23/03/11

Coming Soon ☆ Matteo Rubbi

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Matteo Rubbi...voi siete qui. Photo Vincenzo Latronico

13 commenti:

  1. eccolo un altro " enfant prodige " della nostra italietta...un po come fa Berlusconi si va sempre più in basso vediamo fino a che punto possiamo arrivare...

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  2. aaaah!!
    comunione e liberazione colpisce ancora..

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  3. peccato che Matteo sia così sovraesposto, perchè il suo lavoro sarebbe anche autentico ed energetico. In italia le solite persone lavorano solo con i soliti noti... in questo, milano è la più provinciale delle scene artistiche italiane...questi artisti sono destinati ad essere ignorati sulla scena internazionale (come è avvenuto per i rubbi degli anni 90) e a sgraffignare qualche danaro a collezionisti brianzoli distratti e illuminati solo dai loro cellulari.....in tutto questo devo dare ragione a Luca Rossi, per molte cose che dice e che certi artisti dovrebbero prendere come un grande favore del nostro signor rossi....

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  4. Questo è un messaggio senza polemica, anche se qui i toni sono sempre interpretati male: ma come mai (anonimo 24) essere sovraesposti è necessariamente un male? Già ci si potrebbe chiedere se personale + furla sia una sovraesposizione, giacché in fondo si parla, per il secondo, di un unico progetto (per quanto corposo). Ma soprattutto, mi sembra che si debba stare attenti con il pregiudizio, in fondo un po' romantico, della sovraesposizione come subdola strategia del mercato per far esplodere il valore ai danni della crescita dell'artista, che viene sfruttato finché regge senza che questo gli porti alcuna crescita personale.

    Nello specifico - sarà forse proprio la "sovraesposizione"? - credo che in questa mostra il lavoro di rubbi si sia molto smarcato dal "garuttismo" che improntava anche l'ultima in galleria - che, insomma, sia stata un'occasione di crescita per il suo lavoro. Paradossalmente, questo lo può riconoscere anche chi non lo apprezza.

    O forse la sovraesposizione è un male perché, in Italia specialmente ti attira le invidiette e gli strali di tanti scontenti? Tipo i primi due commentatori...

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  5. Io ho solamente letto il comunicato stampa sul sito del Gamec ed ho notato due analogie imbarazzanti: le ultime personali di Roman Ondak e, soprattutto, la personale al palazzo della Secessione di Vienna di Hans Schabus. I presupposti sono quelli, tutto a livello teorico. ma in pratica? mah...

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  6. Signori, garuttismo o non garuttismo, il problema è che a Rubbi viene data la possibilità di osare e di sperimentare, mentre ad altri questa possibilità non viene data. Rubbi può fare quello che vuole potendosi concentrare solo sul suo lavoro. Questa cosa deprime e mortifica proposte divergenti e lo stesso futuro di rubbi, protetto e difeso da ogni confronto con qualcosa di diverso.

    lr

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  7. Caro lr,

    vero: altri non hanno questa possibilità. Ma questo vale per qualunque artista e qualunque istituzione: fai la mostra di qualcuno, e con ciò la neghi a tutti gli altri. Per ciò stesso stai eliminando il dibattito?

    Poi, dirai: ma Rubbi ha anche vinto il Furla! Occupa ogni spazio, è "sovraesposto", dilaga come la piovra! Suppongo, però, che questa mostra fosse pianificata da prima della premiazione.

    Poi, dirai: Certo, non è pianificato! È che il "sistema" sovraespone Rubbi come parte di una strategia sistematica volta all'eliminazione del dissenso, per negare spazio alla vera criticità e alla pluralità ecc ecc. MA: questa non è un'argomentazione. L'argomentazione è indicare _cosa_ sarebbe stato meglio esporre al suo posto, oppure almeno far notare quali debolezze - nella pratica di Rubbi, che di certo ne ha parecchie - avrebbero giustificato la concessione di quello spazio a qualcun altro.

    Se no, ci si parla addosso: prova a sostituire alla parola "Rubbi" nel tuo commento qualunque altro nome di artista: potresti liberamente incollarlo sotto qualunque altro post, non è una critica, è una lamentela generica. Ma la critica di cui tanto si parla?

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  8. Caro Chierico,

    sono d'accordo. Ma l'ennesimo caso Rubbi è solo un sintomo di una tendenza: la tendenza del gruppo. E quindi un gruppetto, o due gruppetti che tendono a non approfondire e a non essere aperti al confronto. Due anni fa la situazione era molto peggiore, oggi ,per via di un certo lavoro critico, le cose sono leggermente più allentate e aperte. Queste cose le dico per esperienza diretta. La cosa paradossale è che un maggiore confronto e apertura sarebbe utile a tutti. E soprattutto ai vari Rubbi che poi tendono ad avere un futuro non sostenibile (come è successo ai rubbi anni 90). E non si tratta di economie forti e deboli, si tratta di anomalie italiane, di un non sistema che non ho mancato di approfondire sul whitehouse, exibart e flash art.

    luca rossi

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  9. Caro luca,

    ho letto le tue cose. E capisco il rischio del futuro non sostenibile (pensa poveri che fine hanno fatto!) Però mi pare che Rubbi partecipi dell' "international style" (nel bene e nel male) più dei vari Perrone Frosi ecc... E forse questo può portarlo alla lunga a smarcarsi dalle anomalie. Il confronto? Verrà, speriamo. Ma credo che questa mostra, in tale senso, sia un buon inizio - anche a livello scultoreo dialoga con lo spazio e con la ricerca attuale (fighetta? sì, perchè no. ma comunque attuale e internazionale) molto pià di quanto non avessero fatto omologhi di altre generazioni.

    Dài, si parla sempre male di tutto, su questo blog. Questa mostra, sinceramente, mi è parsa un buon segnale.

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  10. si parla male perchè il divario carriera/opere è impietoso e come in altri settori (ci siamo tutti scandalizzati per la Carfagna, Minetti, Trota, ecc o no??) è giusto parlarne e discuterne.

    Questa mostra è pessima

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  11. Questo è un'altra anomalia tipica italiana, quando c'è da indignarsi per le oscenità di altri siamo i primi, ma mai che si fa mea culpa per le proprie.
    Nanni Moretti parlando del tennis italiano (storicamente un movimento mai capace di generare campioni) ironicamente dicava : " il tennista italiano addita le sconfitte all'arbitro, alla pallina che non rimbalzava, al vento ecc...."

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  12. Ma Anonimi cari (gli ultimi due), il punto è proprio che bisognerebbe smetterla di parlare delle carriere. Il lavoro di X è buono? Parlatene bene. È pessimo? Parlatene male. Ma resterà buono o pessimo che X sia esposto nel garage di mia zia o alla Turbine Hall: e attaccando la forma ("successo", "carriera", ecc) e non la sostanza (il lavoro) si rischia di sembrare invidiosi o pettegoli (e probabilmente lo si è).

    È colpa del sistema? Sì, penso di sì. Ma non si può rimproverare a un sistema di promuovere un artista che si ritiene mediocre, se non si indica chi avrebbe dovuto promuovere al suo posto: perchè è ben possibile che, pur mediocre, tale artista fosse il migliore di un campo di mediocri pure peggio (sia chiaro: questo è un esempio. Nello specifico credo che il lavoro di Rubbi stia diventando sempre più interessante e finalmente un po' "sprovincializzato" - ma qui si parla di forma, appunto).

    La sproporzione lavoro/carriera? Ma parlate del lavoro, e se ci convincete della sua bontà/pochezza tale sproporzione sarà evidente agli occhi di tutti. Ma, appunto, qui più che convincere si ama berciare.

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  13. Io ho parlato prima di tutto della sostanza, e del fatto che Rubbi proponga lo smart relativism: negli ultimi anni idee scollegate e ora maggiormente ordinate da questa mostra. Ma a Rubbi è stata data la possibilità di fare tentativi a caso prima di strutturare un discorso più robusto...si tratta di 3-4 operatori amici che decidono...vi rendete conto di quanto sia provinciale il "sistema" italia???

    Poi questa mostra è il trionfo di idee ruffiane e forzatamente poetiche...la poesia pilotata non ha grandi possibilità. E quando abbiamo pensato al Bounty? O abbiamo fatto lo scafo? Semmai fatto anche male...cosa abbiamo raggiunto???

    La lavagna con segni in libertà: ovviamente bambini comuni e scienziati adulti...e via...yeaaaa

    C'è una tensione verso il pubblico e un desiderio di mostrarsi generosi ad ogni costo...ma si ottiene un effetto che è complementare all'ordine che si vorrebbe destabilizzare...a volte bisogna anche prendere in considerazione il vuoto e la possibilità di non dare un premio....

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