quello che propone il cartellone: disegno dal vero, fisica delle particelle, sessioni di batteria ecc. Ho immaginato il disegno raffigurato nell'opera come la materializzazione del mondo in cui i pensieri e le esperienze che si avvicendano in quella stanza potrebbero stratificarsi sulle pareti".Parte dalle suggestioni di un mosaico tedesco del 1923 l'opera Rehearsal, dove l'artista ricrea un grande pannello con scene di esagerato ottimismo dove si vedono corpi sani e atletici che danzano. La Hardy crea attorno a quest'opera un contesto da circolo sociale popolare, con tanto di palloncini, moquette macchiata e segatura. Anche in Interval l'artista ricostruisce una scena dove l'occhio vaga tra un sottile gioco di specchi e riflessioni. Si percepisce che qualcuno c'è stato o qualcosa è accaduto, ma nello spazio rimangono solo tracce, segni minuziosi.
Ritengo che, al giorno d'oggi, sia difficile raccontare ancora qualcosa di nuovo con il mezzo fotografico. Questa artista, mescolando scultura, scenografia e linguaggio fotografico, da vita a coinvolgenti (e bellissime) immagini.
"Con i 4 lavori in mostra, sono particolarmente interessata a forzare i limiti e le proprietà dell'immagine fotografica; le relazioni fra le proprietà formali dell'immagine e le loro qualità illusorie".
Photo courtesy Federica Schiavo Gallery, Roma

4 commenti:

  1. diomio, questa roba è orrenda, Sono appena stata a Basilea, per favore, non dico che ci si rifà gli occhi ad uscire dall'italia, ma almeno questa paccottiglia là non l'ho vista.
    elena, fa veramente schifo questa roba, ti preeeego....

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  2. ennesimo esempio di insofferenza alle scelte e gusti altrui...cara amica forse era meglio che ti fermavi a Basilea, in Italia ne abbiamo piene le scatole di gente come te

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  3. Caro anonimo, visto che hai giudicato in modo così irruento il lavoro di Anne Hardy, raccontaci tu la tua passeggiata dentro Art Basel. Penso che sia tutti curiosi di sapere cosa hai ammirato. Ti invito a scrivermi artele100@gmail.com
    Non so se riuscirò ad andare a Basilea.. dunque - un pò di coraggio - aspetto il tuo racconto!

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  4. hahaha, molto buffo il primo commento...
    ho visto gli stessi lavori dell'artista proprio ad ArtBasel, addirittura lo stand si trovava nella Main Fair! Non so che Basilea abbia visto la cara anonima

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