Breve intervista a Patrizio Di Massimo in occasione della sua mostra 'Modus Operandi' nello spazio white.fish.tank (Ancona).
ATP: Mi racconti la mostra in poche righe?
Patrizio Di Massimo: Modus Operandi è nata dall'invito di Ljudmilla Socci a proporre un progetto nel suo spazio anconetano white.fish.tank. Ho costruito la mostra intrecciando la copia di Ritratto ad Alfredo Casella (1924), di Giorgio de Chirico (opera esposta a Villa Necchi Campiglio, Milano) ri-dipinta da me dopo la performance Fuga dal disordine (2010), con gli episodi streaming di Ballando con le stelle (2009), in cui Emanuele Filiberto di Savoia è il protagonista travestito di diverse liriche, tra cui Voglio Vivere Così, Col Sole in Fronte. Ho inserito anche un nuovo corpo di dipinti che "mettono in scena la messa in scena" in forme disparate: teatro, circo, judo fino agli affreschi pompeiani.
ATP: Affronti temi legati alla storia nazionale italiana, perchè?
PDM:Perché sono Italiano e perché sono il frutto di questo particolare processo storico. Mi piace confondere la biografia personale con quella collettiva e provare a generare delle immagini che possano in qualche modo compensare sentimenti e pensieri che rimangono per me vaghi, incompresi o inespressi.
ATP: Credi all'Unità d'Italia? Ha senso festeggiarla?
PDM: Credo nell'Unità d'Italia perché è un fatto storico. Ammetto che la "retorica coccarda" di cui sono capaci gli Italiani in questi anniversari a volte mi spaventa (e mi interessa anche). Specialmente se la associo a quella quotidianità lamentosa e auto-denigratoria protagonista degli altri giorni. Comunque ha molto senso festeggiarla, che significa però anche ricordare il ruolo dei Savoia nel Risorgimento, così come quello dell'Unità come moto popolare, e vederne entrambi gli aspetti.
ATP: Utilizzi pittura e scrittura, perchè?
PDM: Perché attraverso le parole e le immagini generate oggi si può entrare nell'idea di un contesto specifico più che attraverso documenti o reliquie.
ATP: Chi sono i protagonisti dell'Italia di oggi?
PDM: Siamo noi.
ATP: Un 'sinonimo' per Modus Operandi.
PDM: Libera Chiesa in libero Stato, ancora.
ATP: Mi racconti la mostra in poche righe?
Patrizio Di Massimo: Modus Operandi è nata dall'invito di Ljudmilla Socci a proporre un progetto nel suo spazio anconetano white.fish.tank. Ho costruito la mostra intrecciando la copia di Ritratto ad Alfredo Casella (1924), di Giorgio de Chirico (opera esposta a Villa Necchi Campiglio, Milano) ri-dipinta da me dopo la performance Fuga dal disordine (2010), con gli episodi streaming di Ballando con le stelle (2009), in cui Emanuele Filiberto di Savoia è il protagonista travestito di diverse liriche, tra cui Voglio Vivere Così, Col Sole in Fronte. Ho inserito anche un nuovo corpo di dipinti che "mettono in scena la messa in scena" in forme disparate: teatro, circo, judo fino agli affreschi pompeiani.
ATP: Affronti temi legati alla storia nazionale italiana, perchè?
PDM:Perché sono Italiano e perché sono il frutto di questo particolare processo storico. Mi piace confondere la biografia personale con quella collettiva e provare a generare delle immagini che possano in qualche modo compensare sentimenti e pensieri che rimangono per me vaghi, incompresi o inespressi.
ATP: Credi all'Unità d'Italia? Ha senso festeggiarla?
PDM: Credo nell'Unità d'Italia perché è un fatto storico. Ammetto che la "retorica coccarda" di cui sono capaci gli Italiani in questi anniversari a volte mi spaventa (e mi interessa anche). Specialmente se la associo a quella quotidianità lamentosa e auto-denigratoria protagonista degli altri giorni. Comunque ha molto senso festeggiarla, che significa però anche ricordare il ruolo dei Savoia nel Risorgimento, così come quello dell'Unità come moto popolare, e vederne entrambi gli aspetti.
ATP: Utilizzi pittura e scrittura, perchè?
PDM: Perché attraverso le parole e le immagini generate oggi si può entrare nell'idea di un contesto specifico più che attraverso documenti o reliquie.
ATP: Chi sono i protagonisti dell'Italia di oggi?
PDM: Siamo noi.
ATP: Un 'sinonimo' per Modus Operandi.
PDM: Libera Chiesa in libero Stato, ancora.







mi sembra parecchio sotto tono questa personale.. peccato
RispondiEliminaun dilettante allo sbaraglio.
RispondiEliminalavoro intrigante, davvero una bella sorpresa!
RispondiEliminache triste
RispondiEliminaRagazzi, ma articolare ogni tanto vi fa male? vi costa troppo sforzo? sembrate un po' tutti Sandra Mondaini: che noia, che barba! senza un minimo di argomentazione... mi sembrate un branco di adolescenti annoiati che si aspettano che l'arte li intrattenga. ma agli adolescenti si perdona una certa tracotanza perchè sono senza esperienza, ma dal pubblico dell'arte ci si aspetterebbe un altro tipo di atteggiamento. quindi per favore smettetela di comportarvi come studenti di accademia viziati e iniziate ad argomentare le vostre critiche, altrimenti nessuno vi prenderà mai sul serio...
RispondiEliminaMostra molto bella, e inaspettata, complimenti
RispondiEliminail percorso di ricerca dell'artista è attuale e interessante sul piano concettuale e storico; accattivanti e fortemente apprezzabili sono la leggerezza e la forza ideativa delle immagini oniriche..
RispondiEliminaComplimenti, bella mostra!
qualità pittorica inesistente; ragazzi i pittori in italia ci sono e sono anche bravi, possibile che per vedere della pittura bisogna prendere come esempio artisti che la usano "solo di comodo" e che lapalissianamente non sono capaci di dipingere??
RispondiEliminaAd Anonimo: Ma ancora a pensare che la pittura sia una specie di panda, di specie protetta in via di estinzione da preservare dall'attacco degli altri mezzi espressivi? Solo in Italia c'è ancora chi la pensa in questi termini e continua il piagnisteo sulla pittura come qualcosa di differente dal resto delle pratiche...
RispondiEliminail "piagnisteo" come lo chiami tu, esiste in italia perchè è l'unico paese dove la pittura viene segregata. penso che sia evidente, puoi portare esempi del contrario? citami un solo giovane artista italiano che lavora unicamente con la pittura che abbia una carriera ben avviata. all'estero potrei citarti 100 pittori che lavorano stimati e riveriti.
RispondiEliminae non venirmi a raccontare la barzelletta che se non hanno successo è perchè il lavoro non è di qualità...suvvia non essere così sfacciatamente sprovveduto...
Anonimo del piagnisteo, del panda e delle 11,23- firmati e parliamone di persona- ti spiego un paio di cose estremamente evidenti che sembri ignorare...
RispondiEliminail tuo ragionamento è "pervertito"- la pittura non è da proteggere da altri media... la pittura è da "considerare" almeno, quanto... gli altri media.
Cosa che non avviene.
Se dimostrerai strumenti e contenuti per sostenere una conversazione competente e ragionata, riceverai un premio in denaro.
dunque, se ci sei batti un colpo- firmato.
Il punto che non capisco è perchè ci sia necessità di lavorare "unicamente" con la pittura: Pietro Roccasalva fa un'ottima pittura e ha una carriera internazionale. Idem Roberto Cuoghi, che utilizza più strumenti e quando usa la pittura lo fa in modo egregio. Stingel (se lo vogliamo considerare ancora italiano) stesso discorso... e mi sembra che artisti più giovani come Rossana Buremi o Valerio Carrubba facciano un ottimo lavoro e che non vengano affatto discriminati perchè usano la pittura. Simone Berti ha sempre fatto degli ottimi quadri senza per questo invocare uno statuto privilegiato per la pittura, ma usandola disinvoltamente accanto ad altri mezzi. Quello che non capisco è questa sorta di paranoia da pittore che si sente perseguitato... non ho mai sentito fare questi discorsi dagli artisti che ho citato né da artisti stranieri, sia che usino "esclusivamente" o meno la pittura.
RispondiEliminal'ultimo pittore di successo internazionale in italia è stato pessoli.
RispondiEliminaroccasalva non è un pittore, se paragoni la sua sala alla scorsa biennale con quella di pessoli mi pare chiaro (il giradischi, pitture che riprendono passate performance, ecc) roccasalva è un artista che lavora da paraculo con la pittura, ne trae i benefici (una certa facilità di mercato indubbia, una certa facilità di lettura del suo lavoro pittorico -a prescinedere che uno abbia compreso o meno i vari intricati collegamenti con giradischi ecc- )ma allo stesso tempo non ha il fegato di fare solo il pittore, come ad esempio adrian ghenie, sasnal, borremans, doig e molti altri all'estero. cuoghi ha avuto successo principalmente per UN solo lavoro, e di certo non era una pittura. nessuno degli artisti che menzioni fa una ricerca pittorica, sono anzi tutti pittori decisamente di "illustrazione", proprio perchè trattano la pittura con un retroterra concettuale.
e poi citi tutti artisti di una certa formazione (garutti) e di una certa "fascia", quindi evidente che tu non sappia nulla di pittori italiani. angelo mosca, artista che ai più può apparire uno sfigato (a te che porti i suddetti esempi sicuramente), con una carriera inesistente o quasi, è un' eccellente pittore, che se fosse nato all'estero avrebbe ricevuto sicuramente di più. giusto un nome, un' esempio.
Anonimo...
RispondiEliminaVisto che con me apertamente... Non Riesci a Parlare-
chiedilo a loro... chiedi a loro se si ritengono pittori e, a coloro che si ritengano tali, se si sentano o meno penalizzati dalla settorialità degli interessi curatoriali.
nessun pittore si sente perseguitato- semplicemente i pittori che dipingono** sono penalizzati dalle circostanze storiche italiane- se non lo capisci da solo, ti ripeto: DOMANDALO apertamente ai sopra citati.
Apri un post diretto ai nomi che hai menzionato e aspettiamo le risposte- (io non li avrei MAI messi nel medesimo blocco... è una tua considerazione...)
CUOGHI, ROCCASALVA, BERTI, CARRUBBA, BUREMI, STINGEL- Voi siete PITTORI?
siete artisti pittori? o siete artisti che USANO la pittura alla stregua di un qualsiasi altro media?
VI INTERESSANO le specificità della pittura?
oppure essa vi serve per trasmettere concetti ed intenzioni?
io conosco le loro risposte-- almeno quelle di alcuni di loro... vediamo cosa rispondono a te.
TU
sei MOLTO confuso e mi pare che ignori un dato fattivo che concerne la pittura ma anche altri genere di pratiche artistiche-
I media hanno una propria vicenda storica, proprie specificità, una propria natura, proprie categorie, proprie oggettivazioni. (che sono pure prescindibili e sovvertibili, ma sono cardini- almeno fino all'arrivo di un unidentified painting artist)
La pittura e la "scultura" in senso stretto- sono, in modo pittusto ovvio, soggetto ed oggetto della propria speculazione.
Allorchè la pittura è utilizzata a mo'di VEICOLO concettuale, è finalizzata, peggio, è pretestuosa, "si dimentica" di essere significato e significante in sè compiuto e si riduce a significare strumentalmente-
funge in qualità di VETTORE... diventa font e termina di essere lingua/linguaggio e contenuto.
Dato che dipingere non è un'attività affatto ovvia, è una PRATICA molto specifica e, per alcuni quotidiana, spesso i "quadri" di artisti che usano la pittura saltuariamente, improvvisamente e ballerinamente, come "veicolo", sono impietose denunce del proprio miserrimo valore intrinseco.
Questo non lo dico IO... è un'ovvietà oggettiva delle storia dell'arte.
Mi pare di stare all'inferno a dover puntualizzare su cose simili.
L'UNICO PITTORE ITALIANO che abbia una credibilità e una vicenda professionale equiparabile a quella di, fin troppi, altri artisti è ALESSANDRO PESSOLI.
Mi stupisco che tu non lo abbia menzionato...
No... di fatto... non mi stupisco.
Anzi RILANCIO:
Chiediamo anche a PESSOLI...
** questo riguarda anche altri generi di artisti la cui ricerca ha una specificità che impedisce verbosi riversamenti pseudo-critici.
In questo caso Patrizio Di Massimo ha corretto il tiro verso una galleria e un pubblico un po' limitati su alcuni codici; senza per questo snaturarsi, diciamo che si è divertito (per una galleria di provincia ma con aspirazioni international la pittura è la cosa migliore, ed eccola accontentata, se poi sembra fatta dall'amatore delle domenica, ancora meglio, tanto va bene tutto..l'importante è DOVE e CHI). E' alla T293 invece che presenta bianchi con la faccia nel culo di neri, mentre su Kaleidoscope un report sulla Libia ( ETEDAI!) con foto e immaginari vintage e in bianco e nero...etedai!
RispondiEliminaPoi la performance dell'attore che ripercorre microstorie del fascismo...non si capisce dove voglia andare a parare: cose un po' a caso, ma pedissequamente "selezionato" come artista "interessante". Perchè interessante? Bastano un po' di citazioni a caso e una formalizzazione corretta (Moussoscope) che ammicca all'antiaccademismo, quando invece è ancora più accademica dell'accademico?
Se non iniziamo a lavorare su i "perchè", ogni stagione avremo nuovi giovani che coltivano illusioni e delusioni.
luca rossi
luca rossi il tuo intervento, assolutamente fuori luogo e carente dal punto di vista dei contenuti, fa emergere cosa sei: UN COGLIONE
RispondiEliminaLimitiamo offese, commenti ingiuriosi e offese impertineti! Grazie
RispondiEliminaElena
Cara Lorenza,
RispondiEliminaNon metto in dubbio il fatto, come dici giustamente tu, che la pittura - come tutti gli altri media - abbia una sua specificità. Dico solo che ci sono tanti artisti che usano il film senza fare un discorso sullo specifico del medium cinematografico, ma appropriandosene per un loro fine altrettanto specifico ma che è individuale e non interno al mezzo che scelgono. O artisti che si appropriano della scultura senza fare un discorso interno al medium della scultura. Eppure non mi sembra che chi operi all'interno del cinema o della scultura gridi tanto alla necessità di preservare lo "specifico" di un medium piuttosto che di un altro, perchè la specificità dei mezzi è un'eredità del modernismo alla Clement Greenberg che in tanti preferiscono lasciarsi alle spalle. Quindi non metto in dubbio che chi decide di indagare un mezzo nella sua specificità vada rispettato, ci mancherebbe, dico solo che l'arte si è ormai conquistata una libertà nell'affrontare i mezzi al di là della loro specificità, e che questo è un dato storico. Dagli anni '70 tanti artisti hanno usato la fotografia non per fare "fotografia" ma per commentare la fotografia, ma i fotografi duri e puri non si sono sognati di rivendicare uno statuto privilegiato, o di invocare uno stato di svantaggio...
Il Luca rossi di prima non ero io, ma non era un commento così sbagliato.
RispondiEliminaLR
smettete di masturbarvi...lavorate e vediamo di andare avanti ivece di assumere sostanze psicotrope emerse dalla nostra stessa necrosi mentale..
RispondiEliminache il pittore misceli le terre, lo scultore plasmi,
RispondiEliminail videomaker guardi tutto e preghi la luce, l'archivista sia ossessivo fino in fondo...
esistere è essere il proprio operato sempre..
Mostra super bravo. Finalmente qualcosa di meno noioso del solito...
RispondiEliminaInvece credo che il primo commento di luca rossi non sia male, e definire rossi coglione significa solo che il nostro ha toccato nel segno per l'ennesima volta. Perchè troviamo interessante l'ennesimo artista che propone l'ennesima riflessione sulla storia e la memoria? (biscotti, arena, angioletti, tweedy, ecc ecc). Sembra che non ci sia la capacità di affrontare e risolvere il presente. Ha ragione Rossi quando scrive che questo progetto sembra fuori dalle corde di Di Massimo: ma in realtà,mi direte, che la storia dei savoia corrisponde alla storia dell'italia in libia, o alle microstorie sul fascismo o al progetto di riprendere un ragazzo di colore (???):
RispondiEliminahttp://www.t293.it/Patrizio%20Di%20Massimo/PADMpressII.html
In questo comunicato Di Massimo ha avuto una commissione dal comune di milano e dalla fondazione sandretto. Di Massimo è molto amico di Ilaria Gianni che lavora nell'associazione Art At Work con Ilaria Bonacossa che lavora alla Sandretto
....visto che sembra andare bene tutto (riflessioni storiche a caso) perchè Di Massimo sì e un altro no....tanto chiunque potrebbe fare queste riflessioni....
o mi sbaglio??
Lucia
Viva Angelo Mosca!
RispondiEliminahttp://www.onlineworldofwrestling.com/profiles/a/angelo-mosca.html
Ho sempre voluto fare un quadro.
RispondiEliminaRossi ha detto che il progetto é nelle corde di Di Massimo.
RispondiEliminaE la Bonacossa non l'avora piú in Sandretto da due anni.
Non so perchè, ma dietro, in fondo in fondo, intravedo un'operazione alla Vezzoli. Questo misto di trash, storia e ...
RispondiElimina...si potrebbe anche dire basta a questo continuo parlare della pittura come se fosse un'arte a parte...la pittura è semplicemente un media come tutti gli altri..la sua unica "sfiga" è che in italia qualcuno l'ha voluta mettere da parte per un bel pò boicottandola e sminuendola...ma mi sembra che le cose stiano cambiando...ci sono nuovi "pittori" che pian piano stanno riportando questo media a far parlare di sè in maniera positiva...evviva..che bello...era ora...
RispondiEliminaconcordo pienamente con lorenza boisi...
e chi sarebbero???
RispondiEliminaQuesto misto di trash... storia... e cioé l'Italia?
RispondiEliminaragazzi, la pittura è oro!
RispondiElimina...sì sembra anche molto Vezzoli, il fatto che la Bonacossa non lavori da Sandretto da due anni (anche se nel 2010 ha fatto lei le selezioni per 21x21 a cura di bonami...) non vuol dire che le relazioni non persistano e tendano a favorire solo le solite persone....MA DA QUANDO C'è LUCA ROSSI QUESTE DINAMICHE SONO MOLTO ATTENUATE E NE STANNO GODENDO TUTTI GLI ARTISTI CHE ERANO NEI MARGINI E VOLEVANO DIVENTARE I SOLITI NOTI...vedi Francesconi, Alis/filiol, Presicce, Carbotta, Gonzato.....
RispondiEliminaè vero...è oro...in realtà è oro qualsiasi opera d'arte fatta bene...che dia modo di far nascere uno scambio nn solo culturale ma anche umano...la pittura non ha mai cessato di esistere..le gallerie si sono sempre sostentate con essa...anche se faceva chic parlarne male..ma questo è un altro discorso..è bene che finalmente l'italia..vuoi per la crisi..vuoi per chissà cosa..abbia finalmente deciso di riportarla in auge..a differenza del resto del globo che nn l'ha mai abbandonata...meglio tardi che mai!!!
RispondiEliminaRicapitoliamo:
RispondiEliminaSono estasiata che alcuni commentatori riconoscano che esiste un moto seppur sommerso e misconosciuto.
ORA:
in merito a Greenberg- ok molto bene...molto bene etc etc.
per fortuna qualcuno ha preferito leggere Rosenberg...
e temo che questa sua riflessione AnonimA, sia nuovamente un modo per sviare il discorso e ribaltare i miei assunti molto decisi.
Onestamente credo che pochi leggano Greenberg oggi e che la rilevanza di questa lettura per i giovani artisti sia minoritaria rispetto ad altre congiunture più pressanti.
Se vogliamo ribaltare le mie affermazioni- se permette: comincio io.
Però lei mi risponde alle domande (e non evadendo il discorso)... altrimenti, è come rivolgersi alle sorelle Fox e allora preferirei chiedere i numeri del lotto.
CASUS BELLI
CASO n° 1 - qual'è stata l'ultima nomina (non vincita) NOMINA di un pittore al Premio Furla?
CASO n° 2- Qual'è stata l'ultima selezione per un premio/residenza che comprendesse un pittore italiano?
CASO n° 3- a parità di CV e di credibilità tra artisti: che percentuale di mostre comprendono o escludono pittori?
CASO n° 4- quante application o concorsi escludono la presentazione di un (famigerato) PROGETTO, permettendo anche ad artisti da studio di partecipare senza dover mistificare la propria ricerca?
CASO n° 5- quante mostre di pittura italiana ha visto negli ultimi DIECI anni in spazi o circostanze preposte alla promozione di giovani artisti?
CASO n° 6- potrebbe menzionare almeno 1 curatore che si occupi di giovane pittura?
CASO N° 7- devo continuare...?
Quale scenario potremmo supporre per giustificare questa apparente mancanza di pittori in circolazione , senza avallare l'evidenza circostanziata che siamo tutti gravemente penalizzati? Possiamo voler ipotizzare che i pittori italiani siano tutti drammaticamente privi di talento/interesse?
Ecco dunque il terribile zoppicante sillogismo ipotetico:
RispondiEliminaSE gli artisti pittori italiani fanno tutti cagare... (- forse sono un'avanguardia...) -
E gli altri artisti (indistintamente) sono più bravi anche se sono mediocri... (visto che i pittori farebbero cagare) -
ALLORA gli "altri" artisti dominano numericamente le circostanze di cui sopra perchè sono migliori.
tale che/ possiamo escludere che una serie di circostanze recenti abbiano reso la pittura italiana una sorta di patata bollente e di resposabilità che pochi trovano la forza/capacità/competenza/imprudenza di raccogliere.
E INVECE NO tale che per cxxxo di NIENTE!
la responsabilità della situazione non risiede nell'inettitudine dei pittori italiani- che non sono, nella media, nè migliori nè peggiori di artisti che operano altrimenti. Ci sono i buoni, i cattivi, i mediocri e i pessimi--- come altrove- anzi, a mio parere, nella media, essi sono generalmente migliori.
I pittori in Italia sono in numero minimo rispetto ad artisti di ogni altra estrazione. In percentuale di 20:1...
Su 100 dossier che ricevo a MARS- forse 3/4 sono di pittura. Senza contare che la pittura italiana continua a perdere terreno anche a causa del trasformismo di chi ha praticato la pittura per anni e poi ha virato bruscamente verso attività, da questa, completamente slegate...riuscendo improvvisamente a ricevere attenzioni, prima, inaudite e trascinando altri in questa direzione (loro responsablità certo- ma anche questa incidenza è indicativa di un determinato contesto// ovvero- prima dipingevi... ed eri un povero cretino, adesso balli la break OldSchool in Bolivia e ti fotografi il pene sotto la pioggia e io ti sposo intellettualmente...).
La situazione della pittura italiana non è una campagna di protezione del PANDA- è una circostanza concreta aggravata da una profonda mancanza di onestà intellettuale di chi l'ha causata.
Perchè?
Ancora una volta: per l'impianto dell'insegnamento artistico, per la tradizione critica recente che ha emarginato la pittura e, a sua volta, ha insegnato a coloro che si avvicendano ad ora nella curatela degli emergenti a disinteressarsene, per i fraintendimenti del gusto, perchè in altri tempi pittura- ha significato operazioni curatoriali/commerciali da cui ci si è voluti allontanare e soprattutto, perchè la pittura, la critica della pittura e la sua curatela non si inventano.
in Ogni caso:
Danni-su danni-su danni arrecati ad un media che altrove nessuno ambisce a screditare nella sua appartenenza al dibattito contemporaneo.
Diffuso pari ad ogni altro, decisamente sempre, diffuso più di ogni altro.
In Italia ci sono bravi artisti pittori, come ci sono bravi artisti, ci sono pure pessimi artisti e pessimi pittori, ognuno faccia le sue considerazioni in merito, certo è che i pittori esistono- vi piaccia o meno, dimostriate onestà intellettuale o meno- we are all alive and kicking!
pittura ed altre discussioni a parte, ciò che mi lascia basito, e credo fosse l'intento di un post indicizzato come Interview - è la totale non consapevolezza e banalità della ( non ) conversazione.
RispondiEliminaNon che le domande siano minimamente stimolanti, per intenderci, ma proprio la loro natura di grado zero poteva dare adito ad un minimo di elaborazione.
Non penso sia interessante un discorso sul media etc ... daltronde, ben venga l'uso della pittura, così come di qualsiasi altro media, ma non è molto difficile immaginare che chiunque riuscirà a ri-creare complessità e discorsività attorno alla pittura in futuro potrà essere considerato un nuovo Duchamp.
Non entro nell'ambito di questo giovane, ma non vi è padronanza, nel pensiero, nella criticità , di riflessività in quello che non è il contesto specifico della sua ricerca.
Tutto è così invisibile, siamo al solito discorso metalinguistico un pò noioso e passè.
comunque il singolare di media è MEDIUM non media. studiate un pò di latino.
RispondiEliminaimmagino che nei press release al massimo ci siano parole in inglese o tedesco ( giusto un paio che fa molto chic) il resto è un bignami di agamben, zizek, sloterdijk, didi-huberman, ranciere, badiou molto raffazzonato..)
per questo motivo il latino non serve a voi "giovani interpreti del sentire contemporaneo" aka braccia rubate ai call center
I collegamenti con le precedenti produzioni sono il link per capire ...e' un artista poliedrico e la pittura e' interessante. Dove si terra' la prossima mostra?
RispondiEliminaMi scusi sig. anonimo del call center- io non ho studiato il latino e, si figuri, io spesso "sogno" in inglese...
RispondiEliminaNon ricadano su altri le mie vergogne e le lacune della mia istruzione miserrima... me lo trova lei il posto al call center?
o preferisce che ci scambiamo direttamente posto di lavoro tra noi due?
Se invia il suo Curriculum e lascia il suo recapito.. le farò sapere...
Cordialmente
Lorenza Boisi
siete proprio infantili.
RispondiEliminanei post precedenti ho trovato una persona che si difende sempre sempre e sempre e attacca, come se non avesse ancora risolto alcuni suoi
RispondiEliminaconflitti interiori o esteriori.
In caso l'anonimo del 21 MARZO 20.39 si riferisse a me designandomi "persona" che si difende/attacca, vorrei, nuovamente (mi annoio di me stessa)
RispondiEliminasegnalare un fatto:
io sono io- nel bene e nel male, un individuo con un nome ed una vicenda ascrivibili ad una storia e ad un vissuto- esposta così ad inevitabili apprezzamenti/deprezzamenti relativi ad una "esistenza storica".
Altri: sono anonimi... e si garantiscono, nell'anonimato, la sospensione di ogni considerazione di merito, neutralizzando però il valore delle loro manifestazioni.
Trovano (magra)soddisfazione nel rivolgersi ai "noti" con considerazioni detrattive improbabili in circostanze di riconoscimento reciproco.
Non mi capita MAI che, nel mio quotidiano, mi si rivolgano le riflessioni che ricevo qui dai soliti anonimi... peccato...
Ora- le risposte anonime ai miei post, o a quelli di altri post firmati, sono frequentemente considerazioni sulla mia/loro persona, molto difficilmente invece, dimostrano pertinenza ai contenuti.
Why?
forse che forse... la risposta potrebbe essere un'ovvietà?
***************************************************
Nota a nome dei "problematici riuniti".
Se lei, signore anonimo delle 30,39, ritiene di aver risolto i suoi conflitti interiori... o esteriori... (?) tanto da doversi occupare dei miei... prescindendo dalla scarsa spendibilità dell'ipotesi che cotali conflitti, i miei o i suoi, siano in qualche misura rilevanti al dibattito contemporaneo...
credo, debba avvertire immediatamente i suoi cari della sua presente condizione perchè, appare chiaro, nonostante la mancanza di documentazione storiografica, che:
-Lei è defunto.
oppure ha raggiunto la Buddità...
Lei è, comunque, passato ad altra dimensione, mi sorprende che ancora legga i post di questo/altri blog- CORRA invece VERSO LA LUCE!
sempre Cordialmente
una persona fisica.
Siete fantastici, tutti. Mi fate morire dal ridere.
RispondiEliminaI.
Anonimo del 21 marzo 2011 11:16 che consigli alla Lorenza Boisi ed ai talenti emergenti di lavorare ai call center...scusaci se nn sappiamo tutti il latino come te, se non scriviamo a raffica 4 o 5 nomi stranieri per far vedere che siamo intellettuali e che ABBIAMO UN'ISTRUZIONE...scusa se a stento incrociamo due parole in italiano...ma mi chiedevo..visto che sei TU il SOLO ed UNICO...così colto ed intelligente..ma perchè nn esci dall'anonimato e ti dai un'identità così sappiamo da chi prendere un pò di ripetizioni???ah..dimenticavo...SCUSA se ESISTIAMO!!!
RispondiElimina..DEVI ESSERE PROPRIO FRUSTRATO..POVERINO..MI FAI PENA!
DI MASSIMO AL MASSIMO
RispondiEliminai dipinti in questione non sono brutti, sono dipinti dignitosamente e sono sicuramente meglio dei disegni che più e più volte ha proposto.
RispondiEliminapeccato che oltre alla giustezza di questi ultimi lavori non vedo molto altro, nessuna tensione dettata dalla ricerca sul medium, nessuna invenzione degna di nota, poca sicurezza nel display delle opere.
insomma, di massimo non è una cattivo artista, ma sicuramente non è un coraggioso.
michele