ma cosa sono dei quadri e stampe prelevate dagli scarti di un rigattiere? che pena.. poi incollati e appesi al contrario per tentare di risultare ironico spigliato e controcorrente.. s.a.d.n.e.s.s.
Io d'ora in avanti risponderò a tutti i commenti inutili in questo modo: << hm vogliamo vedere le tue opere! Così innovative che il paese non può vivere senza! Tiraci fuori dalla banalità!>> Lo stesso vale per i vari Luca Rossi e nemici. Non che gli anonimi facciano sempre commenti stupidi ma vorrei che ci illuminassero con del lavoro oltre che con parole. Un po' di sudore e mani sporche per favore.
beh dopo che giri 7-8 gallerie mostrando dei lavori (milioni di volte migliori delle scoregge insulse che vedi in giro) e ti respingono ti rompi anche un po' il cazzo di continuare a proporne (perlomeno scegli altri metodi), molto più divertente e salutare sfottere le scoregge altrui .
cmq a parte tutto chi è che può difendere sta mostra? a me piacerebbe fare dei bei commenti eh non è che goda particolarmente a sotterrare le schifezze che vedo, anzi se qualcosa mi piace sono ben contento di sottolinearlo, forse dipende anche da chi seleziona i lavori . ad esempio all'autrice del blog piace questo lavoro o lo ha caricato perchè è un must imprescindibile che andrà di moda nei prossimi 5 mesi? è importante saperlo .
Questi immaginari vintage sono fin troppo facili. Queste opere mi sembrano quanto meno pretestuose: perchè girare il quadro e lavorare dietro??? C'è questo ammiccamento, che potremo trovarlo in quello che si potrebbe definire un reparto evoluto dell'ikea. Questi quadri potrebbero realmente conturbare un certo desidero di arredare. Come non farsi coinvolgere da questa malinconia di altri tempi? Spesa tra la guerra fredda e una base nato in germania (dove ha vissuto tweedy). Sempre a roma vediamo anche Arancio che lavora su medesimi immaginari (ma forse alcuni suoi lavori sono più netti e asciutti, per quanto la vena del mercatino dell'usato sia veramente sovraesposta).
Bisogna capire cosa si intenda per arte contemporanea. Io non mi sento attratta da questo feticismo dell'oggetto, per risolvere, semmai, una parete in casa. Mi sembra che ci sia una pretestuosità ruffiana che finisce per essere artificiale e lontana. E penso che si possa anche percorrere un alternativa a questo (spero di poterlo fare nel prossimo premio moroso). Bisognerebbe ammettere la crisi della rappresentazione e invece ci si ostina sopra alcuni codici e rituali. Lo so che sono noioso, ma continuate a chiedere alternative quando sarebbero già sotto gli occhi : )
condivido la proposta dell'Anonimo Adorno, simile a quella che ho fatto alcuni giorni fa su questo blog (mostra Deball). Sostanzialmente vorrei poche parole, ma tanti lavori. X HM: il fatto che i tuoi lavori non siano apprezzati dalle gallerie mi affascina, mi dici dove posso vederli?
Ma da dove vengono le immagini? E' un'altra costola del solito approccio "archivistico" che va tanto di moda (vedi, per es. Rubbi, Biscotti...per citare i più recenti vincitori di premi italiani)? Mia nonna archiviava tutto, dai giovani mi aspetterei altro
I codici sono monotoni... I concetti sono monotoni... le mostre sono monotone...
... sono inutili.
ma piacciono ai curatori, che sono, necessariamente, monotoni. Non necessariamente stupidi, soprattutto: pavidi, deboli, pigri...
Gli artisti sono apprezzabili/ti esclusivamente se accorpabili ad una categoria ben definita e ben descrivibile.
Ma più che questa tornata di artisti della fotocopia e del rigattiere ormai allo stremo, è temibile la tornata dell' imprinting italiota.
Il "marchio italiota" piace, piace come un'Amatriciana - soprattutto all'estero, per il suo esotismo, perchè rincuora i cercatori del folklorico e rasserena un po' tutta l'Europa con un simpatico stornello:
"gli italiani, BravaGente, son sempre i soliti Pulcinella..." (musicare a piacere)
primitivi, animaleschi, canicolari, sovrappeso, mangiatori di spaghi, suonatori di mandola, romantici e grulli... come un pagliaccio di Leoncavallo, mentre si contorcono nella performance di un pessimo inglese, mentre alla fine, vabbè... So'Italiano Vero!
Perchè questa contingenza è temibile?
perchè è slegata dall'individualità, seppur ottusa o strategica, dell'artista come singolo. Questa si ripercuote massivamente sul corpus della nostra cultura, confermando, come integri, quei valori che gli stranieri amano ritrovare nella pizzeria di mezza estate sul lungo mare. Sposando infelicemente l'immaginario da cartolina o da cronaca nera, cui, nel bene e nel male, gli stranieri sono affezionati.
Aneddoto: una simpatica coppia di mezza età apre una pizzeria nella cantina di un palazzo storico di un paesino nel nord Italia- - la pizzeria, visto il pregio dei locali ha un arredo e un decoro molto semplici- le volte imbiancate e i tavoli in legno, pendono dal soffitto alcuni vecchi utensili per la tornitura del legno che è un'attività locale. (la decorazione è legittima)
Torno l'anno successivo: fiori finti, puzzle del Vesuvio, finte maschere veneziane e chincaglieria varia ovunque...le volte spugnate a colori vivaci.
Chiedo apertamente: PERCHE'?
la risposta è semplice, sintetica ma, proferita a mezza voce: é per i Tedeschi... Piace... ai Tedeschi...
Dunque il gioco della parti si fa così:
doppio schieramento
- gli esterofili, che mimano ogni next best thing reperible oltre il Gottardo. Piacciono ai curatori italiani perchè assomigliano a quanto visto recentemente nella galleria Berlinese/Londinese/Newyorkese- dunque li rassicura sul loro "fiuto" élitario.
- I "Nuovi Italiani", con una pretesa denuncia/derisione/celebrazione che svecchiano i costumi delle maschere regionali, impilando clichés bilanciati tra il Grand Tour e il calzone farcito. (piacciono ai Tedeschi... agli Inglesi... agli SVIZZERI... e soprattutto, cosa che mi fa incazzare da morire, ai Francesi... che son ben conciati ma che escono sempre vincenti, almeno, dal confronto con gli Italiani- e anche qui... sarebbe tutta da giocare, sul come i curatori italiani si stiano innamorando della scena francese- una banda di derelitti più fastidiosa della mononucleosi).
E ...CHI RESTA FUORI da questa divisione marziale?
eehhh... imbarazzante... ora.. chi ... resta --- fuori... oh cazzo! che si fa? Oh Cielo... meglio fingere che non esista, è più semplice.
Non si possono certo immaginare scacchiere in cui i pezzi siano di mille colori diversi, ci sarebbe confusione, ci sarebbe difficoltà...si dovrebbe uscire dagli schemi... mica siamo l'Unicef!
@coda li puoi vedere via mail, ma sinceramente coda preferirei mandarli a un nome e cognome reale. non perchè combatta l'anonimato in internet, io stesso ho un nome inventato ma uso lo stesso da più di 5 anni e ormai mi conosce più gente con questo che con il mio nome reale (oltre al fatto che sono raggiungibile via mail su youtube e altri posti), in ogni caso penso che in futuro metterò tutto su youtube, alla fine esporre su internet ha molta più visibilità che in un qualsiasi spazio no profit, gli stessi street artisti attaccano le figurine in strada e gli scarabocchi/sgorbi vari allo scopo di fotografarli per metterli su internet, o creano pseudostreet video (pesantemente ritoccati in postproduzione) tipo blu per caricarli su internet e avere il feedback della rete. in ogni caso quello che sto facendo ora su youtube ha un preciso filo logico fin dal primo video/pezzo selezionato.
ma cosa sono dei quadri e stampe prelevate dagli scarti di un rigattiere? che pena..
RispondiEliminapoi incollati e appesi al contrario per tentare di risultare ironico spigliato e controcorrente.. s.a.d.n.e.s.s.
Io d'ora in avanti risponderò a tutti i commenti inutili in questo modo:
RispondiElimina<< hm vogliamo vedere le tue opere! Così innovative che il paese non può vivere senza! Tiraci fuori dalla banalità!>>
Lo stesso vale per i vari Luca Rossi e nemici.
Non che gli anonimi facciano sempre commenti stupidi ma vorrei che ci illuminassero con del lavoro oltre che con parole. Un po' di sudore e mani sporche per favore.
Adorno
beh dopo che giri 7-8 gallerie mostrando dei lavori (milioni di volte migliori delle scoregge insulse che vedi in giro) e ti respingono ti rompi anche un po' il cazzo di continuare a proporne (perlomeno scegli altri metodi), molto più divertente e salutare sfottere le scoregge altrui .
RispondiEliminaps
RispondiEliminase mi dai del frustrato mi fai godere di brutto .
cmq a parte tutto chi è che può difendere sta mostra? a me piacerebbe fare dei bei commenti eh non è che goda particolarmente a sotterrare le schifezze che vedo, anzi se qualcosa mi piace sono ben contento di sottolinearlo, forse dipende anche da chi seleziona i lavori . ad esempio all'autrice del blog piace questo lavoro o lo ha caricato perchè è un must imprescindibile che andrà di moda nei prossimi 5 mesi? è importante saperlo .
RispondiEliminaQuesti immaginari vintage sono fin troppo facili. Queste opere mi sembrano quanto meno pretestuose: perchè girare il quadro e lavorare dietro??? C'è questo ammiccamento, che potremo trovarlo in quello che si potrebbe definire un reparto evoluto dell'ikea. Questi quadri potrebbero realmente conturbare un certo desidero di arredare. Come non farsi coinvolgere da questa malinconia di altri tempi? Spesa tra la guerra fredda e una base nato in germania (dove ha vissuto tweedy).
RispondiEliminaSempre a roma vediamo anche Arancio che lavora su medesimi immaginari (ma forse alcuni suoi lavori sono più netti e asciutti, per quanto la vena del mercatino dell'usato sia veramente sovraesposta).
Bisogna capire cosa si intenda per arte contemporanea. Io non mi sento attratta da questo feticismo dell'oggetto, per risolvere, semmai, una parete in casa. Mi sembra che ci sia una pretestuosità ruffiana che finisce per essere artificiale e lontana. E penso che si possa anche percorrere un alternativa a questo (spero di poterlo fare nel prossimo premio moroso). Bisognerebbe ammettere la crisi della rappresentazione e invece ci si ostina sopra alcuni codici e rituali. Lo so che sono noioso, ma continuate a chiedere alternative quando sarebbero già sotto gli occhi : )
luca rosssi
condivido la proposta dell'Anonimo Adorno, simile a quella che ho fatto alcuni giorni fa su questo blog (mostra Deball). Sostanzialmente vorrei poche parole, ma tanti lavori.
RispondiEliminaX HM: il fatto che i tuoi lavori non siano apprezzati dalle gallerie mi affascina, mi dici dove posso vederli?
Ma da dove vengono le immagini? E' un'altra costola del solito approccio "archivistico" che va tanto di moda (vedi, per es. Rubbi, Biscotti...per citare i più recenti vincitori di premi italiani)?
RispondiEliminaMia nonna archiviava tutto, dai giovani mi aspetterei altro
Qui o altrove...
RispondiEliminaI codici sono monotoni...
I concetti sono monotoni...
le mostre sono monotone...
... sono inutili.
ma piacciono ai curatori, che sono, necessariamente, monotoni. Non necessariamente stupidi, soprattutto: pavidi, deboli, pigri...
Gli artisti sono apprezzabili/ti esclusivamente se accorpabili ad una categoria ben definita e ben descrivibile.
Ma più che questa tornata di artisti della fotocopia e del rigattiere ormai allo stremo, è temibile la tornata dell' imprinting italiota.
Il "marchio italiota" piace, piace come un'Amatriciana
- soprattutto all'estero, per il suo esotismo, perchè rincuora i cercatori del folklorico e rasserena un po' tutta l'Europa con un simpatico stornello:
"gli italiani, BravaGente, son sempre i soliti Pulcinella..." (musicare a piacere)
primitivi, animaleschi, canicolari, sovrappeso, mangiatori di spaghi, suonatori di mandola, romantici e grulli... come un pagliaccio di Leoncavallo, mentre si contorcono nella performance di un pessimo inglese, mentre alla fine, vabbè... So'Italiano Vero!
Perchè questa contingenza è temibile?
perchè è slegata dall'individualità, seppur ottusa o strategica, dell'artista come singolo.
Questa si ripercuote massivamente sul corpus della nostra cultura, confermando, come integri, quei valori che gli stranieri amano ritrovare nella pizzeria di mezza estate sul lungo mare.
Sposando infelicemente l'immaginario da cartolina o da cronaca nera, cui, nel bene e nel male, gli stranieri sono affezionati.
Aneddoto:
una simpatica coppia di mezza età apre una pizzeria nella cantina di un palazzo storico di un paesino nel nord Italia- - la pizzeria, visto il pregio dei locali ha un arredo e un decoro molto semplici- le volte imbiancate e i tavoli in legno, pendono dal soffitto alcuni vecchi utensili per la tornitura del legno che è un'attività locale.
(la decorazione è legittima)
Torno l'anno successivo:
fiori finti, puzzle del Vesuvio, finte maschere veneziane e chincaglieria varia ovunque...le volte spugnate a colori vivaci.
Chiedo apertamente: PERCHE'?
la risposta è semplice, sintetica ma, proferita a mezza voce:
é per i Tedeschi... Piace... ai Tedeschi...
Dunque il gioco della parti si fa così:
doppio schieramento
- gli esterofili, che mimano ogni next best thing reperible oltre il Gottardo. Piacciono ai curatori italiani perchè assomigliano a quanto visto recentemente nella galleria Berlinese/Londinese/Newyorkese- dunque li rassicura sul loro "fiuto" élitario.
- I "Nuovi Italiani", con una pretesa denuncia/derisione/celebrazione che svecchiano i costumi delle maschere regionali, impilando clichés bilanciati tra il Grand Tour e il calzone farcito.
(piacciono ai Tedeschi... agli Inglesi... agli SVIZZERI... e soprattutto, cosa che mi fa incazzare da morire, ai Francesi... che son ben conciati ma che escono sempre vincenti, almeno, dal confronto con gli Italiani- e anche qui... sarebbe tutta da giocare, sul come i curatori italiani si stiano innamorando della scena francese- una banda di derelitti più fastidiosa della mononucleosi).
E ...CHI RESTA FUORI da questa divisione marziale?
eehhh... imbarazzante... ora.. chi ... resta --- fuori... oh cazzo! che si fa? Oh Cielo... meglio fingere che non esista, è più semplice.
Non si possono certo immaginare scacchiere in cui i pezzi siano di mille colori diversi, ci sarebbe confusione, ci sarebbe difficoltà...si dovrebbe uscire dagli schemi...
mica siamo l'Unicef!
GOD-bye... no, non è un errore...
Del pensare breve.
RispondiEliminamio caro amico di penna...
RispondiElimina@coda
RispondiEliminali puoi vedere via mail, ma sinceramente coda preferirei mandarli a un nome e cognome reale. non perchè combatta l'anonimato in internet, io stesso ho un nome inventato ma uso lo stesso da più di 5 anni e ormai mi conosce più gente con questo che con il mio nome reale (oltre al fatto che sono raggiungibile via mail su youtube e altri posti), in ogni caso penso che in futuro metterò tutto su youtube, alla fine esporre su internet ha molta più visibilità che in un qualsiasi spazio no profit, gli stessi street artisti attaccano le figurine in strada e gli scarabocchi/sgorbi vari allo scopo di fotografarli per metterli su internet, o creano pseudostreet video (pesantemente ritoccati in postproduzione) tipo blu per caricarli su internet e avere il feedback della rete. in ogni caso quello che sto facendo ora su youtube ha un preciso filo logico fin dal primo video/pezzo selezionato.